Le Chiese alle quali Gesù Cristo non basta

Di Giorgio Nadali

Per i cristiani, l’intelligenza spirituale aiuta a distinguere le sane dottrine da quelle modificate con aggiunta di tradizioni umane. Per quanto riguarda il cristianesimo l’unico termine di paragone è ovviamente solo la Parola di Dio.

Oggi il Cristianesimo è la religione più diffusa al mondo. Conta 2,4 miliardi di fedeli. Il trentadue percento della popolazione mondiale. Quasi la metà (1,27 miliardi) di questi fedeli è costituita dai cattolici. 625 milioni sono gli appartenenti alle chiese della riforma protestante, che ha avuto origine il 31 ottobre 1517 con Martin Lutero. 755.328 in Italia (1,3%)[1]. I fedeli del cristianesimo ortodosso sono 293 milioni. Ortodossia nata con lo scisma d’Oriente (il “Grande Scisma”) del 1054 di cui il patriarca di Costantinopoli Michele I Cerulario fu autore. I cristiani evangelici sono 413 milioni. 2.400 sono le traduzioni del Nuovo Testamento.

Fondamentale per un cristiano è seguire l’autentico vangelo (o meglio, l’evangelo) di Gesù Cristo, senza aggiunte o modifiche e senza tradizioni umane che lo deformano e che nulla hanno a che fare con la verità della Parola di Dio.

La grande differenza è questa: il “vangelo” cattolico (e ortodosso) enfatizzano ciò che l’uomo deve fare per essere salvato, invece di ciò che Cristo ha già fatto per salvare l’uomo. Non vi è nulla che l’uomo possa fare per salvarsi se non accogliere con gratitudine la grazia della salvezza donata da Gesù Cristo. Le “aggiunte” della tradizione cattolica nullificano tale grazia e la sviliscono.

«Guardate che nessuno vi faccia sua preda con la filosofia e con vano inganno, secondo la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo»

(Colossesi 2:8)

«Ma io temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, cosí talora le vostre menti non siano corrotte e sviate dalla semplicità che si deve avere riguardo a Cristo»

(2 Corinzi 11:3)

 «Mi meraviglio che da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, passiate così presto ad un altro evangelo, il quale non è un altro evangelo; ma vi sono alcuni che vi turbano e vogliono pervertire l’evangelo di Cristo. Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi predicasse un evangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia maledetto. Come abbiamo già detto, ora lo dico di nuovo: Se qualcuno vi predica un evangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia maledetto»

(Galati 1:6-9)

«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi».

(Matteo 23:13)

 «Verrà il tempo, infatti, in cui non sopporteranno la sana dottrina ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole»

(2 Timoteo 4:3-4)

 «Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti»

(Matteo 24:23-24)

Le chiese cristiane che appongono queste “aggiunte” sono quella cattolica, le chiese ortodosse e quella anglicana. Eh, sì. Tristemente ben oltre la metà dei cristiani. Secondo la chiesa cattolica la sacra tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della Parola di Dio, mettendo di fatto sullo stesso piano la Parola di Dio e quella umana, cioè la tradizione. Non sono opinioni, ma è la Parola di Dio che fa testo. Solo quella.

Qui nasce la più grande e importante divisione con la verità del Vangelo. Lutero affermò le cosiddette cinque “sola”: Sola Scriptura, Sola Fide, Sola Gratia, Solus Christus, e Soli Deo Gloria. Quindi nulla di ciò che non è presente nella Sacra Scrittura può essere valido per un cristiano.

L’altra grande differenza è che il cristiano si salva per grazia di Dio, accogliendola con la sua fede. Non per le opere buone che compie. Queste ultime sono solo un segno, una testimonianza, una conseguenza dell’essere salvato da Cristo. Non compio le opere buone per salvarmi, ma perché sono (già) salvato. Non sono le proprie opere umane che salvano, ma la croce di Cristo. Cadono così le indulgenze, il purgatorio, le penitenze, le reliquie, i sacramenti fonte di grazia. Nulla si può aggiungere alla salvezza di Cristo. Il cristiano non si salva per merito suo, ma per grazia.

La dottrina del merito genera spesso quello che gli psicologi chiamano “religiosità ipomaniaca”, cioè il fanatismo religioso, la bigotteria, in parole povere. La stessa della setta dei farisei al tempo di Cristo. Si sentivano migliori degli altri e presentavano a Dio il conto delle proprie azioni pie compiute per guadagnarsi la salvezza e il favore di Dio (Luca 18:10-14). Chi è salvato per grazia dalla croce di Cristo ha un unico mediatore, come ribadisce l’apostolo Paolo: “Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2:5) e non può più in alcun modo perdere la salvezza acquisita, perché è un dono di Dio. “Se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati” (1 Giovanni 2:1-2).

Questo fa cadere anche la necessità di ricorrere a preti e penitenze.

“Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene”, scrive l’apostolo Paolo ai cristiani di Efeso (1 Efesini 2:8-9).

“E se è per grazia, non è più per opere, altrimenti la grazia non sarebbe più grazia; ma se è per opere, non è più grazia, altrimenti l’opera non sarebbe più opera” (Romani 11: 6)

Tutte le religioni, ad eccezione del cristianesimo evangelico, negano con arroganza che la salvezza sia solo per grazia, cioè secondo il favore immeritato di Dio.

Molto semplice, ma una verità disattesa. Basta leggere (e conoscere) la Parola di Dio. Ma quanti cristiani leggono quotidianamente e conoscono la Parola di Dio? Sino alla Riforma protestante la Bibbia era messa all’indice e il popolo non poteva leggerla. La gente non poteva notare le contraddizioni tra le tradizioni umane e la Parola di Dio. Furono Martin Lutero a tradurla in tedesco e William Tyndale in inglese nel 1526. Seguirono le altre lingue. E oggi che è disponibile in italiano la gente comune la conosce poco e si affida a preti che secondo la Parola di Dio sono superflui, come dice chiaramente la Lettera agli Ebrei 10:11-14. “E, mentre ogni sacerdote è in piedi ogni giorno ministrando e offrendo spesse volte i medesimi sacrifici, che non possono mai togliere i peccati, egli invece, dopo aver offerto per sempre un unico sacrificio per i peccati, si è posto a sedere alla destra di Dio, aspettando ormai soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi. Con un’unica offerta, infatti, egli ha reso perfetti per sempre coloro che sono santificati” e dice chiaramente di Gesù Cristo: “Costui, perché dimora in eterno, ha un sacerdozio che non passa ad alcun altro, per cui egli può anche salvare appieno coloro che per mezzo suo si accostano a Dio, vivendo egli sempre per intercedere per loro”. (Ebrei 7:24-25) e l’apostolo Paolo scrive: “Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2:5)

Ma quanti leggono questi passi della Parola di Dio?

Al settanta per cento dei cristiani la grazia, dono di Dio non basta. Vogliono meritarsi una salvezza che è impossibile da ottenere con le forze umane e vogliono anche percepirla con i cinque sensi, perché troppo astratta secondo loro. Ecco dunque i segni visibili che trasmettono la grazia invisibile. I sacramenti. Anche l’unico sacrificio della croce va ripetuto con la messa in maniera incruenta, mentre il sacrificio della croce è unico e irripetibile e la Santa Cena è un memoriale (Luca 22:19), non un sacrificio. “Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre”, scrive l’autore della lettera agli Ebrei (10:8). Già, una volta per sempre!

Il linguaggio spirituale e allegorico di Cristo fa credere a cattolici e ortodossi che l’eucaristia sia la presenza reale del suo corpo e sangue nel pane e nel vino (che erano due dei diversi elementi della cena pasquale ebraica, la séder, celebrata da Cristo nella sua ultima cena). Per lo stesso motivo i primi cristiani furono accusati di cannibalismo perché Gesù dice in modo allegorico, come era suo solito fare: “Io sono il pane, quello vivo, venuto dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà per sempre. Il pane che io gli darò è il mio corpo, dato perché il mondo abbia la vita. Gli avversari di Gesù si misero a discutere tra di loro. Dicevano: Come può darci il suo corpo da mangiare? Gesù replicò: Io vi dichiaro una cosa: se non mangiate il corpo del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue ha la vita eterna, e io lo risusciterò l’ultimo giorno; perché il mio corpo è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane unito a me e io a lui” (Giovanni 6:51-56). È chiara l’allegoria di Gesù Pane come quella di Gesù Acqua vera nell’episodio del pozzo di Giacobbe con la samaritana «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna» (Giovanni 4:13-14).

Per quanto riguarda la trasformazione del pane e del vino in corpo e sangue di Cristo, cioè la cosiddetta transustanziazione, “attenendosi alla Bibbia, non è possibile accettare l’idea della transustanziazione né tanto meno quella della consustanziazione. Invocare le parole “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue” per sostenere l’idea della transustanziazione significa prima di tutto ignorare che, nella lingua aramaica, con la quale sicuramente Gesù si espresse in quella occasione, non si adopera la copula (il verbo essere che lega il nome del predicato al soggetto) e che in ebraico e in greco l’uso di legare l’attributo al soggetto indica – come in Luca 12:1 e Galati 4:24 – che si tratta spesso di termini allegorici.

Significa anche dimenticare che Gesù ha detto “Io sono la porta… Io sono la via… lo sono la vite…” (Giovanni 10:9; 14:6; 15:1); che l’apostolo Paolo ha detto di Cristo che è la roccia (1 Corinzi 10:4); che Dio, nell’Antico Testamento, è chiamato rocca, scudo, sole, ecc. Nessuno ha mai pensato che queste affermazioni fossero altro se non un paragone”[2].

Procediamo in ordine alfabetico confrontando la dottrina delle chiese cristiane e lasciamo umilmente a Dio il giudizio sulle anime che in buona fede e per ignoranza delle Scritture hanno seguito una dottrina, anche se errata. La sua stessa Parola giudica queste dottrine. L’intenzione e il cuore solo Dio può giudicarli. L’apostolo Paolo parla di maledizioni (Galati 1:9). Io evito, ma il confronto sia di monito per tutti. Prima di parlare di “lago di fuoco” (Apocalisse 20:14-15) come fa il pastore Mike Gendron[3], mi sembra utile ricordare che “Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; e chi dimora nell’amore dimora in Dio e Dio in lui” (1 Giovanni 4:15-16)

 

«Or lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, dando ascolto a spiriti seduttori e a dottrine di demoni, per l’ipocrisia di uomini bugiardi, marchiati nella propria coscienza, i quali vieteranno di maritarsi e imporranno di astenersi da cibi che Dio ha creato, affinché siano presi con rendimento di grazie da coloro che credono e che hanno conosciuto la verità. Infatti tutto ciò che Dio ha creato è buono e nulla è da rigettare, quando è usato con rendimento di grazie, perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera».

(1 Timoteo 4:1-5)

 

Apparizioni

È uno strumento diabolico per allontanare dal Centro del Cristianesimo, cioè Gesù Cristo. Inoltre, il messaggio del vangelo è già completo e non richiede alcuna aggiunta. In diverse presunte apparizioni sono presentati messaggi contrari alla Parola di Dio. Un cristiano non ha bisogno di altro che il vangelo della salvezza.

Secondo Mike Gendron pregare Maria è contrario all’ammonizione di pregare solo Dio e all’esempio scritturale di farlo. È anche illogico sostituire la preghiera a un Dio tutto amore, onnisciente e onnipotente (Salmi 139; Ebrei 4:14-16) per pregare qualche santo o Maria, visto che non esiste alcuna prova scritturale che essi possano nemmeno ascoltare le preghiere. Pregare i santi e Maria su scala mondiale significa attribuire loro gli attributi dell’onnipresenza e dell’onniscienza che possiede soltanto Dio.

 

 

Confessione

La confessione dei peccati a un prete non è presente nella Parola di Dio. Dobbiamo confessare i nostri peccati davanti a Dio (1 Giovanni 1:9). Come credenti del Nuovo Testamento, non abbiamo bisogno di un mediatore tra noi e Dio. (Timoteo 1:2:5). Per quanto riguarda la confessione, ai credenti viene chiesto di confessare i propri peccati a Dio in 1 Giovanni 1:9. Egli è fedele e giusto da perdonare i nostri peccati quando Glieli confessiamo. Nessun sacerdote è menzionato in Giacomo 5:16. Inoltre, Giacomo 5:16 non limita il perdono alla confessione dei peccati “gli uni agli altri”.

Eucaristia

Quando un cattolico riceve l’ostia consacrata sente dire al sacerdote cattolico “il corpo di Cristo” e risponde “Amen”.

Il prete ortodosso invece dice a sé: “O Signore e Maestro Gesù Cristo nostro Dio, che solo hai il potere di assolvere gli uomini dai loro peccati, poiché sei buono e ami tutti gli uomini, perdona tutte le mie trasgressioni commesse con conoscenza o con ignoranza, e rendimi degno, senza condanna, di ricevere la Comunione di Dio. I tuoi misteri divini, gloriosi, puri e vivificanti”.

Al fedele dice: “Il servo di Dio (Nome) partecipa del Prezioso e del Tutto; Santo Corpo e Sangue del Signore nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo per la remissione dei peccati e la vita eterna”.

