Genialità negli affari. Ecco l’atteggiamento e le caratteristiche che ti fanno spiccare il volo

 

di Giorgio Nadali

Non chiederti perché Leonardo era un genio. Chiediti cosa puoi fare tu di geniale. Quali sono le caratteristiche di una genialità nel business? Sono riproducibili nella nostra attività?

 

  1. Sono altamente adattabili.

Diversi utenti di Quora hanno notato che le persone intelligenti sono flessibili e in grado di prosperare in contesti diversi. Come  scrive Donna F Hammett , le persone intelligenti si adattano “mostrando ciò che può essere fatto indipendentemente dalle complicazioni o restrizioni imposte a loro”.

 

La recente ricerca psicologica  supporta questa idea. L’intelligenza dipende dalla possibilità di modificare i propri comportamenti al fine di far fronte in modo più efficace con il proprio ambiente o apportare modifiche all’ambiente in cui ci si trova.

 

  1. Capiscono quanto non sanno.

Le persone più intelligenti sono in grado di ammettere quando non hanno familiarità con un particolare concetto. Come  scrive Jim Winer , le persone intelligenti “non hanno paura di dire:” Non lo so “. Se non lo sanno, possono impararlo. ”

 

L’osservazione di Winer è supportata da uno  studio classico  di Justin Kruger e David Dunning, che ha scoperto che meno sei intelligente, più sopravvaluti le tue capacità cognitive.

 

In un esperimento, ad esempio, gli studenti che avevano ottenuto un punteggio nel quartile più basso in un test adattato dalla LSAT hanno sovrastimato il numero di domande che avevano ottenuto quasi il 50%. Nel frattempo, quelli che avevano segnato nel primo quartile sottostimavano leggermente il numero di domande che avevano ottenuto.

 

  1. Hanno una curiosità insaziabile.

A quanto riferito, Albert Einstein ha dichiarato: “Non ho talenti speciali, sono solo appassionatamente curioso”.

 

O,  come dice Keyzurbur Alas , “le persone intelligenti si lasciano affascinare da cose che gli altri danno per scontate”.

 

Una ricerca pubblicata nel 2016  suggerisce che esiste un legame tra l’intelligenza dell’infanzia e l’apertura all’esperienza – che comprende la curiosità intellettuale – nell’età adulta.

 

Gli scienziati hanno seguito migliaia di persone nate nel Regno Unito per 50 anni e hanno appreso che gli undicenni che avevano ottenuto punteggi più alti con un test del QI si sono rivelati più aperti all’esperienza a 50 anni.

 

  1. Sono di mentalità aperta.

Le persone intelligenti non si chiudono a nuove idee o opportunità. Hammett scrive  che le persone intelligenti sono “disposte ad accettare e considerare altri punti di vista con valore e ampiezza mentale”, e che sono “aperti a soluzioni alternative”.

 

Gli psicologi dicono  che le persone dalla mentalità aperta – quelle che cercano punti di vista alternativi e valutano equamente le prove – tendono a ottenere punteggi più alti nel SAT e nei test di intelligenza.

 

Allo stesso tempo, le persone intelligenti sono attente a quali idee e prospettive adottano.

 

“Una mente intelligente ha una forte avversione per accettare le cose sul valore nominale e quindi rifiuta la convinzione finché non viene presentata con ampie prove”,  dice Alas .

 

  1. A loro piace la propria compagnia.

Richard He sottolinea  che le persone altamente intelligenti tendono ad essere “molto individualiste”.

 

È interessante notare che la  recente ricerca suggerisce che le  persone più intelligenti tendono a ottenere meno soddisfazione rispetto alla maggior parte delle persone dalla socializzazione con gli amici.

 

  1. Hanno un alto autocontrollo.

Zoher Ali scrive che  le persone intelligenti sono in grado di superare l’impulsività “pianificando, chiarendo obiettivi, esplorando strategie alternative e considerando le conseguenze prima che inizino”.

 

Gli scienziati hanno trovato un legame tra autocontrollo e intelligenza. In uno  studio del 2009 , i partecipanti dovevano scegliere tra due premi finanziari: un pagamento più piccolo immediatamente o un pagamento più grande in un secondo momento.

 

I risultati hanno mostrato che i partecipanti che hanno scelto il pagamento più ampio in un secondo momento, vale a dire quelli che avevano più autocontrollo, in genere hanno ottenuto punteggi più alti nei test di intelligenza.

 

I ricercatori dietro a questo studio dicono che una zona del cervello – la corteccia prefrontale anteriore – potrebbe svolgere un ruolo nell’aiutare le persone a risolvere problemi difficili e dimostrare autocontrollo mentre si lavora verso gli obiettivi.

 

  1. Sono davvero divertenti.

Advita Bihani sottolinea che  le persone altamente intelligenti tendono ad avere un grande senso dell’umorismo.

 

Gli scienziati sono d’accordo . Uno studio ha trovato persone che hanno scritto didascalie di fumetti più divertenti con punteggi più alti su misure di intelligenza verbale. Un altro studio ha rilevato che i comici professionisti hanno ottenuto punteggi superiori alla media su misure di intelligenza verbale.

 

  1. Sono sensibili alle esperienze degli altri.

Le persone intelligenti possono “sentire quasi ciò che pensano o sentono le persone”, dice He .

 

Alcuni psicologi sostengono che l’empatia, essendo in sintonia con i bisogni e i sentimenti degli altri e agendo in modo sensibile a tali bisogni, è una componente fondamentale  dell’intelligenza emotiva . Le persone emotivamente intelligenti sono in genere molto interessate a parlare con nuove persone e ad apprendere di più su di loro.

 

 

GUIDA . I Geni hanno un forte desiderio di lavorare duramente e a lungo. Sono disposti a dare tutto ciò che hanno a un progetto. Sviluppa la tua guida concentrandoti sul tuo successo futuro e continua.

CORAGGIO . Ci vuole coraggio per fare cose che gli altri considerano impossibili. Smetti di preoccuparti di cosa penserà la gente se sei diverso.

DEVOZIONE AGLI OBIETTIVI . I Geni sanno quello che vogliono e vanno dopo. Ottieni il controllo della tua vita e del tuo programma. Hai qualcosa di specifico da realizzare ogni giorno.

CONOSCENZA . I Geni accumulano continuamente informazioni. Non andare mai a dormire la notte senza aver imparato almeno una cosa nuova ogni giorno. Leggere. E chiedi alle persone che lo sanno.

ONESTÀ . I Geni sono franchi, schietti e onesti. Assumersi la responsabilità per cose che vanno male. Siate disposti ad ammettere, ‘ho preso in giro’, e imparate dai vostri errori.

OTTIMISMO . I Geniuses non dubitano mai che ci riusciranno. Concentra deliberatamente la tua mente su qualcosa di buono in arrivo.

CAPACITÀ DI GIUDICE . Cerca di capire i fatti di una situazione prima di giudicare. Valutare le cose su una base aperta, spregiudicata ed essere disposti a cambiare idea.

ENTUSIASMO . I Geni sono così entusiasti di ciò che stanno facendo, incoraggia gli altri a collaborare con loro. Credo davvero che le cose andranno bene. Non trattenere.

VOLONTÀ DI PRENDERE LE CHANCE . Supera la tua paura di fallire. Non avrai paura di rischiare una volta che ti rendi conto che puoi imparare dai tuoi errori.

ENERGIA DINAMICA . Non sederti sul tuo culo aspettando che succeda qualcosa di bello. Sii determinato a farlo accadere.

ENTERPRISE . I Geni sono cercatori di opportunità. Essere disposti ad accettare posti di lavoro che gli altri non toccheranno. Non aver mai paura di provare l’ignoto.

PERSUASIONE . I Geni sanno come motivare le persone ad aiutarle ad andare avanti. Troverai facile essere persuasivi se credi in quello che stai facendo.

OUTGOINGNESS . Ho trovato geni capaci di fare amicizia facilmente e di essere facili con i loro amici. Sii un ‘booster’ non qualcuno che mette gli altri giù. Questo atteggiamento ti conquisterà molti amici preziosi.

CAPACITÀ DI COMUNICARE . I Geni sono in grado di trasmettere efficacemente le loro idee agli altri. Sfrutta ogni opportunità per spiegare le tue idee agli altri.

PAZIENZA . Sii paziente con gli altri il più delle volte, ma sii sempre impaziente di te stesso. Aspettatevi molto più di te rispetto ad altri.

PERCEZIONE . I geni Genius hanno i loro radar mentali che lavorano a tempo pieno. Pensa più ai bisogni e ai desideri degli altri che a te stesso.

PERFEZIONISMO . I Geniuses non possono tollerare la mediocrità, in particolare in se stessi. Non essere mai soddisfatto facilmente di te stesso. Cerca sempre di fare meglio.

SENSO DELL’UMORE . Sii disposto a ridere a tue spese. Non offenderti quando lo scherzo è su di te.

VERSATILITÀ . Più cose imparerai a realizzare, maggiore sarà la fiducia che svilupperai. Non rifuggire da nuovi sforzi.

ADATTABILITÀ . Essere flessibili ti consente di adattarti facilmente alle mutevoli circostanze. Resisti a fare le cose allo stesso modo. Sii disposto a considerare nuove opzioni.

CURIOSITÀ . Una mente curiosa e curiosa ti aiuterà a cercare nuove informazioni. Non aver paura di ammettere di non sapere tutto. Fai sempre domande su cose che non capisci.

INDIVIDUALISMO . Fai le cose nel modo in cui pensi che dovrebbero essere fatte, senza temere la disapprovazione di qualcuno.

IDEALISMO . Tieni i piedi per terra – ma hai la testa tra le nuvole. Sforzati di ottenere grandi cose, non solo per te stesso, ma per il bene dell’umanità.

IMMAGINAZIONE . I Geni sanno come pensare in nuove combinazioni, vedere le cose da una prospettiva diversa, rispetto a chiunque altro. Svuota il tuo ambiente mentale per sviluppare questo tipo di immaginazione. Concediti del tempo ogni giorno per sognare ad occhi aperti, per fantasticare, per addentrarti in una vita interiore da sogno come hai fatto da bambino.


I 10 passi essenziali per la top performance nel business

di Giorgio Nadali *

 

Virgilio diceva: “Possunt, quia posse videntur” (possono perché credono di potere). È tutto un fatto di mentalità. Cosa succede nella mente di persone di grande successo? Se vuoi rimanere concentrato e persistente di fronte alle sfide, prova ad adottare alcune di questi passi utili. Il successo arriva in molte forme diverse, e tutti noi abbiamo le nostre idee su come si presenti. Gli studi dimostrano tuttavia che le persone con top performance hanno una visione simile della vita. Soprattutto conta il non accontentarsi della propria situazione, e credere fermamente in uno sviluppo continuo, perché il successo non è un nostro diritto, ma è il sacro dovere che abbiamo verso la nostra dignità. Essenziale è crederci. Fondamentale è lavorarci ogni giorno (e spesso anche la notte).

