I tuoi piani 2019 per la ricchezza e la povertà

Giorgio Nadali

Il tuo piano per la ricchezza (consigliato)

Assumiti la responsabilità per le tue circostanze finanziarie.

Non avere mai come obiettivo la ricchezza economica.

Cerca sempre l’eccellenza e la lealtà soprattutto quando nessuno ti vede.

Migliora ogni giorno: impegnati in un auto-miglioramento quotidiano perpetuo. Leggi per imparare, non per divertirti.

Persegui i tuoi sogni e i tuoi obiettivi. Non mettere la tua scala sul muro di qualcun altro.

Stabilisci buoni obiettivi ed evita i cattivi obiettivi: i buoni obiettivi sono legati ai tuoi sogni e alla tua visione della persona ideale che desideri diventare in futuro. I cattivi obiettivi sono obiettivi progettati per aumentare le cose che possiedi.

Non abbandonare mai i tuoi sogni e obiettivi.

Preferisci la botte piena e divorzia subito dalla moglie ubriaca.

Crea entrate automatiche.

Cambia! Non fare sempre le stesse cose. Studia nuove strategie.

Diversifica gli investimenti.

Forgia le buone abitudini ed evita le cattive abitudini: le buone abitudini ti aiutano a migliorare e ti spingono in avanti. Le cattive abitudini fanno il contrario.

Associati con persone ottimiste, felici, entusiaste e di successo e limita la tua esposizione a persone tossiche e negative.

Non giocare mai d’azzardo.

Risparmia il 20% o più delle tue entrate prima di spendere qualcosa.

Controlla i tuoi pensieri ed emozioni.

Non svelare subito mai ciò tutto ciò che pensi: controlla le parole che escono dalla tua bocca.

Non spettegolare mai.

Cerca mentori che hanno fatto ciò che vuoi fare.

Fai coaching.

Non criticare, condannare o lamentarti.

Credi fermamente in te stesso! Sii tu il tuo primo sostenitore! TUTTO è possibile per chi crede! (Mc 9,23)

Esercitati ogni giorno, in modo aerobico e anaerobico.

Mangia sano ogni giorno.

Ammira che è e chi ha più di te. Pensa prima ai sacrifici che ha fatto per arrivarci.

Modera cibo spazzatura, TV, Internet, alcolici, Facebook. Linkedin va bene.

Non sentirti mai inferiore o superiore a nessuno, oppure cerca un bravo psicologo.

Vivi per il domani: rimani soddisfatto oggi nel perseguimento dei tuoi sogni e obiettivi.

Crea una visione chiara della tua vita ideale, futura: questa diventa la tua nuova identità e i tuoi nuovi comportamenti, i tuoi pensieri e le tue abitudini diventeranno i comportamenti, i pensieri e le abitudini del futuro.

Non mentire, imbrogliare o rubare. E’ da sfigati perdenti.

Sii fedele al partner, amici, colleghi di lavoro, clienti e tutor.

Riduci al minimo il numero delle amanti di cui ti puoi fidare.

Soddisfa o supera le aspettative che gli altri hanno in te.

Adotta con coraggio rischi calcolati.

Sperimenta fino a trovare i tuoi talenti interiori e dedica il resto della tua vita a praticare e perfezionare quei talenti.

Ama quello che fai per vivere, ma non fermarti lì.

Prima di alzarti il mattino ringrazia Dio, Buddha, Allah o l’Universo perché sei certo che avrai una giornata meravigliosa.

Fornisci ad altri servizi o prodotti di valore aggiunto superiori.

Sii un sostenitore, non un denigratore.

Evita la “mentalità da sfigato” (Vedi il paragrafo del tredicesimo libro “Chi non si accontenta gode” di Giorgio Nadali)

Diventa un virtuoso in qualunque cosa tu faccia per vivere.

Cerca più fonti di reddito. Non dipendere mai da una fonte di reddito.

Non dire “come posso risparmiare?”. Pensa soprattutto a come puoi guadagnare di più.

Non dire “non ho soldi”. Dì “voglio creare liquidità”.

Abbi una visione mentale positiva, ottimista, orientata al successo.

