Le dieci migliori immagini di Maria

 

  • Theotokos di Vladimir di Rublev (“Vergine della Tenerezza”)

Theotokos significa “Madre di Dio”. L’icona forse più importante della Vergine Maria, protettrice della Russia. Il quadro è tra i più copiati al mondo e oggetto di grande venerazione, utilizzato anche in grandi cerimonie di incoronazioni degli zar e elezioni di patriarchi della Chiesa russo ortodossa. Fu dipinto a Costantinopoli nel XII Secolo, anche se la tradizione vede nell’evangelista Luca il suo vero autore.  Misura 113.6 x 68 cm. È conservata nel più grande museo di belle arti russe: la Galleria Tret’jakov di Mosca. I russi chiamano l’icona con il nome di Vladimirskaya.

  • Panagìa Nikopòia

“La Vergine che dà la vittoria”. Fu una delle preziose opere ad essere portata nella basilica di San Marco a Venezia. Ben presto fu considerata protettrice della repubblica marinara. La Vergine siede sul trono e tiene in modo maestoso Gesù con due mani. Il nome dell’opera “panagìa” si riferisce anche al pane sacro “prosphoron”. Nella divina liturgia ortodossa viene benedetta una fetta triangolare in onore di Maria. La maggioranza delle chiese ortodosse dedicate a Maria si chiama panagìa.    

  • La Maestà (Duccio di Buoninsegna)

La Madonna che culla il bambino è materna e regale, circondata da una schiera di angeli e santi. Infatti il titolo completo dell’opera  è  “Maestà con venti angeli e diciannove santi”. Questa tempera su tavola è considerata l’opera più importante di Duccio di Buoninsegna (1260-1319). Alla base del trono è riportata in latino una preghiera: “Santa Madre di Dio sia causa di pace a Siena e sii vita a Duccio poiché egli così ti ha dipinta”. La pala della Maestà è dipinta anche sul retro dove sono dipinti scene della Passione di Cristo. Gli occhi pieni di dolore di Cristo incontrano quelli della Madre. L’opera è custodita nel duomo di Siena. Misura 4,26 m. x 2,11 m.

 

 

  • La Madonna della scala (Michelangelo Buonarroti)

Questo bassorilievo marmoreo (55,5 x 40cm.) è la prima scultura religiosa di Michelangelo Buonarroti(1475-1564) che realizzò quando aveva solo diciassette anni (1492). L’immagine di Maria che culla Gesù è profondamente materna. I cinque gradini visibili nell’opera sono simbolici. Sottolineano come attraverso la Vergine, Dio sia sceso nella condizione umana. Nei bambini che la circondano si possono intravedere figure angeliche. Per Michelangelo la Madonna con Gesù è presente in moltissime opere. Michelangelo si è ispirato per la Madonna della scala all’icona dipinta dal monaco siriaco Giovanni Climaco Klimax tou Paradeisou (Scala del Paradiso). È custodita nella Casa Buonarroti, a Firenze. Solo cinque anni dopo, a ventidue anni, Michelangelo raggiungerà l’apice con la splendida opera marmorea (174 x 195 x 69 cm.) della Pietà (1497-1499) che raffigura Maria che ha in braccio Cristo deposto dalla croce. È custodita nella basilica di San Pietro in Vaticano.

  • Pala dell’Assunta (Tiziano Vecellio)

Nella basilica veneziana di  Santa Maria Gloriosa dei Frari è custodita sull’altare maggiore una delle opere principali del Rinascimento, dipinta da Tiziano Vecellio (1480-1576) dal 1515 al 1518. È un enorme olio su tavola (6,90 m. x 3,60 m.). Testimonia la consacrazione della basilica alla Vergine. Raffigura Maria che ascende al Cielo per essere incoronata regina dell’universo. Nel dipinto di Tiziano, Maria è rappresentata come esempio perfetto di bellezza e purezza. La Vergine si trova sospesa tra la tensione del mondo terreno e lo splendore celeste. Spesso nelle raffigurazione antiche dell’Assunzione, la Madonna era raffigurata con lo sguardo rivolto in basso, verso il sepolcro vuoto di Cristo. In quest’opera invece Maria guarda verso la gloria celeste.  

  • Madonna dei pellegrini (Michelangelo Merisi da Caravaggio)

Maria è in piedi sulla soglia di una chiesa. Appare come una donna del popolo e i pellegrini a piedi nudi e sporchi appartengono alla classe povera. Caravaggio (1571-1610) amava la corrente pauperistica. La Madonna si offre a gente povera con i piedi sporchi, no ad un’aristocrazia. Caravaggio voleva esprimere la vicinanza di Maria ai pellegrini del suo tempo. Sia lei sia i pellegrini sono abbigliati con gli abiti popolari dell’epoca. La devozione dei pellegrini è ricompensata dalla visione di Maria. La Madonna indossa abiti con i colori blu e rossi (umano e divino). È un olio su tela (2,60 m. x 1,50 m.) del 1604 circa. È custodita nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, a Roma.

 

  • Madonna di Kazan’ (Monaci ortodossi di Costantinopoli)

È una splendida icona ortodossa dell’XI secolo. Realizzata a Costantinopoli. Trafugata dai Tartari fu scoperta a Kazan’ (Russia) nel 1579. Molto venerata dai russi ortodossi. La leggenda vuole che sia stata Maria stessa a favorire il ritrovamento indicandone il luogo a Matrona, una ragazza alla quale apparve. Sino al 1904 fu custodita nel monastero ortodosso della Theotokòs (“Madre di Dio”) di Kazan’. Nel 1985 passò al santuario di Fatima (Portogallo). Nel 1993 fu donata al papa San Giovanni Paolo II che nel 2004 la donò ad Alessio II, patriarca ortodosso di Mosca. Oggi si trova nella chiesa ortodossa dell’elevazione della santa croce, che fa parte del monastero dove fu ritrovata, a Kazan’.

 

  • Icona della Theotokòs (Monaci ortodossi di Santa Caterina nel Sinai)

Nell’antichissimo monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai (Egitto) questa icona di Maria del XIII secolo è stata realizzata (come molte icone) con rosso di uovo su tempera. Mostra la Madonna (Theotokòs) che china il capo verso Cristo con le mani tese in segno di supplica e di adorazione. La mano sinistra della Vergine è ben disegnata e dipinta con le dita affusolate. Il volto – soprattutto gli occhi – è secco e lineare. Le linee rosse disegnate sulle palpebre superiori e la punta del naso sono vezzi artistici per aggiungere vita e colore al viso. L’ icona è insolita perché ci sono quattro stelle sulla “maphorion”  (velo) viola di Maria; uno sulla sommità della testa e tre attraverso il seno, normalmente ce ne sono due. Misura 101.6 x 68.7 cm.

