Ricchi e Buddhisti

di Giorgio Nadali

Molti pensano che il Buddismo rifiuti la ricerca delle comodità materiali e dei piaceri della vita e si occupi solo di sviluppo spirituale. Il raggiungimento del Nirvana è infatti il suo obiettivo. Tuttavia, il Buddha era molto attento sul fatto che la stabilità economica sia essenziale per il benessere e la felicità dell’uomo. D’altra parte – prima della vita monastica – era un principe che viveva nel lusso.

Nel testo sacro buddhista Anguttaranikaya A.II. (69-70) il Buddha afferma che ci sono quattro tipi di felicità derivante dalla ricchezza:

1) Atthisukha – La felicità della proprietà.

2) Anavajjasukha – La felicità derivata dalla ricchezza che si guadagna per mezzo del  giusto sostentamento, cioè non derivante dalla vendita di armi pericolose, o di macellazione di animali e  vendita di carne, di vendita di alcolici o di vendita di esseri umani (ad esempio, la schiavitù e la prostituzione) e non derivante dalla vendita di veleni.

3) Ananasukha – la felicità deriva dal non avere debiti. È la libertà finanziaria!

4) Bhogasukha – la felicità del condividere la propria ricchezza. Questo tipo di felicità è un concetto estremamente importante nel Buddhismo.

Anche se il Buddha vide che la stabilità economica come importante per la felicità dell’uomo, mise in luce anche il lato dannoso della ricchezza. Vide che i desideri e le inclinazioni naturali dell’uomo trovano nella ricchezza ampio spazio per queste propensioni. Eppure, a quanto pare, i desideri non possono mai essere pienamente soddisfatti come è indicato nel Ratthapalasutta (M.II.68) dove è scritto: “Il mondo non è mai soddisfatto ed è sempre schiavo del desiderio”. Il Dhammapada (vs. 186-187) sottolinea anche questa insaziabilità nell’uomo: “Non è da una pioggia di monete d’oro sorge la contentezza nei piaceri sensuali”.

Il Buddha ha scritto un prescrizione completa per il raggiungimento della prosperità e della felicità, senza mai deprecare il godimento sensuale dei laici. E ‘in questa sutta (aforisma) che il Buddha ha sostenuto quattro condizioni che, se soddisfatte darebbero una prosperità e felicità:

  1. Utthanasampada – risultato in stato di vigilanza. Il Buddha ha descritto questa qualità come l’abilità, la perseveranza e l’applicazione di una mente curiosa nei modi e nei mezzi con cui si è in grado di organizzare e svolgere un lavoro con successo.
  2. Arakkhasampada – realizzazione nell’attenzione.
  3. Kalyanamittata – Il godimento della compagnia di buoni amici che hanno le qualità di fede, virtù, generosità e saggezza.
  4. Samajivikata – il mantenimento di una vita equilibrata. Quest’ultima condizione richiede di non essere eccessivamente euforici o abbattuti di fronte al guadagno o alla perdita, ma di avere una buona idea del proprio reddito e delle spese per vivere secondo i propri mezzi. Ad un uomo si consiglia di non sprecare la sua ricchezza come se si scuotesse scuotere un albero di fico per ottenerne un frutto, così facendo tutti i frutti sull’albero, maturi e acerbi, cadrebbero a terra e andrebbero nei rifiuti. Si consiglia anche di non accumulare ricchezza senza goderne, morendo di fame.

Questo consiglio per quanto riguarda l’acquisizione della ricchezza materiale è seguito da quattro condizioni per il proprio benessere spirituale, che garantirebbero una rinascita felice nella prossima vita: avere le qualità di fede, (saddha) virtù, (sila) carità (dana) e saggezza (panna).

Uno sguardo attento alle due serie delle quattro condizioni che abbiamo visto, mostrano chiaramente che il principio base è che si dovrebbe mantenere un equilibrio tra il progresso materiale e quello spirituale. Dirigere la propria attenzione al proprio benessere spirituale insieme alle proprie attività quotidiane è una pausa alla sempre crescente avidità. L’avidità immobilizza e sviluppa la scontentezza. L’accumulare ricchezze fine a se stesse è condannato dal Buddha.

Quando la ricchezza non è condivisa e viene utilizzata solo per soddisfare i propri scopi egoistici,  porta al risentimento nella società. È chiaro in questa sutta il collegamento tra etica e felicità.

Inoltre la ricchezza è paragonata ad un serbatoio d’acqua con quattro punti attraverso i quali l’acqua (ricchezza) si dissipa: Dissolutezza, dipendenza da alcolici, gioco d’azzardo e compagnia di malfattori. I quattro ingressi che riforniscono di acqua (ricchezza) il serbatoio sono la pratica degli opposti di quanto è stato detto sopra, come astenersi dalla dissolutezza, dipendenza di alcolici, gioco d’azzardo e compagnia di malfattori.

Secondo la Alavakasutta (Sn. P.33), la ricchezza è acquisita dallo sforzo unito alla forza del braccio e del sudore della fronte.

Il Buddha ha inoltre osservato che l’acquisire ricchezza non dovrebbe essere scoraggiato da freddo, caldo, mosche, zanzare, vento, sole, rettili, che muoiono di fame e di sete e che si dovrebbe essere pronti a sopportare tutte queste difficoltà. L’inattività e sottrarsi alla fatica non è il modo migliore per riuscire a guadagnare prosperità.

Guadagnare ricchezza attraverso la vendita di liquori inebrianti, armi nocive, farmaci, veleni o animali da abbattere sono modi condannati dal Buddha. Rientrano nella categoria dei mezzi di sussistenza sbagliata. Il sostentamento dev’essere ottenuto attraverso mezzi leciti, senza violenza.  Buddha ha dichiarato che la ricchezza di coloro che accumulano senza danneggiare gli altri, è come quella di un’ape itinerante che raccoglie il miele senza danneggiare fiori.