Dormi almeno 7 ore per notte.

Stabilisci sempre obietti positivi, che non iniziano mai con un “non”.

Abbraccia gli errori e i tuoi “fallimenti”: sono i tuoi insegnanti.

Sii frugale con i tuoi soldi. I più grandi spendaccioni sono proprio quelli che guadagnano poco.

Leggi e commenta sempre tutti gli articoli di Giorgio Nadali.

Evita le spese spontanee o emotive.

Non sopravvalutare mai la tua vita. Non aumentare le tue spese al crescere del tuo reddito.

Pensaci bene prima di ordinare una nave da diporto di 70 metri, anche se ti piace il mare. Poi ti costa il 10% all’anno in manutenzione / equipaggio / docking / nafta.

Cerca la felicità negli eventi, non nelle cose.

Concentrati su un’attività alla volta: non abituarti a occuparti di più cose in una volta.

Vedi la ricchezza come buona e la povertà come cattiva.

Non ammirare chi parla solo di poveri e migranti.

Diffida da chi ti vuole povero e sfigato. Non te lo meriti.

Ricordati che la povertà buona è un fatto spirituale, mai un fatto materiale. Quindi cerca la prosperità senza essere avido.

Non preoccuparti mai di quanto guadagnano Nadali e altri. Preoccupati di un tuo piano personale di crescita e scrivilo oggi stesso nero su bianco.

Chiedi quello che vuoi alla tua vita. La vita risponde sempre.

Evita di confrontarti. Pensa ai tuoi talenti e mettili a frutto.

Non invidiare mai e poi mai chi ha successo e ricchezza onesta.

Scrivi nero su bianco o nello smartphone 10 obiettivi precisi e “ben formati” a Gennaio e tienili in evidenza.

Cerca feedback dagli altri.

Ascolta consigli sensati e poi agisci come vuoi tu secondo coscienza.

Abbi pietà degli sfigati e dei cretini. Sono inevitabili.

Pensa a creare un’attività di beneficenza o una fondazione o almeno dedica sempre un paio di ore al volontariato la settimana. Tempo, non soldi. Il tuo tempo sei tu. I tuoi soldi non sono te. Dona te stesso.

Evita di dire “Non ho tempo” o fai subito un corso di gestione del tempo (meglio se con Nadali).

Evita di lavorare 12 ore al giorno per avidità. Non ne vale la pena. Pensa a ciò e chi puoi perdere.

Regala un workshop o o un corso del Prof. Nadali ai tuoi migliori collaboratori e non dirti che è un costo elevato, ma un valore aggiunto strepitoso per la tua Azienda.

Non prendere mai decisioni per paura.

Osserva e segui le leggi e le regole: non esiste una scorciatoia per il successo.

Studia una comunicazione persuasiva.

Pensa che il lusso te lo meriti tutte le volte che non è decisamente pacchiano.

Studia e basta. Sempre. Anche se hai 90 anni.

Riduci al minimo o evita le abitudini a procrastinare. Queste sono abitudini che fanno perdere tempo e che non ti aiutano a migliorare o ad andare avanti nella vita.

Persegui con pazienza i tuoi sogni e i tuoi obiettivi: il successo richiede molto tempo.

Tratta tutti quelli che incontri con rispetto finché non provano che non se lo meritano. Se non se lo meritano non essere molto violento con loro. E’ illegale.

Non dare retta a tutte le critiche cattive che ti fanno. Spesso il problema è nella testa di chi le fa. Tu hai altro da fare.

Fai sentire sinceramente gli altri importanti.

Leggi i libri di Giorgio Nadali, soprattutto “Buoni e Vincenti. Etica e Spiritualità del successo e del denaro“.

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Il tuo piano per la povertà (sconsigliato)

Non prenderti alcuna responsabilità per le circostanze della tua vita. Incolpa tutti tranne te stesso.

Non leggere per imparare o per migliorare te stesso. Leggi per divertirti.

Usa Facebook spesso e possibilmente per scrivere idiozie demenziali.

Cerca la gratificazione immediata.

Fai promesse che poi non mantieni.

Forgia cattive abitudini.

