The abortion Pope

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Il presidente eletto degli Stati Uniti d’America Donald J. Trump è pro life: decisamente contrario all’aborto. Tanto è vero che cancellerà la sentenza “Row contro Wade” che ha reso legale l’aborto negli USA. Sicuramente contribuirà a ridurre gli aborti volontari negli USA. Chi invece contribuirà ad aumentarli è proprio colui dal quale ci si aspettava (ingenuamente, visto il profilo “politico”) il contrario. Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, passerà alla storia come il “papa abortista” che nella sua lettera apostolica “Misericordia et misera” del 20 novembre 2016, scrive “candidamente” al punto 12: “… concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario [Cardinali disperati, n.d.A.]. Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre. Ogni sacerdote, pertanto, si faccia guida, sostegno e conforto nell’accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione”.

Cancellato il codice 1398 del Diritto Canonico: «Chi procura l’aborto, nei casi si raggiunga l’effetto, incorre nella scomunica latae sententiae» [automatica, n.d.A.]. Fortunatamente di Santi Padri c’è solo Dio.

Non è difficile immaginare le conseguenze di tale atto. Un aumento esponenziale degli aborti volontari anche da parte di coloro (seppur relativamente pochi) che avevano ancora qualche remora ascoltando l’imperativo morale di una chiesa che di misericordia ha sempre meno, diversamente dalla “misera”. Come dire: è male abortire compagni, è uccidere! Ma niente paura, tutto passa con due Ave Maria. Dopo gay e transessuali, cade un altro baluardo di una chiesa a pezzi. Abortire è peccato, ma si lava in un attimo anche quello in confessionale, come l’evasione fiscale, i patrimoni offshore dello IOR – la banca vaticana – e le regge cardinalizie da 700 metri quadri. L’ipocrisia farisaica è peccato, abortire anche. Ma tutto si lava. E con l’acqua scivolano via sempre più migliaia di fedeli delusi che hanno aperto gli occhi e reso il “giubileo” un vero flop. Insomma, una chiesa ricca che ti vuole povero. E da oggi anche abortista senza problemi di scomunica.

Giorgio Nadali