Nella Dhananjanisutta  il venerabile Sariputta afferma che nessuno può sfuggire ai risultati terribili di mezzi illeciti di sostentamento, dando la ragione a chi si è impegnato ad adempiere i propri doveri. La Dhammikasutta della Nipata Sutta dice: “Lascialo doverosamente mantenere i suoi genitori e praticare un commercio onesto. Il padrone di casa che osserva questo strenuamente andrà agli dei chiamati Sayampabha“.  I Sayampabha sono deva (divinità) tra i quali sono presenti anche uomini giusti che hanno mantenuto i loro genitori e non hanno fatto commerci illeciti.

Nel Parabhavasutta del Nipata Sutta, il Buddha ha sottolineato una condotta etica per evitare la perdita della ricchezza. Sono innumerevoli i discorsi che consigliano di osservare la Pancasila – i cinque precetti, che si basano sul principio del rispetto e di attenzione per gli altri. Questi implicano che non si deve mettere a repentaglio gli interessi degli altri, che non si deve privare qualcuno di ciò che appartiene legittimamente a lui, perché è chiaro che i beni di un uomo sono alla base della sua felicità.

 


Yoga Festival 2016

Dal 14 al 16 ottobre arriva l’11esima edizione di Yogafestival, il più grande evento di Yoga in Italia. Una edizione, che, dopo tanti anni di espansione, sente il bisogno di riorganizzarsi e di tornare a un maggiore “rispetto” per la pratica dello Yoga.

Non per niente, proprio il concetto di RISPETTO è al centro delle proposte di programma e gli insegnanti, con il loro generoso entusiasmo, sono stati felici di parlare di una tematica così poco usata in questi tempi che viviamo.

Rispetto per e nella pratica, ma anche rispetto per noi stessi, per gli altri, per il pianeta e l’universo, rispetto per ogni cosa creata: YogaFestival continua così a mettere in luce argomenti poco evidenti nel vivere corrente, e come fu per Gratitudine (2014) e Amore (2015) anche il tema del Rispetto ci aiuterà a focalizzare meglio la pratica.

Come già Roma, anche YogaFestival Milano si concentra su una offerta più mirata, con meno workshop ma più lunghi e completi.

Nei 5.000 mq di Superstudio Più che vengono occupati, una squadra di insegnanti davvero influenti si avvicenderanno nei tre giorni del festival: tra questi, qualche gradito ritorno come Stewart Gilchrist da Londra con Krama Vinyasa Yoga , Monica Bertauld dalla Francia per Iyengar Yoga; dall’Italia Antonio Nuzzo, l’ Hatha Yoga della tradizione e Gabriella Cella, con la pratica di Ratna Yoga, il gioiello dello Yoga, insieme a Piero Vivarelli, massima figura dell’Anusara italiano, ed Elena De Martin per l’Ashtanga Yoga Mysore style. Nuova qualche interessante presenza come Dominique Decavel, erede dell’insegnamento di Eric Baret per lo Yoga Tantrico Kashmiro, Cosmin Iancu, la perfetta pratica di ashtanga, Lorraine Taylor, che diffonde la conoscenza dell’Ashtanga e Vinyasa Tantra, Bo Forbes  lo Yoga posturale e terapeutico, Laura Burkhart che dagli USA porta la pratica di Core Yoga. Mert Guler, insegnante turco e ricercatore spirituale per la prima volta in Italia e Sujit Ravindran, indiano di stanza a Vancouver già passato con successo in precedenti edizioni, saranno al festival per portare un lavoro sulle emozioni interiori e sulla maturità maschile. La musica la farà da padrone quest’anno: sono molti i workshop con musica da vivo, performance, musicisti che intervengono insieme agli insegnanti e sarà un piacere in più essere seguiti nella pratica da canti e melodie che la ritmano.

Molte le conferenze in programma con molte novità: in particolare, fruttifera la collaborazione del festival con il Master di Yoga Studies della Università di Ca’ Foscari porta due docenti di grande preparazione e comunicativa, Gianni Pellegrini e Federico Squarcini, con approfondimenti sulla lingua sanscrita. Pellegrini, tra i più conosciuti studiosi di sanscrito al mondo, terrà una conferenza sulle parole dello yoga e il loro significato e sarà a disposizione tutta la giornata per rispondere a domande del pubblico.

Al festival quest’anno si rafforza l’area dedicata alla consapevolezza alimentare: una vita yogica chiede attenzione e rispetto anche per ciò che ingeriamo. Con Ki Group, Provamel, Schaer – partner dell’evento – prenderà vita un settore dove informarsi, testare, conoscere.

L’area scuole, centri olistici ed Emporio Yoga sarà come sempre il cuore del festival, il luogo dove tutti si trovano, incontrano, parlano insieme alla grande centrifugheria – dove lo chef Simone Salvini si cimenterà in ricette vegane preparate “al volo”.

L’area Bimbi, attiva tutti e tre i giorni e gestita dalla A.I.P.Y., offrirà intrattenimento “yogico” a bimbi da 0 a 12 anni che, con il metodo del gioco, apprendono le prime basi dello Yoga: non si è mai troppo giovani per cominciare a praticare!

All’interno del festival sarà attivo un ristorante vegano che resterà aperto dal mattino fino alle 20.

L’ingresso al festival avviene come sempre su registrazione (online) mentre i workshop possono essere prenotati online e anche sul posto. Tutte le informazioni su www.yogafestival.it


ISIS e strategia mediatica

L’ISIS – il sedicente Stato islamico – è il primo gruppo terrorista che ha l’ambizione di imporre la sua ideologia a livello globale e il primo che ha una vera e propria strategia di comunicazione. Il suo primo obiettivo infatti è quello di presentarsi al mondo come Stato, influenzando la politica occidentale convincendola della potenza del Califfato. Per fare questo punta sulle dinamiche dello “sciame”, ossia la radicalizzazione di un singolo seguace per condizionare un gruppo di suoi amici. Per fare questo vengono ampiamente utilizzati i social network. La comunicazione è divisa in locale, regionale e globale. Quella locale riguarda la popolazione del luogo, raggiunta attraverso opuscoli, oratori e con la radio Al-Bayan, una stazione radio in Iraq di proprietà e gestita dallo Stato Islamico dell’Iraq e il Levante (ISIL) che trasmette sulla frequenza 92,5 in FM e che serve anche per una comunicazione globale. Infatti la stazione trasmette notizie dell’ISIS in arabo, curdo inglese, francese e russo. La qualità dei notiziari è stata paragonata a quelli della BBC inglese. La stazione offre una vasta gamma di programmi tra cui i canti islamici Nasheed solo vocali, recitazioni del Corano, discorsi, fiqh (la giurisprudenza coranica), corsi di lingua, e interviste, intervallati da regolari notiziari e relazioni sul campo da corrispondenti di Al-Bayan in Iraq e in Siria. Le notizie in lingua inglese e i bollettini sono forniti da uno speaker con accento americano e le date degli eventi vengono letti secondo il calendario islamico. L’ISIS utilizza molto anche i “mujatweets” su Twitter – che partono dal media center Al Hayat di ISIS a Mosul con i quali raggiunge i seguaci più evoluti tecnologicamente. Ben sessantamila sono gli account internet pro ISIS sui social network. La comunicazione avviene con caratteristiche diverse a seconda degli obiettivi:

Prodotto Target Obiettivo
Social media (Mujatweets e video)In questi filmati i membri dell’ISIS si mostrano gentili con i bambini e regalano dolci e vestiti Potenziali reclute Radicalizzazione e reclutamento
Filmati dell’orrore Nemici del CaliffatoPubblico occidentale ampio Terrorizzare, minacciare
Filmati di contro informazione Pubblico occidentale competente Indirizzare il dibatto su ISIS
Filmati di testimonianza Musulmani in Occidente e nel mondo islamico Reclutare nuovi volontari
Brochure Famiglie di potenziali sostenitori Indirizzano sul piano politico, teologico e tattico
Ebook, magazine Foreign fighters e pubblico occidentale competente Socializzare al Califfato

 

ISIS ha anche una rivista online di propaganda chiamata Dābiq nata il 5 luglio 2014 (Mese di Ramadan 1435 islamico) uscita con il primo numero intitolato “Il ritorno del Califfato”). Il numero attuale è il 14, uscito il 13 aprile 2016 (Mese di Rajab 1437 islamico) dal titolo “La confraternita dei Murtadd”. Il murtadd è un apostata dell’Islàm.

ISIS ha addirittura una targa automobilistica, per sostenere l’utopia di essere un vero Stato e un hotel moderno a cinque stelle (piscina, campo da tennis, 262 stanze), il Ninawa International Hotel a Mosul, sorto per foreign fighters, i combattenti stranieri unitisi alle fila dell’ISIS, che sono ormai ventiduemila. Ovviamente anche l’hotel fa parte di una strategia per dare l’Idea di uno stato stabile. Di questi foreign fighters quattro sono svizzeri. Tra questi il 32enne romando Mathieu A., detto Abu Mahdi Al Suissery (che significa “lo Svizzero Illuminato”) aggregato al Califfato nel 2013 e il 25enne Damien G, già noti agli inquirenti federali. Un giornalista britannico – John Cantlie – rapito in Siria nel 2012 viene costretto dall’ISIS a girare sinora sei finti documentari “verità” di propaganda (della serie chiamata Lend Me Your Ears – cioè “prestami le tue orecchie”) vestito normalmente in abiti occidentali per mostrare al mondo che lo Stato islamico è un luogo tranquillo ed efficiente. In uno di questi filmati si vede Cantlie che si “diverte” a bordo di una moto di notte per le vie di Mosul portando sul sellino un combattente dell’ISIS vestito in abito tradizionale e mitra a tracolla. In realtà il combattente si sta assicurando gentilmente che Cantlie dica la “verità” con un mitra alle spalle.

Giorgio Nadali


Il genetista Francis Collins: Dietro al Big Bang c’è Dio

big-bangFrancis Collins – genetista autore della sequenza del DNA umano –  direttore del National Institutes of Health, ha affermato che il Big Bang «domanda a gran voce una spiegazione divina»

di Giorgio Nadali

La direttrice del CERN di Ginevra – Fabiola Gianotti – ha dichiarato alla stampa che “la fisica potrà mai rispondere alla domanda [sull’esistenza di Dio]. Scienza e religione sono discipline separate, anche se non antitetiche. Si può essere fisici e avere fede oppure no. È meglio che Dio e la scienza mantengano la giusta distanza”. Di opinione diversa un illustre cittadino naturalizzato svizzero: Albert Einstein, che diceva: «Senza la religione l’umanità si troverebbe oggi ancora allo stato di barbarie… E’ stata la religione che ha permesso all’umanità di progredire in tutti i campi!” e ancora: ” L’opinione corrente che io sia un ateo si basa su un grosso errore. Chi la deduce dalle mie teorie scientifiche, non le ha comprese “… ” La mia religione consiste nell’umile adorazione di un Essere infinito spirituale di natura superiore che rivela se stesso nei piccoli particolari che noi possiamo percepire con i nostri sensi deboli e insufficienti “… ” La scienza senza la religione è paralitica”… “Credo in un Dio personale, e posso dire con coscienza che nella mia vita non ho mai accondisceso ad una concezione ateistica».

Insomma, “Il tempo del conflitto tra fede e scienza è ormai passato”, come diceva il fisico teorico Carl Friedrich Von Weizsacker, scomparso nel 2007.

800px-Francis_Collins_official_portrait

C’è infatti un eccezionale invisibile ordine che sembra governare l’universo. Diversi scienziati concordano sul fatto che esista un codice cosmico. Le costanti fondamentali dell’universo sono relazioni così sensibili che se cambiassero anche di poco renderebbero impossibile la sua stessa esistenza. Se la velocità di espansione dell’universo dopo il Big Bang fosse cambiata di una parte su un trilione (uno con diciotto zeri) l’universo si sarebbe allargato troppo o collassato su se stesso e nulla esisterebbe. In sostanza sarebbe bastato un solo granello di sabbia su tutti quelli contenuti in tutte le spiagge del mondo per fare la differenza. Se la materia si fosse sparsa uniformemente la vita non ci sarebbe. L’ipotesi più popolare per una precisione così grande è quella degli universi paralleli, ma la tesi di un multiverso richiede tanta fede quanto quella necessaria a credere all’esistenza di Dio. Recentemente la fisica, con la “teoria delle stringhe” fonde la meccanica quantistica con la relatività generale e ipotizza l’esistenza di altre dimensioni a noi invisibili… La “mente” di Dio? Tuttavia le dimensioni extra non possono spiegare la natura trascendente di un Creatore. Determinare se sia stato Dio o no a determinare le leggi della fisica è impossibile, a meno che il Creatore non abbia lasciato un messaggio leggibile nel codice cosmico. Tuttavia l’universo è matematica e studiandola si può dire di esplorare la “mente” di Dio. «Se non ammettiamo l’esistenza di Dio come cristiani, dobbiamo ammetterla come matematici», diceva il matematico Cauchy…