 

 

1) Obiettivo. Conta più del potere. Le persone possono assumere posizioni manageriali se il loro obiettivo principale è l’autorità, ma le persone che desiderano ardentemente il successo tendono ad essere coloro che si sentono meglio con se stesse quando raggiungono qualcosa di importante. L’autorità può essere necessaria per raggiungere alcuni obiettivi, ma è sempre un mezzo, non un fine in sé. L’obiettivo è sentire di aver fatto qualcosa che è importante per i valori in cui credi.

 

2) Responsabilità. Le persone di successo tendono ad avere molto autocontrollo e credono che i loro sforzi siano ciò che faccia la differenza. L’obiettivo è fare ciò che deve essere fatto e non aspettare che gli altri ci incoraggino o ci indichino la strada giusta. Assumersi la responsabilità significa anche sapere quando chiedere aiuto.

 

3) Opportunità. Quando arriva una sfida, i top performer sono più entusiasti della possibilità che offre, invece di preoccuparsi di ciò che potrebbe accadere se qualcosa dovesse andare storto. Sanno che niente che valga la pena di avere è facile. Quindi la difficoltà è solo un segno che il progetto è importante. L’uomo comune cerca la sicurezza. L’uomo fuori dal comune cerca l’opportunità.

 

4) Fiducia. La convinzione di vincere è ciò che rende vincenti. Non pensare “se”, ma “quando”. Vediti già vincente. Non dire “vorrei”, ma “voglio”. E metti a tacere tutte le convinzioni limitanti che ti frenano dall’azione. “Non so”, “non conosco”, “ormai”, “abbiamo sempre fatto così” …

 

5) Studio costante. L’abilità con cui sei nato può stabilire la base per un potenziale successo, ma senza pratica il talento naturale non si svilupperà, proprio come un muscolo che non viene usato. Mentre possiamo fare ben poco sul tipo di talento con cui siamo nati, c’è molto che possiamo scegliere di fare per fare fruttare questo talento. Anche le persone di talento devono lavorare per continuare a sviluppare le loro abilità, quindi è più produttivo concentrarsi su ciò che si intende fare e imparare, piuttosto che preoccuparsi se si è naturalmente “bravi” a farlo.

 

6) Determinazione. Le persone che eccellono in quello che fanno vedono il lavoro duro come ammirevole e le persone determinate come interessanti. Si sentono bene con se stesse per vivere i loro valori e sono disposte a lavorare duramente nel tempo.

 

7) Network. Le persone di successo conoscono il valore dello scambio di idee con gli altri attraverso il networking. Conoscono anche il valore della collaborazione e del lavoro di squadra. Conoscono l’importanza di circondarsi di altre persone di successo e ne prendono esempio, piuttosto che invidiarle. Dietro ai risultati brillanti altrui non si vedono il sacrificio, la delusione, la pazienza e le notti insonni che sono costati.

 

8) Cambiamento. La pratica non ci migliora se pratichiamo sempre le stesse cose. Ciò che funziona è “pratica deliberata” – cioè puntare costantemente a un livello leggermente più alto della nostra zona di comfort. Alza l’asticella!

 

9) Azione. È importante organizzare, pianificare e stabilire priorità, ma senza azione, un piano non è altro che potenziale. Le persone di successo agiscono rapidamente e spesso. Inoltre iniziano anche prima che si sentano pronte. Mentre altri escogitano motivi per non agire, le persone di successo fanno il primo importante passo. Non credono nella fortuna. Se la creano.

 

10) Mentalità. Una ragione ci sarà se l’88% dei ricchi legge almeno mezz’ora al giorno per imparare o per ragioni di carriera, contro il 2% dei poveri. L’84% dei ricchi crede che siano le buone abitudini a creare la fortuna, contro il 4% dei poveri. L’80% dei ricchi è concentrato nel raggiungimento di un qualche obiettivo. Solo il 12 % dei poveri fa lo stesso. L’86% dei ricchi crede nel miglioramento continuo, contro il 5 % dei poveri. L’86% dei ricchi ama leggere, contro il 5% dei poveri. Il 67% dei ricchi scrive i propri obiettivi contro il 17% dei poveri. Il successo e la ricchezza sono prima di tutto delle mentalità. La mentalità si può cambiare e per avere successo, si deve.

 

 

 

* Giornalista e docente di “Comunicazione e Successo” c/o Università UniTre, Milano. Autore di 13 libri pubblicati con 7 Editori. 2 libri presenti c/o Università di Harvard, USA. Performance Executive Coach. www.giorgionadali.com 

Ha pubblicato recentemente “Buoni & Vincenti. Etica e spiritualità del successo e del denaro, Edizioni Segno, Udine, 2017 e “Chi non si accontenta gode. Accontentarsi della mediocrità è un “crimine”. Scopri le tue capacità per avere ed essere di più”, Lampi di Stampa, Milano, 2018


I tuoi piani 2019 per la ricchezza e la povertà

Giorgio Nadali

Il tuo piano per la ricchezza (consigliato)

Assumiti la responsabilità per le tue circostanze finanziarie.

Non avere mai come obiettivo la ricchezza economica.

Cerca sempre l’eccellenza e la lealtà soprattutto quando nessuno ti vede.

Migliora ogni giorno: impegnati in un auto-miglioramento quotidiano perpetuo. Leggi per imparare, non per divertirti.

Persegui i tuoi sogni e i tuoi obiettivi. Non mettere la tua scala sul muro di qualcun altro.

Stabilisci buoni obiettivi ed evita i cattivi obiettivi: i buoni obiettivi sono legati ai tuoi sogni e alla tua visione della persona ideale che desideri diventare in futuro. I cattivi obiettivi sono obiettivi progettati per aumentare le cose che possiedi.

Non abbandonare mai i tuoi sogni e obiettivi.

Preferisci la botte piena e divorzia subito dalla moglie ubriaca.

Crea entrate automatiche.

Cambia! Non fare sempre le stesse cose. Studia nuove strategie.

Diversifica gli investimenti.

Forgia le buone abitudini ed evita le cattive abitudini: le buone abitudini ti aiutano a migliorare e ti spingono in avanti. Le cattive abitudini fanno il contrario.

Associati con persone ottimiste, felici, entusiaste e di successo e limita la tua esposizione a persone tossiche e negative.

Non giocare mai d’azzardo.

Risparmia il 20% o più delle tue entrate prima di spendere qualcosa.

Controlla i tuoi pensieri ed emozioni.

Non svelare subito mai ciò tutto ciò che pensi: controlla le parole che escono dalla tua bocca.

Non spettegolare mai.

Cerca mentori che hanno fatto ciò che vuoi fare.

Fai coaching.

Non criticare, condannare o lamentarti.

Credi fermamente in te stesso! Sii tu il tuo primo sostenitore! TUTTO è possibile per chi crede! (Mc 9,23)

Esercitati ogni giorno, in modo aerobico e anaerobico.

Mangia sano ogni giorno.

Ammira che è e chi ha più di te. Pensa prima ai sacrifici che ha fatto per arrivarci.

Modera cibo spazzatura, TV, Internet, alcolici, Facebook. Linkedin va bene.

Non sentirti mai inferiore o superiore a nessuno, oppure cerca un bravo psicologo.

Vivi per il domani: rimani soddisfatto oggi nel perseguimento dei tuoi sogni e obiettivi.

Crea una visione chiara della tua vita ideale, futura: questa diventa la tua nuova identità e i tuoi nuovi comportamenti, i tuoi pensieri e le tue abitudini diventeranno i comportamenti, i pensieri e le abitudini del futuro.

Non mentire, imbrogliare o rubare. E’ da sfigati perdenti.

Sii fedele al partner, amici, colleghi di lavoro, clienti e tutor.

Riduci al minimo il numero delle amanti di cui ti puoi fidare.

Soddisfa o supera le aspettative che gli altri hanno in te.

Adotta con coraggio rischi calcolati.

Sperimenta fino a trovare i tuoi talenti interiori e dedica il resto della tua vita a praticare e perfezionare quei talenti.

Ama quello che fai per vivere, ma non fermarti lì.

Prima di alzarti il mattino ringrazia Dio, Buddha, Allah o l’Universo perché sei certo che avrai una giornata meravigliosa.

Fornisci ad altri servizi o prodotti di valore aggiunto superiori.

Sii un sostenitore, non un denigratore.

Evita la “mentalità da sfigato” (Vedi il paragrafo del tredicesimo libro “Chi non si accontenta gode” di Giorgio Nadali)

Diventa un virtuoso in qualunque cosa tu faccia per vivere.

Cerca più fonti di reddito. Non dipendere mai da una fonte di reddito.

Non dire “come posso risparmiare?”. Pensa soprattutto a come puoi guadagnare di più.

Non dire “non ho soldi”. Dì “voglio creare liquidità”.

Abbi una visione mentale positiva, ottimista, orientata al successo.

Dormi almeno 7 ore per notte.

Stabilisci sempre obietti positivi, che non iniziano mai con un “non”.

Abbraccia gli errori e i tuoi “fallimenti”: sono i tuoi insegnanti.

Sii frugale con i tuoi soldi. I più grandi spendaccioni sono proprio quelli che guadagnano poco.

Leggi e commenta sempre tutti gli articoli di Giorgio Nadali.

Evita le spese spontanee o emotive.

Non sopravvalutare mai la tua vita. Non aumentare le tue spese al crescere del tuo reddito.

Pensaci bene prima di ordinare una nave da diporto di 70 metri, anche se ti piace il mare. Poi ti costa il 10% all’anno in manutenzione / equipaggio / docking / nafta.

Cerca la felicità negli eventi, non nelle cose.

Concentrati su un’attività alla volta: non abituarti a occuparti di più cose in una volta.

Vedi la ricchezza come buona e la povertà come cattiva.

Non ammirare chi parla solo di poveri e migranti.

Diffida da chi ti vuole povero e sfigato. Non te lo meriti.

Ricordati che la povertà buona è un fatto spirituale, mai un fatto materiale. Quindi cerca la prosperità senza essere avido.

Non preoccuparti mai di quanto guadagnano Nadali e altri. Preoccupati di un tuo piano personale di crescita e scrivilo oggi stesso nero su bianco.