 

  • Incoronazione della Vergine (Lorenzo Monaco)

Enorme polittico di tempera e oro su tavola (5,06 x 4,48 m.) di Lorenzo Monaco (1370-1425) dipinto nel 1414.  La Vergine Maria viene incoronata in Paradiso da suo Figlio, mentre tutto intorno nel trittico si svolgono altri momenti importanti che vedono la presenza di Maria, come la natività e l’adorazione dei Magi. Il fondo oro rappresenta la santità. L’opera è affollata di santi di cui diciassette noti e altri tre indefiniti. Il blu è stato realizzato con la costosa polvere di lapislazzuli. Custodita nel Museo degli Uffizi a Firenze.


  • Madonna del libro (Sandro Botticelli)

Piccola tempera su tavola dipinta da Sandro Botticelli (1445-1510) tra il 1480 e il 1483. Misura 58 x 39,5 cm. Maria tiene in braccio il Bambino, che guarda la Madre. Si trovano in un angolo della stanza presso una finestra. Sotto di loro un libro che potrebbe essere il libro Horae Beatae Mariae Virginis, un libro di preghiere per i laici usato dal XIII al XVI secolo. Maria è assorta nella lettura del libro ed è vestita con un velo blu che ha i significati simbolici di purezza, paradiso e regalità. Il Bambino tiene in mano tre chiodi della croce e ha al polso la corona di spine come riferimento alla sua Passione.

        

Giorgio Nadali

        


Apparizioni. La Vergine di Cuenca (Ecuador)

Il 28 agosto 1988, alle quattro e trenta del mattino, Patricia Talbott (o Talbot) Borrero, di diciassette anni, terza figlia di genitori divorziati, vede la sua stanza riempirsi di «una luce brillante». Si nasconde sotto le coperte e poi osa guardarsi intorno. Vede «una bella signora dentro la luce» e sente dire: «Non temere, io sono la tua Madre del Cielo. Unisci le mani sul petto e prega. Prega molto per la pace nel mondo. Ti amo molto, piccola mia. Cambia. Prega molto per i sacerdoti, i religiosi, perché Satana sta cercando di tentarli con il peccato: la confusione sarà la sua principale provocazione. Desidero che tu, mia piccola figlia, […] che tu mi faccia un altare qui con dei ceri benedetti. Io sono la guardiana della fede e sarò sempre con te, […]». Patricia incrocia le braccia e comincia a recitare il Padre Nostro. «Non così, non così!» le dice l’apparizione, che le insegna a pregare dolcemente. Alla fine di questa preghiera l’apparizione se ne va. Patricia sente un «profumo di rose» attorno a lei. La famiglia Talbott allestisce un piccolo altare per la Vergine. Nei giorni seguenti ha luogo una seconda appone. Patricia tiene la testa rovesciata indietro e le braccia distese. Poco dopo, nella cattedrale di Quito, la Vergine le si mostra «come una silhouette». Il 7 ottobre 1988, verso le diciassette e trenta, a Città del Messico, in Piazza dello Zocalo, Patricia ha una nuova apparizione.

«È stato durante questa apparizione che l’ho vista per la prima volta come se fosse una persona reale, con un corpo, precisa Patricia. Prima, era una visione, oggi Ella mi ha parlato con una gran bella voce e mi ha detto: “Piccola mia, Sono contenta di vederti. Non avere paura”». La ragazza spiega che nel momento in cui si è inginocchiata davanti all’immagine sacra ha sentito dentro di sé «un grande pentimento per i suoi peccati». Patricia chiede alla Vergine perché non ha scelto una persona più intelligente e più santa di lei. «Gesù è un dottore che viene per guarire i malati», le risponde la Madonna. Patricia chiede un segno”. Qualche istante dopo, la sua compagna di viaggio, Bernardita Gerves, di ventinove anni, «vede» a sua volta. Alcuni minuti Più tardi, Patricia ha un’altra visione, quella di «bambini nudi di tutte le razze mondo: avevano delle plaghe su tutti i piccoli corpi e si trovavano in un grande campo da cui uscivano nuvole di fumo. La Vergine si mostra di nuovo e le prende le mani. «Sarà una prova della tua fede tu mi vedrai come prima, ma non mi potrai toccare. Prega molto per pace nel mondo […]. Sto per fermare la mano di mio Figlio: cambiate e convertitevi», sente dire la ragazza. Il giorno dopo nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe, Patricia ha una nuova apparizione non appena entra nella basilica. «La Vergine stava su una nuvola, scalza, con un velo azzurro che le copriva la testa e scendeva fino alle caviglie, poi portava un nastro rosso in alto sulla tunica bianca. Aveva dei grandi occhi a mandorla del colore del miele come la capigliatura che le spuntava dai lati del velo; il naso era piccolo e diritto, le labbra sottili ed il viso fine. La pelle era dorata. Portava una corona fatta di dodici stelle sospese intorno alla testa.

Le sue braccia erano tese in avanti e verso il basso e teneva un rosario nella mano destra che rimaneva sospeso all’estremità attorno alla croce tenuta, invece, nella mano sinistra. Il rosario era color «caffè» e la croce aveva sopra un Cristo in metallo», spiega Patricia. Un messaggio dice: «Pregate dicendo il rosario che è lo scudo contro il male. Portate lo scapolare ed esso vi proteggerà. Continuate a tenere in casa con voi il Cuore di Gesù che vi manterrà uniti e vi darà la pace. Fate penitenza e digiunate. Tramite la preghiera, riuscirete ad arrivare al Cuore di mio Figlio». Patricia va davanti alla tilma. Lì va di nuovo in estasi. «Mia piccola anima, le dice la Vergine, fra tre giorni ti rivelerò il grande segreto nel santuario della collina di Tepeyac. Metti in pratica ciò che dicono i miei messaggi e falli conoscere». Tre giorni più tardi, Patricia va in estasi nel luogo che le ha indicato la Madonna. «Mia piccola anima, questa sarà l’ultima volta in cui mi vedi: questo metterà alla prova la tua fede ma mi porterai sempre nel tuo cuore […] . Sto per rivelarti il mio grande segreto, che corrisponde a quello rivelato alla maggior parte degli altri veggenti; questo non lo puoi scrivere né lo puoi dire a nessuno finché non te lo ordinerò io […]. Rimetto nelle vostre mani la grande missione della conversione [ ]. Bambini miei, se vi convertite, il Cuore di mio Figlio si addolcirà [.. .]», sente dire la giovane donna. Poco dopo, a dispetto di qualsiasi aspettativa, arriva un’altra apparizione. Patricia riceve le seguenti parole: «Sono qui per rivelarti la data del grande castigo, quella che non potrai rivelare a nessuno». Ritornata a casa, Patricia informa il suo vescovo e poi organizza un gruppo di preghiera che si riunisce ogni sabato. Il 1 dicembre 1988, nella cappella del collegio dei domenicani di Cuenca, davanti al Santo Sacramento, Patricia sente una «brezza gradevole» e poi cade in estasi, con lo sguardo rivolto verso l’alto e la testa rovesciata all’indietro.