Stephen Hawking sostiene che Dio non esiste perché non esiste tempo prima del Big Bang e quindi nessuno può avere creato nulla prima del tempo. Tuttavia la tesi di Stephen Hawking non tiene conto che il tempo non è (solo) un concetto scientifico, ma soprattutto metafisico. Quando i teologi parlano di cosa esistesse prima dell’universo immaginano un vero vuoto. Se l’universo era davvero un nulla questo vuol dire che è stato creato da qualcosa al di là dell’universo, qualcosa di totalmente trascendente che lo ha fatto passare dal nulla all’esistente: Dio. La teoria chiamata No boundary proposal (di Hartle e Hawking) sostiene che tutto (tempo, spazio, leggi fisiche) è nato da un singolo punto. Ma usando le leggi fische per comprendere il Big Bang incontrano la cosiddetta “singolarità”, in cui quelle leggi cedono e appare necessario l’intervento di un Creatore che ha dato il via al tutto. Hawking risponde che l’universo non è nato da una singolarità, ma il tempo ha avuto origine come una delle dimensioni dello spazio. Tuttavia la teoria non afferma che l’universo si estende all’infinito all’indietro nel tempo, ma che il momento iniziale è in una sorta di condizione nebulosa il che significa che c’è comunque stato un’inizio. I teologi contrattaccano la teoria atea di Hawking con il teorema di tre fisici che affermano che qualsiasi universo in espansione deve avere avuto un inizio. Tutti gli universi in espansione devono avere un confine inziale di tempo. Questo fa tornare all’intervento divino. Francis Collins – genetista autore della sequenza del DNA umano –  direttore del National Institutes of Health, ha affermato che il Big Bang «domanda a gran voce una spiegazione divina e infatti si accorda perfettamente con l’idea di un Dio Creatore trascendente. Non riesco a capire come la natura avrebbe potuto crearsi da sé. Solo una forza al di fuori del tempo e dello spazio avrebbe potuto fare una cosa simile».

La stessa teoria del Big Bang è stata formulata dal prete gesuita Georges Lemaître S.J. (1894 -1966). A lui è dedicato il cratere lunare omonimo.

L’astrofisico Allan Sandage ha osservato che «con le conseguenze riguardanti la possibilità che gli astronomi abbiano identificato l’evento della creazione mette veramente la cosmologia vicino al tipo di teologia naturale medioevale che ha cercato di trovare Dio identificando la causa prima». Secondo un insegnamento indù esistono infiniti universi ognuno con un dio diverso immerso in un differente sogno cosmico. Tuttavia questo implicherebbe l’esitenza di un super dio responsabile dell’esistenza degli altri déi e dei loro universi sognati e creati. Siamo noi a sognare l’intervento divino nella creazione o è questo a farcelo sognare? La questione però non è testabile e quindi non può far parte della scienza perché questa usa dati dell’universo e non può quindi confutare ciò che è al di là dell’universo stesso…


La fisica della preghiera

DALLA SPIRITUALITÀ ALLA SCIENZA

Le recenti scoperte della fisica quantica confermano quanto professato da secoli dalle dottrine spirituali: esiste un Principio Primo da cui tutto ha origine, si chiami Dio o Campo Quantico. Ma cos’è la preghiera? È riconciliazione. È abbandonare momentaneamente la condizione di inferno o purgatorio in cui viviamo e affacciarci al Paradiso. È elevare la propria anima per entrare in sintonia con il divino

prayQuando preghiamo, cosa facciamo realmente? Per rispondere, dobbiamo innanzitutto fare un po’ di chiarezza su cosa sia la preghiera e su chi – o cosa – pregare. Recitare meccanicamente il Padre Nostro o l’Ave Maria, anche cento volte, anche mettendoci in ginocchio e con le mani giunte, mentre però pensiamo a cosa faremo appena finito, non è preghiera.
Riusciamo invece a stare concentrati? Bene. «Dio, dammi» non è preghiera. «Dio, fammi» non è preghiera. «Se mi darai… prometto che…» tanto meno è preghiera. Chiedere non è sbagliato, anzi, questa funzione è connaturata nella preghiera. Gesù stesso ha detto: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» (Luca, 11:9). È il modo che non va. Non stiamo chiamando la pizzeria sotto casa per un’ordinazione. Anche se ruecitiamo la parte degli umili o dei cani bastonati, così non va. Preghiera è riconciliazione. È abbandonare momentaneamente la condizione di inferno o purgatorio in cui viviamo e affacciarci al Paradiso. È elevare la propria anima a Dio ed entrarci in sintonia.

Ma chi preghiamo quando ci rivolgiamo all’Altissimo?
GodGià, Dio. Se saper pregare non è cosa semplice, ancor meno lo è farsi un’idea di chi, o cosa, Dio sia. Abbandonata l’idea, forse un po’ ingenua, di un’entità creatrice separata e distinta dal proprio creato, possiamo intanto affermare con certezza che Dio è in ogni luogo: “Io non riempio forse il cielo e la terra?”, dice il Signore (Geremia, 23:23,24). Inoltre, possiamo anche affermare che Dio è l’Unità, il Tutto, il non manifesto da cui ha origine ogni manifestazione. Padre, Figlio e Spirito Santo, la prima forma di manifestazione che origina da Dio (e che ritroviamo nel triangolo dei tre Superni formato da Kether, Chocmah e Binah nella Cabala ebraica), sono tutte emanazioni di Dio e: “Il Padre è tutto ciò che è il Figlio, il Figlio tutto ciò che è il Padre, lo Spirito Santo tutto ciò che è il Padre e il Figlio, cioè un unico Dio quanto alla natura” (Concilio di Toledo XI, anno 675, Symbolum: DS 530). “Ognuna delle tre Persone è quella realtà, cioè la sostanza, l’essenza o la natura divina” (Concilio Lateranense IV, anno 1215, Cap. 2, De errore abbatis Ioachim: DS 804).