Il fedele crede che nonostante i sensi percepiscano un’ostia, la sostanza, sia il corpo di Cristo. È la dottrina della transustanziazione. Lo stesso vale per i fedeli ortodossi. Per la chiesa anglicana «La transustanziazione nella cena del Signore non può essere provata dalle Sacre Scritture, ma è contraria alle parole inequivocabili della Bibbia, fraintende la natura del sacramento ed ha fornito un pretesto per originare numerose superstizioni. Il corpo di Cristo è donato, ricevuto e assunto nella Cena unicamente in maniera mistica e spirituale e il mezzo attraverso il quale il corpo di Cristo è donato, ricevuto e assunto nella Cena è la fede» (Articolo XXVIII della Chiesa Anglicana).

Tra i padri della riforma Lutero non si opponeva alla transustanziazione come invece Calvino.

Nella Chiesa riformata, il concetto del sacramento dell’Eucaristia varia a seconda dell’autore e della chiesa. Per Lutero esiste quella che viene chiamata unione sacramentale. Nei sacramenti infatti viene data la vera presenza, il vero corpo e sangue di Cristo, ma allo stesso tempo il pane e il vino conservano la loro natura. Ma per Calvino quella presenza è meramente spirituale, un memoriale “sufficiente” del perfetto sacrificio offerto una volta per tutte da Cristo sulla croce. Pertanto, il cosiddetto carattere sacrificale della Messa è negato soprattutto da Calvino e dai suoi seguaci. Ciò portò a molte controversie sulla natura dei sacramenti tra le varie chiese riformate.

Secondo Mike Gendron[4] per quanto incredibile possa sembrare, il cattolicesimo insegna che Gesù Cristo risorto e glorificato ritorna ogni giorno sugli altari cattolici per essere adorato come offerta per il peccato sotto forma di ostia. Si dice che i suoi sacerdoti abbiano il potere di raggiungere i cieli e di far scendere Cristo dal Suo trono per essere offerto nuovamente come “Vittima” per i peccati dell’uomo… L’Eucaristia è inconfutabilmente e innegabilmente un falso Cristo, perché la Scrittura dichiara che Gesù rimarrà in cielo finché non apparirà “una seconda volta, senza portare peccato” (Ebrei 9:28). L’adorazione idolatra di un’ostia come vero Cristo non è diversa dall’adorazione idolatra di un vitello d’oro come vero Dio che liberò gli Israeliti dall’Egitto (Esodo 32:4).

 

 

Immagini sacre

I primi due comandamenti di Dio vietano chiaramente due cose: 1) creare e adorare un’immagine del vero Dio e 2) adorare chiunque altro tranne Dio (Esodo 20:1-5). In altre parole, la nostra adorazione deve essere diretta solo al vero Dio e non attraverso alcun oggetto. Pertanto, adorare, venerare, baciare, adorare, innalzare, pregare, parlare o fare un uso religioso delle immagini di Dio e dei santi create dall’uomo è un peccato del tipo più grave. Dio non avrebbe potuto renderlo più chiaro quando comandò: “Non farti un idolo, né alcuna somiglianza di ciò che è lassù nel cielo, o quaggiù sulla terra, o nelle acque sotto la terra. Non li adorerai né li servirai; poiché io, il Signore tuo Dio, sono un Dio geloso” (Esodo 20:4-5). Tuttavia, la Chiesa Cattolica Romana ha messo da parte questo comandamento di Dio, insegnando invece le tradizioni degli uomini (Marco 7:8). Questa è una sfida molto deliberata e intenzionale alla santa legge di Dio.

Indulgenze

Secondo il cattolicesimo (CCC 1441) «l’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi. L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati. Ogni fedele può acquisire le indulgenze […] per se stesso o applicarle ai defunti».

La dottrina delle indulgenze ha generato lo scisma di Martin Lutero nel 1514. I predicatori cattolici arrivavano nei paesini della Sassonia e spaventavano le persone con tabelloni raffiguranti fiamme e fuoco che suggerivano il destino di dannazione di parenti o amici ai quali non veniva applicata l’indulgenza a pagamento. In particolare il frate predicatore Johan Tetzel era solito dire alle folle: “quando cade il soldin nella cassetta/l’anima vola al cielo benedetta”. Lutero respinge questa affermazione con la ventiseiesima delle novantacinque tesi della riforma. Tristemente ancora oggi si dice “lucrare” una indulgenza, anche se il lucro (denaro) non è più richiesto. “La confessione può essere fatta entro otto giorni prima e otto giorni dopo il giorno in cui si lucra l’indulgenza”.

L’indulgenza nasce nel XI secolo, quando i papi e i vescovi non si limitarono più a modificare le penitenze già prescritte, ma inflissero alcune punizioni fisiche senza capire chi fa qualcosa. Ma i primi passi sono il pentimento e la confessione. Da questo momento in poi le indulgenze furono concesse come incentivo e pagamento per un atto religioso (anche piccolo), come andare in una nuova chiesa, fare l’elemosina ai poveri o in una chiesa. Le più importanti in quest’epoca e nei secoli successivi, le indulgenze delle Crociate, che furono concesse a chi andava a combattere i Mori in Spagna, i Saraceni in Sicilia, i Turchi in Palestina. I Papi offrono assoluzione e completezza.

Grande incremento delle indulgenze dal XII secolo. Considerando che i penitenti erano soliti donare denaro volentieri a causa dei loro eccessi, non è da escludere che alcuni di loro talvolta ricevessero poca considerazione. Va però notato che i loro scritti, prima del Concilio Lateranense, parlavano ben poco degli obblighi economici; Anche la storia di allora non fa menzione di quelle persecuzioni. Nel 1300 Bonifacio VIII accolse i pentiti e si confessarono e si recò nella chiesa dell’apostolo Pietro e dell’apostolo Paolo. Il Papa dice anche che questo investimento generale può essere realizzato in ogni momento del secolo. La maggioranza dei credenti cristiani ha accettato questa grande rivelazione.

Nel 1575: al termine del Giubileo Romano, Gregorio XIII concesse per la prima volta un’amnistia di sei mesi alla Chiesa universale a beneficio di coloro che non potevano recarsi a Roma. Nel 1925 Pio XI estese questi benefici ad un anno intero e li concesse anche a coloro che beneficiarono del Giubileo di Roma.

Nel terzo periodo, dal XIV al XVI secolo, divennero popolari i beni di lusso. Attraverso donazioni, chiamate dotazioni, per aiutare le opere apostoliche.

Tuttavia la gente crede che l’indulgenza non liberi solo dalle punizioni corporali, ma anche dal peccato, per cui è necessario trarne beneficio per farsi perdonare i peccati. Questa convinzione errata ha contribuito a molte cattive pratiche e ha ridotto la flessibilità nella gestione delle finanze. Queste atrocità diedero a Martin Lutero motivo di riformare il Cristianesimo. Con il Concilio di Trento (1545 – 1563) si corressero i delitti poiché si offriva il dono delle indulgenze ai fedeli, ai pii, ai santi, all’unità, «per far capire che tutti questi tesori del cielo non vengono distribuiti con vittoria, ma sacrificio”.[5]

Tuttavia…

La salvezza apportata da Cristo con la sua croce ha estinto tutti i peccati passati, presenti e futuri del cristiano. “Con un’unica offerta, infatti, egli ha reso perfetti per sempre coloro che sono santificati”. (Ebrei 10:14). Per sempre, appunto.

“L’attacco dell’avversario al Figlio di Dio è abile, perché Gesù è l’Autore e il Perfezionatore della fede cristiana. Solo Cristo è capace e sufficiente per salvare completamente i peccatori dal peccato (Ebrei 7:25). La Sua unica offerta per il peccato rende i credenti perfetti per sempre (Ebrei 10:14). Il Suo sangue è sufficiente per purificare ogni credente da ogni peccato (1 Giovanni 1:7). La sua morte fu sufficiente per cancellare il debito eterno del peccato di ogni credente (Colossesi 2:14). Paolo descrisse la sufficienza di Gesù quando scrisse: “In lui siete stati resi completi” (Colossesi 2:10). Ogni benedizione spirituale che chiunque possa desiderare o di cui ha bisogno si trova in Cristo Gesù. Per questi motivi Satana attenta come una vendetta alla sufficienza di Cristo. Il principe di questo mondo ha convinto molti che hanno bisogno di Cristo più la psicologia, o di Cristo più i riti e i sacramenti, o di Cristo più il purgatorio e le indulgenze, o di Cristo più l’osservanza della legge e le buone opere. I suoi agenti negano che l’opera di redenzione di Cristo sia finita. Credono scioccamente di avere il potere di richiamare il Signore Gesù dal cielo per offrirLo ancora e ancora sui loro altari. Questi attacchi diffamatori alla sufficienza di Cristo non solo derubano il vero Gesù della Sua gloria, ma indirizzano anche i perduti verso un altro Gesù che non è in grado di salvarli senza l’aiuto degli altri (2 Corinzi 11:4). Satana offre altri mediatori, ma Dio ce ne ha dato solo Uno (1 Timoteo 2:5). Satana offre altri salvatori, ma Dio ha dato un solo Nome (Atti 4:12). I ministri del diavolo che negano la sufficienza del Figlio di Dio devono predicare un altro Vangelo per istruire le persone su cosa devono fare per essere salvate. Un altro Gesù produce sempre un altro Vangelo. Il cattolicesimo sottolinea ciò che l’uomo deve fare per essere salvato, invece di ciò che Cristo ha fatto.

La non conoscenza della Parola di Dio ha anche effetti politici, sociali, culturali e economici. Pensa ai 35 milioni di persone che andranno a Roma per il XXV giubileo cattolico ordinario del 2025 (e straordinario nel 2033), sperando di “lucrare” un’indulgenza per sé o “in forma di suffragio alle anime del purgatorio”, il quale biblicamente non esiste. Miliardi spesi e un grande business. Lo stesso business della vendita delle indulgenze che ha permesso di costruire nel 1506 la basilica vaticana. L’unica vera indulgenza è la croce di Cristo e accogliere con fede (non per i nostri meriti) la grazia della salvezza che Lui ci ha garantito. L’unica vera Porta santa è Gesù: «Io sono la porta; se uno entra per mezzo di me sarà salvato» (Giovanni 10:9)

“Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro”. (Ebrei 7:25)

Gli ebrei giubilavano ogni cinquanta anni (Levitico 25:11). Noi cristiani possiamo giubilare ogni giorno per la salvezza che Cristo ha già guadagnato per noi.

 

Infallibilità papale

Il dogma dell’”infallibilità” dichiara che la Chiesa cattolica non può sbagliare nel suo insegnamento oggettivo e definitivo riguardo alla fede e alla morale. Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica: «Per preservare la Chiesa nella purezza della fede trasmessa dagli apostoli, Cristo, che è la Verità, ha voluto conferirle una parte della sua stessa infallibilità». Questo non è solo un insegnamento distorto, è scandaloso! L’”infallibilità” è solo uno dei numerosi attributi divini che il papato ha sottratto a Dio Onnipotente. Il papa ha anche l’audacia di indossare titoli dati solo al Dio uno e trino: Santo Padre, Capo della Chiesa e Vicario di Cristo. Con un inganno così astuto e spavaldo, non c’è da meravigliarsi che i papi siano stati in grado di “trascinare i discepoli dietro di sé”. Il cristianesimo nella sua forma più pura non è una religione ma una relazione sigillata dallo Spirito con il Dio di tutta la creazione. Il cattolicesimo è il cristianesimo nella sua forma più degradata. Si è corrotto quando ha negato l’opera compiuta e sufficiente di Gesù e ha pervertito il Suo Vangelo. Questo distorto Vangelo delle opere conduce le persone verso un’eternità senza Cristo. Per evitare l’inganno, il cristianesimo insegna alle persone a studiare la Bibbia e a credere a ciò che Dio dice. La religione, d’altro canto, richiede che le persone credano a ciò che l’uomo dice che Dio dice. Quando le persone senza discernimento si sottomettono agli uomini, che sono naturalmente inclini all’errore, vengono facilmente ingannate. Il cattolicesimo cerca di superare questo problema dichiarando che i suoi papi sono infallibili in materia di fede. Il cristianesimo per figli di Dio è seguire il Signore Gesù, l’Unico immune dall’errore.

Intercessioni

Le intercessioni sono inutili in quanto Cristo è l’unico mediatore tra Dio e gli uomini, come dice chiaramente la Scrittura. “Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2:5). Attribuire questo potere ad altri è blasfemia: Ad esempio la chiesa cattolica annulla questo passo della Scrittura affermando che Maria, Madre di Cristo, la Mediatrice, media anche la salvezza. «Assunta in cielo non ha deposto questo ufficio salvifico, ma con la sua multiforme intercessione continua a portarci il dono della salvezza eterna».

«Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi»

(Romani 8:34)

Maria Madre di Cristo

Se possiamo ottenere la nostra salvezza, allora perché Cristo è dovuto morire per noi? Cristo è l’unico Mediatore senza peccato tra Dio e l’uomo, o condivide quel ruolo con Maria come insegna il cattolicesimo romano? Gesù completò l’opera di redenzione duemila anni fa e la Sua unica offerta è necessaria e sufficiente per salvare i peccatori completamente e per sempre. Alcuni dei titoli e degli onori attribuiti a Maria dal Vaticano, come “Nostra Signora”, “Vergine Eterna” e “Madonna”, erano gli stessi titoli attribuiti alla dea Iside. Che l’idolatria sia pagana o religiosa, il principio è lo stesso. L’adorazione e l’onore dovuti solo a Dio vengono allontanati da Lui e dati a ciò che non è Dio. Vedono e si inchinano davanti alle statue credendo che i santi, che sono rappresentati, intercederanno per loro (CCC 2683). Vedono e sentono i grani del rosario, credendo che le loro ripetute preghiere a Maria rimetteranno la punizione per il peccato (CCC 1471). Questi sono solo alcuni esempi di come “vedere segni e prodigi” sia una parte innegabile della fede cattolica. Invece di adorare per fede in cose non viste, i cattolici adorano ciò che possono vedere (Ebrei 11:1). Difendono la loro pratica dicendo che non adorano Maria e i santi quando si inchinano e li pregano, li stanno semplicemente venerando. Ma secondo il dizionario, la venerazione è una forma di culto. Infatti si chiama iperdulia. Nella teologia cattolica, il culto di ‘alta venerazione’ dovuto alla Madre di Cristo.

Ciò che più inquieta è l’esaltazione della vergine Maria da parte dei cattolici, che è del tutto infondata nella Scrittura. Al di fuori dei Vangeli, il nome di Maria viene menzionato solo una volta e cioè quando prega con gli altri figli e gli altri credenti nel cenacolo (Atti 1:13-14). Anche le informazioni su Maria nei Vangeli sono molto scarse. Dopo i racconti legati alla nascita di Gesù, ci sono solo altri tre riferimenti a Maria. Il primo è alle nozze di Cana (Giovanni 2:1-5). Successivamente è quando lei e i fratelli di Gesù desiderano parlare con Gesù. Gesù rispose che sua madre e i suoi fratelli sono coloro che fanno la volontà di Dio (Matteo 12:46-50). Un altro riferimento è dato quando una donna tra la folla chiama la madre di Gesù “beata”, ma Gesù non la afferma. Invece ha detto beati coloro che ascoltano la Parola e la osservano (Luca 11:27-28).

I romani pontefici hanno creato una Maria che condivide gli attributi divini del Signore Gesù Cristo. Dicono che sia stata concepita senza peccato, abbia vissuto una vita senza peccato, sia stata assunta corporalmente alla gloria, sia la mediatrice di ogni grazia, sia la nostra avvocata e ora regni come la “Regina del cielo” accanto al Re dei re. Papa Francesco ha dichiarato: “La ‘Vergine’ Immacolata diventa l’icona sublime della Divina Misericordia che ha vinto il peccato. A Lei affido la Chiesa e l’umanità intera, in particolare la città di Roma”.

Immacolata?

Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore” (Luca 1:46-47).  Salvata, dunque!

Migliaia di cattolici pregano Maria, chiedendo allo stesso tempo il suo aiuto. L’unico modo in cui Maria potrebbe ascoltare e rispondere a quelle preghiere sarebbe se fosse onnipresente, onnisciente e onnipotente. Eppure è umana come tutti noi. Come cristiani, stimiamo Maria benedetta tra le donne, ma attribuirle poteri e attributi divini è blasfemo e idolatra. Satana userà qualsiasi cosa per persuadere le persone a distogliere lo sguardo da Gesù. Proprio come ingannò Eva con la sua astuzia, i cattolici che idolatrano Maria saranno sviati da una sincera e pura devozione a Cristo (2 Corinzi 11:3). Tutte le persone nella Chiesa cattolica devono essere avvertite di come Dio odia l’idolatria. Dobbiamo chiamarli a volgersi a Dio abbandonando gli idoli per servire il Dio vivo e vero (1 Tessalonicesi 1:9).

Messa

Al centro dei rituali e dei sacramenti regolari del cattolicesimo è la Messa alla quale i cattolici devono partecipare ogni domenica e nei giorni festivi di precetto, sotto pena di peccato mortale. Come descritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica, la Messa è “fonte e culmine della vita cristiana”. Si insegna che il sacerdote ordinato chiama il Signore Gesù dal cielo e consacra il pane e il vino nel Suo corpo, sangue, anima e divinità. Il sacrificio del Calvario è rappresentato più e più volte sull’altare. Ma non c’è alcun supporto biblico per la Messa. Gesù non è mai stato una “vittima” come sostiene Roma; Andò alla croce volontariamente in umile obbedienza a Suo Padre (Filippesi 2:8). Quando Gesù disse che dobbiamo mangiare la Sua carne e bere il Suo sangue, le Sue parole erano spirituali e non dovevano essere prese alla lettera (Giovanni 6:63). Usava un linguaggio figurato, come faceva spesso (Giovanni 16:25). I suoi discepoli avevano familiarità con la frase figurata “mangiare e bere” per descrivere l’appropriazione delle benedizioni divine nel proprio essere più profondo (Geremia 15:16; Isaia 55:1-3).

Papa

Il papa non è venuto nel nome del Padre, ma porta con arroganza il titolo riservato all’unico “Santo Padre” (Gv 17:11), cioè Dio. Tragicamente, la maggior parte dei cattolici non conosce la Parola di Dio e la loro ignoranza li rende facili prede del peggior tipo di inganno. Ha usurpato i titoli di “Santo Padre” da Dio Padre, “Capo della Chiesa” dal Signore Gesù Cristo e “Vicario di Cristo” dallo Spirito Santo, che Gesù ha promesso di inviare al suo posto.

Peccato

Secondo la tradizione cattolica “Il peccato mortale è una possibilità radicale della libertà umana, come lo stesso amore. Ha come conseguenza la perdita della carità e la privazione della grazia santificante, cioè dello stato di grazia. Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l’esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell’inferno; infatti la nostra libertà ha il potere di fare scelte definitive, irreversibili… Si commette un peccato veniale quando, trattandosi di materia leggera, non si osserva la misura prescritta dalla legge morale, oppure quando si disobbedisce alla legge morale in materia grave, ma senza piena consapevolezza o senza totale consenso” (CCC 1861-1862)

La Chiesa ortodossa orientale presenta una visione del peccato distinta da quella che si trova nel cattolicesimo e nel protestantesimo, secondo cui il peccato è visto principalmente come una malattia spirituale terminale, piuttosto che uno stato di colpa, una malattia che si autoalimenta che distorce l’intero essere umano e le sue energie, corrompe l’immagine di Dio insita in coloro che portano la natura umana, sminuisce la somiglianza divina in loro, disorienta la loro comprensione del mondo così com’è veramente e distrae una persona dal realizzare il suo potenziale naturale di divinizzare in comunione con Dio.

L’apostolo Paolo scrive: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? Come sta scritto: «Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello». Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:35-39) e l’apostolo Giovanni: “se pure qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. Egli è l’espiazione per i nostri peccati; e non solo per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo”.

Gesù e la Sua Parola insegnano… Sei salvato per fede e non per opere (Efesini 2:8-9). Tutti coloro che si affidano all’osservanza della legge (comandamenti) sono sotto maledizione (Galati 3:10). La salvezza avviene nel momento in cui credi al Vangelo (Efesini 1:13). Gesù purifica il peccato (Ebrei 1:3). Puoi sapere con certezza che sei salvato (1 Giovanni 5:13). Il sacrificio di Gesù è finito (Giovanni 19:30).

“Se riconosciamo i nostri peccati, egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa”. (1 Giovanni 9)

Egli è riferito a Cristo, che è morto per i nostri peccati passati, presenti e futuri. “E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12)

“Chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato; ma chi non ha creduto, sarà condannato” (Marco 16:16). Non serve altro che la fede e il battesimo (in un’età da comprenderne il valore).

Il peccato nella tua vita da cristiano non ti terrà fuori dal Paradiso, ma ferisce la tua amicizia con Dio. Per rimettere le cose a posto, la Bibbia dice: “Se confessiamo i nostri peccati, egli [Dio] è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1 Giovanni 1:9). Confessare significa raccontare te stesso a Dio quando pecchi. Ha promesso di perdonarti. Chiedigli di aiutarti a scegliere ciò che è giusto la prossima volta che sarai tentato. Quando pecchiamo, Gesù parla a Dio in nostra difesa perché Egli ha già pagato per quel peccato (1 Giovanni 2:1). Gesù è il tuo difensore e aiuto e non ti lascerà mai (Ebrei 13:5).

Gesù infatti completò l’opera di redenzione duemila anni fa e la Sua unica offerta è necessaria e sufficiente per salvare i peccatori completamente e per sempre.

Il cattolicesimo insegna invece che sei salvato per la fede più le opere. L’obbedienza ai comandamenti è condizione per la salvezza. La salvezza è un processo dal battesimo attraverso il purgatorio (che non esiste nella Bibbia). Il Purgatorio purifica il peccato. Sei condannato se affermi di essere salvato. Il sacrificio di Gesù continua nella Messa quotidiana. Come puoi vedere questi due insegnamenti si oppongono direttamente l’uno all’altro. Devi fare la scelta su cosa è vero e quale è inganno. La tua scelta determinerà il tuo destino eterno.

Penitenza

Pietro disse loro: “Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo”

(Atti 2:38)

Da nessuna parte nel Nuovo Testamento vediamo il potere divino di legare e sciogliere dato a un sacerdozio sacrificale. Da nessuna parte vediamo la necessità di confessare i peccati a un uomo per essere perdonato. Le chiavi che furono date a Pietro in Matteo 16:19 rappresentano l’autorità (non il potere) di fare dichiarazioni riguardo al peccato. Questa autorità è data a chiunque abbia ricevuto lo Spirito, come vediamo in Giovanni 20:22-23. Gesù disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. Se perdonerai i peccati di qualcuno, i suoi peccati gli saranno stati perdonati; se ritenete i peccati di qualcuno, saranno ritenuti”. Ogni credente può usare l’autorità della Parola di Dio per dire a coloro che credono al Vangelo: “I tuoi peccati ti sono perdonati”.

 

Preghiera per i defunti

Ho sempre detto che casomai sono i defunti che dovrebbero pregare per noi. Ad ogni modo. Mi sembra evidente. Chi è in Paradiso è già salvo. Chi è all’inferno non ha più speranze e possibilità di salvarsi.

“Fra noi e voi è posto un grande baratro, in modo tale che coloro che vorrebbero da qui passare a voi non possono; così pure nessuno può passare di là a noi” (Luca 16:26)

I cattolici pregano per i defunti perché credono nell’esistenza del purgatorio. Non è presente nella Parola di Dio. La credenza nasce nel 593. Nessuna preghiera purifica i defunti e tanto meno l’acquisto delle indulgenze per loro (al tempo col denaro e oggi con pratiche più economiche). Solo la croce di Cristo salva e purifica. Nessun altro e niente altro. È triste doverlo ricordare ai cristiani.

Nel libro biblico “Secondo Maccabei”, riconosciuto dai cattolici, ma non dal canone delle chiese evangeliche, in 2 Maccabei 12:43 Giuda Maccabeo “fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato”. Giuda Maccabeo non conosceva Cristo e il suo sacrificio che ha lavato tutti i peccati passati, presenti e futuri di chi crede in Lui. Il condottiero asmoneo Giuda Maccabeo morì a trent’anni nei suoi peccati centosessanta anni prima di Cristo. Cosa c’entra con i tuoi defunti? Boh!

Preti

“Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2:5). Forse per cattolici, ortodossi e anglicani l’apostolo Paolo non è stato abbastanza chiaro…

L’autore della lettera agli ebrei scrive: “Mentre ogni sacerdote sta in piedi ogni giorno a svolgere il suo servizio e offrire ripetutamente gli stessi sacrifici, che non possono mai togliere i peccati, egli, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è seduto alla destra di Dio, e aspetta soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi. Infatti con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati” (Ebrei 10:11-14). A chi si riferisce? Indovinato? A Gesù Cristo.

 

Purgatorio

La fede nell’esistenza del Purgatorio è esclusiva del cattolicesimo. A Lione (Francia) il 7 maggio 1274 si apre il 14° Concilio ecumenico. Viene fissato il dogma del Purgatorio, che sarà confermato dai Concili di Basilea, Firenze, Ferrara e Roma (1431-1449) e dal Concilio di Trento (1545-1563) come “luogo e condizione in cui le anime dei morti, giustificati, ma ancora in condizione di peccato, si trovano per completare la purificazione prima di ascendere in paradiso.”

Vale quanto già detto per la preghiera per i defunti. Si tratta di tradizione cattolica, non di Parola di Dio. Ciò che questa dice è che puoi sapere con certezza che sei salvato (1 Giovanni 5:13) e che il sacrificio di Gesù è completo (Giovanni 19:30). “Dio infatti non ha mandato il proprio Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio” (3 Giovanni 17-18). Non vi sono alternative. Paradiso o Inferno. Con buona pace del purgatorio di Dante Alighieri nella Divina Commedia. La Parola di Dio fa testo. Tradizioni e commedie no.

Va detto che la credenza nel purgatorio è stata utile al cattolicesimo per raccogliere i soldi della vendita delle indulgenze (vedi) ed è rimasta.