All’improvviso, prende un pezzo di carta su cui scrive questo messaggio senza neanche guardare il foglio: «Voglio che il rosario dell’8 dicembre venga recitato in un teatro aperto: fate in modo che questa cosa si sappia in tutte le parti del vostro paese. Coloro che hanno il rosario nel loro cuore avranno anche, allo stesso modo, l’impronta dell’amore di Dio». Il vescovo della diocesi ha autorizzato questa riunione, che si è svolta in una piazza nella quale Giovanni Paolo II aveva celebrato una messa nel 1985. Accorrono duemila persone. Il 24 dicembre, la Vergine sarebbe apparsa ad un amico di Patricia e avrebbe detto: «Amatevi come Lui ed io vi amiamo». Il 26 dicembre 1988, la Vergine chiede di allestire un «punto di raccolta e smistamento dei vestiti per i poveri». All’inizio di gennaio 1989, un messaggio annuncia «dieci giorni di tenebre». Nel giugno 1989, l’apparizione mostra a Patricia un luogo che ha scelto e che chiama «il Giardino della Vergine»: El Cajas, a 3.500 metri di altitudine. Le apparizioni pubbliche continuano a susseguirsi, a volte anche davanti a 100.000 persone. Il 16 luglio 1989, la Vergine appare accompagnata dagli arcangeli san Michele e san Raffaele e chiede delle preghiere per le anime del Purgatorio, per il Papa e per i sacerdoti. Il 5 agosto 1989, Patricia ha una visione del Cristo. Il 28 agosto, 6.000 persone si recano al «giardino di El Cajas» per una processione La Vergine appare a Patricia e le chiede che i fedeli si consacrino al Sacro Cuore di Gesù ed alla sua Immacolata Concezione il 7 settembre seguente.

Il 9 settembre e il 7 ottobre 1989, alcuni messaggi accennano ad una «terza guerra mondiale». Il 6 gennaio 1990, 10.000 persone si recano sul luogo. Nei giorni seguenti, molte immagini della Vergine e un crocifisso appartenente a Patricia, avrebbero versato delle «lacrime». In marzo totale, dal 28 agosto 1988 fino al 3 marzo 1990 Patricia sostiene di aver avuto 112 apparizioni della Vergine. Il 16 gennaio 1991 Patricia si è sposata con André ventidue anni. Mons. Andrés Vega Cordoba, di ventidue anni. Mons. Luna Tobar, vescovo della diocesi, rimane molto riservato. Ha chiesto a Patricia di non parlare più pubblicamente di quei fatti. Nel 1995, padre J. Teràn, rettore dell’università di Quito ha organizzato un simposio riguardo a questi avvenimenti, da quel momento in poi il vescovo ha ammorbidito la sua posizione.

Giorgio Nadali

(Giorgio Nadali, La Vergine di Cuenca, “Maria”, n. 2, 2015)


Dio Madre

Padre John Michael O’Neal, 71, è un sacerdote cattolico della diocesi di Boston che ha subito un attacco di cuore ed è “morto” per 48 minuti. Durante questo periodo ha affermato di essere andato in Cielo, prima di essere riportato dai medici sulla terra nella sua stanza nel Massachusetts. Tuttavia, Terrence Donilon, un portavoce per l’arcivescovo di Boston, ha respinto i rapporti come una bufala. “’Non abbiamo un sacerdote di questo nome”. Si era detto che il prete era stato inghiottito da un sentimento di amore incondizionato come ha incontrato Dio, che ha descritto come un essere di luce simile ad una madre.

Diomadre

“La sua presenza era sia travolgente che confortante e aveva una voce morbida e rassicurante e la sua presenza era rassicurante come l’abbraccio di una madre. Il fatto che Dio è una Santa Madre invece di un Santo Padre non mi disturba. Lei è tutto quello che ho sempre sperato”. Tuttavia la Bibbia ebraica non solo identifica Dio attraverso il singolare maschile “Lui”, ma usa anche sostantivi maschili come padre e Signore per escludere i suoi corrispondenti femminili. Il Dio biblico ha un anche un corpo: volto, bocca, schiena, fianchi, mano e così via. Dio è raffigurato come maschio senza un fallo. Egli appare come maschio desessualizzato, ciò nonostante un maschio. Da quando è merso il femminismo ebraico negli anni ’70 del secolo scorso negli Stati Uniti, le donne hanno direttamente sollevato la questione del sesso di Dio.

Uomini e donne sono ugualmente creati a immagine del divino e Dio è letteralmente né maschio né femmina, tuttavia le immagini liturgiche della divinità sono principalmente, se non esclusivamente maschili. Ci sono poche prove del fatto che l’immagine femminile della divinità fosse ampiamente conosciuta fuori dai circoli mistici maschili cabalistici. Tuttavia per i mistici, la sofferenza ebraica assunse un significato cosmico, poiché la rottura del mondo era paragonata alla rottura di Dio con il suo elemento femminile, la Shekhinah. La Shekhinah confortò e offrì speranza non solo agli ebrei in esilio dalla terra di Israele, ma anche, nel XV secolo, ai marrani, gli ebrei espulsi dalla Spagna. Vi sono delle forti somiglianze tra la figura medievale di Maria, la madre di Gesù – che intercede tra i credenti e un sempre più remoto Dio padre – e la Shekhinah. la Shekhinah – presenza divina – consola il popolo ebraico come una madre consola i suoi figli, portandoli più vicini a un Dio inconoscibile e irraggiungibile.