E’ possibile un punto di incontro tra scienza e spiritualità?
Da sempre, le questioni legate allo spirito sono state ad esclusivo appannaggio delle religioni. A questo livello, non fa differenza parlare di Cristianesimo, di Islamismo, di Induismo, Buddhismo o Taoismo. Sono tutte religioni che riconoscono l’esistenza di un Principio Creatore e che quindi dicono fondamentalmente la stessa cosa, anche se con lingue diverse, perché diverse le culture all’interno delle quali sono nate.
Di recente però anche la scienza ha cominciato ad interessarsi alle questioni dello spirito. Non parliamo chiaramente degli scienziati figli di Cartesio, di quelli che basano la conoscenza del mondo su una struttura fatta di elementi misurabili, di quelli che hanno una concezione dualistica del mondo e che tendono per questo più a separare che a unire. Parliamo invece di coloro che cercano un punto di incontro tra scienza e spiritualità, il fil rouge che lega tutto quanto, con ben chiara in mente l’idea che la scienza, con tutti i suoi limiti, non è altro che un piccolo strumento che può solo aiutare a comprendere qualcosa di più grande.
In questo quadro, la fisica quantistica è la scienza che, per chi ha la capacità di vedere, offre una risposta concreta al funzionamento di tutti quei fenomeni che non trovano fondamento nella concezione deterministica del mondo alla quale, bene o male, ciascuno di noi è stato addestrato fin dalla nascita.

La Coscienza Cosmica è energia in potenza
«Tutta la materia non esiste che in virtù di una forza che fa vibrare le particelle e mantiene questo minuscolo sistema solare dell’atomo. Possiamo supporre al di sotto di questa forza l’esistenza di uno Spirito Intelligente e cosciente». Con queste parole, il fisico Max Planck (1944) anticipava il concetto di ciò che oggi è conosciuto come Campo Quantistico, il campo di energia che occupa lo spazio che ingenuamente riteniamo vuoto e che lo attraversa con le sue fluttuazioni. IProsperityl Campo Quantistico è un mezzo continuo, un’entità che esiste in ogni punto dello spazio e che regola la creazione e l’annichilazione delle particelle. In altre parole, tutto ciò che conosciamo, tutto quanto esiste, emerge dal Campo Quantistico. Per fare un parallelo con le dottrine spirituali che ci parlano di un Dio creatore, il Campo è l’Akasha (l’etere, in lingua sanscrita), il corpo e la mente di Dio; è l’Ain Soph Aur della Cabala ebraica; è ciò che tutto contiene e dal quale tutto origina; è ciò che anticipa l’esistenza di qualsiasi cosa; è la Coscienza cosmica; è il non manifesto. Niente esiste prima di emergere dal Campo. E allo stesso tempo, nel Campo sono contenute tutte le possibilità di manifestazione di ciò che chiamiamo realtà. Ogni singola particella emerge dal campo quantistico, per poi aggregarsi nella realtà che costruiamo istante dopo istante. Ma prima di emergere, prima di prendere forma, prima di occupare uno spazio in un determinato momento, la particella è solo un’onda di possibilità. Possibilità per la Coscienza Cosmica di manifestarsi, di prendere forma. La Coscienza Cosmica è energia in potenza, senza spazio e senza tempo. E poiché sia lo spazio che il tempo originano dalla Coscienza, la Coscienza è collegata a ogni sua manifestazione, indipendente dallo spazio e dal tempo. Ora, che il Campo Quantistico sia Dio è un’affermazione che non possiamo permetterci di fare, e alla fine è un’etichetta che lascia il tempo che trova. Ma qualche sospetto ci deve venire, perché tutta la serie di analogie che legano Dio al Campo sono una bella prova a sostegno.

Come, quando e perché la preghiera funziona
Dal punto di vista della fisica quantistica, pregare vuol dire comunicare col Campo e influenzarlo. Pregare vuol dire allora influenzare il Campo Quantistico per creare la realtà che desideriamo. Affinché ciò si verifichi, però, dobbiamo innanzitutto fare i conti con l’Ego, poi usare la giusta forma di comunicazione e infine mettere in conto che la nostra richiesta possa non trovare risposta. Ma andiamo per gradi.
the.power.of.prayerL’Ego è il più grosso ostacolo alla preghiera. Nel Vangelo si legge: “E [Gesù] gli domandò: «Come ti chiami?». «Mi chiamo Legione», gli rispose [l’uomo posseduto], perché siamo in molti»” (Marco, 5:9). I demoni cui si fa implicitamente riferimento in questo versetto sono i demoni rossi di Seth dell’esoterismo egizio (Kolpaktchy e Piantanida, 2003), chiamati anche difetti nel Buddismo Zen, o Ego nello Gnosticismo Ermetico. Gli Ego sono elementi negativi, entità psichiche che impediscono il risveglio della Consapevolezza, per la loro capacità di sequestrare il pensiero ed impedirgli così di contattare la Coscienza. Essi formano di fatto uno scudo che si interpone tra la nostra Mente e il nostro Sé Primordiale, la Coscienza Cosmica, il Campo Quantistico. La Coscienza può essere contattata soltanto in uno stato non ordinario di coscienza (Goswami, 2008), mettendo a tacere la Mente e tutte le strutture automatiche che la popolano, così da abbattere questo scudo.
Buddhist.meditationUna volta che siamo riusciti ad abbattere lo scudo degli Ego, per esempio con la meditazione, uno dei metodi più efficaci, è possibile comunicare in modo non-locale con la Coscienza, col Campo, e inviare la nostra richiesta. Ma per funzionare, la preghiera deve comprendere un intento, ciò che desideriamo, e un’emozione positiva, come amore, riconoscenza, gratitudine. La preghiera, se autentica, porta in sé la direzione dell’intento e la forza dell’emozione e del sentimento. Il risultato tangibile è la trasformazione della materia, la creazione di una specifica realtà. Afferma Gregg Braden: “Sono le emozioni i fattori che influiscono sulla materia di cui è fatta la realtà, è il nostro linguaggio interiore che cambia gli atomi, gli elettroni e i fotoni del mondo esterno”. E ancora: “È solo quando focalizziamo la nostra attenzione provando simultaneamente un sentimento verso l’oggetto della focalizzazione, che una realtà possibile diventa un’esperienza reale”.