Chiedi quello che vuoi alla tua vita. La vita risponde sempre.

Evita di confrontarti. Pensa ai tuoi talenti e mettili a frutto.

Non invidiare mai e poi mai chi ha successo e ricchezza onesta.

Scrivi nero su bianco o nello smartphone 10 obiettivi precisi e “ben formati” a Gennaio e tienili in evidenza.

Cerca feedback dagli altri.

Ascolta consigli sensati e poi agisci come vuoi tu secondo coscienza.

Abbi pietà degli sfigati e dei cretini. Sono inevitabili.

Pensa a creare un’attività di beneficenza o una fondazione o almeno dedica sempre un paio di ore al volontariato la settimana. Tempo, non soldi. Il tuo tempo sei tu. I tuoi soldi non sono te. Dona te stesso.

Evita di dire “Non ho tempo” o fai subito un corso di gestione del tempo (meglio se con Nadali).

Evita di lavorare 12 ore al giorno per avidità. Non ne vale la pena. Pensa a ciò e chi puoi perdere.

Regala un workshop o o un corso del Prof. Nadali ai tuoi migliori collaboratori e non dirti che è un costo elevato, ma un valore aggiunto strepitoso per la tua Azienda.

Non prendere mai decisioni per paura.

Osserva e segui le leggi e le regole: non esiste una scorciatoia per il successo.

Studia una comunicazione persuasiva.

Pensa che il lusso te lo meriti tutte le volte che non è decisamente pacchiano.

Studia e basta. Sempre. Anche se hai 90 anni.

Riduci al minimo o evita le abitudini a procrastinare. Queste sono abitudini che fanno perdere tempo e che non ti aiutano a migliorare o ad andare avanti nella vita.

Persegui con pazienza i tuoi sogni e i tuoi obiettivi: il successo richiede molto tempo.

Tratta tutti quelli che incontri con rispetto finché non provano che non se lo meritano. Se non se lo meritano non essere molto violento con loro. E’ illegale.

Non dare retta a tutte le critiche cattive che ti fanno. Spesso il problema è nella testa di chi le fa. Tu hai altro da fare.

Fai sentire sinceramente gli altri importanti.

Leggi i libri di Giorgio Nadali, soprattutto “Buoni e Vincenti. Etica e Spiritualità del successo e del denaro“.

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Il tuo piano per la povertà (sconsigliato)

Non prenderti alcuna responsabilità per le circostanze della tua vita. Incolpa tutti tranne te stesso.

Non leggere per imparare o per migliorare te stesso. Leggi per divertirti.

Usa Facebook spesso e possibilmente per scrivere idiozie demenziali.

Cerca la gratificazione immediata.

Fai promesse che poi non mantieni.

Forgia cattive abitudini.

Spendi il 100% o più di ciò che guadagni.

Per te i B.O.T. sono: Bar, Osterie, Trattorie

Per te le Obbligazioni sono le cose che devi fare di malavoglia

Per te le buone Azioni sono quelle che fanno i boy scout

Crei “liquidità” solo quando bevi tanto

Per te lo Spread è un formaggino spalmabile

Ti esalti quando ti parlano di poveri e clandestini

Rateizza per spese che non puoi permetterti subito.

Critica, condanna e lamentati. Possibilmente piagnucola.

Usa molti dovrei, ormai, però, forse, “chi, io?”.

Prendi le decisioni per paura.

Fatti un selfie davanti alla macchina o yacht altrui poi postalo su Facebook e sentiti molto felice per questo. Sono soddisfazioni!

Non cercare mentori.

Pensa sempre che chi è ricco è disonesto.

Evadi il fisco.

Credi nella fortuna cieca.

Fai 5 figli senza potertelo permettere. Tanto poi ci pensa il reddito di cittadinanza.

Abbi paura di chiedere quello che vuoi.

Porta i tuoi figli piccoli con te alle feste sino alle tre di notte.

Evita o ignora i feedback.

Non sfidare te stesso. Rimani nella tua zona di comfort.

Non controllare i tuoi pensieri e le tue emozioni.

Dì quello che ti passa per la mente. Non controllare le parole che escono dalla tua bocca.

Associati sempre a persone negative e tossiche.

Associati a persone che approvano i tuoi errori.

Sentiti superiore agli altri.

Non avere una visione chiara di chi vuoi essere e dove vuoi andare.

Non perseguire sogni e obiettivi.

Stabilisci obiettivi vaghi come “Voglio essere felice e vedere la pace nel mondo”.

Esci quando il gioco si fa duro.

Sii negativo, pessimista e cinico riguardo a tutto.

Non fidarti di nessuno.

Spettegola

Sminuisci gli altri.

Sii inaffidabile: tradisci il tuo coniuge o altri amici, colleghi, colleghi e colleghi.

Mangia in eccesso.

Bevi alcolici in eccesso.

Prendi droghe “ricreative”.

Non fare sport.

Vai allo stadio per combattere.

Compra tutto ciò che desideri acquistare immediatamente e senza pensare alle conseguenze.

Aumenta la tua spesa con l’aumentare del tuo reddito.

Vivi per l’oggi e non pianificare mai il tuo futuro.

Non soddisfare le aspettative degli altri.

Agisci per farti ammirare.

Ignora le leggi e le regole: menti, imbroglia e ruba per avere “successo”.

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I 5 migliori CEO del 2018 e le loro strategie

business

di Giorgio Nadali

 

Anche quest’anno Harward Business Review ha dato la pagella ai migliori CEO del mondo. Per stilare la classifica dei 100 migliori CEO sono stati considerati 3 fattori chiave: Classifica finanziaria, Sostenibilità, e CSR. Gli italiani: Fabrizio Freda (Esteé Lauder) al diciannovesimo posto, il compianto Sergio Marchionne (Chrysler) al ventunesimo, Paolo Rocca (Tenaris) al ventitreesimo e Carlo Messina (Intesa San Paolo), all’ottantunesimo posto.

La Classifica finanziaria misura le performance azionaria dell’azienda. Il voto più alto in questo fattore tra i 100 CEO è per Jeff Bezos di Amazon. Dal 2014 il prezzo delle azioni della compagnia è cresciuto di oltre sei volte. Voto massimo: 1.

La Sostenibilità riguarda lo “sviluppo economico e sociale che soddisfa i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità di quelle future di rispondere ai propri” (Commissione Brundtland).

La CSR  per le prestazioni della responsabilità sociale d’impresa (Corporate Social Responsibility), in italiano RSI Responsabilità Sociale d’Impresa, è entrata formalmente nell’agenda dell’Unione Europea a partire dal Consiglio Europeo di Lisbona del marzo 2000, dove è stata considerata come uno degli strumenti strategici per realizzare una società più competitiva e socialmente coesa e per modernizzare e rafforzare il modello sociale europeo.

Dal 2013 sono comparsi solo sei amministratori delegati ogni anno: Jeffrey Bezos, di Amazon; Pablo Isla, di Inditex (primo nel 2017 e 2018); Blake Nordstrom, di Nordstrom; Paolo Rocca, di Tenaris; James Taiclet Jr., di American Tower e Renato Alves Vale, di CCR. In totale, 19 paesi compaiono nella lista. Degli 881 CEO candidati alla lista di quest’anno, solo questi sei sono apparsi tra i migliori nelle ultime cinque edizioni.

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  • Al quinto posto Elman Degenhart, CEO dell’azienda di pneumatici Continental. Nazionalità tedesca, classe 1959. È approdato nel 2009 alla guida di Continental dopo la presidenza di Bosch Chassis Systems, Schaeffler Group e la dirigenza di Kelper Recaro Group. In attesa delle auto a guida autonoma previste per il 2025 Continental ha costituito una  unità operativa denominata Continental Intelligent Transportation Systems nella Silicon Valley. Secondo Degenhart “Questo passaggio è un eccellente esempio della nostra strategia per rendere l’auto parte integrante dell’“Internet of Everything”. I nostri obiettivi principali includono l’eliminazione degli incidenti stradali, la riduzione al minimo del consumo energetico, il massimo comfort e l’usabilità dei veicoli, e la possibilità di scambiare informazioni tra loro in tempo reale”. Degenhart ha esplicitato la sua strategia nell’Annual Shareholders’ Meeting il 27 aprile scorso ad Hannover: “La nostra prospettiva per il 2018 è la seguente: La produzione globale di autovetture e veicoli commerciali leggeri continuerà salire. Prevediamo un aumento superiore all’1%. Supponendo gli stessi tassi di cambio del 2017, prevediamo un aumento delle vendite significativamente a circa 47 miliardi di euro. I tassi di cambio fluttuanti possono diminuire le vendite ulteriormente se calcolate in euro. A tassi di cambio correnti, questo potrebbe essere superiore a 1 miliardo di euro”

 

Strategia:

 

Aumentando la spesa per lo sviluppo di nuovi prodotti come i sistemi di ricarica e componenti per la gestione della batteria, Degenhart prevede di generare ulteriori 2 miliardi di euro di vendite entro il 2025. “La flessibilità sarà il nome del gioco nei prossimi cinque o dieci anni”, ha dichiarato Degenhart il 25 aprile scorso delineando il suo cosiddetto piano Strategy 2020 per la sua divisione Powertrain. La “strategia 2020+” è tutta basata sul  passaggio dai motori ICE (a combustione interna) delel autovetture a quelli elettrici entro il 2023 con la “Adapted Electrification Strategy”.

 

 

Classifica finanziaria: 30, Sostenibilità: 74, CSR: 308.

 

4) Al quarto posto François-Henri Pinault, Presidente e CEO di Kering dal 2005 e Presidente di Artèmis dal 2003. Francese, classe 1962. Nel 2009 ha voluto la Kering Foundation contro la violenza sulle donne. Il gruppo Kering comprende diversi marchi del lusso. Convinto che il lusso possa contribuire a un mondo più sostenibile, Pianult ha arruolato con successo i propri dipendenti e altri attori del settore in un movimento che promuove responsabilità e innovazione. Ora, con la sua strategia di sostenibilità 2025, il Gruppo punta a fare ancora di più. Questa roadmap verrà eseguita facendo affidamento sull’approccio esclusivo di Kering, che consiste nel promuovere la collaborazione, condividere le conoscenze e catalizzare il cambiamento per guidare una trasformazione dell’industria del lusso nei prossimi 10 anni. Infatti negli ultimi dieci anni, Kering ha intrapreso un importante cambiamento di strategia per diventare un leader nel lusso. Oggi, tre dei suoi marchi hanno entrate superiori a 1 miliardo di euro. Pinault ha un’ambizione chiaramente definita: far diventare Kering il gruppo di lusso più influente al mondo in termini di creatività, sostenibilità e performance economica.