Chava Weissler ha scoperto almeno una tekhine (preghiera di petizione) del XVIII secolo scritta nella lingua yiddish da Sarah Rebecca Rachel Leah Horowitz, che comprende un poema liturgico che si riferisce alla imana shekinta, “la nostra Madre Shekhinah” (Weissler 1998, 92). Nonostante non siano esplicite, vi sono altre due antiche descrizioni di Dio come madre. Un nome usato di frequente nella Bibbia è El Shaddai, di solito tradotto come l’Onnipotente. Tuttavia in ebraico Shad significa seno. El Shaddai può essere interpretato come Dio (El) col seno, un’immagine non lontana dalle descrizioni del vicino oriente di Asherah, la divinità madre della fertilità dotata di un grosso seno. Spesso raffigurato come attributo centrale di Dio, la Rachamim (compassione) non è esplicitamente identificata nella Bibbia come immagine femminile della divinità.

Come molte femministe hanno notato, la Rachamim proviene probabilmente dalla radice ebraica Rechem, che significa ventre e può essere vista come immagine di Dio madre. Nonostante la connessione tra Rachamim e Rechem non sia universalmente accettata, alcune femministe ebree hanno continuato ad associare questa immagine compassionevole della divinità a Dio come madre. Alcune femministe contemporanee hanno provato ad ampliare le metafore che gli ebrei usano nel parlare di Dio, immaginando la divinità come dea. I detrattori hanno contestato questa immagine come idolatra, ma Marcia Falk, Judith Plaskov e altre hanno insistito sostenendo – con le parole della Plaskov – che «quando il monoteismo è identificato con una singola immagine o figura di Dio, ciò che passa per monoteismo è in realtà monolatria».

Diversa è la questione del “Madonnesimo“, una forma di “religiosità ipomaniaca” presente in determinati fedeli del Cattolicesimo, i quali non si limitano ad onorare Maria di Nazareth come madre di Cristo, ma superano i confini della cosiddetta iperdulìa – cioè la venerazione della Madonna – e sconfinano nell’idolatrìa, riservando di fatto a Maria di Nazareth un posto più importante di quello di suo figlio, fondatore stesso del Cristianesimo. E’ dovuto alla convinzione che Dio non ami abbastanza l’uomo, il quale ha dunque bisogno di “raccomandazioni” celesti per farsi ascoltare dal Creatore… Ne riparleremo.

Giorgio Nadali


Apparizioni. La Vergine di Naju (Corea)

La Madonna appare anche in Paesi dove i cattolici sono in forte minoranza, come la Corea. Nella Corea del Sud sono cinque milioni i cattolici in 1.673 parrocchie (10% degli abitanti). Nel Nord non è riconosciuta la libertà di culto. Per questo il 18 febbraio 1993 la Vergine – in una delle apparizioni del Pase asiatico – ha chiesto di pregare per la conversione del Nord, a dittatura comunista. I fenomeni di Naju — effusioni di una statua della Vergine Maria, segni eucaristici, apparizioni e messaggi – hanno avuto inizio il 30 giugno 1985 alle 22.50, in casa di Julio e Julia Dulia Youn, trentanove anni e Julio Kim, sposatisi nel 1972 all’età di venticinque e ventisei anni, hanno mantenuto ognuno il proprio cognome secondo l’uso coreano. Hanno avuto quattro bambini: Rose nel 1970, Thomas nel 1972, Teresa nel 1976 e Philippe nel 1978. Julio si è impegnato nel catecumenato nei primi anni ’80. Julia, gravemente malata, lo seguiva ma con reticenza. La donna dice ad un sacerdote coreano che li guidava: «Se c’è un Dio, è troppo crudele verso di me. Che cosa ho fatto per ricevere un calice tanto amaro?». Questo sacerdote, profondamente spirituale, aveva trovato una risposta dura, ma ispirata che sembrava anticipare la vocazione eccezionale di Julia: «La grazia della sofferenza è una grazia maggiore di quella della salute. Hai ricevuto questa grazia con questo tuo corpo malato.

Per parte mia, non ho ricevuto una tale grazia». Queste parole si fecero strada pian piano in Julia ottenendo un buon effetto: «Parole dello Spirito Santo», le ha chiamate più tardi la donna. Julia ha avuto subito una grazia di accettazione e di quel preciso momento ha detto: «Ho sentito il mio corpo da ghiacciato diventare caldo perché avevo appena creduto alla parola del Padre». È stato allora che Julia ha comprato una Bibbia e delle immagini della Vergine. Sua madre, Pate Lubino, le acquista una statua della Madonna. Julia si impegna nella preghiera e nel servizio. Guarisce. La malattia aveva lasciato la famiglia in difficoltà economiche. Dopo aver recuperato la salute, lei e suo marito hanno aperto un parrucchiere il cui successo ha permesso loro di ripristinare l’equilibrio finanziario della casa. «Il 29 giugno 1985, racconta, mi sono recata in autobus, insieme ad alcuni cristiani della parrocchia, nel villaggio di Kkot Tongnay. In questo villaggio, un sacerdote accoglieva i mendicanti e i senzatetto, i malati, i disabili abbandonati e i più emarginati: più di novecento persone, cristiani o meno. Tutto l’aiuto era gratuito». Dulia ne resta molto colpita e aiuta a curare i malati: «Vedevo Gesù in ognuno di loro», scrive la donna. Il sacerdote fondatore di questo centro era padre Spies, che aveva portato il Vangelo in Corea dopo un percorso di vita notevole.

Nato da padre tedesco e da madre francese, belga di nascita, era andato in Giappone per insegnare all’Università Cattolica di Sofia — la più importante in Asia — il 6 gennaio 1951. Sette anni più tardi, il 3 maggio 1958, aveva sacrificato la sua carriera accademica per andare ad aiutare i più poveri. Dal punto di vista giapponese si è trattato di una caduta verso il basso, perché questo paese che all’epoca non era ancora molto sviluppato, veniva ampiamente disprezzato da Tokyo, e la casta più bassa, quella degli «Eta», veniva considerata come derivante dai coreani. Perciò questo sacerdote era passato dal culmine della cultura di Tokyo ai bassifondi della miseria, che erano notevoli in un periodo in cui il miracolo economico coreano non si poteva ancora prevedere. Da quel momento in poi padre Spies ha fondato cinque centri. Ha affidato le cure di questi centri alle suore di Madre Teresa. «Quella sera stessa, sono tornata a Naju verso le ventidue e venti, il 30 giugno, continua a raccontare Julia. Recitavo il rosario per la conversione dei peccatori e per la comunità (dei poveri). Come ho finito di dire l’Ave Maria, che cosa ho visto sugli occhi della Vergine? Delle lacrime che scorrevano verso il basso sul suo volto. Non sapevo se fossero state gocce d’acqua o lacrime. Sconvolta, ho svegliato mio marito che si era appena addormentato. Era quasi mezzanotte. Per essere sicuri di vedere meglio, abbiamo guardato tutti e due. Erano proprio lacrime. La mattina successiva, le lacrime che prima “scorrevano dall’occhio sinistro” scendevano da entrambi gli occhi.

