Brand Journalism

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Sempre più aziende, finalmente anche in Italia, decidono di applicare le strategie del brand journalism per incrementare la brand awareness (la notorietà del proprio marchio). Per brand journalism (giornalismo d’impresa), s’intende quel tipo di giornalismo che si occupa della comunicazione di tutto ciò che ruota attorno a un marchio (brand) con lo scopo fondamentale di informare i lettori e farli appassionare sulla storia dell’azienda e i suoi prodotti attraverso gli strumenti e le regole proprie del professionista che opera nei mass media.
Il brand journalist si occupa della storia del brand e dell’elaborazione di notizie e storie autentiche che lo riguardano. In poche parole, il giornalista comunica storie, informando i lettori e offrendo in questo modo un prezioso ponte tra l’azienda e il Cliente finale.

Inoltre gli articoli non sono dei semplici e freddi comunicati stampa (per gli addetti ai lavori) che vengono forniti da un qualsiasi ufficio stampa, ma delle storie autentiche e originali che ruotano attorno al brand e fanno appassionare il cliente sull’utilità di un acquisto.
Ciò che il pubblico si chiede è infatti “perché dovrei comprare questo prodotto e proprio da te? Cosa puoi fare tu per me?” secondo la regola chiamata nel marketing “WIIFM”: What’s In It For Me? «Cosa c’è qui dentro PER ME?» CHIEDITI SEMPRE COSA C’E’ “LI’ DENTRO” PER IL CLIENTE!

Per fare questo un semplice addetto stampa non basta. Occorre un giornalista che abbia anche capacità di scrittore e una preparazione in business coaching. Personalmente unisco gli skill di giornalista iscritto all’Ordine dei Giornalisti (garanzia di professionalità) a quella di business coach e di scrittore (12 libri pubblicati), sempre nell’interesse del Cliente che vuole aumentare la sua capacità di penetrazione su un mercato sempre più competitivo.

Mio articolo sul Brand Journalism:

http://www.24orenews.it/eventi/corsi/18504-nuove-strategie-di-business

Le caratteristiche del Brand Journalism sono:

1) Focalizzarsi sul pubblico
2) Trovare una storia originale legata al Brand per appassionare e incuriosire (storytelling)
3) Essere credibile
4) Utilizzare un linguaggio semplice, ma studiato ed estremamente efficace
5) Generare interesse per il brand (brand awareness).

In sostanza i comunicati stampa sono per gli addetti ai lavori, mentre il brand journalism è rivolto al pubblico. I primi sono tecnica, il secondo è
arte. Se poi a questo uniamo doti di comunicazione specialistica, con parole studiate, abbiamo un prodotto di eccellenza al servizio del brand.

Infatti il mio skill comprende:

* Giornalista iscritto all’Ordine dei Giornalisti (il quale garantisce la professionalità dei suoi iscritti). Per legge è giornalista solo chi è iscritto all’Albo.
* NLP Coaching Pratictioner certificato da Richard Bandler (co-autore dell PNL). La PNL (NLP in inglese) è la tecnica di Programmazione Neuro Linguistica, che usa modelli di successo e parole di impatto emotivo che creano comprensione e persuasione etica. Il Cliente compra solo quando sente “suo” il prodotto e soprattutto quando capisce chiaramente di averne bisogno e perché, non quando sente che semplicemente io voglio vendergli qualcosa. Il coaching è il processo di sviluppo delle capacità, risorse e competenze di una persona o di una azienda gestito da un professionista qualificato (coach), attraverso l’individuazione degli ambiti di potenziale crescita e la definizione di un programma finalizzato al raggiungimento di obiettivi personali o professionali in un tempo bene definito.
* Autore di 12 libri pubblicati. Quindi padronanza totale della scrittura e delle parole giuste che generino emozioni positive al Cliente.
* Docente del corso “Comunicazione e Successo” presso l’Università UniTre di Milano.
* Giornalista per Forbes Italia (il più importante magazine di business al mondo), per GQ e per altre importanti Testate giornalistiche nazionali.

Quindi non più solo Brand Journalism, ma addirittura Brand Journalism con doti di Business Coaching e PNL.

Tutto questo lo metto al servizio del Vostro Brand – ad un costo irrisorio in confronto al suo reale valore – per diffondere maggiormente il Brand Journalim in Italia. Direi che non è poco.

Gli articoli saranno pubblicati online e/o su riviste di settore o generaliste, in accordo con le Vostre particolari esigenze.

Solo alcuni esempi recenti miei lavori di brand Jounalism (in altri settori del commercio)

Bevi Più Naturale racconta il bergamotto, il frutto della salute


http://www.24orenews.it/eventi/gusto/18499-il-frutto-della-salute-il-bergamotto

Il colloquio di lavoro del Signor Magnesio Cloruro


Come vede queste sono idee molto speciali e innovative e sono solo un piccolo esempio, totalmente adattabili al Vostro Brand.

Il Brand Journalism può prevedere anche lo Story Telling, cioé storie di successo legate alla leadership dell’azienda, come in questi esempi di mie interviste a Alberto Alemagna, Umberto Quintavalle, Francesco Martelli e Ovidio Marzi:

Alberto Alemagna

Umberto Quintavalle

Dott. Francesco Martelli

Ovidio Marzi

Alfio Bardolla

Il matrimonio tra giornalismo e marketing, ancor più che tra Montecchi e Capuleti, è sempre stato impossibile da celebrare. Ma i tempi cambiano e quello che prima suonava come un’onta giornalistica oggi, sotto certi aspetti, non solo è ammesso ma sta rappresentando un nuovo importante settore per il giornalismo. Grazie al web (blog, Facebook, Twitter, YouTube, ecc.) le aziende decidono da sole dove, quando e soprattutto cosa e per chi pubblicare una notizia. Il brand journalism, che ha avuto notevole impulso dal 2004 negli Usa, si occupa di comunicare tutto ciò che ruota attorno a un marchio (brand) con lo scopo di informare i lettori sulla storia dell’azienda. Lo fa con gli strumenti e le regole proprie del giornalista. Il brand journalist, non inganna il lettore, non gli deve vendere nulla, ma gli mette a disposizione ciò che gli occorre per approfondire la conoscenza del marchio di cui è, o potrebbe, diventare cliente.

 

Il frutto della salute si racconta

Visto la differenza?

Due delle più grandi convinzioni limitanti sono la paura di cambiare e la paura del fallimento. Un vero peccato. Quante aziende potrebbero spiccare il volo verso cieli più alti, se solo ne avessero il coraggio! Secondo Manzoni “il coraggio uno non se lo può dare”, come dice Don Abbondio. Questo vale forse per lui, ma certamente non per un CEO di successo! Dopotutto, Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto. (Thomas Jefferson). Per molti è troppo difficile. E i signori “abbiamo fatto sempre così” rimangono al palo.

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Brand Journalism: cos’è davvero il giornalismo d’impresa

È l’ora del “brand journalist”