 

Strategia:

 

Per realizzare questa ambizione ha sviluppato un modello di business potente e integrato, la cui combinazione di agilità, equilibrio e responsabilità ha stimolato la rapida crescita delle sue Case. Per attuare la sua visione, il Gruppo si basa su una struttura azionaria molto stabile. Kering è controllata al 40,9% da Artémis, una holding controllata dalla famiglia Pinault, che conferisce al Gruppo un profilo stabile e attraente. Per capitalizzare l’ambiente di mercato favorevole, si concentra soprattutto sulla creatività audace delle sue Case. Così, mentre i marchi consolidati suscitano nuove emozioni nel pubblico reinventando le loro forme di espressione, i marchi emergenti rivelano tutto il loro potenziale attirando nuovi clienti. Inoltre, riunendo un gruppo di marchi maturi ed emergenti attivi in diversi settori e regioni. Fissando obiettivi misurabili sociali e ambientali nella sua strategia di sostenibilità 2025, Pinault evidenzia il suo impegno e il suo approccio pionieristico al lusso. È l’unico dei primi 5 CEO al mondo che ha conseguito un MBA.

Classifica finanziaria: 35, Sostenibilità: 65, CSR: 133.

 

Sul podio

 

3) Medaglia di bronzo per Bernard Arnault, CEO del gruppo del lusso LVMH (Louis Vuitton Moët Hennesy). Francese, classe 1949. Borse e champagne non esauriscono l’elenco di ciò che l’azienda di Arnault vende. Ha diversi marchi di moda e di profumi come Dior, Guerlain, Givenchy, Pucci. Diversi marchi di orologeria e gioielleria (Bulgari, Chaumet, Fred) e anche punti vendita come Sephora e Bon Marché. Ci vuole cura amorevole per tutti questi marchi prestigiosi per mantenere la loro identità sotto un il brand LVMH e per unire tradizione e innovazione. Non è riuscito ad acquisire Gucci e Hermes, ma le aziende che ha rilevato crescono nella corporate che ha creato. Per vendere ad una clientela di lusso Arnault dispone di dirigenti che hanno un sentimento di estetica e un acuto senso degli affari. Che si tratti della scelta di negozi, dell’assunzione di nuovi dipendenti, Arnault stabilisce i suoi standard e raramente perde i suoi obiettivi. Il nuovo museo progettato da Frank Gehry e Arnault, inaugurato nel famoso giardino Bois Boulogne di Parigi, è un’affermazione del suo credo: osare e cercare solo il meglio. “Abbiamo voluto regalare a Parigi uno spazio straordinario per l’arte e la cultura e dimostrare audacia ed emozione affidando a Frank Gehry la costruzione di un edificio simbolico per il XXI secolo”.

 

Strategia:

 

Un importante passo avanti è stato il lancio di LIFE 2020 che ha fissato ciascuno delle Maisons di LVMH quattro obiettivi mirati a raggiungere un singolo obiettivo: ridurre le emissioni di CO2 legate al nostro consumo energetico del 25%. L’inclusione degli imperativi ecologici come fonte di innovazione e la creatività ha un effetto leva sulla strategia di crescita. Per quanto riguarda la Classifica finanziaria, dall’Interim Financial Report del gruppo emerge che i risultati della strategia di Arnault nella prima metà del 2018 hanno prodotto:

  • incrementi a due cifre delle entrate e degli utili da ricorrenti

operazioni;

  • forte crescita in Asia e negli Stati Uniti;
  • buon inizio d’anno per vini e liquori;
  • eccezionale dinamismo a Louis Vuitton; la redditività rimane

a un livello eccezionale;

  • il successo di nuovi prodotti presso Christian Dior su tutti i prodotti
  • nuovi talenti creativi in diversi marchi di moda;
  • eccellente performance di Bvlgari;
  • buona performance dei marchi di orologi;
  • La forte crescita dei ricavi di Sephora nei negozi e online;
  • rimbalzo della redditività a DFS;
  • cassa dalle operazioni prima delle variazioni del capitale circolante

5,5 miliardi di euro, con un incremento del 21%;

  • rapporto debito netto / patrimonio netto del 23% a fine giugno 2018

 

Classifica finanziaria: 7, Sostenibilità: 226, CSR: 186.

 

2) Medaglia d’argento per Jenseng Huang, cofondatore, presedente e CEO del colosso dei microprocessori Nvidia. Cinese di Taiwan, classe 1963. Ha donato 30 milioni di dollari per costruire la  Jen-Hsun Huang School of Engineering Center dell’Università di Stanford in California, dove ha studiato. Un grande dell’informatica a capo di un’azienda leader di microprocessori. “Jensen è uno di quei rari individui che combina una visione incredibile con un’attenzione spietata all’esecuzione”. Sono parole del CEO di Adobe, Shantanu Narayen. “Ora, con l’attenzione di Nvidia sull’intelligenza artificiale, le opportunità di leadership sono infinite”. Partendo dalla grafica per PC, Nvidia ha contribuito a costruire il mercato dei giochi nel più grande settore dell’intrattenimento del mondo oggi. La sua invenzione della GPU (unità di elaborazione grafica) nel 1999 ha reso possibile l’ombreggiatura programmabile in tempo reale, che definisce la moderna grafica per computer, e in seguito ha rivoluzionato il calcolo parallelo. Più di recente, l’apprendimento approfondito della GPU ha avviato l’intelligenza artificiale – la prossima era dell’informatica – con la GPU che agisce come un cervello per computer, robot e auto a guida autonoma, in grado di percepire e comprendere il mondo.  Huang ha vinto il Dr. Morris Chang Leadership Award dalla Global Semiconductor Association in riconoscimento dei suoi eccezionali contributi alla guida lo sviluppo, l’innovazione, la crescita e le opportunità a lungo termine del settore dei semiconduttori. Ha ricevuto il Premio Daniel J. Epstein Ingegneria Gestionale presso l’Università della California del Sud, un dottorato ad honorem dalla National Chiao Tung University di Taiwan, il Distinguished Award Alumni e un dottorato onorario dalla Oregon State University. È stato nominato per l’ Immigrant Entrepreneur Hall of Fame degli Stati Uniti quando è stato istituito nel 2012. Nel 2017, è stato nominato Imprenditore dell’Anno e Harvard Business Review lo ha classificato n ° 3 nella lista dei 100 amministratori delegati le migliori prestazioni al mondo per tutta la durata della loro permanenza in carica.

 

Strategia:

 

La strategia di Jensen Huang è evidenziata dal Financial Report di Nvdia del Novembre 2018. Huang punta molto sull’Intelligenza Artificiale e ha dichiarato: “L’intelligenza artificiale sta avanzando a un ritmo incredibile in tutto il mondo, portando a ricavi record per le nostre piattaforme di datacenter. La nostra introduzione delle GPU di Turing è un passo da gigante per la grafica computerizzata e l’intelligenza artificiale, portando la magia del ray tracing in tempo reale ai giochi e ai più grandi miglioramenti delle prestazioni generazionali che abbiamo mai realizzato. I nostri risultati a breve termine riflettono l’eccesso di inventario dei canali dopo il boom della criptovaluta, che verrà corretto. La nostra posizione sul mercato e le opportunità di crescita sono più forti che mai. Durante il trimestre, abbiamo lanciato nuove piattaforme per estendere la nostra architettura in nuovi mercati in crescita: RAPIDI per l’apprendimento automatico, RTX Server per il rendering di film e la GPU T4 Cloud per hyperscale e cloud”.

 

Classifica finanziaria: 4, Sostenibilità: 125, CSR: 204.

 

  • Sul podio del vincitore un CEO si aggiudica anche quest’anno la medaglia d’oro dei leader di azienda, già ottenuta l’anno scorso. Si tratta dello spagnolo Pablo Isla Álvarez de Tejera, classe 1964, CEO di Inditex, il più grande gruppo di moda del mondo, fondato da Amancio Ortega. Cosa fa di Pablo Isla il CEO migliore del mondo? Inditex è uno dei più grandi distributori di moda al mondo, con otto brand: Zara, Pull and Bear, Massimo Dutti, Bershka, Stradivarius, Oysho, Zara Home e Kiddy’s Class, con 3.283 negozi in 65 paesi. Il Gruppo Inditex comprende oltre un centinaio di aziende associate al business della progettazione, produzione e distribuzione di tessuti. Grazie ai risultati raggiunti e all’unicità del suo modello di gestione basato sull’innovazione e la flessibilità, Inditex è uno dei più grandi gruppi di distribuzione della moda. La filosofia di Pablo Isla è creatività e design di qualità insieme a una rapida risposta alle richieste del mercato che ha portato ad una rapida espansione internazionale e ad una risposta eccellente di vendita. Il presidente di Inditex, Pablo Isla, ha definito “molto salutare” l’esecuzione del modello di business del gruppo nei primi nove mesi dell’anno fiscale (dal 1 febbraio al 31 ottobre) e ha insistito sul miglioramento dei margini che derivano da un controllo “rigoroso” delle spese e dell’inventario e dalla decisione di non entrare nell’ambiente “forte” delle promozioni che il settore ha registrato. Inditex ha registrato un utile netto di 2.438 milioni di euro nei primi nove mesi dell’anno fiscale, che rappresenta un aumento del 4% , e vendite di 18.437 milioni di euro, il 3% in più , raggiungendo il massimo storico in questo periodo. Il margine lordo è cresciuto del 4%, a 10.695 milioni di euro, e rappresenta il 58% delle vendite (+56 punti base). “Crediamo nel nostro modello, nell’esecuzione del modello e nelle nostre collezioni. In un settore altamente volatile, contrassegnato da numerosi fattori esterni, abbiamo deciso di non partecipare al grande contesto promozionale del settore. Insomma, anche a lungo termine”, ha spiegato Isla agli analisti in occasione della presentazione dei risultati. Pablo Isla ha evidenziato il “grande potenziale” di crescita in tutte le aree geografiche, grazie alla piattaforma integrata di negozi e online. “Vediamo grandi opportunità nei mercati in cui siamo presenti e siamo pronti per loro” – ha detto Isla – osservando che nei primi nove mesi l’azienda ha registrato una crescita delle vendite in negozi comparabili in tutte le aree geografiche. L’evoluzione del business online non è ancora per Isla diluitiva dei margini o della redditività.