 

Reliquie

Ogni giorno un prete incaricato spedisce per raccomandata delle reliquie (frammenti di ossa o cenere di santi e martiri) dalla biblioteca delle reliquie, situata nel Palazzo Apostolico Vaticano in vari luoghi del mondo.

Il Codice di Diritto Canonico (Canone 1237), prevede che ogni altare contenga al suo interno almeno una reliquia. I destinatari sono i responsabili delle nuove chiese o cappelle che stanno per essere consacrate[6].

Le reliquie non salvano. Solo Cristo salva. Per cui la venerazione di reliquie riguarda più il paganesimo e si apre anche a diversi aspetti grotteschi e truffaldini che sfidano non solo l’intelligenza spirituale, ma soprattutto quella classica, come le seguenti reliquie: Prepuzio di Gesù (Abbazia di Coulombs, Francia). Panno che coprì le parti intime di Gesù sulla Croce (Aachen, Germania). Piatto che avrebbe accolto la testa dell’apostolo Giovanni Battista è a Genova, nel tesoro della cattedrale di Lorenzo. L’anello nuziale di Giuseppe donato a Maria è a Perugia, in Duomo, custodito in un forziere a quattordici chiavi. Frammenti del sacro velo di Maria di Nazareth e della veste di Giuseppe, si trovano a Maria di Licodia (CT), conservati in un artistico reliquiario in argento, opera del secolo XVII. Tale reliquiario veniva portato in processione fino agli anni Settanta del Novecento, l’ultimo sabato del mese di Agosto, in occasione della festa patronale. Di tovaglie di lino usate da Cristo per la lavanda dei piedi degli Apostoli se ne conoscono addirittura due: una nella chiesa romana di Giovanni Battista ed un’altra in Germania, ad Acqs. Quest’ultima tovaglia riporterebbe addirittura l’impronta del piede di Giuda. Una Piuma dell’Arcangelo Gabriele è custodita a Caltanissetta, tuttavia gli angeli non hanno piume, essendo puri spiriti. Senza contare gli innumerevoli corpi di santi mummificati ed esposti alla venerazione. La cappella delle ossa nella Chiesa di Francesco a Evora, in Portogallo ha una collezione di cinquemila teschi e scheletri in esposizione, con l’aggiunta di due corpi mummificati e con pelle essicata appesi al soffitto. Insomma, un deciso attacco alla credulità popolare che allontanano dal Centro del Cristianesimo, cioè Gesù Cristo.

Rosario

Il rosario è usato anche nell’Islam, nel Buddhismo e nell’Induismo. Queste religioni non hanno però il monito di Cristo: “Nel pregare, non usate inutili ripetizioni come fanno i pagani, perché essi pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole”. (Matteo 6:7)

Sacramenti

I sacramenti sono – secondo il cattolicesimo – segni visibili che trasmettono la grazia invisibile. Sono presenti anche nell’anglicanesimo e nell’ortodossia – detti “misteri”. D’accordo, i simboli sono importanti per noi umani, non solo nella religione. Ma i sacramenti indicano il sotteso desiderio di vedere per credere. Gesù dice: “Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno, e segno non le sarà dato se non quello di Giona” (Matteo 16:4). In sostanza, la Sua risurrezione.

 

Salvezza

Le buone opere non causano né contribuiscono alla salvezza, ma piuttosto ne sono la prova (Romani 2:10). Solo Cristo salva. La persona umana non si salva da sola. Il cristiano non compie le opere buone per salvarsi, ma perché è salvato.

«Perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato».

(Romani 10:9)

È sbagliato credere che l’unica motivazione dell’uomo a fare bene sia la luce di una ricompensa promessa. Tutte le false religioni funzionano con la stessa forza trainante: l’uomo deve sforzarsi di guadagnarsi il favore di Dio. Il cristianesimo biblico si distingue nettamente in quanto dichiara che la nostra capacità e motivazione sono alla luce di ciò che è già stato fatto da Dio e ricevuto dai veri credenti (1 Giovanni 4:19). Il credente giustificato viene liberato dalla schiavitù del peccato (Romani 6:17), gli viene dato un cuore nuovo (Ezechiele 36:26) ed è una nuova creazione in Cristo (2 Corinzi 5:17), imputata con la giustizia di Dio (Romani 6:18). Fanno buone opere spinti dalla gioia, dall’amore e dalla gratitudine per ciò che è stato fatto per loro.

«Cristo, avendo sacrificato se stesso una volta, è per l’eternità un sacrificio certo e valido per i peccati di tutti i fedeli».

(Ulrico Zwingli, 1484-1531)

 

Santi

L’Italia è un Paese di santi, poeti e navigatori. Una frase di Benito Mussolini. 9.400 è il numero di santi canonizzati ad oggi dalla chiesa cattolica. In realtà solo Dio è santo. I cattolici lo dicono nella preghiera del Gloria “Perché tu solo il santo”. Bella coerenza.

Ah, ma nel libro del Levitico, Dio chiede: “Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono Santo” (Lv 19: 2). Nelle prime comunità cristiane i “santi” erano tutti i cristiani.

Nel Cristianesimo esiste una distinzione tra le varie confessioni cristiane.

LATRìA. Adorazione riservata alle Persone della Santissima Trinità = Dio (Tutti i Cristiani. Circa 5.000 Chiese cristiane, 2,4 miliardi di fedeli).

IPERDULìA. Venerazione della madre di Cristo (solo Cattolici e Ortodossi).

DULìA. Venerazione dei “santi” (solo Cattolici e Ortodossi).

Questo porta spesso i religiosi ipomaniaci (bigotti, per gli amici) a trasformare le ultime due in adorazione, riservata a Dio, distogliendo l’attenzione dall’Unico che è morto e risorto per la nostra salvezza, cioè Gesù Cristo.

Solo Dio è Santo. La sua Santità significa Eternità + Onnipotenza + Onnipresenza + Onniscienza + Amore assoluto.

Tradizione

Cattolicesimo e ortodossia non basano la loro fede solo sulla Parola di Dio, ma anche su tradizioni umane. Per loro la Parola di Dio non è sufficiente.

 

Vescovi

Cattolici, Anglicani e ortodossi hanno i vescovi. Secondo il catechismo della chiesa cattolica (77) “Affinché il Vangelo si conservasse sempre integro e vivo nella Chiesa, gli Apostoli lasciarono come successori i Vescovi”. È un’affermazione falsa, oltre che inesatta. I vescovi non sono i successori degli apostoli. Gli apostoli avevano solo due successori: Mattia, scelto dagli apostoli, e Paolo, scelto da Cristo (Atti 9:1-19). I vescovi cattolici non soddisfano i requisiti per l’apostolato indicati in Atti 1:21-26: “Bisogna dunque che tra gli uomini che sono stati in nostra compagnia per tutto il tempo in cui il Signore Gesù è andato e venuto tra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui egli fu portato in cielo da mezzo a noi, uno di questi diventi testimone con noi della sua risurrezione». Or ne furono presentati due: Giuseppe, detto Barsaba, che era soprannominato Giusto, e Mattia. E, pregando, dissero: «Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, mostra quale di questi due hai scelto, per ricevere la sorte di questo ministero e apostolato, dal quale Giuda si è sviato per andare al suo luogo». Così tirarono a sorte, e la sorte cadde su Mattia; ed egli fu aggiunto agli undici apostoli”

I cattolici romani elevano i vescovi “infallibili” ad essere uguali in autorità alle Scritture e che “i vescovi hanno, per istituzione divina, preso il posto degli apostoli come pastori della Chiesa, in modo tale che chiunque li ascolta, ascolta Cristo e chi li disprezza, disprezza Cristo» (CCC 862). In pratica, i vescovi si siedono effettivamente al di sopra della Scrittura dichiarando che nessun altro può dare un’interpretazione autentica della Parola di Dio (CCC, 85). Tuttavia, secondo la Parola di Dio, non sono qualificati per essere successori dei dodici apostoli originali. Non hanno soddisfatto nessuno dei requisiti necessari elencati in Atti 1:21-22.

[1] https://www.gordonconwell.edu/wp-content/uploads/sites/13/2024/01/Status-of-Global-Christianity-2024.pdf

[2] https://chiesaavventista.it/services/questo-e-il-mio-corpo/#:~:text=Secondo%20la%20dottrina%20cattolica%20della,forma%20esteriore%20rimanga%20la%20stessa

[3] Mike Gendron – Contending for the Gospel: For the glory of Christ and the sanctity of His Church, PTG Publications, Southlake (Texas), 2019 – https://www.proclaimingthegospel.org/

[4] Mike Gendron – Preparing for Eternity: Should we trust God’s Word or religious traditions?, PTG Southlake (Texas), 2013 – https://www.proclaimingthegospel.org/

[5] Giorgio Nadali, Indulgenze, Edizioni Segno, Udine, 2010

[6] Giorgio Nadali, I monaci sugli alberi. E centinaia di altre cose curiose su Dio, la Chiesa, Il Vaticano, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo, 2010


A convegno la freschezza della fede cristiana

di Giorgio Nadali

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A Saint Louis (Missouri, USA) dal 6 al 14 Novembre è in corso il grande convegno della Church of God in Christ americana. Il lato fresco, pulito, entusiasta, moderno e giovane del Cristianesimo. Quello che guadagna fedeli ogni giorno, a differenza di varie Chiese europee che segnano perdite continue e vedono nello assemblee una maggioranza di capelli bianchi e parole biascicate senza comprenderne il senso, oppressi da Chiese vecchie che spingono più alla depressione che alla gioia dei primi cristiani e che non credono al successo che viene da Dio che ci vuole vincenti. La Chiesa di Dio in Cristo, Inc. (COGIC) è un’organizzazione cristiana nella tradizione della Santità pentecostale. È la più grande denominazione pentecostale negli Stati Uniti. L’appartenenza è prevalentemente afroamericana con più di 6,5 milioni di membri. La Chiesa ha congregazioni in 63 paesi in tutto il mondo e la sua missione è “Per cercare e salvare quello che è perso”, a proposito di Chiese in crescita! E’ possibile seguire gli eventi in diretta per una boccata di fresca aria cristiana.

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Tra gli speakers dell’evento  spicca l’unico pastore bianco: Joel Osteen.

Joel Osteen è il pastore della più grande chiesa americana, la Lakewood Church di Houston, Texas. Joel è stato citato da molte fonti come la figura di ispirazione più popolare negli Stati Uniti ed è un autore più venduto del New York Times. I suoi dodici libri sono best sellers mondiali. La “tua vita migliore adesso” è stato all’elenco delle migliori liste di New York Times per un paio di settimane e insieme ai prodotti spin-off ha venduto più di 10 milioni di copie negli Stati Uniti fino ad oggi. I suoi libri hanno anche venduto milioni in tutto il mondo, inclusi un milione di copie in entrambi i Paesi Corea e Indonesia (la più grande nazione musulmana del mondo). A 2,5 milioni di copie, diventa migliore È stata la prima prima stampa per un libro non-fiction nella storia di Simon & Schuster.

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Nell’ottobre 1999, dopo la morte del padre e del fondatore di Lakewood, John Osteen, Joel è diventato il Pastore guida di Lakewood Church. Sotto la sua guida, la presenza settimanale di Lakewood è cresciuta da una media di 5.000 a 48.000, facendo di Lakewood la più grande chiesa negli Stati Uniti secondo Forbes, Outreach Magazine, Church Growth Today e l’Hartford Institute. Nel 2003, la Lakewood Church ha acquisito il Compaq Center, sede dei Houston Rockets di NBA, e ha passato i prossimi 18 mesi a rinnovare l’arena a un costo di 105 milioni di dollari. Il 15 luglio 2005, Lakewood ha tenuto il primo di sette servizi di adorazione settimanale nel nuovo auditorium di 16.000 posti e, entro l’anno, aveva aggiunto 10.000 nuovi membri e diventato una delle destinazioni dei visitatori di Houston.

Ogni settimana dalla Lakewood Church, Joel trasmette i suoi sermoni settimanali in televisione e in internet ed è diventata la figura più seguita in America. Secondo Nielsen Media, il programma settimanale di Joel è visto da più di dieci milioni di spettatori americani a settimana in televisione e viene visto a livello nazionale su affiliati di ogni grande rete televisiva di trasmissione; ABC, NBC, CBS e FOX, diverse reti di cavi di livello superiore; USA, Lifetime e ABC Family, e nelle reti migliori della TV cristiana; Daystar e T.B.N. Il programma settimanale di Joel è visto anche da milioni di persone in circa 100 nazioni in tutto il mondo e ha riempito stadi e arene internazionali in tutto il Nord America e in Europa, Africa, Australia e Israele.

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Nel 2014, Sirius / XM ha lanciato Joel Osteen Radio, un canale 24/7 (# 128) dedicato ai messaggi ispiratori di Joel e Victoria. Il canale emette oltre 500 messaggi di archivio di Joel, due spettacoli di chiamata dal vivo (uno ospitato da Joel e uno ospitato da Victoria), quattro servizi di venerazione diretta direttamente da Lakewood Church e tutti i dodici eventi di Night of Hope vivaci che si svolgono in diverse città in tutto il paese.

 Joel e Victoria hanno diverse milioni di followers su Internet.