Spendi il 100% o più di ciò che guadagni.

Per te i B.O.T. sono: Bar, Osterie, Trattorie

Per te le Obbligazioni sono le cose che devi fare di malavoglia

Per te le buone Azioni sono quelle che fanno i boy scout

Crei “liquidità” solo quando bevi tanto

Per te lo Spread è un formaggino spalmabile

Ti esalti quando ti parlano di poveri e clandestini

Rateizza per spese che non puoi permetterti subito.

Critica, condanna e lamentati. Possibilmente piagnucola.

Usa molti dovrei, ormai, però, forse, “chi, io?”.

Prendi le decisioni per paura.

Fatti un selfie davanti alla macchina o yacht altrui poi postalo su Facebook e sentiti molto felice per questo. Sono soddisfazioni!

Non cercare mentori.

Pensa sempre che chi è ricco è disonesto.

Evadi il fisco.

Credi nella fortuna cieca.

Fai 5 figli senza potertelo permettere. Tanto poi ci pensa il reddito di cittadinanza.

Abbi paura di chiedere quello che vuoi.

Porta i tuoi figli piccoli con te alle feste sino alle tre di notte.

Evita o ignora i feedback.

Non sfidare te stesso. Rimani nella tua zona di comfort.

Non controllare i tuoi pensieri e le tue emozioni.

Dì quello che ti passa per la mente. Non controllare le parole che escono dalla tua bocca.

Associati sempre a persone negative e tossiche.

Associati a persone che approvano i tuoi errori.

Sentiti superiore agli altri.

Non avere una visione chiara di chi vuoi essere e dove vuoi andare.

Non perseguire sogni e obiettivi.

Stabilisci obiettivi vaghi come “Voglio essere felice e vedere la pace nel mondo”.

Esci quando il gioco si fa duro.

Sii negativo, pessimista e cinico riguardo a tutto.

Non fidarti di nessuno.

Spettegola

Sminuisci gli altri.

Sii inaffidabile: tradisci il tuo coniuge o altri amici, colleghi, colleghi e colleghi.

Mangia in eccesso.

Bevi alcolici in eccesso.

Prendi droghe “ricreative”.

Non fare sport.

Vai allo stadio per combattere.

Compra tutto ciò che desideri acquistare immediatamente e senza pensare alle conseguenze.

Aumenta la tua spesa con l’aumentare del tuo reddito.

Vivi per l’oggi e non pianificare mai il tuo futuro.

Non soddisfare le aspettative degli altri.

Agisci per farti ammirare.

Ignora le leggi e le regole: menti, imbroglia e ruba per avere “successo”.

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Vendere di più diventando una celebrità nel proprio settore? Oggi si può. E si deve

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“Il marketing non si basa più sulle cose che fai, ma sulle storie che racconti”. Seth Godin ha ragione. La storia più importante deve essere la tua. Quella che raccontano gli altri su di te. Infatti  il vero successo si raggiunge quando si passa dal piano “autoreferenziale” al piano “referenziale”, ossia quando sono gli altri a parlare di te.

Il grandissimo venditore Jeff Bezos – fondatore di Amazon – definisce il  “Personal brand è ciò che dicono di te quando non sei nella stanza”. Il Personal Branding è l’attività con la quale si applicano al singolo individuo strategie di marketing e di branding, normalmente riservate alla comunicazione aziendale. È tra le tematiche di maggiore interesse degli ultimi anni.

“Fare personal branding significa creare una forte associazione mentale tra una competenza rilevante per un pubblico e la propria persona, tale da essere considerati la scelta numero uno in un preciso campo.” In sostanza non esiste metodo migliore per vendere a valanga.