 

     Strategia:

 

Pablo Isla ha chiaramente delineato la sua strategia attenta al fattore umano e alla sostenibilità che lo ha portato al primo posto nel 2017 e gli ha garantito il podio anche nel 2018: “Rimaniamo strategicamente impegnati nella tracciabilità e responsabilità in tutta la nostra intera catena di fornitura, sia nelle aree di prossimità (57% del totale) o in altri Paesi. Noi stanno facendo progressi sull’integrazione dei rappresentanti da IndustriALL Global Union, il corpo che rappresenta sopra 50 milioni di lavoratori con cui abbiamo firmato un pioniere accordo quadro globale dieci anni fa. Attraverso questa collaborazione, stiamo promuovendo importanti iniziative a sostegno della libertà sindacale, collettiva e dei diritti di contrattazione e responsabilizzazione delle donne. Un esempio di questo è il nostro progetto Showbhagyam che continua ad agire contro la pratica del lavoro Sumangali illecita in India del sud. Abbiamo investito somme significative per la ricerca e sviluppo nell’arena della sostenibilità ambientale. Questo include investire nell’eco-efficienza dei nostri uffici e piattaforme logistiche, introducendo il riciclaggio avanzato dei rifiuti e riutilizzare le soluzioni, in particolare per il cartone e la plastica. Abbiamo anche fatto progressi decisivi sull’uso sostenibile tessuti e processi nelle nostre collezioni”.

 

Classifica finanziaria: 29, Sostenibilità: 60, CSR: 128.

 


Brand del Lusso. In crescita del 5% i consumi mondiali

di Giorgio Nadali

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La 17esima edizione dell’annuale dell’Osservatorio Altagamma ha fotografato situazione e prospettive del segmento più alto del mercato: nonostante l’estrema incertezza internazionale, per i beni di lusso si conferma la crescita del 5% iniziata nel 2017, grazie soprattutto al mercato cinese e alle nuove generazioni di consumatori. La situazione dell’industria e dei mercati del mercato di  alta  gamma è emersa dagli studi Altagamma Worldwide Market Monitor 2018 (presentato da Claudia D’Arpizio, Bain & Company), Il Consumo Tax-Free nell’Unione Europea 2018 (Pierfrancesco Nervini, Global Blue) e Altagamma Consensus 2019 (Armando Branchini, Fondazione Altagamma), nel corso della conferenza tenutasi a Milano il 15 novembre 2018 presso il Teatro Nazionale.

Andrea Illy, Presidente della Fondazione Altagamma e Presidente di Illycaffé S.p.A. ha evidenziato nel discorso introduttivo come due cose hanno necessità di crescere in Italia: istruzione e digitalizzazione.

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In crescita del 5% i consumi mondiali nella fascia più alta del mercato ed è un’ottima notizia per l’Italia, che è storicamente uno dei Paesi leader del comparto” ha dichiarato il Presidente di Altagamma, Andrea Illy. “La competitività internazionale della nostra manifattura si gioca fra creatività e innovazione. Altagamma ritiene necessario rafforzare il Made in Italy attraverso politiche forti, o partire dai temi della reputazione del Paese e dello formazione, come illustrato nel volume Altagamma. Strategie per l’Italia di Eccellenza”. L’alto di gamma continua a veleggiare sopra le incertezze congiunturali, le guerre dei dazi e le crisi geopolitiche che caratterizzano la situazione internazionale e conferma la sua anti-ciclicità, attestandosi nel 2018 su un valore di mercato totale intorno ai 1.200 miliardi di Euro, con una crescita del 5% a cambi costanti.

Il comparto del Personal Luxury, registra una crescita ancora maggiore, del +6%, per un valore complessivo di 260 miliardi di Euro, nonostante la relatrice Claudia D’Arpizio di Bain & Company si sia dichiarata pessimista per natura.

Secondo lo studio di Altagamma Worldwide Luxury Market Monitor. Realizzato da Bain & Company, nel 2018 si registra una performance solida del mercato personale dei beni di lusso, che cresce del +2% in Euro, e del +6% a tassi costanti: una crescita quindi in termini reali invariata in percentuale rispetto all’anno scorso. L’andamento è positivo in tutte le aree geografiche con l’eccezione del Medio Oriente, stabile; un trend particolarmente positivo si riscontra in Cina, trainata dal rimpatrio degli acquisti dovuti ai minori flussi turistici dei Cinesi in Europa, e nel resto dell’Asia, trainato sia da consumi locali che da un rinnovato acquisto dei Cinesi nei loro paesi limitrofi. Per quanto riguarda i canali, l’online si conferma in accelerazione, raggiungendo una penetrazione del 10% del mercato globale; fra i canali fisici, le performance migliori sono quelle di airport retail e outlet. Le nuove generazioni (Y e Z) generano il 100% della crescita di quest’anno. I consumatori più giovani (Generazione Z) mostrano dei comportamenti di acquisto molto specifici e differenziati dai loro “fratelli maggiori” Millennial. Gioielleria e scarpe si confermano top categorie di crescita, mentre l’abbigliamento dopo molti anni di timida ma solida crescita ha una frenata (-1%) dovuta principalmente al rallentamento dei giganti dell’accessible luxury, soprattutto sul segmento menswear. Le previsioni, per quanto sia complicato svolgerle nell’attuale contesto, rimangono positive: da qui al 2025 si stima una crescita del mercato del +3 / +5% medio annuo a tassi costanti, guidato da solidi fondamentali e attitudini del consumatore globale a questo tipo di consumi. Non si esclude che nel breve periodo ni si possa incontrare qualche lieve turbolenza (inclusa una soft recession in USA, e un lieve rallentamento dell’economia Cinese), che non distoglie dalle solide potenzialità del mercato nel futuro.

Per quanto riguarda il Consumo Tax Free nell’Unione Europea lo studio  realizzato da Global Blue rivela che dopo un 2017 positivo, nei primi nove mesi del 2018, il Tax Free Shopping in Europa ha fatto registrare un rallentamento delle vendite (-6%), riconducibile principalmente all’apprezzamento dell’euro sulle principali valute, in particolare il dollaro e il renminbi cinese. A fronte del minor numero di transazioni i dati Global Blue hanno registrato, però, un aumento del valore dello scontrino medio europeo pari al 2%. Nonostante un 2018 in difficoltà in Europa il Tax Free negli ultimi sette anni, dal 2011 al 2018, ha rappresentato uno dei principali driver di crescita del comparto lusso raddoppiando il suo volume . Guardando in dettaglio le dinamiche di acquisto del Vecchio Continente, da gennaio 2018 a settembre 2018 il Tax Free Shopping ha rallentato in Italia (-8%), Gran Bretagna (-8%), Spagna (-8%) e Germania (-13%). In controtendenza la Francia, unico Paese europeo nel quale, nei primi nove mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le vendite tax free hanno registrato un segno positivo (+1%) grazie soprattutto agli acquisti dei Globe Shopper appartenenti ai segmenti: “Elite” (2.2%) e “Frequente (17.7%) meno sensibili alle oscillazioni valutarie.

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Per l’Altagamma Consensus 2019 realizzato da Fondazione Altagamma con il contributo dei maggiori analisti internazionali specializzati le previsioni per il 2019 confermano un solido +5%: crescita più alta per pelle, calzature e accessori (+7%) e per profumi e cosmetici (+ 5%). Buona crescita dell’Hard Luxury, più contenuta quella dell’abbigliamento (+2%). Stabile l’Art de la Table. Mercati: l’Asia è prevista essere il mercato in più rapida crescita (+10%), anche per via dell’abbassamento dei dazi in Cina. Seguono il Giappone (+5%) e il Nord America (+4%), quest’ultimo soprattutto nel primo semestre. Buone anche le prospettive per l’Europa (+3%).

Secondo Armando Branchini, Vice Presidente di Fondazione Altagamma “Con una previsione di crescita al 5% nel prossimo anno, si conferma che i consumi mondiali dei personal luxury goods nel triennio 2017-18-19 si presentano in costante e solida crescita. Questo nonostante una serie di fattori politici ed economici esogeni al comporto abbiano cominciato ad essere sempre più minacciosi in questo secondo semestre 2018 e potrebbero avere — verso lo fine del prossimo anno – un impatto ulteriore.”

Negli ultimi sette anni – dal 2011 al 2018 – in Europa il Tax Free Shopping ha rappresentato uno dei principali driver di crescita del comporto “Lusso” raddoppiando il suo volume;

Da gennaio 2018 a settembre 2018 in Europa a fronte di una contrazione delle vendite tax free (-6%) si è evidenziato un incremento dello scontrino medio (+2%) rispetto al medesimo periodo del 2017;

Da gennaio 2018 a settembre 2018 in Italia i turisti cinesi si sono confermati la prima nazionalità nel settore Tax Free Shopping: 30% del mercato.

Negli ultimi sette anni, ovvero dal 2011 al 2018, in Europa il Tax Free Shopping ha rappresentato uno dei principali driver di crescita del settore “Lusso” raddoppiando il suo volume. È quanto emerge dai dati Global Blue, società leader nei servizi di Tax Free Shopping, che, in occasione del tradizionale appuntamento con l’Osservatorio Altagamma 2018, ha tracciato le principali tendenze del mercato nei primi nove mesi del 2018.

«È un piacere essere qui anche quest’anno» ha commentato Pier Francesco Nervini, Chief Operating Officer North & Central Europe & Global Accounts Global Blue. «Dopo un 2017 positivo, i primi nove mesi del 2018 hanno visto un rallentamento (-6%) del mercato europeo del Tax Free Shopping. II fenomeno, in gran parte previsto, è riconducibile principalmente all’apprezzamento dell’euro sulle principali valute. Interessante è comunque l’innalzamento nello stesso periodo della transazione media il che conferma la minore elasticità al tasso di cambio da parte di compratori con più alto budget. Mi preme sottolineare che, nonostante il non positivo 2018, siamo sempre su valori superiori al 2016 e che il Tax Free si conferma una delle principali leve della crescita del comparto lusso».

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Nei primi nove mesi del 2018 l’Europa ha registrato un calo delle vendite tax free (-6%) rispetto al medesimo periodo del 2017. La principale causa di questa contrazione è legata al rafforzamento dell’euro rispetto alle altre valute, in particolare il dollaro e il renminbi cinese, iniziato già l’anno scorso. A fronte del minor numero di transazioni i dati Global Blue hanno registrato, però, un aumento del valore dello scontrino medio europeo pari al 2%.