Più di 1,2 milioni di persone guardano i servizi attraverso streaming online ogni mese, classificando JoelOsteen.com come uno dei dieci siti di streaming in tutto il mondo.
Secondo iTunes, il podcast audio e video settimanale di Joel è uno dei più popolari in tutto il mondo con una media di 6 milioni di download ogni mese.
Joel ha più di 5 milioni di seguaci su Twitter e più di 15 milioni di amici su Facebook. il suo messaggio viene visto e / o condiviso più di un miliardo di volte al mese secondo Crowd Booster Analytics e il New York Times ha citato Joel come influenzatore di base in base a quanto spesso viene citato, menzionato e condiviso da altri.
Ogni giorno più di 1,5 milioni di persone chiedono il quotidiano messaggio di ispirazione quotidiano di Joel e Victoria, “Word di oggi” che ricevono tramite e-mail sui loro telefoni, tablet e computer.

Negli ultimi dieci anni, più di due milioni di persone hanno partecipato a eventi Joel e Victoria di Night of Hope negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Questi eventi esauriti sono tipicamente tenuti in arene da 18.000 posti, NBA, come New York’s Madison Square Garden, lo Staples Center di Los Angeles e l’O2 Arena di Londra; tuttavia, nel 2009, il primo grande evento dello stadio si è tenuto allo stadio Yankee a New York City. L’evento venduto è stato chiamato “Una Notte Storica di Speranza” per riconoscere il fatto che sia stato il primo evento non baseball mai tenuto nello stadio appena aperto. Oltre ai 45.000 partecipanti, l’evento è stato visto in più di 100 nazioni tramite la trasmissione live TBN e da più di 200.000 utenti in linea. Lo stadio Yankee Stadium è stato il primo di quello che ora è diventato un evento annuale conosciuto come “Night of Hope di America” tenuto in diversi stadi di baseball negli Stati Uniti. Dal Yankee Stadium 2009, Joel e Victoria hanno riempito Dodger Stadium a Los Angeles, US Cellular Field (Stadio White Sox) di Chicago, Nationals Park di Washington DC, Marlins Park di Miami e Yankee Stadium nel 2015 e Comerica Park di Detroit.La reputazione di Joel per l’integrità, il suo umile comportamento e il suo semplice messaggio che Dio si preoccupa profondamente per ognuno di noi e ci autorizza con tutto ciò che dobbiamo superare e riuscire a risonare con milioni di persone in tutto il mondo portando speranza e incoraggiamento a un mondo che disperatamente ha bisogno di sentire esso. Joel risiede a Houston, Texas con questa moglie, Victoria ei loro figli.

Per fortuna che c’è un lato del Cristianesimo che ha ancora la freschezza e la gioia dei primi cristiani!


Ad ogni morte di papa

di Giorgio Nadali

Essere papa nei primi secoli voleva essere certi di morire violentemente. Trentuno papi hanno conosciuto il martirio. Il primo fu l’apostolo Pietro crocifisso a testa in giù, secondo la tradizione. Trent’anni dopo Clemente I fu gettato in mare con un’ancora legata al collo. Ma – a parte i primi papi martiri –  sono stati otto i papi assassinati lungo i secoli; qualcuno per la fede, qualche altro per beghe politiche. E questi omicidi non vennero solo dall’esterno, ma soprattutto dall’interno della Chiesa…

 

Clemente I (99)

Secondo la leggenda, dopo essere stato bandito da Roma e mandato a lavorare in una cava di pietra, Clemente scoprì che i suoi compagni di prigionia erano affetti da disidratazione. Mentre si trovava in ginocchio a pregare, vide un agnello su una collina. Colpì il terreno dove di trovava l’agnello, e un flusso di acqua sgorgò. Il fatto convertì molti compagni di prigionia. Come punizione le guardie legarono un’ancora  intorno al collo di Clemente e lo gettarono nel Mar Nero.

 

Stefano I

Stefano fu Papa solo per tre anni, ma il suo pontificato fu vessato da polemiche  all’interno e fuori della Chiesa. All’interno della chiesa, le questioni riguardarono il nuovo battesimo dei cattolici decaduti. Al di fuori della chiesa l’imperatore Valeriano, un tempo era stato un alleato dei cristiani, emise due editti di persecuzione contro la chiesa. Stefano stava celebrando Messa seduto sul trono, quando gli uomini dell’imperatore fecero irruzione e decapitarono Stefano dove era seduto. Era il 2 agosto 257.

 

Sisto II

 

Non molto tempo dopo l’assassinio di Papa Stefano, Sisto II fu eletto papa. Durante questo periodo, l’imperatore Valeriano aveva promulgato una legge secondo la quale tutti i cristiani erano tenuti a partecipare alle cerimonie in onore degli dei romani. Sisto II ovviamente si oppose. Fu catturato dagli uomini dell’imperatore e messo a morte per decapitazione il 6 agosto 258. La prima vittima delle famigerate “258 Persecuzioni”.

 

Giovanni VII

Giovanni VII fu il primo Papa a regnare durante il periodo del “Papato bizantino”, durante il quale tutti i papi hanno dovevano essere approvati dall’imperatore bizantino per assicurarsi che tutte le decisioni prese sarebbero state allo stato. Tuttavia non fu lo Stato che decretò la sua fine, bensì il marito tradito infuriato di una donna che 18 ottobre 707 trovò il papa a letto con sua moglie.

 

Giovanni VIII

Alcuni lo considerano uno dei più grandi Papi del suo tempo, segnato da intrighi politici. Giovanni VII stesso fu vittima di questi intrighi. Una sera un parente di Giovanni VIII andrò a trovarlo e cercò di avvelenarlo. Il veleno però non funzionò abbastanza velocemente e l’assassino decise di finire il papa a martellate il 16 dicembre 882. La sua atroce morte è narrata negli Annales Fuldenses – le cronache medievali del VIII e IX Secolo.

 

Stefano VI   

Il predecessore di Stefano VI – Papa Formoso – fu processato in quello che sarebbe passato alla storia come il “sinodo del cadavere” (o “concilio cadaverico”). Stefano VI processò il cadavere di Formoso, tagliò tre dita della sua mano destra  e fece gettare il corpo nel Tevere. Questa violenza di Stefano VI si riversò su di lui che venne messo a morte per strangolamento nell’agosto 897.

 

Leone V

 

Leone morì in prigione. Fu assassinato nel luglio 903 da Cristoforo o più probabilmente all’inizio del pontificato di Papa Sergio per ordine di quest’ultimo o per ordine del sacri palatii vestararius, Teofilatto Conte di Tuscolo.

 

Giovanni X

Nel maggio 928 venne strangolato a Castel Sant’Angelo dalla senatrice Marozia, di cui il vescovo e storico Liutprando da Cremona scrisse che era “bella come una dea e focosa come una cagna, viveva nel cubicolo del Papa e non usciva mai dal Laterano”.

 

Giovanni XII

Fine ingloriosa per un papa! Un classico delle storie passionali. Giovanni XII on gradiva il celibato che voleva per i suoi preti. Decise quindi di divertirsi un po’. Gioco d’azzardo, furto, omicidio e incesto facevano parte della noiosa giornata del papa. Un brutto giorno  –  14 maggio 964 – Giovanni XII fu picchiato a morte da un marito geloso. È brutto trovare il papa a letto con tua moglie. Non lo auguriamo a nessuno.

 

Benedetto VI

Benedetto VI era destinato a soffrire per le trasgressioni del suo predecessore, Papa Giovanni XIII  che durante il suo pontificato si era fatto diversi nemici tra la nobiltà in Europa . Solo un anno e mezzo dopo essere stato eletto Papa, un prete di nome Crescenzio I – fratello del compianto Papa Giovanni XIII – eseguì l’ordine di catturare e strangolare Benedetto VI nel giugno 974.

 

Stefano VIII (IX)

Stefano VIII – in seguito ad una rivolta popolare – fu aggredito e mutilato nel 942 da alcuni nobili della fazione di Alberico per averlo offeso pubblicamente dal papa. Il fatto è narrato nel Chronicon, di Martino Polono.

 

Giovanni XIV

Giovanni fu deposto e imprigionato a Castel Sant’Angelo dove morì quattro mesi dopo, per avvelenamento su comando dell’antipapa Bonifacio VII,  rientrato a Roma nella primavera del 984 e reintegrato come papa.

 

 direttore@oltre.online

 

 

 

 

 


Il potere benefico della teologia cristiana della prosperità

di Giorgio Nadali

Siate lieti nel Signore (Fil 3,1) – ammoniva San Paolo. La mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena (Gv 15,11) – insegnava Gesù. Ma quanti cristiani hanno perso oggi l’entusiasmo della fede? Troppe prediche funeree? Una teologia del peccato al posto di una teologia dell’amore di Dio? Quanti cristiani sono convinti che Dio si occupi personalmente di noi ogni giorno, al lavoro dietro le quinte della nostra esistenza per prepararci grandi successi perché ci ama immensamente? Quanti credono che quello che ci accade, non succede a noi, ma per noi e che ogni delusione è solo un trampolino per nuovi successi o un’azione di Dio per metterci al riparo da grossi guai nel futuro? Dopo tutto, le vie di Dio non sono le nostre vie e Lui sa cos’è meglio per noi. Ah, la fede genuina ed entusiasta dei primi cristiani… Quanti  immaginano che successo e fede non siano affatto in disaccordo, anzi, che Dio ci voglia proprio vincenti e che è pronto a realizzare i nostri sogni ben al di là delle nostre semplici speranze, ricolmandoci del suo favore e della sua benedizione ogni singolo giorno? Anche la stessa croce di Cristo fu apparentemente una sconfitta, ma in realtà il più grande successo dell’amore di Dio. Il successo non è prevaricazione, superbia ed egoismo, ma il segno che siamo figli di un Dio che ci ama immensamente e che tutto è possibile per chi crede, se solo avessimo un po’ di fede, diciamo tanto quanto un piccolo granello di senape. Sinceramente, io credo che pochi vedano la fede in Cristo in questo modo. E questo sì, è veramente un peccato. Qualcuno ha trasformato la religione della gioia, dell’amore e del successo in quella della colpa, del peccato, dell’indifferenza e dell’ira divina di un Dio che ci tiene il muso invece che nel palmo della sua mano. Menomale che lo spirito soffia dove vuole e che supera gli assurdi steccati storici e teologici che gli uomini – contro la volontà di Cristo stesso – hanno voluto erigere nella sua chiesa.

Uno dei libri di Joel Osteen ha un titolo che farebbe sorridere un teologo abituato invece a rattristare i fedeli. “Every day a Friday”. Ogni giorno è venerdì. Sottotitolo: “How to be happier 7 days a week”. Come essere felici 7 giorni la settimana. La fede in Cristo può far questo? E’ in contrasto con la fede cattolica, ortodossa o anglicana? Può la teologia della prosperità ridare speranza e fede a chi l’ha persa o l’ha sepolta sotto un grigio ritualismo? Vediamo prima di tradurre i capitoli del libro in inglese. 1) Fai di ogni giorno un venerdì 2) Non dar via il tuo potere 3) Esprimi la tua gioia 4) Fiorisci dove sei piantato 5) Goditi il viaggio 6) La giusta prospettiva 7) Sappi cosa ignorare 8) Metti a tacere la voce dell’Accusatore 9) Una vita senza scuse 10) Ride bene chi ride ultimo 11) Vivere senza appoggi 12) Non vivere per l’approvazione degli altri 13) Libertà dalla competizione 14) Connettersi con le persone giuste 15) Perdona per essere libero 16) Resistere allo scoraggiamento 17) Trattare con difficoltà inattese 18) Non avere uno spirito critico 19) Guardare attraverso gli occhi dell’amore 20) Il potere di guarigione della risata 21) Sorridi e il mondo sorriderà con te 22) Aiuta gli altri a vincere 23) Sii un costruttore di persone 24) Vivere come guaritore 25) Incoraggia te stesso 26) La voce della vittoria 27) Indossa bene la tua benedizione. Hmmm. Interessante. Nel libro precedene Joel Osteen è ancora più esplicito. Titolo: It’s your time. E’ il tuo momento. Sottotitolo: Activate your faith, achieve your dreams and increase in God’s favor. Attiva la tua fede, realizza i tuoi sogni e aumenta il favore di Dio. Qualcuno obbietterebbe subito: Ma qui si intende un Dio sempre pronto ad accontentarci. In effetti, Dio è sempre pronto a ricolmarci del suo favore. Ma questo non vuol dire come e quando vogliamo noi e non vuol dire senza difficoltà. Lo stesso Dio che apre, anzi, ci spalanca delle porte che mai noi potremmo aprire, è lo stesso Dio che le chiude per noi. Ma qui è il punto. Sempre per il nostro bene e per il nostro successo.