Con molta insistenza abbiamo chiesto alla Vergine che cosa significasse tutto ciò». Nei giorni successivi, le lacrime continuano a scendere, fino al 4 luglio. Julio comprende di dover mantenere il riserbo: «Per il momento, non devi parlarne con nessuno», dice a Julia prima di tornare a pregare. «Dalle nove e trenta, ho cominciato a sentirmi invasa da qualcosa di straordinario (come nella mia esperienza durante le riunioni del movimento carismatico). Dato che non ce la facevo più, ho telefonato alle suore della parrocchia». Nessuna risposta. Tuttavia, la voce si sparge e l’affluenza aumenta; la casa è piena e la gente riempie anche la strada, di giorno e di notte, e persino il negozio di parrucchiere viene disturbato da questo evento. Julio aveva detto a Julia: «Ti concedo il 50% del tuo tempo per occuparti della Vergine». Ora le dice: «Ti concedo il 100% del tempo». Questo li porta a dar via il negozio di parrucchiere nel quale si presentavano molte prostitute. 18 luglio 1986, Julia riceve un primo «messaggio della Vergine». Si tratta di un’esortazione di cui queste sono le parole chiave: mio Cuore soffre […]. Il Cuore di Figlio è lacerato [dalla vostra mancanza di amore]. Quell’anno sono stati lasciati undici messaggi e poi ce ne sono altri con una frequenza analoga ma senza alcuna periodicità regolare, come un prolungamento del messaggio dato a s. Margherita Maria. «Ecco questo Cuore che ha tanto amato. gli uomini e che viene così poco amato da loro». Il 2 febbraio 1987, il sacerdote restituisce la statua a Julia e le effusioni riprendono, fino al 23 aprile. Queste proseguiranno ancora ma con alcune interruzioni. Julio aveva preso contatto con la parrocchia che invece si teneva a distanza; egli vi ritorna con la statua.

Il sacerdote prende la statua e la mette nella sua stanza il 5 novembre 1986. Ma l’effusione cessa fino alla fine del 1986 e oltre. Nel gennaio 1987 padre Spies si mette in contatto personalmente con Julia, e discerne la sua conversione e la sua vocazione. Il 2 febbraio 1986, la parrocchia restituisce la statua a Julia e di nuovo la folla affluisce a casa sua. Quello stesso anno ho visitato anche io Naju insieme a padre Spies, che vive a Seoul. Ho incontrato Julio e Julia ed ho percepito la profondità cristiana presente nella loro famiglia unita. Ma in quel periodo ci si è trovati a dover cercare una soluzione per la famiglia che si trovava di fronte ad un problema finanziario; per loro, far costruire una cappella separata, in un altro luogo, sarebbe stato troppo oneroso. Fortunatamente, il cimitero era in vendo e nessun coreano vorrebbe vivere in un luogo che in precedenza aveva ospita un camposanto. Il cimitero viene acquistato a un prezzo basso; in quel luogo viene fatta costruire una cappella statua e accanto, una casa per la famiglia. Anche li si produrranno nuovi fenomeni eucaristici.

Sulla scia di questi ultimi, avvengono altri fenomeni su una collina vicina, che diventa anch’essa un luogo di preghiera. Da domenica 5 giugno 1988. festa del Santissimo Sacramento, Gesù comincia a parlarle. «La Vergine le insegna» la via evangelica dell’infanzia spirituale ispirata a Teresa di Lisieux e il significato della sofferenza di cui ha potuto avere un’esperienza cruciale sul Calvario. Il 15 novembre 1986, il sacerdote mette la statua nella sua stanza per osservarla. Ma le effusioni cessano per un periodo di tre mesi. Il 18 febbraio 1993, la Vergine chiede che si dica una preghiera tutti i giovedì per la conversione della Corea del Nord.

Dall’8 gennaio al 14 aprile 1993, ventiquattro messaggi parlano di guerre e di persecuzioni. Dal 5 giugno 1988 al 22 settembre 1995, vengono dati dei segni nell’Eucaristia: approccio, effusione, trasformazione in carne nella bocca di Julia. Il 24 settembre 1994, quaranta filippini, venti americani e una dozzina di altri pellegrini assistono alla messa celebrata nella cappella parrocchiale da un sacerdote filippino, padre Jerry Orbos. «Nel momento dell’elevazione, spiega Julia, ho visto sorridere Gesù misericordioso nell’Eucaristia. Allora, trasportata da una gioia indescrivibile, ho pregato con fervore: “O Signore! O Salvatore! O Re d’amore che ti sei abbassato fino a noi e sei diventato il nostro nutrimento!” […] Al momento della comunione, mentre ritornavo al mio posto, ero in raccoglimento.

In quel momento ho avvertito un forte sentore di sangue nella mia bocca. Mi sono girata verso Lubíno e André che erano vicino a me. Aprendo la bocca, ho mostrato loro la trasformazione dell’ostia in sangue: dapprima giallastra, questa ha cominciato a tingersi di rosso fino a diventare gradualmente sangue. In quello stesso istante sono caduta in estasi». Julia allora «vede» come delle «grandi navi»; una di esse ha l’effigie della Eucaristia. La Vergine la conduce e indossa un mantello azzurro. Le altre barche sono pilotate dall’«effigie del dragone rosso». Julia continua: «Delle scintille di fuoco hanno cominciato a cadere come pioggia. La Vergine ha steso il suo mantello su tutti noi per proteggerci. Ma quelli che stavano sulle altre navi si sono bruciati oppure sono caduti in mare urlando e sono morti annegati. È stato uno spettacolo orribile. La Vergine, che guardava angosciata, ha ritirato rapidamente dall’acqua alcuni di quelli che vi erano caduti […]. Subito dopo aver salvato questi uomini, la tempesta si è placata e il mare è diventato di nuovo calmo. La Vergine poi ci ha inviato questo messaggio dolce   e amabile: «Ricordatevi che vi ho dato come rifugio l’Arca della Salvezza. […] Voi siete tutti chiamati ad essere apostoli degli ultimi tempi. […] Oggi, l’impostura di Satana è arrivata ad un tale grado di astuzia che inganna, grazie a fenomeni straordinari, persino le anime buone. […] Se attirerete la potenza dell’amore, allora tutti i bambini del mondo si uniranno al di là delle frontiere e la Chiesa ne sarà rigenerata. Arriverà una nuova Pentecoste e il mondo verrà salvato dal Salvatore presente nell’Eucaristia”».