In particolare, da gennaio 2018 a settembre 2018, il Tax Free Shopping ha rallentato in Italia (-8%), Gran Bretagna (-8%), Spagna (-8%) e Germania (-13%). In controtendenza la Francia, unico Paese europeo nel quale, nei primi nove mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le vendite tax free hanno registrato un segno positivo (+1%) grazie soprattutto agli acquisti dei Globe Shopper appartenenti ai segmenti “Elite” (2,2%) e “Frequenti* (17,7%) meno sensibili alle oscillazioni valutarie.

I dati Global Blue evidenziano, però, un’altra tendenza volta ad aumentare negli anni a venire: nel 2017 i “Millennials” sono stati i principali fautori dell’incremento del Tax Free Shopping francese. Con un’età compresa fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 31% del totale dei Globe Shopper con un potere di acquisto che nel 2017 ha fatto registrare un +17% sul 2016. E i dati emersi nel 2017 ne sono esempio: circa 1.700 euro (+10% vs 2016) la spesa annuale in Tax Free dei Millennials appartenenti alla categoria “Infrequent”, supera i 4.000 euro (+17% vs 2016) quella dei “Frequent” per arrivare a oltre i 51.000 euro (+10% vs 2016) della categoria “Elite”. Infine, per questi turisti, che rappresentano la prima generazione a essere cresciuta con Internet e smartphone, la possibilità di avere una esperienza di shopping personalizzata e “digitale” è fondamentale.

Scendendo nel dettaglio delle nazionalità, la spesa nei primi nove mesi del 2018 dei Globe Shopper cinesi, seppure in lieve calo (-4% rispetto al 2017), resta la protagonista del Tax Free Shopping con il 29% del totale degli acquisti effettuati in Europa. ll Vecchio Continente continua a essere meta di shopping anche per i viaggiatori provenienti dai Paesi del Golfo (11% del totale delle vendite tax free), e per quelli in arrivo dalla Russia (8% del totale delle vendite tax free). Dai dati Global Blue emerge che nel periodo gennaio-settembre 2018 le principali nazionalità, eccezion fatta per i turisti russi, hanno prediletto principalmente la Francia come destinazione di viaggio rispetto agli altri Paesi tradizionalmente considerati “mete di shopping“. Gli acquisti dei Globe Shopper cinesi sono calati soprattutto in UK (-8%), cosi come quelli degli americani (-8%); è invece l’Italia a scontare maggiormente la frenata dello shopping dei viaggiatori del Middle East (-16%). Le previsioni per i prossimi tre mesi confermano questa tendenza di contrazione fatta eccezione per UK e Spagna.

Con l’obiettivo di analizzare le dinamiche di acquisto dei turisti extra-UE, anche nel 2018 Global Blue e Bain & Company hanno focalizzato le loro reciproche competenze per determinare le evoluzioni delle transazioni tax free nei tre principali segmenti di riferimento: “Luxury”, “Premium” e “Mass”. Nei primi nove mesi di quest’anno in linea con le dinamiche di arrivo e i profili dei Globe Shopper si è assistito a una flessione nei segmenti “Luxury” (-8%), e “Premium” (-10%), mentre il segmento “Mass” risulta invariato rispetto allo scorso anno.

Nei primi nove mesi del 2018 in Italia il mercato del Tax Free Shopping ha registrato una flessione dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, riconducibile soprattutto al rafforzamento dell’Euro sulle altre divise, impattando negativamente sulla spesa nel nostro Paese. I turisti cinesi, pur continuando a rappresentare il 30% del mercato, hanno rallentato i loro acquisti tax free (-5%) rispetto al medesimo periodo del 2017. In calo anche lo shopping tax free dei viaggiatori russi (-15%), seconda nazionalità con il 13% del totale. In questo caso la debolezza del rublo russo, gli embarghi e le tensioni nei rapporti internazionali sono state le principali cause di tale flessione. Il Bel Paese ha visto una frenata anche degli acquisti dei viaggiatori in arrivo dagli Stati Uniti (-4%). Segno meno anche per i Globe Shopper provenienti dalla Corea del Sud (-15%) e dal Medio Oriente (-16%), un’area, quest’ultima, nella quale la situazione economica e le forti tensioni geopolitiche hanno pesanti ripercussioni anche sulle dinamiche dei flussi turistici. Nei prossimi tre mesi le previsioni Global Blue confermano questa tendenza, ad eccezione degli acquisti tax free dei turisti statunitensi da cui ci si aspetta un incremento pari al 16%.


Brand Magazine. La nuova frontiera del prestigio aziendale

di Giorgio Nadali

Il magazine aziendale – Brand Magazine – è il fiore all’occhiello della strategia di comunicazione aziendale. Brand molti noti e aziende poco hanno un impatto più prestigioso con una rivista dedicata. Interviste, prodotti, strategie, nuove acquisizioni, eventi, consigli ai Clienti, tutto ha un immagine più diretta, come ad esempio un filo diretto con il Top Management, che può dialogare attraverso il brand magazine. Kevin Lane Keller definisce il Brand come una “aggregazione, intorno a specifici segni di riconoscimento, di un definito complesso di valori imprenditoriali, di associazioni cognitive, di aspettative e di emozioni”. Le parole fanno la differenza! Leggi qui cosa succede a usare parole giuste e sbagliate nel business, nel mio articolo per Forbes.

Sì, emozioni. Dale Carnegie scrive: “Quando trattiamo con la gente, ricordiamo che non stiamo trattando con creature dotate di logica stiamo trattando con creature dotate di emozioni”. Leggi qui cosa succede a trascurare o non conoscere l’intelligenza emotiva nel business, nel mio articolo per Forbes.

Un Brand magazine aziendale genera profonde emozioni persuasive e attraenti per il Brand e colloca l’azienda al top della conoscenza e fidelizzazione da parte dei Clienti dandopiù prestigio alla immagine dell’azienda, avvicinandola al pubblico diretto e duraturo.

Se l’Azienda è di grandi dimensioni e molto nota, l’effetto sarà di un incremento del suo prestigio. Infatti un Brand Magazine è la nota distintiva di un grande successo raggiuntoe consolidato, ma che desidera dialogare in modo più diretto e “caldo” con i Clienti e potenziali nuovi investitori.

Se l’Azienda è di piccole / medie dimensioni l’effetto sarà di un incremento della visibilità e di una percezione aumentata di importanza sul mercato competitivo.

L’investimento per il Brand Magazine (online o cartaceo) rende superfluo un Ufficio Stampa che non è composto né da specialisti della comunicazione, né da giornalisti, ma dà una resa decisamente superiore come immagine e risultati. E costa molto meno di quanto si pensi. Ah, le convinzioni limitanti!..

L’impatto emozionale di una rivista dedicata esclusivamente all’Azienda è enorme e si avvicina a quello di influencer molto noti, ai quali le Aziende si stanno affidando sempre di più per la comunicazione aziendale al passo con i tempi. Avere una propria rivista è immagine e oggi l’immagine è essenziale per il successo, per chi ce l’ha, per chi vuole incrementarlo e mantenerlo. Chi non è al passo con i tempi è destinato a scomparire dal mercato, come Blockbuster. La comunicazione oggi viaggia molto più veloce della tradizione. Non fare il dinosauro. Cambia! E parliamone.

 

Guarda un esempio: Brand Magazine Tonino Lamborghini

Brand Magazine Tonino Lamborghini

www.giorgionadali.com

stampa@giorgionadali.com


Le nuove frontiere dell’economia etica e del successo etico win-win-win

winwinwin

di Giorgio Nadali

“In una negoziazione dobbiamo trovare una soluzione che soddisfa tutti, perché nessuno accetta che deve perdere che l’altro deve vincere. Entrambe devono vincere” (Nabil N. Jamal). Successo ed etica possono convivere. Anzi, devono! Strategia win-win-win significa trarre un beneficio da una contrattazione commerciale in cui anche il cliente è avvantaggiato. Il terzo “win” è il ritorno di immagine e il beneficio per altri clienti che potrebbero essere interessati indirettamente alla trattativa o divenire tali in seguito al passaparola. La qualità paga sempre. Di fatto nessuna autentica trattativa commerciale svolta in modo professionale cerca il solo vantaggio di chi vende. Ciò che il pubblico si chiede è infatti “perché dovrei comprare questo prodotto e proprio da te? Cosa puoi fare tu per me? Dove vuoi portarmi, in quanto tempo e come? Quale vantaggio per me?” secondo la regola chiamata WIIFM: What’s In It For Me? «Cosa c’è qui dentro PER ME?»  L’economia etica si chiede sempre cosa c’è di buono per il cliente, per le SUE esigenze. Sembra un banalità, ma solo una parte di chi vende (e in realtà tutti “vendiamo” qualcosa) applica questa regola. Ecco perché (secondo il  principio dell’economista Pareto) solo il 20% dei venditori realizza l’80% del fatturato e il restante 80% dei venditori realizza solo il 20% del fatturato! La causa è l’etica e la comunicazione.

Ad esempio:

Chi ha fretta di vendere, perde di vista la comunicazione o la usa in modo sbagliato, mentre l’attenzione etica all’altro è fondamentale per una trattativa vincente. A nessuno piace sentire che gli si vuole vendere qualcosa, ma che si cerca di soddisfare le sue esigenze. Dalla vendita di un’aspirapolvere alla cessione di una società la regola è la stessa.

Il cliente dice: «Non so, non mi convince…»

Il venditore dice: «Allora ti offro anche questo prodotto (o benefit) in omaggio…». Sembrerebbe un atteggiamento etico e un vantaggio per il cliente. Invece non lo è. Manca l’ascolto. Il cliente sta esprimendo una difficoltà e non viene assecondato su questo sentimento. Al venditore interessa solo portare a casa la vendita e sfodera l’arma dell’omaggio. Trattativa perdente. Nella PNL (Programmazione Neuro Linguistica) si chiama “andare in mappa contro mappa”, cioè non ascoltare sul serio e cercare di imporre la propria visione (“mappa”) per vincere su quella dell’altro (l’altra “mappa”). E questo fa perdere. Sempre. Il problema è che non si ascolta per capire, ma per ribattere.

Qual era la risposta etica e quindi vincente perché viene incontro a ciò che esprime il cliente?

Eccola: «Che cosa esattamente non La convince?» oppure (nel caso il Cliente abbia espresso perplessità sul cambio di marca) «Quali problemi in particolare potrebbe crearLe cambiare marca?». Semplice e determinante.

Il successo etico è quindi una sincera attenzione all’altro. E questo ripaga molto. Un cliente soddisfatto è il miglior biglietto da visita. L’etica è una questione centrale nei servizi finanziari. Il comportamento etico delle vendite può giocare un ruolo fondamentale nella formazione e nel mantenimento di relazioni a lungo termine con i clienti e, cosa ancora più importante, può anche generare problemi di responsabilità per le organizzazioni di venditori attraverso dichiarazioni intenzionali e involontarie. Le istituzioni finanziarie sono vulnerabili a molti abusi legali ed etici e a forme di corruzione molto costose.