Dio vede dietro gli angoli della nostra vita. Ci mette al riparo da scelte sbagliate, ci stimola a salire ad un livello superiore togliendoci qualcosa di vecchio. Anzi, Osteen ci invita a non accontentarci dei “6” nella nostra vita. Dio vuole i “10”per noi. Ma questo richiede molta fede. Lo stesso Gesù lo dice: “Se aveste fede come questo granello di senape potreste dire a questa montagna levati e gettati nel mare e questa vi ascolterebbe” ( ). E ancora: Tutto è possibile per chi crede. Non c’è nulla nella teologia della prosperità che sia in contrasto col cattolicesimo. E’ questo casomai che ha perso di visto questo aspetto importante della vita cristiana. Dio ci vuole vincenti. Dio vuole ricolmarci del suo favore. Dio si prende cura e lavora per il nostro successo ogni giorno. Ma noi glieLo permettiamo? Il lagnarsi rende difficile quello che Dio vorrebbe donarci e ha in serbo per noi. Crederlo impossibile o ingenuo lo rende impossibile. E’ come se il cieco nato avesse detto dentro di sé: perché dovrebbe aiutarmi? Questo sarebbe troppo bello per essere vero! Ecco tanti pensano questo, ma non lo dicono Un Dio troppo buono per essere vero! Invece Cristo dice proprio “la tua fede ti ha salvato” e “donna davvero grande è la tua fede” a chi ha osato sperare e credere contro ogni aspettativa umana, contro ogni realismo umano che limita l’azione soprannaturale di Dio. Abbiamo un Dio grande. Quanti osano pregare preghiere grandi? Presunzione? No, fede in un Dio che ci tiene nel palmo della sua mano. Non “Signore aiutami a tirare sera”, ma “Dio, grazie per questa meravigliosa splendida giornata che mi doni. Ricolmami della tua grazia, del tuo favore e della tua benedizione in questa giornata affinché io possa nel mio piccolo essere benedizione per gli altri”. Ho imparato a pregare così ogni mattina, mettendo insieme gli insegnamenti di Joel Osteen. Questa è una fede che ti dà la carica. Una fede che serve sul serio a qualcosa. Una fede piena di entusiasmo. Se non chiedi non ottieni. Dio non vuole imporci il suo favore. Se non lo chiediamo, esplicitamente pronunciando a voce queste parole, non lo otteniamo. Vuoi accontentarti a tirare sera? E questo che vuoi? Bene, Dio ti darà questo se è ciò che desideri. Quanto a me, continuerò a credere e chiedere che mi ricolmi del suo favore ogni giorno e che io possa farne partecipi gli altri che incontro. D’altra parte c’è a chi piace sopravvivere, a chi piace vivere e chi vuole eccellere. Non per superbia, ma perché siamo figli di Dio, non gente qualsiasi. Certo, tutti sono figli di Dio, ma quanti lo riconoscono e soprattutto quanti sanno essere grati a Dio accogliendo le grazie di cui Lui vuole ricolmarci se solo avessimo un po’ di fede?

Ti vedo scettico. Poca fede? Vediamo i capitoli del libro “It’s your time”: 1) Sei più vicino di quanti pensi! 2) E’ il tuo momento 3) Accogliere le opportunità che Dio ti dà 4) Nuove stagioni di crescita 5) Sei figlio di tuo Padre 6) Pregare preghiere grandi 7) Prosperare, non semplicemente sopravvivere 8) Scegliere la fede contro la paura 9) Il favore (di Dio) è pronto nel tuo futuro 10) Pronunciare parole piene di fede 11) Dio può far tornare indietro il tempo 12) Hai un potere di ritorno 13) Sii una persona che respinge gli ostacoli 14) Vivere una vita risorta 15) La tua domenica sta arrivando 16) Tutte le cose lavorano insieme per il nostro bene 17) Dio si ricorda di te 18) Guadagnare forza attraverso le avversità 19) La benedizione della facilità 20) Accedere al tuo destino divino 21) Stai aperto per qualcosa di nuovo 22) Trovare il tuo posto di benedizione 23) Credere in un anno soprannaturale.

La teologia della prosperità è stata criticata, ma non vi è nulla che sia contrario al Vangelo. Mi propongo di trattare nel dettaglio gli aspetti teologici in un altro articolo. In un articolo sarebbe troppo lungo. A grandi linee, la teologia della prosperità insegna che la promessa di Dio a Israele di eccellere sugli altri popoli oggi si applica ai cristiani. Viene sottolineata l’importanza del successo personale. Dio vuole la nostra felicità. La riconciliazione con Dio comprende l’alleviamento della malattia e della povertà, viste come maledizioni sconfitte dalla fede. Non vedo contrasti col cattolicesimo. Gesù dice: “La tua fede ti ha salvato”. Il potere della guarigione e fisica e spirituale dipendono molto dalla forza interiore e dal convincimento che Dio ci voglia effettivamente felici. Le difficoltà di ogni tipo sono viste come temporanee e preparazione ad un nuovo successo. La povertà maledizione? Una visione giudaica? Gesù non proclamava forse beati i poveri? Sì, Cristo proclamava beati i poveri in spirito. Non benediceva la miseria. Metteva in guardia dal benessere idolatrico di chi mette tutta la sua fede nelle cose materiali, non in Dio. Non vuol dire che Dio non voglia benedirci con una professione di successo, un bella casa o altro. A noi sta fare la nostra parte sul piano naturale, con fede. Dio a tempo debito ci aprirà delle opportunità sul piano soprannaturale. Nulla è impossibile a chi crede. Ma quanti credono a queste parole di Gesù nel Vangelo? Alla fine del 2000 milioni di cristiani avevano aderito alla teologia della prosperità. Nel 2006 un sondaggio della rivista Time riferiva che il 17% dei cristiani americani si identificavano con questa visione. La teologia della prosperità non dà giudizi, ma è in disaccordo con una teologia – soprattutto cattolica – che storicamente ha insistito più sulla sofferenza che sul favore di Dio per i suoi figli.

Voglio tradurre alcune affermazioni di Joel Osteen:

“Quando hai fede, il tuo potenziale non è mai sepolto. Sappi che chiunque il Figlio abbia liberato, è davvero libero. Dio ha un’altra vittoria nel tuo futuro”.

“Scrollati di dosso l’auto commiserazione. Scrollati di dosso l’amarezza. Puoi aver visto un tuo sogno morire. Può darsi che tu abbia perso il lavoro, i tuoi risparmi, o una persona amata. Ma i fallimenti sono parte della vita, non la sua fine. Gesù è morto, fu sepolto, ed è risorto il terzo giorno. Così Dio agisce. Sei passato attraverso la morte. Sei passato attraverso la sepoltura. Adesso è il terzo giorno. E’ tempo di risurrezione”.

“Non è finita finché Dio non dice che è finita”

“Dio vede oltre ciò che noi possiamo. Lo stesso Dio che apre le nostre porte può chiuderle. Non preoccuparti. E’ sempre per il tuo bene”.

“Nulla nella tua vita è un caso. Tutte le cose lavorano insieme per il tuo bene. Non vuol dire che tutto è buono. Puoi essere a disagio. Le cose possono prendere un tempo più lungo del previsto. Ma se mantieni la fede, Dio userà ciò che ti sfida per il tuo bene”

“Dio si ricorda di te e si ricorda del sogno che ha posto in te. Ricorda gli obiettivi, le promesse, i tuoi desideri più profondi”

“Abbiamo tutto ciò che ci serve per essere felici. Non abbiamo la giusta prospettiva”

“Non possiamo controllare tutte le nostre circostanze, ma possiamo controllare le nostre reazioni”

“La vita è troppo breve per spenderla a tentare di accontentare tutti. Per realizzare il tuo destino, sii fedele al tuo cuore. Non lasciare che gli altri ti modellino come vogliono loro”

“Non sprecare tempo con gente che non apprezza i tuoi doni e ciò che hai da offrire. Questo è gettare le perle ai porci. Chi ti è vicino dovrebbe celebrare chi tu sei ed essere felice quando hai successo. Dovrebbero credere nel meglio di te”

“Se ti trovi circondato da persone che ti prendono in giro e dubitano di te, mostra loro la porta come ha fatto Gesù”

“Tu hai un destino da realizzare. Hai una vita felice da ottenere. Ogni volta che permetti alle ferite del tuo passato di consumare i tuoi pensieri, stai soltanto aprendo una vecchi ferita”

“Assicurati di guardare gli altri con gli occhi dell’amore, non con gli occhi del giudizio”

“Segui il consiglio di Saul. Non prestare attenzione a gente gelosa che cerca di abbatterti. Non controllano il tuo destino. E’ Dio che lo controlla. Loro sono solo distrazioni. Concentrati su ciò che Dio ti ha chiamato a fare”.

Giorgio Nadali

direttore@oltre.online


The abortion Pope

Il presidente eletto degli Stati Uniti d’America Donald J. Trump è pro life: decisamente contrario all’aborto. Tanto è vero che cancellerà la sentenza “Row contro Wade” che ha reso legale l’aborto negli USA. Sicuramente contribuirà a ridurre gli aborti volontari negli USA. Chi invece contribuirà ad aumentarli è proprio colui dal quale ci si aspettava (ingenuamente, visto il profilo “politico”) il contrario. Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, passerà alla storia come il “papa abortista” che nella sua lettera apostolica “Misericordia et misera” del 20 novembre 2016, scrive “candidamente” al punto 12: “… concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario [Cardinali disperati, n.d.A.]. Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre. Ogni sacerdote, pertanto, si faccia guida, sostegno e conforto nell’accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione”.

Cancellato il codice 1398 del Diritto Canonico: «Chi procura l’aborto, nei casi si raggiunga l’effetto, incorre nella scomunica latae sententiae» [automatica, n.d.A.].

Non è difficile immaginare le conseguenze di tale atto. Un aumento esponenziale degli aborti volontari anche da parte di coloro (seppur relativamente pochi) che avevano ancora qualche remora ascoltando l’imperativo morale di una chiesa che di misericordia ha sempre meno, diversamente dalla “misera”. Come dire: è male abortire compagni, è uccidere! Ma niente paura, tutto passa con due Ave Maria. Dopo gay e transessuali, cade un altro baluardo di una chiesa a pezzi. Abortire è peccato, ma si lava in un attimo anche quello in confessionale, come l’evasione fiscale, i patrimoni offshore dello IOR – la banca vaticana – e le regge cardinalizie da 700 metri quadri. L’ipocrisia farisaica è peccato, abortire anche. Ma tutto si lava. E con l’acqua scivolano via sempre più migliaia di fedeli delusi che hanno aperto gli occhi e reso il “giubileo” un vero flop. Fortunatamente di Santi Padri c’è solo Dio.

Insomma, una chiesa ricca che ti vuole povero. E da oggi anche abortista senza problemi di scomunica.

Giorgio Nadali


I concorrenti di Gesù Cristo e gli altri Messia

Tre gli storici “concorrenti” del Messia Gesù Cristo: Apollonio, Simon Mago e Simon Bar Kokhba (135 d.C.).  Gesù Cristo – quello vero – lo aveva predetto: «Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti». (Matteo 24,24). Il più noto falso Cristo, seguito da 100.000 fedeli è oggi José Luis de Jesús Miranda, nato nel 1946 a Porto Rico.  È il fondatore e capo della Creciendo en Gracia, un movimento che insegna la “dottrina della grazia” con base a Miami, Florida (USA). Miranda sostiene di essere Gesù Cristo tornato sulla Terra e al tempo stesso di essere l’Anticristo, mostrando un tatuaggio con “666” sul braccio.

Un altro noto falso Gesù Cristo è Hamsah Manarah, anno 1969. Il guru nacque da una famiglia cattolica francese. Oggi sostiene di essere il “Messia Cosmoplanetario”.  L’Aumismo da lui fondato è la setta più sincretista esistente. Il sincretismo è l’unione di più tradizioni religiose.

Nel 1936 Gesù Cristo appare al sedicenne Sun Myung Moon e gli chiede di portare avanti la missione che duemila anni fa non riuscì a completare. Moon è stato considerato il nuovo Messia (miliardario) da due milioni di persone nel mondo in 120 paesi. Sino alla sua scomparsa nel 2012 lui e sua moglie erano considerati i veri genitori dell’umanità. Nel Divine Principle, testo base della Chiesa Unificazionista si trovano alcune credenze sorprendenti: Due cadute dell’umanità. Due redenzioni necessarie. Eva, nel Paradiso Terrestre ebbe rapporti sessuali con Lucifero. Ecco spiegata la causa della caduta spirituale dell’uomo. I suoi rapporti intimi, questa volta col legittimo, ma immaturo consorte Adamo, causarono la caduta fisica dell’uomo.  Moon (1920-2012) era il terzo Adamo (dopo il Primo Uomo e Gesù Cristo), chiamato a redimere fisicamente l’umanità, dopo la redenzione, solo spirituale, portata da Cristo. Moon è uno dei cento coreani che si sono proclamati “Il Cristo” nel secolo scorso. Moon sostenne che la vera missione di Gesù era quella di restaurare la famiglia originale, quella che Adamo ed Eva avrebbero dovuto realizzare prima della caduta; essendo Gesù morto prima di aver contratto matrimonio, si è reso necessario un secondo avvento del Messia. Il matrimonio di Moon e della moglie è stato dunque indicato come prima vera famiglia originale, quindi in qualche modo genitore autentico di tutta l’umanità. Tra le attività certamente più note del Reverendo Moon ci sono i matrimoni di massa organizzati negli stadi, chiamati benedizioni. Intanto iniziano le prime accuse da parte dei familiari di persone che hanno aderito alla setta, riguardo a lavaggio del cervello e altre costrizioni per far rimanere gli adepti nella setta. Nel 2001 l’ex vescovo cattolico Emmanuel Milingo ha sposato un’adepta ed è passato alla setta di Sung Myung Moon.