Paradossalmente oggi il personal brand vale più del brand aziendale. Vuoi alcuni esempi? Steve Jobs, Richard Brandson, Coco Chanel, Giovanni Rana, Franco Rosso, Brunello Cucinelli. Persone che ci hanno messo la faccia per garantire il valore dei propri prodotti, persone che sono diventate delle vere e proprie celebrities e per questo hanno creato un legame più forte con i clienti al punto da trasformarli in veri e propri fan. Oggi le persone non cercano solo un prodotto o un servizio che permetta loro di soddisfare un bisogno specifico. Non vogliono semplicemente uno smartphone qualsiasi, un paio di jeans qualsiasi… Vogliono l’Iphone, un paio di Diesel… Così come non si cerca più semplicemente un avvocato, un commercialista, un architetto qualsiasi. Si cerca quello più esperto o specializzato in una determinata materia, quello con la migliore reputazione. Le persone cercano qualcuno di cui si possono fidare e a cui si possono “affezionare”.

Per imprenditori e professionisti il Personal Branding ha già un’importante evoluzione. Si parla infatti di Business Celebrity Building, per identificare l’applicazione massima del personal branding nel mondo del business, con l’obiettivo di trasformare l’individuo in una vera e propria business celebrity.

Il termine è stato coniato da Gianluca Lo Stimolo, fondatore e CEO di Stand Out, l’unica agenzia europea specializzata in servizi integrati di personal branding e considerato uno dei massimi esperti della materia.

La differenza tra i due temi è apparentemente sottile, ma non è così, se presi in esame da vicino. Infatti, mentre il Personal Branding lavora principalmente sull’immagine della persona e sulla costruzione di un’identità coerente, il Business Celebrity Building opera non soltanto sull’individuazione di un talento ma individua anche un posizionamento distintivo per l’accrescimento sia delle competenze professionali sia della visibilità, attraverso strategie e operations che abbracciano l’intera sfera del business personale, come se si trattasse di una sorta di “IO S.p.A.”.

I motivi di questa evoluzione sono stanzialmente tre:

Distinguersi dai concorrenti

affrontare con nuove armi la sempre crescente competizione sui mercati, causata da processi inarrestabili di globalizzazione e digitalizzazione;

Rafforzare i propri messaggi

Superare la refrattarietà e la diffidenza a ogni messaggio che le “fake news” hanno determinato in ogni interlocutore. “Metterci la faccia” è infatti il modo più efficace per garantire e dare autorevolezza ai propri contenuti;

Tradurre la visibilità in Business

Costruire e rendere operativi modelli di business che consentano di generare maggiori afflussi di denaro derivanti dalla crescente visibilità.

L’attività di Business Celebrity Building consente dunque di

–        Uscire dalla guerra dei prezzi;

–        Accedere ad opportunità di partnership e di business, ai più negate;

–        Trovare e selezionare i migliori fornitori e i clienti più profittevoli.

La formula del Business Celebrity Building

Gianluca Lo Stimolo spiega come fare Business Celebrity Building attraverso l’illustrazione della formula da lui  ideata:

BCB=P(E)xR(T)/S

Business Celebrity Building = Promessa al mercato (Etichetta personale) x Reputazione (Target) / Strumenti di comunicazione e promozione.

La promessa al mercato si traduce in un’etichetta che ne esemplifica la comunicazione, ma questa da sola non basta, così come non basta solo la reputazione. Bisogna avere una promessa al mercato chiara e una reputazione forte. Quest’ultima è la capacità riconosciuta di mantenere la promessa dichiarata (quanto il tuo target ti reputa in grado di mantenere la tua promessa al mercato). Si tratta quindi di una convinzione che deve essere istillata nel proprio target perché si tramuti in reputazione. Come si fa? Con gli strumenti tipici della comunicazione online e offline che però vanno applicati tutti con costanza e attenzione (ad esempio: un messaggio univoco e coerente, ciò che in inglese viene definito consinstency; il racconto di case history, testimonianze dei clienti, l’uso dell’influencer marketing, la creazione di contenuto di valore per il proprio target – blog, report, podcast, video, libri – la realizzazione di eventi e le media relations).