Ad esempio, la Prudential Insurance Company of America ha dovuto sostenere una commissione di  2,6 miliardi di dollari contro i guadagni per pagare i danni degli assicurati dopo che la società ha permesso ai propri venditori di utilizzare pratiche di vendita ingannevoli. I servizi finanziari sono servizi altamente astratti caratterizzati da attributi di credibilità e, di conseguenza, difficili da comprendere per i consumatori. Quindi, il consumatore deve fare affidamento sull’agente per ottenere informazioni corrette e una guida adeguata. Pertanto, poiché l’industria finanziaria è diventata più competitiva, i venditori di servizi finanziari potrebbero, se scelgono di agire in modo non etico, approfittare dell’ingenuità del consumatore e migliorare la propria posizione, mentre il successo etico passa dall’attenzione all’altro e questo fa vincere su tutti i piani, anche quello economico. Chi non comprerebbe se fosse certo che il venditore vuole sinceramente il mio bene e vuole quindi venire incontro alle mie esigenze in modo chiaro e cristallino? Vince chi vende, vince il cliente soddisfatto, vince la credibilità del settore. Win win win. Il vero successo è sempre quello del supereroe: Forte per aiutarti, non per fregarti.

 

 

 


Fashion Week a Milano

di Giorgio Nadali

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foto di Giorgio Nadali, Micam settembre 2018

La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada, la moda ha a che fare con le idee, il nostro modo di vivere, che cosa sta accadendo. Così la pensava Coco Chanel.

Ecco perché sta per andare in scena la Fashion Week Donna collezioni primavera/estate 2019, a Milano dal 18 al 24 settembre, con 60 sfilate per un totale di 59 collezioni 80 presentazioni per 79 marchi e 13 designer Fashion Hub Market e dodici International Woolmark Prize Global Finalist 2018/2019. Due presentazioni su appuntamento per due marchi. Ben 44 eventi.

 

Il Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa ha dichiarato che “Ci aspetta una fashion week intensa e ricca di appuntamenti, non solo sfilate ma anche eventi e tantissime presentazioni di giovani brand. E’ bello vedere come questi talenti emergenti stiano crescendo e performando bene. Sarà una settimana che coinvolgerà tutta la città, con installazioni ed happening dedicati al pubblico che avranno come fil rouge il tema della sostenibilità. Ci immergeremo in una Milano sostenibile, in una settimana che culminerà con la seconda edizione dei Green Carpet Fashion Awards Italia, 2018. La vivacità del settore è testimoniata anche dai dati economici che vedono per l’anno 2018 una crescita del 2,8% e una previsione di fatturato che sfiora i 90 miliardi di Euro.”

 

A Milano durante la Fashion Week 2018 vanno in scena Artisti e Designer italiani e internazionali che portano in passerella la personale interpretazione del rapporto tra design, moda e arte. Nell’ambito della quale fashion brand, designer, imprese, artisti e attivisti di diverse nazionalità metteranno in scena

collezioni e progetti improntati sul concetto di Social Impact per raccontare attraverso l’arte e capi di moda come l’industria del fashion possa essere motore di rigenerazione e ridisegno della società contemporanea con spazi espositivi dedicati per chi sceglie di Sponsorizzarsi durante l’evento , dove Business oltre che la visibilità sono messi al primo posto e la presenza di influencer, fashion blogger, giornalisti e fotografi si amalgamano per esaltare al meglio stilisti, artisti e brand presenti. Per questo motivo la B&20 Events di Paolo Distaso ha creato l’evento “Fashion in the City” nella splendida Location del FiftyFive 55 a Milano, in 20 metri di passerella tra Arte e Spettacolo.

 

L’edizione sarà ricca di novità: per la prima volta in calendario le sfilate di Agnona, Fila, A.F Vandervost – che per l’occasione presenterà una reinterpretazione delle collezioni degli ultimi 20 anni e il libro di celebrazione dell’anniversario, ACT N.1, Ultràchic e Chika Kisada. Questi ultimi tre sfileranno grazie al supporto di Camera Nazionale della Moda Italiana, come anche Francesca Liberatore. Fa il suo ingresso in calendario anche Tiziano Guardini, vincitore del premio “Franca Sozzani GCC Award for Best Emerging Designer” al Green Carpet Fashion Awards Italia 2017, che durante la Fashion Week sfilerà con una collezione inedita, Presen- ted by Mercedes-Benz. Tornano inoltre nel calendario sfilate Byblos, Iceberg e Philipp Plein.

 

Dopo il grande successo della prima edizione, domenica 23 settembre presso il Teatro alla Scala avrà luogo la seconda edizione dei Green Carpet Fashion Awards Italia, 2018. L’evento, realizzato da Camera Nazionale della Moda Italiana in collaborazione con Eco-Age e con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), ICE Agenzia e del Comune di Milano, celebrerà i valori della moda sostenibile e l’impegno del sistema moda.

 

Grazie al protocollo d’intesa tra il Comune di Milano e CNMI, la Sala Cariatidi di Palazzo Reale sarà ancora una volta una delle location protagoniste di Milano Moda Donna insieme allo Spazio Cavallerizze, parte integrante del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.

 

Anche per questa edizione lo Spazio Cavallerizze sarà Fashion Hub di Milano Moda Donna e riunirà in un unico spazio vip lounge e Fashion Hub Market.

 

Fashion Hub Market è il progetto CNMI a sostegno dei giovani talenti che quest’anno giunge alla settima edizione e presenterà le collezioni di 13 designer internazionali. Per la prima volta, saranno presenti anche i 12 finalisti dell’International Woolmark Prize 2018/19, progetto creato da The Woolmark Company nel 1953 per celebrare i talenti emergenti della moda di tutto il mondo mostrando la bellezza e la versatilità della lana Merino. I finalisti del premio avranno il compito di raccontare attraverso un approccio più contemporaneo l’utilizzo della lana Merino e di valorizzare attraverso le loro creazioni le innumerevoli qualità di questa fibra naturale, rinnovabile e biodegradabile.

 

L’Assessore alle Politiche del Lavoro, Attività produttive, Moda e Design Cristina Tajani ha dichiarato che “Grazie al rinnovato impegno congiunto dell’Amministrazione e di tutti gli operatori del sistema moda, questa Fashion Week coinvolgerà l’intera la città anche attraverso le installazioni della seconda edizione del progetto Milano XL. Un percorso creativo pensato per celebrare il grande patrimonio di tradizione artigiana, ricerca e innovazione del Made in Italy. Vogliamo che la Fashion Week milanese, con i suoi eventi sempre più aperti al pubblico, sia un appuntamento diffuso e condiviso con i cittadini e tutti gli amanti della moda per scoprire la qualità e la creatività del Made in Italy. Dal filato più pregiato all’accessorio più ricercato sino al fascino e all’estro delle sfilate e delle collezioni questa settimana punta l’attenzione sulla sostenibilità dei processi produttivi e sulla tutela della qualità del lavoro nella moda”.

 

I dati business della moda italiana

 

Secondo la Camera della Moda Italiana, nel 2018 si è confermato il clima positivo e la ripresa per l’industria della moda italiana. In particolare durante il secondo trimestre, la crescita è stata brillante, portando la crescita complessiva del fatturato nel primo semestre a +2,9% per la componente moda e a +3,5% per i settori collegati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

Con i buoni risultati del 2018, Il livello del fatturato è tornato ai livelli di inizio 2008 recuperando completamente la caduta causata dalla crisi finanziaria, anche se si trova ancora al di sotto dei massimi del 2017 e ancora molto lontano

dal livello del 2000.

 

Nei primi 5 mesi dell’anno le esportazioni hanno continuato, almeno per l’industria della moda, la fase di crescita iniziata nel 2017, mentre si è registrata

una battuta d’arresto per i settori collegati. Per questi ultimi la frenata ha interessato la gran parte dei mercati, con cali più marcati verso USA (-2%) Francia (-3,5%) e Spagna (-4,2%). Resta invece positivo l’andamento verso i principali mercati della moda, dove, si deve osservare, si rafforza la posizione della Svizzera come piattaforma logistica per le imprese italiane.

 

Per l’industria della moda la dinamica dell’export è stata migliore verso i paesi ExtraUE (+4,5%) che verso l’UE (+2,2%), complice anche l’indebolimento dell’Euro nella prima parte dell’anno.

 

Le attese per l’andamento degli ordini sono rimaste positive nel terzo trimestre. Le previsioni per il risultato finale dell’anno restano quindi positive: la crescita del fatturato per l’anno 2018 è prevista al +3,0%, rispetto al 2017, con un aumento delle esportazioni al +4,3% e un saldo con l’estero che cresce rispetto al 2017 di circa €1mld, sfiorando gli €18,7mld. Per l’insieme di moda più settori collegati si prevede che la crescita sia leggermente inferiore, al +2,8%.

 

La Fashion Week potrà essere seguita live su milanomodadonna.it con streaming delle sfilate, video e fotogallery delle collezioni, attraverso l’App di CNMI e sui profili social Instagram (@cameramoda), Facebook, Twitter con aggiornamenti in tempo reale sugli eventi.

Video delle sfilate e contenuti speciali saranno trasmessi anche sul maxischermo in Corso Vittorio Emanuele, angolo piazza San Babila.

 

CNMI presenta Be Ready, Fashion Film dedicato a Milano Moda Donna diretto da The Blink Fish. Protagonista una modella che si prepara per l’imminente settimana della moda, il risultato è una allegra e divertente interpretazione dell’energia che caratterizza la fashion week e i suoi preparativi. Solo la concentrazione e il benessere fisico e mentale consentiranno alla modella di essere pronta. Concetti che CNMI pienamente condivide con Technogym, Official Wellness Partner di CNMI, che si ringrazia per il supporto nella realizzazione del film.

Be Ready celebra la nuova generazione di designer italiani con capi e accessori di: Arthur Arbesser, Gabriele Colangelo, GCDS, Giannico, Lucio Vanotti, Marco De Vincenzo, Paula Cademartori, Sara Battaglia, Stella Jean e Vivetta. Lo styling è stato curato da Georgia Tal.

 

La “Fashion Week Insider’s Guide” racconta le novità della settimana della moda, i luoghi inediti e gli appuntamenti imperdibili a Milano, la copertina è stata realizzata dall’artista Gio Pastori. La guida sarà anche scaricabile su milanomodadonna.it.