Gli altri sedicenti Messia della storia sono: Salomon Ha-Cohen (Salomone ha-Coen) (XII sec.), David Altroy (Davide Altroi) (XII sec.), Abraham Aboulafia (Abramo Abulafia) (1249-1291), Jacob (Giacobbe) detto “Il Maestro di Hongrie” (XIII sec.), Mosè Botarel (Mosè Botarel) (XV sec.), Asher Lämmlein (Aser Lamlein) (XV-XVI sec.), Thomas Münzer (Tommaso Munzer) (1489-1525), David Rubeni (Davide Rubeni) (XV-XVI sec.), Joh Bockleson (Giovanni Bocleson) (1510-1536), David Jorisz (Davide Gioriszo) († 1556), Jacob Boehm (Giacobbe Boem) (1576-1624), William Hracket (Guglielmo Archet) († 1591), Simon Morin (Simone Morin) († 1663), Jean Desmarets de Sain-Sorlin (Giovanni Desmare di San-Sorlino) (1595-1676), Sabbatai Zevi (Sabatai Zevi) (1626-1675), Quirinus Kuhlmann (Quirino Culman) (1651-1689), Jacob Zevi (Giacobbe Zevi) (1650-1695), Jonatan Eybescütz (Gionata Eibescut) (1690-1764) Emmanuel Swedberg (Emanuele Svedberg) (1668-1772), Neemia Chija Chajun (Nemia Chigia Cagiun) (1650-1733), Mosè Chajim Luzzatto (Mosè Cagim Luzzatto) (1707-1747), Yankiew Leibowitz (Ianchiev Leibovit) (1712-1791), François Bonjour (Francesco Bongiorno) (XVIII sec.), Jacob Frank (Giacobbe Franco) (1727-1791), Nachman di Brazlav (Nacman di Braslavia) (1772-1810), Joseph Smith (1805-1844), Alì Mohammed (Alì Moamed) (1821-1850), Jean Baptiste Digonnet (Giovanni Battista Digonnet) (XIX sec.), Oreste De Amicis (detto “il Cristo degli Abruzzi”) (1824-1889), Davide Lazzaretti (detto “il Cristo dell’Amiata”) (1834-1878), Luis Riel (Luigi Riel) († 1885), Guillaume Mond (Guglielmo Mond) (1800-1896), Simon Kinbangu (Simone Chimangu) († 1950), James Waren Jones (GiacomoWaren Jones) (1931-1978), Menachen Mendel Scheerson (Menache Mendel Scheerson) († 1994) (detto “Il Messia di Brooklin).

Giorgio Nadali

 

 

 


Sacre spie

 

Vladimir Mikhailovich Gundyayev – l’attuale patriarca di Mosca, Kirill – negli anni Novanta fu accusato di avere collegamenti del KGB durante gran parte del periodo sovietico, come lo erano molti membri della gerarchia della Chiesa ortodossa russa e di perseguire gli interessi dello stato prima di quelli della Chiesa. Il nome in codice come agente del KGB era “Mikhailov”. I giornali «Kommersant» e «Moskovskij Komsomolets» hanno inoltre accusato il patriarca Kirill di affarismo e abuso del privilegio di esenzione dai dazi doganali nell’importazione di sigarette concesse alla Chiesa negli anni Novanta e lo soprannominarono «Tabacco metropolitano». Il dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa sosteneva di avere agito come il più grande fornitore di sigarette straniere in Russia. I profitti di questa operazione, presumibilmente sotto la direzione di Kirill furono stimati  in un miliardo e mezzo di dollari dal sociologo Nikolai Mitrokhin nel 2004 e di quattro miliardi di dollari nel 2006. Il Patriarca fu accusato dai bloggers di indossare un orologio costruito dal produttore svizzero Breguet, del valore di oltre ventimila sterline. Quando i giornalisti[1] chiesero di sapere da dove provenisse l’orologio, il Patriarca Kirill rispose che anche se lui avesse avuto un tale orologio, non lo indossò mai ed eventuali fotografie erano false. Tuttavia, un certo numero di fotografie sul suo sito web sembrano mostrare che indossò l’orologio. Nell’ultimo decennio, la Chiesa ortodossa russa ha sostenuto senza riserve il presidente Putin in cambio di un ruolo più prominente nella società.

 

La via dei ratti. Il servizio del vescovo nazista per la fuga dei criminali di guerra

 

Molti gerarchi nazisti fuggirono alla fine della Seconda Guerra mondiale grazie a un pecora nera e alla sua via dei ratti. La “via dei ratti”, Rattenlinien, fu il servizio di fuga fondato dal vescovo tedesco Alöis Hudal (Luigi Hudal, 1885-1963) specializzato nella fuga di gerarchi nazisti in Argentina nel 1945. Padre Krunoslav Draganović dell’Istituto Croato di San Girolamo era incaricato di organizzare il cambio di identità e la fuga.[2] Michael Phayer scrisse: «Permettendo che il Vaticano venisse coinvolto nella ricerca di un rifugio per i colpevoli dell’olocausto, Pio XII commise la più grande scorrettezza del suo pontificato».[3] Il vescovo Hudal operava in modo autonomo come spia dei nazisti con base in Vaticano e aveva contatti diretti con Walter Rauff, il gerarca delle SS che inventò i furgoni camera a gas mobile mediante quelli di scarico. Monsignor Hudal – confessore della comunità cattolica tedesca di Roma – dichiarò che era cosa buona mettere al riparo i gerarchi nazisti dalla persecuzione degli alleati. La sua opera principale fu il libro «Die Grundlagen des Nationalsozialismus» (I fondamenti del Nazionalsocialismo). Fonti minoritarie vedono nel cardinale Giuseppe Siri (1906-1989), arcivescvo di Genova un coinvolgimento indiretto nella rattenlinien per la fuga del gerarca nazista, soprannominato “architetto dell’olocausto” incaricato delle deportazioni degli ebrei – Adolf Eichmann – unico civile condannato a morte (per impiccagione) in Israele (1962). Eichmann fuggì dapprima in Argentina con documenti falsi forniti dal vicario generale di Bressanone, il sacerdote filo nazista Alois Pompanin (1889-1966) – prelato d’onore di Sua Santità – che ribattezzò Eichmann, Priebke e Bormann (il segretario di Hitler). Eichmann fu rapito dal servizio segreto israeliano nel 1960. La sentenza fu eseguita da Shalom Nagar – allora ventiseienne – che oggi fa il macellaio a Holon (Israele).

 

Servizi segreti vaticani nella storia

 

Nell’ottobre del 1962 il papa San Giovanni XXIII accettò la partecipazione al Concilio Vaticano II di due prelati orodossi spie del KGB – Bolovoy e Kotlyrov – accettando la condizione (poi soddisfatta) che non vi sarebbero stati attacchi al comunismo durante il Conclave[4]. L’attività politica del Vaticano e i suoi servizi segreti hanno operato in modo parallelo usando diversi metodi per lo stesso obiettivo. Da un lato i papi hanno negoziato per ribaltare o neutralizzare certe misure dirette verso Roma, dall’altra la Santa Alleanza e l’Ordine Nero sono intervenute per distruggere i nemici della Chiesa.

David Rizzio, Lamberto Macchi, Rodolfo Ridolfi, James Fitzmaurice, William Parry, Marco Antonio Massia, Giulio Alberoni, Alexander de’ Medici, Giulio Guarnieri, Tebaldo Fieschi, Charles Tournon, John Bell e Giovanni DaNicola sono stati tra gli agenti della Santa Alleanza le cui operazioni hanno cambiato il corso della storia dalla metà del XVI secolo al XXI.

Ludovico Ludovisi, Lorenzo Malgarotti, Paluzzo Paluzzi, Bartolomeo Pacca, Giovanni Battista Caprara, Annibale Albani, Pietro Fumasoni Biondi e Luigi Poggi[5]  sono stati alcuni dei potenti capi dell’apparato dello spionaggio pontificio che, sempre in difesa della fede, hanno pianificato e ordinato operazioni sotto copertura, assassinii politici o di stato, e vere e proprie “liquidazioni” di personaggi secondari che si erano messi di traverso sulla strada della politica del papa del momento, la politica di Dio in Terra. Re sono stati uccisi, diplomatici avvelenati, e una o l’altra fazione sostenute come norma della diplomazia papale. Occhi sono stati chiusi su catastrofi e olocausti. Sono stati finanziati dei terroristi, così come dittatori sudamericani, sono stati protetti criminali di guerra, riciclato il denaro della mafia, manipolati i mercati finanziari, provocate bancarotte, e vendute armi a combattenti anche se le loro guerre sono state condannate. Tutto ciò è avvenuto nel nome di Dio con la Santa Alleanza e il Solidatium Pianum[6] come suo strumento.

Da quando l’inquisitore Pio V (canonizzato anni dopo) fondò il servizio di spionaggio del Vaticano nel XVI secolo con l’unico obiettivo di eliminare l’eretica Elisabetta I d’Inghilterra e sostenere la cattolica Maria Regina degli Scozzesi, lo Stato vaticano non ha mai ammesso l’esistenza della Santa Alleanza e del suo ramo di controspionaggio Solidatium Pianum, tuttavia può essere detto che le loro operazioni furono un segreto di Pulcinella. Simon Wiesenthal, il famoso cacciatore di nazisti ha dichiarato in un’intervista che «il migliore e più efficiente servizio di spionaggio che io conosca nel mondo appartiene al Vaticano». Il cardinale Luigi Poggi[7], soprannominato «la spia del papa» (San San Giovanni Paolo II, canonizzato il 27 aprile 2014) ha condotto una delle più grandi operazioni di modernizzazione della Santa Alleanza avvantaggiandosi dei suoi stretti contatti col Mossad israeliano. Grazie a sua eminenza il servizio segreto israeliano è stato in grado di sventare un attentato contro il primo ministro israeliano Golda Meir  in occasione della sua visita in Italia. Il cardinale Poggi si è occupato di incanalare i fondi Vaticani necessari, mediante la banca vaticana di Paul Marcinkus, l’Istituto per le Opere di Religione[8] (IOR), per finanziare il sindacato guidato da Lech Walesa (Solidarność). Un’operazione in collaborazione tra la Santa Alleanza e la CIA guidata da William Casey[9].

     Il giornalista spagnolo Eric Frattini scrisse: «Una volta, un illustre vaticanista mi disse: “Il tempo non scorre alla stessa velocità all’interno della corte dei Papi e al suo esterno”». […] La vera politica vaticana, esattamente come succedeva nei secoli passati, si sviluppa ancora dentro i salotti ovattati e fiocamente illuminati, dotati di divanetti in velluto rosso, doppie porte ed eleganti stucchi raffiguranti angeli e odalische, dove hanno accesso solo i potenti o gli “amici” dei potenti. Là dentro, tra mezze parole e frasi non pronunciate ma sottintese, gli alti esponenti della curia riescono a provocare o a rimediare a dissesti finanziari, a nascondere scandali, a spostare come pedine sulla scacchiera prelati senza scrupoli o confratelli desiderosi di “ripulire”[10] la Chiesa dall’interno».[11]

[1] «The Independent», 05.04.2012

[2] Cfr. A. CASAZZA, La fuga dei nazisti. Mengele, Eichmann, Priebke, Pavelic da Genova all’impunità, Il Melangolo, Genova, 2007

[3] M. PHAYER, La Chiesa cattolica e l’Olocausto, Newton & Compton, Roma, 2001

[4] M. MARTIN, The keys of this blood, Touchstone, New York,1991, citato da J. KOEHLER, Spies in the Vatican: The Soviet Union’s Cold War Against the Catholic Church, Pegasus, Berkeley, 2009, p. 8

[5] Tutti cardinali

[6] Rete di informazione della Vaticano, fondata da monsignor Umberto Benigni nel 1909, sotto il pontificato di papa Pio X (1903-1914). Il nome si riferisce a san Pio V. Questa rete segreta fu scoperta dallo storico Émile Poulat. Scopo della rete era soprattutto quella di combattere il modernismo. Nota anche come La Sapinière.

[7] Scomparso il 4 maggio 2010

[8] «Lo IOR rimane il grande virus vaticano che si trasmette da un papa all’altro come un’influenza o il vaiolo e nessuno è disposto a combatterlo davvero, o a cercare almeno un antidoto […] I banchieri dello IOR garantiscono a selezionati clienti totale riservatezza, transazioni coperte, totale immunità e autonomia operativa. Che altro si può chiedere quando si vuole riciclare il proprio denaro?» (E. FRATTINI, I corvi del Vaticano: Lo scandalo Vatileaks, i segreti dello IOR, l’addio di Benedetto XVI, Sperling & Kupfer, Milano, 2013). Per la prima volta dal 1908, quando si chiamava Commissione amministratrice delle Opere di Religione, lo IOR ha pubblicato il suo bilancio 2012 di 86,6 milioni di dollari, in seguito alla trasparenza voluta dal nuovo pontefice Francesco.