I passi essenziali per il Personal Branding

  1. Iperspecializzati per uscire dalla percezione del generalista:
  2. Scegli un argomento specifico su cui puoi “dir la tua”;
  3. Metti il tuo focus su un preciso pubblico (segmento di mercato)
  4. Trova un’etichetta che renda comprensibile con facilità la tua distinzione e la tua promessa al mercato
  5. Sii ossessivo e univoco nel tuo messaggio (Consistency)

 

  1. Usa lo storytelling personale per dare forza e congruenza a quanto dichiarato sul mercato
  2. Produci contenuti sull’argomento specifico che hai scelto, da distribuire attraverso i canali e gli strumenti utili a raggiungere il tuo pubblico (blog, e-book, libro, video, rubrica), inclusi eventi (workshop, seminari, congressi)
  3. Raccogli e usa testimonianze di utenti soddisfatti e illustra case history realizzate: sono di grande ispirazione all’acquisto
  4. Individua e utilizza a tuo vantaggio personalità influenti sul tuo target, senza dimenticare l’uso dei media tradizionali che forse hanno un po’ perso il valore di mezzi (media in latino) per raggiungere un pubblico, ma sono più che mai mezzi di accreditamento e fonti di credibilità nella tua professionalità per il pubblico che già raggiungi attraverso i canali social.

Il percorso è questo: prima sei un professionista generico e pochi ti conoscono. Un peccato, meriti di più! Allora diventi uno specialista e la tua notorietà migliora. Le cose iniziano decisamente a cambiare quando diventi un’autorità nel tuo settore. Il passo successivo è la celebrità. Sei noto per la tua professionalità incontestabile e la vetta finale non può che essere il diventare un punto di riferimento per il tuo ramo.

 

 


Comunicare meglio e centrare obiettivi nella vita

coaching

Si diffondo in Italia le tecniche per raggiungere risultati dalla vita e per comunicare meglio con gli altri. Scopriamo cosa sono

Alzi la mano chi desidera essere capace e abile nel convincere gli altri delle proprie idee, capire cosa pensano le altre persone e farsi capire molto bene… Chi vorrebbe avere degli obiettivi certi e conoscere il modo di raggiungerli con determinazione? Tutti! Da qualche anno si stanno diffondendo in Italia due strumenti importanti e moto utili sia le singole persone, sia per le aziende. La sigla PNL significa Programmazione Neuro Linguistica. Un termine al primo impatto un po’ inquietante, per addetti ai lavori.

La PNL è una tecnica di comunicazione creata in California negli anni settanta del secolo scorso da Richard Bandler e John Grinder. In sostanza abbiamo tutti degli schemi mentali “programmati” dalla nostra esperienza di vita. Questi schemi impediscono di farci capire dagli altri come vorremmo e soprattutto ci impediscono di convincere gli altri della validità delle nostre idee. Inoltre, la nostra comunicazione è per il 55% non verbale (i movimenti del corpo), per il 38% para verbale (l’aspetto della voce) e solo per il 7% verbale (le parole). L’efficacia di un messaggio dipende quindi solo in minima parte dal significato letterale di ciò che viene detto. Comunque ci si sforzi, non si può non comunicare. L’attività o l’inattività, le parole o il silenzio hanno valore di messaggio.
Provate ad immaginare una coppia che discute.

Molti parlano, ma non comunicano. Lei è di tipo “uditivo”, difatti continua a dire “non mi ascolti”. Lui è di tipo “visivo” – ma non perché è uomo, ogni persona può essere “visiva”. Il 45% dell’umanità è “visiva” (colpita da ciò che vede) il 25% “uditiva” (da ciò che ascolta) e il 35% “cinestetica”, (si basa sulle sensazioni). Lui ripete “ma, non vedi che…”. È il suo schema mentale. Risultato: non si capiscono e non risolvono il conflitto. Immaginate le conseguenze disastrose. Lo stesso vale anche negli affari. Proporre un progetto di lavoro descrivendolo nei minimi dettagli a un dirigente “visivo” vuol dire fallire il bersaglio. Di certo preferirà una presentazione più “visiva”. Insomma, raggiungere l’altro vuol dire capire il suo schema mentale. Questo è “comunicare”. La PNL è una tecnica semplice che aiuta in questo.