 

Continuano le collaborazioni con le associazioni di moda internazionali. Da questa stagione di Milano Moda Donna Camera Nazionale della Moda Italiana annuncia una partnership con HFDA (Hungarian Fashion & Design Agency): durante la fashion week una selezione di designer ungheresi parteciperà a un Programma di mentoring di CNMI.

 

Inoltre Camera Nazionale della Moda Italiana annuncia le nuove partnership con Technogym e The Woolmark Company.

 


Nerio Alessandri

INTERVISTA PER FORTUNE ITALIA del 26 luglio 2018

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Il marchio Technogym nasce nel 1983 quando Nerio Alessandri, un giovane designer industriale appassionato di sport, all’età di 22 anni, progetta e costruisce, nel garage di casa a Cesena, il suo primo attrezzo per il fitness. Si tratta di Hack Squat, un attrezzo per eseguire l’esercizio dello squat in maniera sicura e guidata. È la prima metà degli anni Ottanta, quando il settore del fitness è ancora considerato una piccola nicchia in Europa, con palestre frequentate principalmente da sportivi dediti al bodybuilding e attrezzate con macchinari spesso molto rudimentali. L’imprenditore comprende, da un lato, la crescente esigenza di attrezzature per l’esercizio fisico più tecnologiche, funzionali e rispettose della salute degli utenti e, dall’altro, la naturale apertura del settore del fitness a un pubblico più ampio e diversificato, di pari passo con la diffusione nella società dell’idea dell’esercizio fisico come fattore determinante per la salute psico-fisica e il Wellness della persona. Oggi, dopo oltre 30 anni di storia, Technogym è riconosciuta in tutto il mondo come azienda leader nella fornitura di tecnologie, servizi e prodotti di design per il settore Fitness e Wellness, grazie all’offerta di una gamma completa di attrezzi per l’allenamento cardio, forza e funzionale, servizi, oltre ad una piattaforma digitale cloud che consente agli utenti di connettersi alla propria personale esperienza Wellness in qualunque luogo siano, tramite i prodotti Technogym stessi oppure con dispositivi mobile.

Come è nata l’idea di Technogym?
Nel 1983 avevo 22 anni, ero un giovane progettista meccanico molto appassionato di sport. Frequentavo una palestra a Cesena, la mia città, per tenermi in forma; a quell’epoca le palestre non erano come oggi, si trovavano quasi sempre in scantinati, erano frequentate quasi esclusivamente da culturisti, non c’era tecnologia e design. Vedendo solo panche, pesi, bilancieri e strumenti molto rudimentali ho intravisto il potenziale del settore e la possibilità di sviluppare prodotti più tecnologici, più belli, più sicuri e più adatti ad un pubblico più ampio. Da questa visione nasce Technogym, che come emerge dal nome, combina la mia passione per il design e la tecnologia (TECHNO) con quella per lo sport (GYM).

In cosa fate la differenza sul mercato del fitness?

Nei primi anni ’90 in un settore dominato dallo stereotipo americano del fitness, tutto muscoli e immagine, in Technogym, dall’Italia, abbiamo definito un nuovo concetto: il wellness. Si tratta di uno stile di vita profondamente italiano ispirato al “mens sana in corpore sano” dei Romani che prevede l’equilibrio tra regolare esercizio fisico, dieta mediterranea e approccio mentale positivo.
Abbiamo capovolto il paradigma dal fitness che significa “looking good” con il wellness che mette la persona al centro e significa “feeling good”. Se il fitness prevede una formula prettamente funzionale, il wellness è uno stile di vita aspirazionale che include l’allenamento ma è fatto anche di contenuti, programmi personalizzati, interior design e intrattenimento.
Oggi Technogym è l’unica azienda del settore al mondo in grado di offrire un ecosistema digitale completo composto da: prodotti per l’allenamento con i più alti standard in termini di ergonomia e biomeccanica, dotati di un’interfaccia tecnologica di ultima generazione, la prima piattaforma cloud del mondo fitness che consente la creazione di profili con programmi personalizzati e il tracciamento dei dati sul proprio stile di vita accessibili in qualsiasi luogo e qualsiasi momento, oltre a contenuti, servizi di consulenza e formazione.

Quali sono i vostri numeri del 2017?

Ricavi a 598,2 milioni, +7,7% rispetto al 2016; Ebitda a 120,2 milioni, +20,3%; utile netto a 61,2 milioni, +42%.

Cos’è il successo per Lei?

A dire la verità è una domanda che non mi sono mai posto. Preferisco concentrarmi su quanto c’è ancora da fare e sulle sfide del futuro

Cos’è il Vostro Wellness Campus?

Il Technogym Village è stato disegnato per diventare il punto di riferimento per lo stile di vita wellness, il primo vero esempio di Wellness campus al mondo. Ho lavorato su questo progetto con Antonio Citterio che ha saputo interpretare la nostra filosofia e tradurla in uno spazio che fosse di ispirazione per i nostri collaboratori, stakeholder e i nostri clienti. Il Village comprende il nostro stabilimento produttivo, gli uffici, il nostro Centro Ricerca e Sviluppo, un grande Wellness Centre che ha la doppia funzione di showroom e di palestra aziendale, un ristorante che propone ogni giorno menù bilanciati e un centro conferenze.

Ci dica tre Sue idee per un business vincente

Prima di tutto bisogna essere umili e saper ascoltare. Poi credo che nel creare nuovi progetti ci debba sempre essere un mix tra una visione di lungo periodo e la focalizzazione quotidiana nell’execution di ogni singolo dettaglio.  La terza è riassunta dal motto che uso sempre in azienda coi miei collaboratori: “Se funziona è obsoleto”. Proprio nel momento di massimo successo di un’idea, di un prodotto o di un progetto, è necessario innovare e cambiare.

Fare sport è una fatica senza fatica (Gabriele D’Annunzio); Il gusto dello sport è un’epidemia di salute (Jean Giraudoux); Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere (Jim Rohn). Quali di questi 3 aforismi preferisce e perché?

Il terzo è molto vicino al nostro concetto di wellness: la nostra vita è fatta di un equilibrio fra la componente fisica, quella mentale e quella socio-spirituale. Prendersi cura del proprio corpo e quindi della propria salute fisica è una componente fondamentale per raggiungere questo equilibrio e vivere una vita felice.


Modigliani Art Experience

L’arte sponsorizzata da Deloitte e da 24 Ore Cultura
di Giorgio Nadali

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Al Museo delle Culture di Milano (Mudec) torna il palinsesto estivo all’insegna dell’arte, dell’intrattenimento culturale e dell’emozione con Modigliani Art Experience dal 20 giugno 2018 al 4 novembre 2018.
A Milano l’aria estiva profuma di arte italiana, nel segno di Modigliani. I musei del Polo Arte Moderna e Contemporanea di Milano – Mudec e Museo del Novecento – 24 Ore Cultura e Cross Media Group insieme per dare al visitatore un’esperienza artistica completa del maestro “Modì”.

Nell’ambito del palinsesto artistico-culturale che il Comune di Milano dedica quest’anno al Novecento italiano, iI Mudec – Museo delle Culture di Milano propone a partire dal 20 giugno un’esperienza artistica unica, sia per la scelta dell’artista del ‘900, sia per la collaborazione che ne è nata tra i musei del Polo Arte Moderna e Contemporanea di Milano: Modigliani Art Experience è un affascinante racconto, ricostruito attraverso immagini, suoni. musiche evocazioni e suggestioni che ricomporrà davanti agli occhi del visitatore l’universo di Amedeo Modigliani pittore e scultore, e gli permetterà di proiettarsi nel contesto parigino di cui Modì -l’artista maledetto per eccellenza – fu assoluto protagonista. Prodotta da 24 ORE Cultura e promossa dal Comune di Milano-Cultura e con il supporto scientifico dei conservatori del Mudec e del Museo del Novecento di Milano, Modigliani Art Experience accompagnerà i visitatori del Mudec – Museo delle Culture fino al 4 novembre 2018, e si propone come un vero e proprio excursus multisensoriale, arricchito da opere di confronto. Una rappresentazione multimediale totalmente immersiva ideata da Crossmedia Group e curata da Francesco Poli, che avvolgerà il visitatore in una vera e propria “experience room”, introducendolo nel mondo bohémien di Amedeo Modigliani, nella sua esistenza da esule livornese nella Montmartre e nella Montparnasse dei primi del Novecento; gli mostrerà le sue muse, amanti e ispiratrici, e soprattutto evocherà la sua arte, l’influenza del primitivismo e in particolare della scultura africana, egizia e cicladica.

Deloitte è un’azienda di servizi di consulenza e revisione, la prima nel mondo in termini di ricavi e numero di professionisti. La società, colosso mondiale dei servizi professionali, è tra le più prestigiose del pianeta e fa parte delle cosiddette Big Four, le quattro più grandi aziende di revisione. È da anni impegnata a promuovere il patrimonio culturale dei Paesi in cui opera e la Fondazione Deloitte, che oggi fa il suo debutto ufficiale, vuole rendere ancor più significativo questo contributo verso un ambito cosi prezioso per il nostro Paese.
La Fondazione nasce infatti dal desiderio del network di Deloitte di porsi in modo sempre più responsabile e attento di fronte alla società, a cui vuole dare un contributo concreto, e rivolge il suo impegno in diversi ambiti – in particolare in quello della Cultura e dei Beni Culturali al fine di valorizzare e preservare le eccellenze che la Storia, l’Arte e il paesaggio del nostro Paese ci regalano. È quindi naturale per Deloitte e per la Fondazione Deloitte sostenere un’importante istituzione di livello internazionale qual è il Mudec, coerentemente con il suo impegno verso la scena artistica e culturale in tutto il mondo.
“Il Mudec rappresenta per il nostro Paese una realtà innovativa sia in termini di fruizione della struttura museale sia a livello di offerta, con mostre di notevole interesse, workshop dedicati ad adulti e bambini, seminari e spazi aperti a tutti – commenta Enrico Ciai, CEO di Deloitte Italy “Questa spinta all’innovazione e al sostegno della cultura a favore della Società non può che trovare il supporto del nostro network, che crede proprio negli stessi principi”.

“È un onore per la Fondazione Deloitte proseguire il proprio percorso al fianco di una realtà impegnata nella promozione e nella valorizzazione delle differenze culturali qual è il Mudec – aggiunge Paolo Gibello, Presidente di Fondazione Deloitte – Sono convinto che sia un connubio che consentirà di realizzare progetti di eccellenza in questo campo”.