[9] E. FRATTINI, The Entity: Five Centuries of  Secret Vatican Espionage, St. Martin Press, New York, 2004, pp. 3-4

[10] Riferimento al caso di «rimozione e promozione» di Mons. Carlo Maria Viganò

[11] E. FRATTINI, I corvi del Vaticano: Lo scandalo Vatileaks, i segreti dello IOR, l’addio di Benedetto XVI, Sperling & Kupfer, Milano, 2013

 

Giorgio Nadali


Le dieci migliori immagini di Maria

 

  • Theotokos di Vladimir di Rublev (“Vergine della Tenerezza”)

Theotokos significa “Madre di Dio”. L’icona forse più importante della Vergine Maria, protettrice della Russia. Il quadro è tra i più copiati al mondo e oggetto di grande venerazione, utilizzato anche in grandi cerimonie di incoronazioni degli zar e elezioni di patriarchi della Chiesa russo ortodossa. Fu dipinto a Costantinopoli nel XII Secolo, anche se la tradizione vede nell’evangelista Luca il suo vero autore.  Misura 113.6 x 68 cm. È conservata nel più grande museo di belle arti russe: la Galleria Tret’jakov di Mosca. I russi chiamano l’icona con il nome di Vladimirskaya.

  • Panagìa Nikopòia

“La Vergine che dà la vittoria”. Fu una delle preziose opere ad essere portata nella basilica di San Marco a Venezia. Ben presto fu considerata protettrice della repubblica marinara. La Vergine siede sul trono e tiene in modo maestoso Gesù con due mani. Il nome dell’opera “panagìa” si riferisce anche al pane sacro “prosphoron”. Nella divina liturgia ortodossa viene benedetta una fetta triangolare in onore di Maria. La maggioranza delle chiese ortodosse dedicate a Maria si chiama panagìa.    

  • La Maestà (Duccio di Buoninsegna)

La Madonna che culla il bambino è materna e regale, circondata da una schiera di angeli e santi. Infatti il titolo completo dell’opera  è  “Maestà con venti angeli e diciannove santi”. Questa tempera su tavola è considerata l’opera più importante di Duccio di Buoninsegna (1260-1319). Alla base del trono è riportata in latino una preghiera: “Santa Madre di Dio sia causa di pace a Siena e sii vita a Duccio poiché egli così ti ha dipinta”. La pala della Maestà è dipinta anche sul retro dove sono dipinti scene della Passione di Cristo. Gli occhi pieni di dolore di Cristo incontrano quelli della Madre. L’opera è custodita nel duomo di Siena. Misura 4,26 m. x 2,11 m.

 

 

  • La Madonna della scala (Michelangelo Buonarroti)

Questo bassorilievo marmoreo (55,5 x 40cm.) è la prima scultura religiosa di Michelangelo Buonarroti(1475-1564) che realizzò quando aveva solo diciassette anni (1492). L’immagine di Maria che culla Gesù è profondamente materna. I cinque gradini visibili nell’opera sono simbolici. Sottolineano come attraverso la Vergine, Dio sia sceso nella condizione umana. Nei bambini che la circondano si possono intravedere figure angeliche. Per Michelangelo la Madonna con Gesù è presente in moltissime opere. Michelangelo si è ispirato per la Madonna della scala all’icona dipinta dal monaco siriaco Giovanni Climaco Klimax tou Paradeisou (Scala del Paradiso). È custodita nella Casa Buonarroti, a Firenze. Solo cinque anni dopo, a ventidue anni, Michelangelo raggiungerà l’apice con la splendida opera marmorea (174 x 195 x 69 cm.) della Pietà (1497-1499) che raffigura Maria che ha in braccio Cristo deposto dalla croce. È custodita nella basilica di San Pietro in Vaticano.

  • Pala dell’Assunta (Tiziano Vecellio)

Nella basilica veneziana di  Santa Maria Gloriosa dei Frari è custodita sull’altare maggiore una delle opere principali del Rinascimento, dipinta da Tiziano Vecellio (1480-1576) dal 1515 al 1518. È un enorme olio su tavola (6,90 m. x 3,60 m.). Testimonia la consacrazione della basilica alla Vergine. Raffigura Maria che ascende al Cielo per essere incoronata regina dell’universo. Nel dipinto di Tiziano, Maria è rappresentata come esempio perfetto di bellezza e purezza. La Vergine si trova sospesa tra la tensione del mondo terreno e lo splendore celeste. Spesso nelle raffigurazione antiche dell’Assunzione, la Madonna era raffigurata con lo sguardo rivolto in basso, verso il sepolcro vuoto di Cristo. In quest’opera invece Maria guarda verso la gloria celeste.  

  • Madonna dei pellegrini (Michelangelo Merisi da Caravaggio)

Maria è in piedi sulla soglia di una chiesa. Appare come una donna del popolo e i pellegrini a piedi nudi e sporchi appartengono alla classe povera. Caravaggio (1571-1610) amava la corrente pauperistica. La Madonna si offre a gente povera con i piedi sporchi, no ad un’aristocrazia. Caravaggio voleva esprimere la vicinanza di Maria ai pellegrini del suo tempo. Sia lei sia i pellegrini sono abbigliati con gli abiti popolari dell’epoca. La devozione dei pellegrini è ricompensata dalla visione di Maria. La Madonna indossa abiti con i colori blu e rossi (umano e divino). È un olio su tela (2,60 m. x 1,50 m.) del 1604 circa. È custodita nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, a Roma.

 

  • Madonna di Kazan’ (Monaci ortodossi di Costantinopoli)

È una splendida icona ortodossa dell’XI secolo. Realizzata a Costantinopoli. Trafugata dai Tartari fu scoperta a Kazan’ (Russia) nel 1579. Molto venerata dai russi ortodossi. La leggenda vuole che sia stata Maria stessa a favorire il ritrovamento indicandone il luogo a Matrona, una ragazza alla quale apparve. Sino al 1904 fu custodita nel monastero ortodosso della Theotokòs (“Madre di Dio”) di Kazan’. Nel 1985 passò al santuario di Fatima (Portogallo). Nel 1993 fu donata al papa San Giovanni Paolo II che nel 2004 la donò ad Alessio II, patriarca ortodosso di Mosca. Oggi si trova nella chiesa ortodossa dell’elevazione della santa croce, che fa parte del monastero dove fu ritrovata, a Kazan’.

 

  • Icona della Theotokòs (Monaci ortodossi di Santa Caterina nel Sinai)

Nell’antichissimo monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai (Egitto) questa icona di Maria del XIII secolo è stata realizzata (come molte icone) con rosso di uovo su tempera. Mostra la Madonna (Theotokòs) che china il capo verso Cristo con le mani tese in segno di supplica e di adorazione. La mano sinistra della Vergine è ben disegnata e dipinta con le dita affusolate. Il volto – soprattutto gli occhi – è secco e lineare. Le linee rosse disegnate sulle palpebre superiori e la punta del naso sono vezzi artistici per aggiungere vita e colore al viso. L’ icona è insolita perché ci sono quattro stelle sulla “maphorion”  (velo) viola di Maria; uno sulla sommità della testa e tre attraverso il seno, normalmente ce ne sono due. Misura 101.6 x 68.7 cm.

 

  • Incoronazione della Vergine (Lorenzo Monaco)

Enorme polittico di tempera e oro su tavola (5,06 x 4,48 m.) di Lorenzo Monaco (1370-1425) dipinto nel 1414.  La Vergine Maria viene incoronata in Paradiso da suo Figlio, mentre tutto intorno nel trittico si svolgono altri momenti importanti che vedono la presenza di Maria, come la natività e l’adorazione dei Magi. Il fondo oro rappresenta la santità. L’opera è affollata di santi di cui diciassette noti e altri tre indefiniti. Il blu è stato realizzato con la costosa polvere di lapislazzuli. Custodita nel Museo degli Uffizi a Firenze.


  • Madonna del libro (Sandro Botticelli)

Piccola tempera su tavola dipinta da Sandro Botticelli (1445-1510) tra il 1480 e il 1483. Misura 58 x 39,5 cm. Maria tiene in braccio il Bambino, che guarda la Madre. Si trovano in un angolo della stanza presso una finestra. Sotto di loro un libro che potrebbe essere il libro Horae Beatae Mariae Virginis, un libro di preghiere per i laici usato dal XIII al XVI secolo. Maria è assorta nella lettura del libro ed è vestita con un velo blu che ha i significati simbolici di purezza, paradiso e regalità. Il Bambino tiene in mano tre chiodi della croce e ha al polso la corona di spine come riferimento alla sua Passione.

        

Giorgio Nadali

        


Dio Madre

Padre John Michael O’Neal, 71, è un sacerdote cattolico della diocesi di Boston che ha subito un attacco di cuore ed è “morto” per 48 minuti. Durante questo periodo ha affermato di essere andato in Cielo, prima di essere riportato dai medici sulla terra nella sua stanza nel Massachusetts. Tuttavia, Terrence Donilon, un portavoce per l’arcivescovo di Boston, ha respinto i rapporti come una bufala. “’Non abbiamo un sacerdote di questo nome”. Si era detto che il prete era stato inghiottito da un sentimento di amore incondizionato come ha incontrato Dio, che ha descritto come un essere di luce simile ad una madre.

Diomadre

“La sua presenza era sia travolgente che confortante e aveva una voce morbida e rassicurante e la sua presenza era rassicurante come l’abbraccio di una madre. Il fatto che Dio è una Santa Madre invece di un Santo Padre non mi disturba. Lei è tutto quello che ho sempre sperato”. Tuttavia la Bibbia ebraica non solo identifica Dio attraverso il singolare maschile “Lui”, ma usa anche sostantivi maschili come padre e Signore per escludere i suoi corrispondenti femminili. Il Dio biblico ha un anche un corpo: volto, bocca, schiena, fianchi, mano e così via. Dio è raffigurato come maschio senza un fallo. Egli appare come maschio desessualizzato, ciò nonostante un maschio. Da quando è merso il femminismo ebraico negli anni ’70 del secolo scorso negli Stati Uniti, le donne hanno direttamente sollevato la questione del sesso di Dio.

Uomini e donne sono ugualmente creati a immagine del divino e Dio è letteralmente né maschio né femmina, tuttavia le immagini liturgiche della divinità sono principalmente, se non esclusivamente maschili. Ci sono poche prove del fatto che l’immagine femminile della divinità fosse ampiamente conosciuta fuori dai circoli mistici maschili cabalistici. Tuttavia per i mistici, la sofferenza ebraica assunse un significato cosmico, poiché la rottura del mondo era paragonata alla rottura di Dio con il suo elemento femminile, la Shekhinah. La Shekhinah confortò e offrì speranza non solo agli ebrei in esilio dalla terra di Israele, ma anche, nel XV secolo, ai marrani, gli ebrei espulsi dalla Spagna. Vi sono delle forti somiglianze tra la figura medievale di Maria, la madre di Gesù – che intercede tra i credenti e un sempre più remoto Dio padre – e la Shekhinah. la Shekhinah – presenza divina – consola il popolo ebraico come una madre consola i suoi figli, portandoli più vicini a un Dio inconoscibile e irraggiungibile.

Chava Weissler ha scoperto almeno una tekhine (preghiera di petizione) del XVIII secolo scritta nella lingua yiddish da Sarah Rebecca Rachel Leah Horowitz, che comprende un poema liturgico che si riferisce alla imana shekinta, “la nostra Madre Shekhinah” (Weissler 1998, 92). Nonostante non siano esplicite, vi sono altre due antiche descrizioni di Dio come madre. Un nome usato di frequente nella Bibbia è El Shaddai, di solito tradotto come l’Onnipotente. Tuttavia in ebraico Shad significa seno. El Shaddai può essere interpretato come Dio (El) col seno, un’immagine non lontana dalle descrizioni del vicino oriente di Asherah, la divinità madre della fertilità dotata di un grosso seno. Spesso raffigurato come attributo centrale di Dio, la Rachamim (compassione) non è esplicitamente identificata nella Bibbia come immagine femminile della divinità.

Come molte femministe hanno notato, la Rachamim proviene probabilmente dalla radice ebraica Rechem, che significa ventre e può essere vista come immagine di Dio madre. Nonostante la connessione tra Rachamim e Rechem non sia universalmente accettata, alcune femministe ebree hanno continuato ad associare questa immagine compassionevole della divinità a Dio come madre. Alcune femministe contemporanee hanno provato ad ampliare le metafore che gli ebrei usano nel parlare di Dio, immaginando la divinità come dea. I detrattori hanno contestato questa immagine come idolatra, ma Marcia Falk, Judith Plaskov e altre hanno insistito sostenendo – con le parole della Plaskov – che «quando il monoteismo è identificato con una singola immagine o figura di Dio, ciò che passa per monoteismo è in realtà monolatria».

Diversa è la questione del “Madonnesimo“, una forma di “religiosità ipomaniaca” presente in determinati fedeli del Cattolicesimo, i quali non si limitano ad onorare Maria di Nazareth come madre di Cristo, ma superano i confini della cosiddetta iperdulìa – cioè la venerazione della Madonna – e sconfinano nell’idolatrìa, riservando di fatto a Maria di Nazareth un posto più importante di quello di suo figlio, fondatore stesso del Cristianesimo. E’ dovuto alla convinzione che Dio non ami abbastanza l’uomo, il quale ha dunque bisogno di “raccomandazioni” celesti per farsi ascoltare dal Creatore… Ne riparleremo.

Giorgio Nadali