Il “Coaching” è invece una strategia per raggiungere obiettivi, sia personali, sia in un gruppo di lavoro. A chi piace fallire? A nessuno. Il coaching ti aiuta a capire cosa vuoi e come realizzarlo in tanti campi della vita, con molte ramificazioni. Vi è il life coaching, per gli obiettivi importanti della vita. Il business coaching, per gli affari. Addirittura il divorce coaching, per non sbagliare più il prossimo coniuge. Il financial coaching ti aiuta a non sperperare denaro e a guadagnarne di più. Fantastico, no? La persona che ti segue è il coach, che non è uno psicologo. In questi anni sono sorte in Italia molte scuole che preparano e “certificano” esperti in PNL e coaching, che poi offrono i loro servizi a pagamento. I corsi non sono lunghi e le prospettive di lavoro sono buone. Una seduta presso un cliente per 45/120 minuti di life coaching può costare dai 60 ai 300€. Per le aziende il business o executive coaching di un gruppo aziendale i costi sono molto più alti, dai 400 ai 2000€ a sessione.

È possibile anche via Skype, senza muoversi da casa, in un orario concordato con la Cliente.

Scopri qui i miei consigli gratis di coaching

E se vuoi…

Migliorare decisamente l’efficacia della tua comunicazione personale
Controllare più facilmente il tuo stato d’animo
Eliminare l’influenza dei “brutti ricordi”
Sviluppare obiettivi chiari, ben formati e realizzabili in un tempo preciso
Ottenere un atteggiamento empatico e tollerante verso tutti
Cambiare le abitudini indesiderate e adotti comportamenti più produttivi
Entrare rapidamente in sintonia con le altre persone
Motivarti all’azione.
Scoprire le tue convinzioni limitanti e le sostituirle con convinzioni potenzianti
Utilizzare domande precise per raccogliere informazioni migliori
Essere più efficiente e performante nel mondo del lavoro
Circondarti di persone positive e motivanti
Trasformare quel sogno che hai nel cassetto in un obiettivo e realizzarlo con la giusta strategia alla quale non avevi mai pensato

Allora scrivimi!

Intervista di Giorgio Nadali a Antonella Rizzuto, presidente dell’Associazione Professionale Nazionale del Coaching
Pubblicata sul Settimanale “Vero” del 09/05/2015

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Antonella, il Coaching può migliorare la vita?

Assolutamente sì. Il coaching aiuta le persone a migliorare la loro vita a 360 gradi perché utilizza degli strumenti che ti aiutano a focalizzarti maggiormente sulle cose più importanti per te e, di conseguenza le persone prendono delle scelte in linea con i loro valori.

Antonella, la PNL è alla portata di tutti e di ogni età?

Sì, la PNL è come uno specchio che ci aiuta a diventare più consapevoli di come utilizziamo il nostro linguaggio per interpretare il mondo, ascoltare gli altri e farci capire, ecc.

Quindi tutti dovrebbero studiarsi la PNL, ma non essere cliente di un Coach…

Il corso di PNL è come un corso di vita, dove apprendi tecniche che ti aiutano a comunicare in modo consapevole, a gestire gli stati d’animo, e tantissimo altro. Il Coach lo prende chi vuole essere seguito passo passo da un professionista per raggiungere determinati obiettivi.

Chi è il cliente tipo di un life coach?

Può essere una persona che, in un momento delicato della sua vita, vuole fare un punto della situazione per capire dove andare o che priorità dare nella sua vita. Oppure una persona che non ha obbiettivi e quindi ha bisogno di crearli. Oppure chi ha tanti obbiettivi ma non sa da dove partire. Oppure chi si trova di fronte ad una scelta importante e non sa cosa fare. In tutto questo, un life coach ti aiuta a fare chiarezza, focalizzarti su ciò che davvero conta per te e fare delle azioni in linea con tutto questo.

Antonella, chi è adatto a diventare un Coach?

Chiunque abbia voglia di dedicarsi agli altri e dare il suo contributo. Ovviamente, per diventare coach bisogna seguire un percorso. Non è indispensabile avere una laurea.

A chi consiglieresti la PNL?

A tutti perché tutti comunichiamo. La PNL ti aiuta ad essere più consapevole di ogni nostra parola che ha continuamente un impatto su noi stessi e di cosa creiamo negli altri. La PNL nasce dalla vita. Consiglio a chiunque non sappia cosa sia leggere un libro introduttivo e venire al corso gratuito “Il meglio di te e dagli altri con la PNL e il Coaching”

Antonella, il Coaching e la PNL costituiscono una nuova opportunità di guadagno?