Giorgio Nadali


Medjugorje. Ecco perché non verrà riconosciuta dalla Chiesa Cattolica

 

«Il più grande imbroglio nella storia della Chiesa». Così lo definì il vescovo della zona – Pavao Zanić, che  nutrì fin dagli inizi fortissimi dubbi sulle presunte apparizioni, proprio sentendo i protagonisti. Diversi uomini di Chiesa, increduli dinnanzi ad una Madonna troppo “chiacchierona” (11.000 apparizioni sino a oggi dal 1981 sono davvero troppe, soprattutto la quotidianità di tali eventi stona con l’eccezionalità dell’intervento soprannaturale in tutte le Sacre Scritture). 18 sono state le apparizioni riconosciute di Lourdes. Ma tutti i giorni da 30 anni a tutt’oggi a Medjugorje è una vera assurdità. Il caso diventerebbe anche il più grande fenomeno di fanatismo nella storia della Chiesa cattolica. Toni cupi e apocalittici e reazioni scomposte di molti fedeli suggestionati. Tipico della “religiosità ipomaniaca” – come la chiama l’esperto psicologo della religione e psicanalista Giacomo Dacquino,  docente presso la Facoltà Teologica di Torino, l’Università Pontificia Salesiana e la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pavia. Il fanatismo religioso, in buona sostanza. Nulla a che fare con la serenità che viene dalla fede sempliceUna fede che crede più all’amore di Dio, che e a uno arrabbiato pronto a distruggere tutti. Dio non può che amare. E ha mandato Suo Figlio. Abbiamo il suo Vangelo. Altri messaggi sono superflui. A Medjugorje la Madonna avrebbe superato la durata di tre anni della vita pubblica di suo Figlio e avrebbe parlato molto più di Lui, come se il Vangelo non bastasse più…  Una Madonna troppo “apocalittica” – molto distante dalla discrezione di Maria di Nazareth descritta nei Vangeli. Tutti costoro hanno liquidato Medjugorje come un panzana gigantesca per creduloni sempliciotti. Assetati non della Parola, ma del sensazionalismo e del miracolismo bigotto. Di una Madonna showgirl per spettacoli a date fisse c’è n’é già una e non é certo l’umile e discreta Santissima Madre di Cristo. Una Madonna malata di protagonismo, che non indica il Figlio ma solo se stessa (la mia via, la mia missione…) e che fa da anni dell’intervento soprannaturale una routine quotidiana spettacolare non è certo Maria di Nazareth.

Ad oggi le apparizioni sarebbero state 40mila. La Madonna è Madre! – ha detto PAPA FRANCESCO – E ci ama a tutti noi. Ma non è un Capoufficio della Posta, per inviare messaggi tutti i giorni”. “Queste novità – ha affermato il Papa – allontanano dal Vangelo, allontanano dallo Spirito Santo, allontanano dalla pace e dalla sapienza, dalla gloria di Dio, dalla bellezza di Dio”. Perché “Gesù dice che il Regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione: viene nella saggezza”.  http://www.newscattoliche.it/papa-madonna-no-capoufficio-poste/

A Medjugorje in Bosnia Erzegovina, dove ogni anno si recano oltre 2 milioni di pellegrini, è tornata di nuovo una commissione di indagine della Congregazione per la dottrina della fede. Da oltre 25 anni la Madonna apparirebbe ogni giorno ai veggenti e una volta al mese detterebbe un messaggio per l’umanità. Ma il cardinale Bertone non nasconde il suo scetticismo: “Dal 1981 a oggi Maria sarebbe apparsa decine di migliaia di volte a Medjugorje. Questo è un fenomeno non assimilabile ad altre apparizioni mariane”. Per questo il Vaticano ha chiesto all’Opera romana pellegrinaggi (una delle più importanti agenzie di turismo religioso che fa capo al Vicariato di Roma) di depennare dal catalogo le visite al più famoso santuario della ex Iugoslavia. http://www.josp.com/CommerceTab/tabid/88/keys/mariani/language/it-IT/Default.aspx

A tutto ciò si aggiunge un business da parte di alcuni presunti veggenti. Certo, un business si è venuto a creare anche per Lourdes e Fatima, ma non a favore dagli stessi veggenti. Come se Santa Bernadette Soubirous – veggente di Lourdes – avesse aperto un albergo guadagnandoci un sacco di soldi…  Basta confrontare la loro vita con il beato Francisco Marto, con Giacinta Marto e Suor Lucia dos Santos, veggenti di Fatima. O San Juan Diego Cuauhtlatoatzin di Guadalupe… I “veggenti di Medjugorje sono: Vicka Ivanković, Mirijana Dragičević, Marija Pavlović, Ivan Dragičević, Ivanka Ivanković e Jakov Čolo. Quattro dei presunti “veggenti” bosniaci vivono ancora a Medjugorie, una a Monza – sposata con un italiano – e uno fa la spola tra la sua villa con piscina negli Stati Uniti e la cittadina bosniaca. Quest’ultimo – Ivan Dragicevic – nel 1981 era andato in seminario a Visoko, dove ha continuato a ricevere le presunte “apparizioni”. Nel periodo della prima “apparizione”, lavorava in una piantagione di tabacco nelle campagne limitrofe. Dato che a scuola era stato rimandato e non aveva superato l’esame, si pensava che lo studio gli avrebbe procurato minori difficoltà se fosse passato al ginnasio di Dubrovnik. Anche se a Dubrovnik, dopo aver superato l’esame di riparazione riuscendo a passare in seconda classe, non ha tuttavia dimostrato la volontà di proseguire gli studi così come l’aveva per le “apparizioni”, e così è ritornato a casa nel gennaio 1983.

