6 luci e 3 ombre del grande Zar moderno Vlamidir Putin

 Putin

Quarto mandato per Vlamidir Putin, rieletto con il 75% dei voti. La vita del capo del Cremlino è sicuramente molto interessante e ricca di spunti. Dalla miseria a Leningrado a uomo (non ufficiale) più ricco del mondo, passando per spia del KGB di scarsa importanza. Bill Browder, fondatore ed ex gestore di un importante fondo straniero in Russia – ha ipotizzano un patrimonio personale di 200 miliardi di dollari.

Un proverbio russo dice: “Solo un cattivo soldato non spera di diventare generale”. Vlamidir è diventato molto di più di un generale. Con le sue qualità e con i suoi difetti.

Qualità

1) Determinazione a uscire da una situazione molto sfavorevole

Putin è nato nel 1952 a Leningrado da genitori molto poveri. Gioca a inseguire topi ed è vittima di bullismo di strada. A soli 16 anni adotta un piano per riscattarsi. Ispirato dagli attori Vyacheslav Tikhonov e Georgiy Zhzhonov fa domanda come agente del servizio segreto a Leningrado all’agenzia governativa del Comitato per la sicurezza dello Stato (Komitet Gosudarstvennoj Bezopasnosti), meglio nota come KGB. Gli viene consigliato di finire gli studi e di laurearsi. Lui non si dà per vinto. Sia laurea a pieni voti e rifà la domanda. Viene assunto e l’addestramento da spia gli insegna a come sfruttare le debolezze delle persone. L’addestramento lo ha reso un esperto della natura umana, come riferirà alla sua biografa. Vladimir vuole viaggiare, ma solo dopo 10 anni viene inviato solo Dresda (Germania Est), una destinazione decisamente non prestigiosa. Vive una carriera da spia mediocre e a 37 anni è in  un vicolo cieco, mentre il suo Paese sta cambiando e lui è distante migliaia di chilometri. Mosca non lo sostiene durante le manifestazioni contro la sede della Stasi (polizia segreta tedesca controllata dal KGB) durante all’epoca del crollo del muro di Berlino nel 1989. La sua carriera è a un punto morto e torna in Patria disoccupato.

2) Lealtà al capo

Anatoly Sobchak, sindaco di Leningrado decide di affidare a Putin la carica di vicesindaco. La stessa lealtà determinerà la scelta del presidente Boris Eltsin a candidarlo come nuovo presidente.

3) Abilità nel scegliere le priorità

La gestione del tempo è la pratica di mettere a disposizione un budget per il tuo tempo da dedicare abbastanza alle cose a cui veramente dai priorità. Nonostante le enormi responsabilità che l’ufficio del sindaco ha portato sulle spalle di Putin, nel giugno del 1997, ha ancora trovato il tempo di difendere la sua tesi di dottorato in economia presso l’Istituto minerario statale di San Pietroburgo. Il suo lavoro a Leningrado lo ha portato all’attenzione dell’allora presidente russo Boris Eltsin.

4) Abilità nel cogliere le opportunità

L’amico imprenditore Boris Berezovskij lo segnalò al presidente Boris  Eltsin che gli offrì la carica di capo del KGB, per proteggersi dalla accuse di frode. Putin sottolineò la sua decisione di accettare l’offerta: “Una volta che un’opportunità ti cade in grembo, afferrala con sicurezza ma con gli occhi aperti alle responsabilità che ne derivano”. Eltsin lo nomina primo ministro per permettergli di essere conosciuto come politico. Putin si comporta già da presidente. Nel 1999 manda le truppe ad attaccare la Cecenia. Una prerogativa che spetta solo al presidente. La sua popolarità cresce in modo esponenziale come salvatore della Russia.

5) Coraggio e abilità nel risolvere i problemi

L’abilità nel “sistemare le cose” senza preoccuparsi e con decisione è una dote appresa nell’addestramento nel KGB. Putin impressiona Eltsin fermando le indagini per frode sulla figlia del presidente.

6) Grande ambizione

Putin non è mai andato oltre il grado di colonnello del KGB. Il 26 marzo 2000 Putin diventa il secondo presidente russo democraticamente eletto.  Grazie a lui la FSB (Servizi federali per la sicurezza della Federazione russa) erede della “sua” amata ex KGB sovietica, diventa la vera padrona della Russia e Boris Eltsin non può più essere indagato. Vladimir è arrivato a essere a capo della nazione più grande del mondo e dichiara: “Se faccio qualcosa provo a vederne il risultato finale o almeno che porti il massimo risultato”.

Ombre

1) Avidità

Nel suo primo anno da politico la Russia cade in una grande crisi. I generi alimentari furono razionati. Putin doveva firmare contratti per fare arrivare i 100 milioni di dollari di aiuti. Vladimir redasse falsi contratti, il cibo non arrivò mai e i 100 milioni “sparirono”. Oggi in Russia vi sono circa 100 miliardari. Putin fece un accordo con gli oligarchi che volevano prendere potere politico. Se non volevano fare la fine dell’imprenditore Mikhail Khodorkovsky (Banca Menatep), che fece condannare a nove anni di prigione in Siberia, dovettero versargli il 50% dei loro capitali. Oggi Putin guadagna ufficialmente 200.000 dollari all’anno, ma vale 40 miliardi di dollari in azioni delle società degli oligarchi russi. Nel 2012 il “Magnitsky Act” ha impedito a questi capitali di essere depositati negli USA.

2) Grande determinazione nel fare eliminare fisicamente i “nemici”

Sospetti per l’eliminazione con il Polonio-210 di Aleksandr Litvinenko nel 2006 dell’ex agente dissidente del KGB che lo accusò dell’omicidio della giornalista Politkovskaya. Più recentemente sospetti per l’uccisione a colpi di pistola vicino al Cremlino a Mosca nel 2015 di Boris Nemtsov, capo dell’opposizione politica e il 4 marzo 2018 del tentativo di avvelenamento col  gas nervino di  Sergei Skripal (agente russo al servizio della Gran Bretagna) e della figlia Yulia a Salisbury, nel Regno Unito.

3) Eliminazione della stampa non amica

34 sono i giornalisti uccisi da quando Putin è al potere. È sospettato fortemente di aver fatto eliminare nel 2006 la giornalista Anna Politkovskaya perché stava indagando sulla strage di Beslan, da lei attribuita come mandante a Putin e come copertura di facciata ai separatisti ceceni. In occasione della tragedia del sottomarino K-141 Kursk nel 2000 Putin venne fortemente criticato dai media. Decise quindi di far chiudere il canale televisivo russo “TV-6” dell’imprenditore Boris Berezovskij, che si oppose. Putin gli disse che se non l’avesse fatto si sarebbe trovato in serio pericolo. Fu chiuso nel 2002.