Possono essere una nuova opportunità di guadagno. È una realtà nuova che sta prendendo sempre più piede e che effettivamente permette, in tempi veloci, di contribuire notevolmente al raggiungimento di una qualità di vita alta.

www.giorgionadali.com


10 cose da fare per conciliare business e amore

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di Giorgio Nadali

 

“Il meglio del vivere sta in un lavoro che piace e in un amore felice” (Umberto Saba). È possibile conciliare con successo le due cose?

 

1) Vi sono delle esigenze affettive basilari diverse per ciascun sesso che vanno capite e ricordate. Non tenerne conto apre a infinte incomprensioni, anche se sono in buona fede. Nelle coppie eterosessuali ricordati che l’altro sesso pensa in un modo diverso. Non migliore o peggiore, ma diverso. Lei non ragiona istintivamente come un uomo. Lui non ragiona istintivamente come una donna. Se è capace di fare così o è un coach oppure è uno sceneggiatore che scrive dialoghi del sesso opposto, ma non è il tuo caso. Quindi, scolpisci bene queste cose nella tua mente:

Per sentirsi amata una donna deve sentirsi: a) capita b) rispettata c) ascoltata d) speciale.

Per sentirsi amato un uomo deve sentirsi: a) stimato b) accettato c) importante d) necessario.

Per lui. “Ascoltata” non vuol dire che hai vagamente udito delle parole, mentre stavi solo pensando a come difendere il tuo orgoglio ferito. Si ascolta con il cuore, non con le orecchie. “Capita”. Non vuol dire che condividi tutto ciò che dice. “Rispettata”. Non vuol dire comprare la sua attenzione. È il rispetto che alza la quotazione. Vuol dire attenzione (“respìcere, in latino significa guardare”) al suo sentire senza invalidare il suo stato d’animo. Si rispetta ascoltando.

Per lei. Importante è lui qualsiasi cosa faccia. Fare sentire sinceramente importante qualcuno senza adularlo è un’arte essenziale per la comunicazione. Necessario. L’uomo è atavicamente “faber”. È miracoloso ciò che un uomo può fare quando si sente necessario. È lo stimolo migliore per farlo agire e migliorare, ma forse lo fai già con i tuoi dipendenti. La maniera migliore per stimolare qualcuno al miglioramento non è umiliarlo e criticarlo, ma fargli sentire che la squadra (in questo caso sei tu) ha bisogno di lui. Accettato. Non vuol dire che apprezzi ogni cosa che lui fa o dice. Ma se vuoi cambiare qualcuno, o meglio se vuoi che qualcuno (in questo caso, lui) cambi, prima apprezza ciò che fa di buono e dopo, ma solo dopo, suggerisci un’idea per migliorare. Non dimenticare che le frasi con il “ma” o  il “però” dette dopo un complimento lo rendono inutile. Prima suggerisci la tua, e dopo con il “però” dimostra il tuo apprezzamento: “Potremmo fare così, però sei veramente bravo in questo”.

Anche se sei una donna manager super emancipata, fagli sentire che hai bisogno di lui. Lascia la grinta da business woman in sala riunioni.

2) Per ottenere di più nella relazione, una donna deve prima apprezzare ciò che un uomo fa già – fossero anche cose molto piccole. Solo con l’accettazione e la stima un uomo è stimolato a dare e fare di più.

3) Evita di dare consigli non richiesti ad un uomo. C’è il pericolo di farlo sentire incompetente. Le donne si consigliano spontaneamente. Gli uomini no. Per correggerlo devi usare tatto. “Lo apprezzo, ma forse avremmo potuto fare così…”. Evita di dire: “Vedi? Hai sbagliato tutto”.