Nessuno dei veggenti ha abbracciato la vita consacrata. Non obbligatoria, ma un fatto insolito per questo genere di eventi. Lourdes e Fatima hanno visto vocazioni consacrate nei veri veggenti e molta discrezione. Nel 1994 Dragicevic si è sposato a Boston con un’americana e così la vocazione al sacerdozio passò irrevocabilmente alla vocazione matrimoniale. L’americana era l’ex miss Massachusetts del 1990, Laureen Murphy, dalla quale ha avuto quattro figli. Ora vive parte dell’anno – da Ottobre ad Aprile – negli Stati Uniti e parte – da Maggio a Settembre a Medjugorje, dove lui e la sua famiglia gestiscono una pensione. Da Ottobre ad Aprile la Madonna gli appare ogni giorno presso la piscina della sua villa di Boston. Perché proprio il periodo Maggio-Settembre? La possibile risposta a questa domanda va ricercata tra i pellegrinaggi dell’agenzia di viaggi americana 206 Tours. Tra le varie offerte, infatti, è presente il pacchetto Prayer Experience with Ivan Dragicevic and Family (“Esperienza di preghiera con Ivan Dragicevic e famiglia”), nel quale viene pubblicizzato e venduto un pellegrinaggio a Medjugorje con alloggio a casa del “veggente”. Stranamente, il periodo in cui Ivan è presente a Medjugorje coincide perfettamente con le date prenotabili per il pellegrinaggio.  Ognuno costa oltre 2000 dollari. http://www.206tours.com/tour1

Tra i motivi di diniego della approvazione della Chiesa per presunte apparizioni vi è: “Qualsiasi tentativo di guadagno finanziario in relazione all’evento supposto”…

In soli 5 anni il “veggente” Ivan Dragicevic ha comprato immobili per un valore complessivo di 1.566.000 dollari, equivalenti a 1.470.953 euro (tenendo in considerazione la valutazione dell’euro al momento delle compravendite). Un americano medio, nei 5 anni avrebbe guadagnato 198.508 dollari lordi, 195.336 euro lordi (tenendo in considerazione la valutazione dell’euro anno per anno). Cifre che, al lordo, sono quasi 10 volte inferiori alla somma spesa dal “veggente”. Come Ivan Dragicevic, anche altri “veggenti” – e i loro parenti – posseggono una pensione a Medjugorje. Il Vescovo di Mostar è finora l’unico canonicamente legittimato ad esprimere un giudizio su Medjugorie e questo giudizio è negativo.

“In questo campo, più che mai, la pazienza è un elemento fondamentale. Nessuna apparizione è indispensabile alla fede, la Rivelazione è terminata con Gesù Cristo”. (Benedetto XVI)

Il 17 marzo 2010 la Santa Sede ha istituito, presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, una speciale commissione internazionale di inchiesta e di studio sulle apparizioni della Madonna di Međugorje, presieduta dal cardinale Camillo Ruini. La Commissione è composta dai seguenti membri: Cardinale Jozef Tomko, Presidente emerito del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali,  Cardinale Vinko Puljić, Arcivescovo Metropolita di Sarajevo,  Cardinale Josip Bozanić, Arcivescovo Metropolita di Zagabria, Vicepresidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa,  Cardinale Julián Herranz Casado, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi,  Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi,  Mons. Tony Anatrella, Psicoanalista e specialista in Psichiatria sociale,  Mons. Pierangelo Sequeri, Docente di Teologia Fondamentale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale,  Padre David-Maria Jaeger, O.F.M., Consultore del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi,  Padre Zdzisław Józef Kijas, O.F.M.Conv., Relatore della Congregazione delle Cause dei Santi,  Padre Salvatore Perrella, O.S.M., Docente di Mariologia presso la Pontificia Facoltà Teologica “Marianum”,  Prof. Dr. Achim Schütz, Docente di Antropologia Teologica presso la Pontificia Università Lateranense, in qualità di segretario,  Mons. Krzysztof Nykiel, Officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, funge da segretario aggiunto. Ai lavori della Commissione hanno partecipato anche alcuni esperti: Franjo Topić, Docente di Teologia Fondamentale a Sarajevo;  Padre Mijo Nikić, S.J., Docente di Psicologia e Psicologia delle Religioni presso l’Istituto Filosofico e Teologico della Compagnia di Gesù a Zagabria, Padre Mihály Szentmártoni, S.J., Docente di Spiritualità presso la Pontificia Università Gregoriana, e  Sr. Veronica Nela Gašpar, Docente di Teologia a Rijeka.

Secondo la fede protestante, anche se fossero davvero scientificamente dimostrati degli autentici miracoli, quali guarigioni connesse a queste apparizioni, andrebbero in ogni caso ascritti come origine a potenze occulte ed ingannatrici che assumono l’aspetto di Maria o di altri santi per ingannare le persone ed allontanarle dall’autentica fede biblica. La Scrittura parla ampiamente di falsi profeti con falsi prodigi: Mt 24,24 e Ap 16,14. Queste apparizioni sono considerate sostanzialmente una forma particolare di spiritismo ed idolatria, anche se piamente mascherati, ma del tutto condannato da Dio: Dt 18,10.

Siti critici su Medjugorje:

http://www.stpauls.it/vita03/0110vp/0110v120.htm (Vita Pastorale)
http://www.stpauls.it/jesus03/0107je/0107je18.htm (Jesus)
http://www.stpauls.it/jesus03/0107je/0107je23.htm (ancora Jesus)
http://www.stpauls.it/fc01/0125fc/0125fc36.htm (Famiglia Cristiana)
http://veritasprimacaritas.googlepages.com/
http://www.sanpiox.it/pub/tradcatt/TClug06.pdf (pagg. 8-34)
http://www.chiesaviva.com/392%20mensile.htm
http://noncredoamedjugorje.blogspot.com
http://www.salpan.org/SCANDALI/CARIS…ntecostali.htm
http://www.salpan.org/SCANDALI/CARIS…-Corvaglia.htm
http://www.effedieffe.com/rx.php?id=…&chiave=savino
http://www.effedieffe.com/rx.php?id=…ria %20chiari
http://www.effedieffe.com/rx.php?id=2194%20&chiave=arai
http://www.ascoltalaradio.it/public/index.php?id=142 (file audio: cliccare su play)

Si può e si deve onorare la Madre di Cristo anche evitando fenomeni dubbi e di fanatismo. Nessuno obbliga un fedele a credere ad alcuna apparizione, nemmeno a quelle rarissime riconosciute dalla Chiesa cattolica. Senza dimenticare che è Cristo il Salvatore. Il resto è solo territorio di guerra contro l’ecumenismo e l’unità dei cristiani.