Karma e preghiera
Infine, non pensiamo che ogni nostra richiesta possa essere accolta. Non dimentichiamo che il Campo Quantistico si manifesta nella realtà che conosciamo non solo attraverso le leggi della fisica, ma anche attraverso altre leggi, una delle quali è il Karma. Designs-should-have-balanceIl Karma è la legge dell’equilibrio che di fatto organizza non localmente, attraverso le vite, le emergenze del Campo Quantistico, i piani della Coscienza. Nel Campo regna l’equilibrio perfetto, perché in potenza in esso tutto è contenuto. Allo stesso modo, anche nelle molteplici forme di espressione della Coscienza nella materia, la tendenza è quella di mantenere un equilibrio, per la natura ondulatoria, e quindi ciclica, della Natura. Così, il Karma organizza non localmente le emergenze del Campo nel tempo, attraverso le incarnazioni, per far sì che venga mantenuto un equilibrio. Per questo motivo, se la richiesta che formuliamo nella nostra preghiera va in contrasto con quelli che comunemente chiamiamo debiti karmici, non riceveremo risposta.
È in quel momento che dovremo dimostrare di aver compreso che la nostra vita qui sulla Terra è solo il particolare di un disegno molto più grande di noi, ricordando e facendo nostre le parole che Gesù rivolge a Dio nel giardino del Getsemani, prima di essere crocifisso: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà» (Giovanni, 12:27). Questa è la vera preghiera.

Per saperne di più
Braden, G. (2007). La Matrix Divina. Un ponte tra Tempo, Spazio, Miracoli e Credenze. Macro Edizioni, 2009.
Goswami, A. (2008). God Is Not Dead: What Quantum Physics Tells Us about Our Origins and How We Should Live. Hampton Roads Publishing Company, 2012.
Kolpaktchy, G. e Piantanida, D. (a cura di). Il libro dei morti degli antichi egiziani. Atanòr, 2003.
Planck, M. (1944). La natura della materia (The Essence/Nature/Character of Matter) Quelle: Archiv zur Geschichte der Max-Planck-Gesellschaft, Abt. Va, Rep. 11 Planck, Nr. 1797

Francesco Albanese
Tratto da KarmaNews

The Vatican Tapes

Titolo originale The Vatican Tapes

Lingua originale                inglese, aramaico

Paese di produzione       Stati Uniti d’America

Anno     2015

Durata 91 min

Colore   colore

Audio    sonoro

Genere   orrore, thriller

Regia     Mark Neveldine

Soggetto             Chris Morgan, Christopher Borrelli

Sceneggiatura   Christopher Borrelli, Michael C. Martin

 

TRAMA:

La ventisettenne Angela Holmes, durante la sua festa di compleanno, si ferisce il dito mentre taglia la torta. Nonostante le cure del caso, la giovane accusa malesseri sempre più diffusi, fino a che, durante un trasporto in un bus cittadino, un inspiegabile attacco di corvi le provoca un’infezione alla ferita, provocata da un contatto con un corvo stesso. Nuovamente medicata, mentre torna a casa in taxi con il padre ed il fidanzato, provoca essa stessa un pauroso incidente, gettandosi sul volante. Rimane, perciò in coma per 40 giorni, mentre il padre ed il fidanzato riportano piccole ferite. Al termine di questi 40 giorni, mentre padre Lozano, parroco dell’ospedale le sta per dare l’estrema unzione, Angela si risveglia. Da quel momento, però, la giovane donna è fatale per chiunque le sia vicino: una notte, tenta di uccidere un neonato, posseduta da una forza misteriosa. Solo l’allarme ospedale ferma il tentativo. La Chiesa si renderà ben presto conto che a possedere la ragazza è l’anticristo in persona, che vuole distruggere il regno della Chiesa in terra. É durante l’esorcismo che padre Lozano e il cardinale Brunne, giunto da Roma, praticano ad Angela che apprendono tutto: nella situazione, rimarranno uccisi il padre di Angela, il fidanzato e lo stesso cardinale. L’anticristo perciò é libero di camminare sulla terra, mentre padre Lozano, sopravvissuto, si unisce a Roma al vicario che dirige la sezione in cui si combatte il diavolo.

NOSTRO GIUDIZIO:

Realistico. L’Anticristo potrebbe essere una donna, ma non abbiamo elementi per dirlo. Data l’alta probabilità che l’Anticristo sia una persona di grande potere politico è improbabile che il fatto sia imminente, a meno che venga eletta (Dio non voglia) Hillary Clinton alla Presidenza degli USA.

L’Anticristo

È il falso Messia del libro dell’Apocalisse di San Giovanni. Si manifesterà alla fine dei tempi seducendo i credenti con falsi prodigi. Sarà sconfitto da Cristo e dagli angeli. Non è Satana, ma un suo collaboratore umano con molto potere. Il primo anticristo fu Nerone Cesare, primo persecutore dei cristiani. Giovanni nasconde il suo nome dietro il numero 666.

Redazione


Religione sotterranea

 C’è molta fede sotto terra.  Nel mondo vi sono diversi templi e chiese ben
sotto il livello del suolo.  I più vicini
a noi sono i templi ipogei (sotterranei) della comunità di Damanhur, a Baldissero
Canavese (Ivrea).

Tempio sotterraneo di Seokguram, Corea del Sud

E’ un eremo che fa parte del
complesso del Tempio di Bulguksa. Si trova 4 chilometri a est della parte
principale del complesso, sul monte Tohamsan, nella città di Gyeongju, in Corea
del Sud. La grotta sovrasta il Mar del Giappone e si trova a 750 metri sul
livello del mare. Nel 1995 venne inserito nell’elenco dei Patrimoni
dell’umanità dell’UNESCO insieme al Tempio di Bulguksa, in quanto contiene
alcune delle principali sculture buddhiste del mondo. La grotta è decorata con
mezze lune e fiori di loto. Gli architetti Silla utilizzarono apparentemente il
principio della simmetria e quello del “rettangolo dorato”. Per la
costruzione non venne usata calce e la struttura è tenuta insieme da rivetti di
pietra. La costruzione è stata orientata in modo da poter utilizzare la
ventilazione naturale del luogo. La cupola della rotonda è leggermente ovale,
con un diametro che varia fra i 6,84 e i 6,58 metri.