4) Quando una donna parla non prendere tutto alla lettera, anche se non sei un coach. Non vuol dire non ascoltarla, ma non prendere letteralmente alcune espressioni e soprattutto non farti colpire da queste nel tuo ego maschile.  “Non mi ascolti mai”, “Fai sempre così”. Certo, sono indicatori assoluti. Se vuoi innescare una lite, dì  pure “No, non è vero perché…”. Si chiama “mappa contro mappa”. Allo stesso tempo non ascolti e invalidi i sentimenti di chi si sta esprimendo, perché stai puntando tutto sulla tua difesa. Disastroso. Se sei un coach dì “Non ti ascolto mai, ho capito bene? Proprio mai? Ci sono volte in cui ti sei sentita ascoltata?”. Tuttavia non sei un coach, ma un amante, un marito o un fidanzato. Meglio se ascolti senza replicare. Calma. Non ti sta accusando. Sta solo riordinando le idee. La donna è analitica. L’uomo sintetico. Lei parla per capire. Lui parla per trasmettere la sintesi del suo pensiero.

5) Lui non è un uomo dell’età della pietra, ma certi istinti atavici rimangono nell’umanità. Quando lui è nella sua “caverna”, non disturbarlo. Non ti ha esclusa dalla sua vita. Ha bisogno di un momento solo per lui. È il momento peggiore per dire “parliamo”. In quel momento è l’ultima cosa che vuole fare. Rimanda, ok? Tornerà a comunicare con te tra poco.  La tua comprensione e la tua pazienza saranno ricompensate.

6) Apprezza i suoi sforzi. Lui è molto impegnato. Se ami un uomo di successo devi accettare che il tempo sia limitato, soprattutto se non ha frequentato un corso di time management. Siamo noi il padroni del nostro tempo. Ma tu hai capito che anche i suoi piccoli sforzi per ritagliare un tempo per voi vanno apprezzati moltissimo. Ricordati che un uomo che porta al cinema una donna si sente come se fosse lui il regista, lo sceneggiatore e il produttore del film. Dammi retta, apprezza ciò che fa e diglielo apertamente.

7) No al “Tu sei…”.  Evitiamo il più possibile la parolina di tre lettere che impatta a 100 all’ora contro il muro della propria identità e del proprio orgoglio, perché generalmente è detta in negativo. “Sei…”. Lasciamo il “sei” il più possibile alla matematica. Le critiche devono sempre essere costruttive e dette in modo che l’altro le recepisca. Altrimenti non sono critiche, ma solo sfoghi che gettano benzina sul fuoco. Se invece la dici al positivo, pensaci bene. Lui o lei è veramente la tua vita? Se sì, vai tranquillo.

8) Non c’è problema. A noi uomini i problemi piacciono. O meglio, ci piace trovare soluzioni ai problemi. Evita di dire a lei che non c’è problema. Resisti coraggiosamente all’ atavico istinto di fornire soluzioni seduta stante. Il problema può anche esserci e magari hai anche la soluzione. Aspetta. Prima dimostrati comprensivo e empatico. Solo dopo potrai indossare l’armatura per andare a sconfiggere il drago-problema per la tua donzella. Così non c’è problema.

9) Attendi. In caso di momenti di tensione è totalmente inutile una comunicazione logica. Attendi. Se una persona non è in grado di recepire un discorso o è in “sequestro emotivo”, attendi. Passerà. Dimostra empatia, comprensione silenziosa, evita di fornire soluzioni. Chi è in “K meno” non può ascoltarti in quel momento.

 10) Colpisci con la tua personalità. Da ultimo lascerei il trading al settore economico. Sono tanti gli uomini, anche intelligenti e di successo, che credono di impressionare una donna con la tecnica del pavone. Ci sono cose che non possono essere comprate. Non ricoprirla di regali. Non puoi comprarla, a meno che non voglia un rapporto mercenario. Il principe del film “Il principe e la ballerina” (1957) svela solo alla fine alla ballerina la sua posizione sociale, quando è sicuro dei sentimenti di lei. Oggi si fa troppo spesso il contrario. Si fa credere ciò che non si è per fare colpo. Colpisci con l’empatia, con la simpatia, con l’arguzia, con l’intelligenza, con la sensibilità, prima di correre da Bulgari. Potrebbe anche non essere necessario. Vinci per ciò che sei. Buon San Valentino!