Giorgio Nadali


La Vergine di La Salette

 

L’apparizione del 19 settembre 1846 fu unica e relativamente breve: forse meno di mezz’ora; ma essa segnò profondamente tutta la vita dei veggenti, peraltro tormentati e perseguitati. Il messaggio che essi ricevettero consiste anzitutto nelle lacrime silenziose della Vergine sul peccato con cui il mondo si autodistrugge: messaggio fondamentale che ebbe un’ampia eco, fino a raggiungere i vertici della Chiesa (Pio IX e Leone XIII), e venne sostenuto dai grandi intellettuali convertiti che fecero passare un soffio cristiano nella intelligentia e nella cultura francese agli inizi del XX secolo: Huysmans, Léon Bloy e il suo figlioccio Jacques Maritain, Verlaine, Péguy, Claudel, Massignon, Bernanos. Fu pure un segno di contraddizione, soprattutto per i segreti di cui il Sant’Uffizio proibì di parlare per calmare le acque e i veggenti. Il vescovo di Grenoble, Mons. de Bruillard, li stimava, ma il suo successore, uomo di potere e di grande senso politico, che fu nominato dall’entourage del futuro Napoleone III poco dopo il suo colpo di Stato, escluse e perseguitò i veggenti, il cui segreto stigmatizzava l’imperatore aquilotto spennato”, diceva Maximin), che in seguito sarebbe stato l’alleato di nella lotta contro il Papa”. Così egli dichiarò: «Con i pastorelli è finita, comincia la Chiesa». Da allora la tradizione ufficiale ha oppresso i veggenti fino al centenario incluso. Il libro storico di base dichiarava Melanie isterica, in un clima che il futuro Giovanni XXIII, allora Nunzio apostolico in Francia, pacificò venendo a celebrare il centenario; e si trattò di una lunga polemica, bloccata dal decreto che imponeva il silenzio, tra i difensori del segreto — il cui testo autentico resterà sconosciuto fino alla soglie del terzo millennio — e coloro che lo consideravano una divagazione dei veggenti. Il testo ufficiale del segreto, registrato secondo tutte le forme giuridiche da Mons. Genouilhac, fin dal 1851, portato a Pio XII e scoperto da Michel Corteville, ha permesso di far luce su questo problema. Lo scopritore del segreto ha sostenuto nella sua tesi di mille pagine, dibattuta alla Gregoriana, che una banca dati permette di affrontare da vicino tanti problemi discussi; il bilancio della conclusione è stato tratto, con l’appoggio di tutti i testi chiave, nel volume di sintesi pubblicato nel 2002 da R. Laurentin e M. Corteville (Parigi, Fayard). Questo libro dimostra soprattutto la sincerità dei veggenti, disuguale nel fondo di loro stessi, ma la cui vita è stata tutta spesa nell’impegno a rispondere alla missione affidata loro dalla Vergine: «Fatelo conoscere al mio popolo». Maximin, morto da giovane, non poté realizzare la sua vocazione sacerdotale e poi medica, né il suo ripiego su un commercio di elisir aperto con l’aiuto malevolo di un socio disonesto. Melanie, dopo essere stata esclusa da La Salette ed esiliata in Inghilterra, si recò in Grecia e in Italia dove trovò un’ampia attenzione. Essa venne adottata dal beato Annibale di Francia come cofondatrice del suo Ordine, il quale, a questo titolo, volle che fosse sepolta nella cappella delle religiose che con lei aveva fondato. Nella sua diocesi si attende la sua canonizzazione. I volumi dimostrano, infine, sulla base di documenti incontestabili, che Melanie fu una vera mistica e che i due veggenti ebbero il merito raro di restare umilmente fedeli alla fede, all’obbedienza, alla discrezione, evitando le polemiche. Essa è stata fatta oggetto delle stesse azioni negative che conobbero anche tutti coloro i quali, con prove e fondamenti storici ben inferiori, hanno difeso i veggenti e la loro coerenza in mezzo a persecuzioni incoerenti. Questa breve voce si basa su documenti inediti, i fondamenti storici che ristabiliscono le prove di fondo e in sostanza definitive, del messaggio de La Salette, la verità dei veggenti, le ragioni diffamarli sino ad che hanno indotto a oggi, studio storico ha resistito a Questo stia ogni contestazione. Gli avversari si sono limitati a nasconderne il contenuto e a ridurlo a una battaglia di retroguardia del fanatismo. Bloy e Maritain, quest’ultimo anche ambasciatore di Francia presso il Vaticano, e malgrado la grande stima di Paolo VI nei suoi confronti, non riuscirono a ottenere di pubblicare i volumi accertati che egli aveva redatto senza aver ancora i documenti essenziali per la difesa di La Salette e dei veggenti. L’evocazione dell’unica apparizione. Il 19 settembre 1846 Melanie Calvat (quattordici anni) e Maximin Giraud (undici anni), due pastori di Corps, salgono insieme agli alpeggi del villaggio di La Salette. Colgono dei fiori, costruiscono una casetta di pietre, mangiano «pane e formaggio», poi s’addormentano contrariamente alla regola e all’abitudine. Verso le tre del pomeriggio Melanie si sveglia di colpo: dov’è il gregge? Uscendo dal vallone, scorgono due mucche accovacciate più in su; poi tornano ai loro sacchi. Melanie percepisce allora una luce viva, e chiama Maximin. Egli viene da lei, e a sua volta vede la luce: ambedue discernono progressivamente una signora. È seduta, la testa tra le mani; ma raddrizza la testa, tutta in lacrime, e li guarda: «Avvicinatevi, dice, non abbiate paura! Sono qui per darvi una grande notizia». Si alza, il suo costume è insolito: sul suo petto splende un crocifisso, Poi il messaggio, di cui ecco i punti essenziali: «Voi, contadini, lavorate di domenica, voi carrettieri bestemmiate il nome di Dio. E voi, gli altri, durante la quaresima andate dal macellaio come dei cani. li vostro peccato causerà la perdita dei vostri raccolti: già il grano va a male, le patate marciscono_ lo vi avviso in anticipo come madre vostra: non seminate il vostro grano quest’anno: si perderebbe, e non avreste più nulla. Sta arrivando la carestia, accompagnata dalla malati: essa farà dei morti tra i vostri figli. Da qui le mie lacrime. Da quanto tempo soffro, per voi […], e voi non ci fate caso […] È questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio». Il futuro dipende dagli uomini. La Signora lo dice in un linguaggio immaginifico: «Se essi si convertono, pietre e rocce si trasformeranno in grano, e le patate si troveranno già seminate».

Giorgio Nadali