Damanhur,  Italia

Gli appartenenti a Damanhur
ricercano in svariati campi legati alla sensibilità e alla percezione da loro
definita “sottile”, non sostenuti da dimostrazioni e protocolli
scientifici.  Nella Valchiusella, in
Piemonte, circa 50 km a nord di Torino, ai piedi delle Alpi i cittadini delle
comunità di Damanhur hanno creato il Tempio dell’Umanità, grande costruzione
ipogea scavata a mano nella roccia, dedicata al dio Horus. La costruzione è
articolata in sette sale principali: la sala dell’Acqua, della Terra, delle
Sfere, degli Specchi, dei Metalli, il Tempio Azzurro, il Labirinto. Le sale
rappresentano simbolicamente le stanze interiori di ogni essere umano, così
come camminare attraverso sale e corridoi che lo compongono corrisponde
metaforicamente, secondo gli intenti dei costruttori, ad un profondo viaggio
all’interno di sé. La Sala della Terra, ad esempio, è quella dove vengono
rappresentate la vita e la natura divina dell’uomo. Il Labirinto, invece, è una
sorta di galleria dove sono riunite tutte le divinità, da Allah a Manitù. Ad ogni
particolare è stato attribuito dai costruttori un significato: i colori, le
misure, ogni dettaglio seguono un preciso codice di forme e proporzioni; ogni
sala ha la sua specifica risonanza ed un proprio suono. Il volume complessivo
del tempio è di oltre 8.500 metri cubi su cinque livelli sotterranei, che
scendono per un dislivello di 72 metri, l’altezza di un palazzo di oltre 20
piani. Le pareti del tempio sono affrescate, i pavimenti decorati a mosaici e i
soffitti sono a vetrate. La Sala degli Specchi, inoltre, vanta il Guinness dei
primati per la cupola di vetro Tiffany più grande del mondo. Oggi il tempio è
stato riconosciuto opera d’arte dalla Soprintendenza

Ipogeo  di Hal Saflieni, Paola, Malta

E’ una struttura sotterranea
scavata circa tra il 3600 a.C. e il 2500 a.C. Si pensa che in origine fosse un
santuario, ma divenne una necropoli in tempi preistorici. È l’unico tempio
preistorico sotterraneo al mondo. L’ipogeo venne impresso su 5000 francobolli
da due centesimi delle isole di Malta nel 1980, per commemorare il fatto che
l’UNESCO inserì questa struttura unica tra i patrimoni dell’umanità. Venne
chiuso al pubblico tra il 1992 ed il 1996 per restauro. Il secondo livello
contiene una buca alta due metri che potrebbe essere stata usata per tenervi dei
serpenti, o per raccogliere l’elemosina.

Catacombe

Nascono a Roma tra la fine del
II e gli inizi del III secolo d.C., con il pontificato del papa Zefìrino
(199-217). Scavate per lo più nel tufo, la maggior parte delle catacombe si
trovano a Roma, tanto da raggiungere il numero di una sessantina, mentre
altrettante se ne contano nel Lazio. In Italia, le catacombe si sviluppano
specialmente nel meridione, dove la consistenza del terreno è più tenace e,
allo stesso tempo, più duttile allo scavo. La catacomba situata più a
settentrione è quella che si sviluppa nell’isola di Pianosa, mentre i cimiteri
ipogei più a sud sono quelli dell’Africa settentrionale e specialmente ad
Hadrumetum in Tunisia. Altre catacombe si trovano in Toscana (Chiusi), Umbria
(presso Todi), Abruzzo (Amiterno, Aquila), Campania (Napoli), Puglia (Canosa),
Basilicata (Venosa), Sicilia (Palermo, Siracusa, Marsala e Agrigento), Sardegna
(Cagliari, S. Antioco). Il termine antico per designare questi monumenti è coemeterium, che deriva dal greco e
significa “dormitorio”, sottolineando con ciò il fatto che per i
cristiani la sepoltura non è altro che un momento provvisorio, in attesa della
resurrezione finale.

 Temppeliaukio  Kirkko, Helsinki, Finlandia – Il bunker sotteraneo anti diavolo

Questa chiesa luterana di forma
circolare è costruita interamente sottoterra nel centro di Helsinki
(Finlandia). Al piano stradale è possibile vedere solo il tetto interamente
costruito in rame collegato alla roccia mediante una lunga serie di finestre.
Il luogo scelto per la costruzione è una collinetta naturale alta dodici metri
nel quartiere di Töölö.  La chiesa è
stata inserita all’interno della collinetta che è stata svuotata. E’ una della
maggiori attrazioni turistiche di Helsinki. 500.000 visitatori all’anno. Il suo
nome significa “piazza del tempio”. Architetti Timo e Tuomo Suomalainen.
Consacrata nel settembre  1969. L’interno
è interamente scavato nella roccia, ma è illuminato naturalmente dalla cupola
al piano stradale. L’arredamento sacro è stato progettato dagli stessi
architetti. Organo con 43 registri della Veikko Virtanen. Non ha campane. Una
registrazione di un brano di campane di Taneli Kuusisto viene diffuso da
altoparlanti all’esterno. La chiesa è anche nota in finlandese come “Piruntorjuntabunkkeri”, cioè il “bunker
di difesa anti diavolo”. La copertura della cupola è costituita con una serie
di travi curve in cemento armato, che convergono nell’anello centrale, ognuna
delle quali presenta una lunghezza diversa dall’altra in modo da adattarsi
meglio alla roccia sottostante. Il perimetro della chiesa, come le pareti
interne, sono state lasciate volutamente grezze ed irregolari per dare risalto
alle geometrie naturali della roccia, in modo da creare particolari giochi di
luci ed ombre attraverso con la luce artificiale dei fari e quella naturale
proveniente dalle finestre. L’altare maggiore, l’organo e il fonte battesimale
sono realizzati con blocchi di roccia irregolare. La navata sella chiesa è a
forma quasi circolare con superficie di 700 mq e può ospitare 1000 fedeli.
L’altare è visibile da ogni lato della navata con una posizione privilegiata
anche dal punto di vista acustico, infatti questa chiesa è stata spesso
utilizzata come sala da concerto. Per questo è stato costruito il ballatoio
superiore, per accogliere il pubblico, un fatto insolito negli edifici
religiosi moderni. La roccia, il cemento armato, le vetrate, le grandi porte in
cristallo fanno parte di uno dei luoghi di culto più suggestivi del Mondo.

Cappella
di Santa Kinga, Cracovia, Polonia

Situata a  20 km da Cracovia, quella di Bochnia è la più
antica miniera di sale in Polonia e uno delle più antiche del mondo. In
funzione da 750 anni. Oggi, l’estrazione del sale è cessata e Bochnia opera
prevalentemente come attrazione turistica e un sanatorio. La Camera Wazyn è considerata
il cuore della miniera e ospita uno dei luoghi più insoliti sacri sulla Terra,
la Cappella della Santa Kinga. E ‘stata fondata nel 1747 e dispone di un
pulpito scolpito in sale, sculture di sale e vari altari di sale. Le messe
vengono celebrate in questa cappella la vigilia di Natale e per la festa patronale.

Situata a 101 metri sottoterra,
nelle saline di Wieliczka, la cappella di Santa Kinga (patrona di Polonia e
Lituania) è considerato il più imponente santuario di sale scolpito sulla
Terra. Ricavato da un blocco di sale, da un gruppo di minatori autodidatti, la
cappella di Santa Kinga è usata come un luogo di culto dal 1896.

Le decorazioni di sale sparse in tutta la
cappella sono state in un arco di 100 anni. Ancora oggi, le opere sono
realizzate da una nuova generazione di minatori di talento. Una delle cose più
impressionanti nella cappella di Santa Kinga sono i lampadari ricavati da
blocchi di sale.

Chiesa
catacomba sotterranea, Coober Pedy, Australia

La Catacomb Underground Church è una Chiesa anglicana fondata e sostenuta
dalla Bush Church Aid Society. Prende
il nome dalle catacombe di Roma, dove i primi cristiani seppellivano i loro
morti. La chiesa fu sviluppata da una vecchia piroga e aperta come una chiesa
sotterranea nel 1977. Scavata nell’arenaria in forma di una croce e decorata in
modo semplice e naturale con opali. La croce, il leggio e l’altare sono in
legno mulga e prendono spunto da un vecchio verricello da minatore.

Cattedrale
di sale sotterranea di Zipaquirá, Colombia

Costruita a partire dal 7
ottobre 1950 e inaugurata il 15 agosto 1954 nelle antiche gallerie scavate dai
muisca due secoli prima. Una cava di sale ormai dismessa, una antica miniera
trasformata in museo e sfruttata per ospitare una Cattedrale sotterranea. Tutto
questo si trova sotto le montagne di Zipaquirá, località della Colombia a 49
chilometri da Bogotà.  Una vera chiesa
che nelle messe domenicali può ospitare fino a 3000 fedeli seduti tra mura di
roccia, una particolare illuminazione blu e la semioscurità delle grotte. Intorno
alle vecchie miniera è nato un centro di attrazione che, oltre al museo, al
lago sotterraneo, al ristorante e al parco pubblico, comprende una enorme
colonna per l’arrampicata sportiva. La Cattedrale di sale è
costruita all’interno delle miniere di sale di Zipaquirá, nella Sabana de
Bogotá. È anche uno dei santuari cattolici più celebri della Colombia. All’interno
ospita una ricca collezione artistica, specialmente di sculture di sale e marmo
in un ambiente pieno di una profonda atmosfera religiosa, che attrae i
pellegrini e i turisti.

E’ considerata come uno dei
risultati architettonici e artistici più notevoli dell’architettura colombiana,
meritando anche il titolo di gioia architettonica della modernità. L’importanza
della cattedrale risiede nel suo valore come patrimonio culturale, religioso e
ambientale. Nel 2007 mediante un concorso per eleggere le 7 Meraviglie della
Colombia la Cattedrale di sale ottenne il maggior numero di voti, che ne fecero
la prima Meraviglia di Colombia e fu anche proposta come una delle Sette
meraviglie del mondo moderno. La chiesa sotterranea fa parte del complesso
culturale “Parco del Sale” (Parque
de la Sal
).

Chiesa
di San Giovanni, Aubeterre sur Dronne, Francia

Aubeterre è il sito di una
chiesa sotterranea monolitica. La navata principale è alta più di 20 m. A 15 m,
la navata centrale è fiancheggiata da una galleria su tre lati della Chiesa,
che è accessibile tramite una scalinata intagliata nella roccia. La chiesa
contiene un reliquiario romano e una cripta. Scoperta nel 1958, la necropoli
contiene più di 80 sarcofagi.

Grotte  sacre

Il luogo sotterraneo più sacro
per tutti i cristiani è la grotta della Natività (luogo della nascita di Gesù
Cristo), posta sotto l’altare maggiore della chiesa più antica del mondo. La
Basilica della Natività a Betlemme, Israele-Palestina. Nel cattolicesimo molto
sacra è la grotta di Lourdes, Francia, dove nel 1858 è apparsa 18 volte la
Madonna. Per l’induismo è la grotta di Amarnath Yatra nelle montagne
dell’Himalaya. Le grotte taoiste più sacre si trovano invece a Longshan, venti
chilometri da Taiyuan, Cina. Nell’Islam la grotta più sacra è la Hira, a 3 km
da la Mecca, sulla montagna Jabal Al-Nūr,  Arabia Saudita. Larga 3,7 m. per 1,60 m. di
larghezza. Qui il profeta Maometto ricevette la prima rivelazione  dall’Arcangelo Gabriele. Durante il
pellegrinaggio alla Mecca è visitata da 5000 musulmani.

 Giorgio Nadali