Angelo in ecografia. Madre si converte

L’ecografia di un feto ha sorpreso tutti. La notizia è stata diffusa da The Mirror il 4 gennaio 2016. Kelly Lewis – 26 anni, del Galles –  ha condiviso l’immagine che mostra quello che sembra un angelo chino sulla sua bambina, con la faccia di un cherubino sorridente sopra. La madre ha detto che una sua amica aveva individuato la figura celeste nell’ecografia. Ha detto: “Il mio amico ha visto la scansione del demone e gli ricordava l’ecografia del mio bambino nel 2012. “Sembra proprio come un angelo è chino su il mio bambino, con un volto cherubino che si libra sopra il piccolo. Nessuno poteva credere ai suoi occhi quando è stata mostrata l’ecografia”.

Nel settembre scorso l’ecografia di gravidanza della ventunenne Jade Hornsby aveva messo in luce l’immagine del nonno che baciava il bambino. Suggestione o realtà?

 

PAY-Grandad-in-baby-scan

 

Redazione


Chiese cristiane e culti a luci rosse

Esistono chiese cristiane a luci rosse? Sì…

Oneida

Fondata da John Humpherey Noyes nel 1831. (Vermont, Stati Uniti)

Insiste sulla continenza maschile. Il termine esatto è coitus reservatus. Il rapporto sessuale non deve mai condurre all’eiaculazione. «Il nostro metodo – sosteneva Noyes – insegna agli uomini la ricerca dei piaceri spirituali del sesso, lasciando la parte più sensuale del coito ad occasioni più adeguate». Troviamo un’analogia con la pratica taoista: «Se un uomo compie l’atto (sessuale) senza emettere seme (ching), allora la sua essenza Yang sarà forte. Se lo fa due volte, il suo udito e la sua vista saranno acuti. Se lo fa tre volte, ogni malanno sparirà… Se lo fa dieci volte, sarà come un Immortale». La pratica trovò scarsa attuazione nella setta.

Molto più apprezzato è il matrimonio di gruppo, chiamato “matrimonio complesso”. Esplicito è un testo del 1867: «Abbiamo lasciato la forma semplice del matrimonio… l’onore e la fedeltà che che costituiscono un matrimonio ideale possono esistere sia tra duecento sia tra due». (Oneida Community Handbooks).

Tra le loro credenze:

Matrimonio complesso. Ogni uomo è sposato ad ogni donna.
Continenza maschile. Coito senza eiaculazione.
Ascending Fellowship. I “membri centrali” della setta iniziano le vergini al matrimonio complesso.

Shakers (The United Society of Believers)

Fondati da Ann Lee nel 1772 a Manchester, Inghilterra.

Ann Lee era convinta di essere la reincarnazione femminile di Gesù Cristo.

Mentre si trovava in prigione a Manchester, nel 1770, ebbe una visione di Adamo ed Eva che nel giardino di Eden si gustavano i piaceri del sesso… A quanto pare la visione fu così scioccante che la convinse dell’origine del peccato… Una successiva visione di Cristo le rivelò che la lussuria è l’origine del peccato.

Vivono in comunità isolate nel Maine (Stati Uniti) in castità assoluta. Le comunità organizzate di Shakers, influenzate dai Quaccheri, fornirono lo spunto a molte teorie sociali, da quelle di Robert Owen a quelle di Friedrich Engels.

Bambini di Dio (The Family)

L’Induismo ha, tra le religioni tradizionali, il maggior numero di riferimenti sessuali espliciti. I Children of God non hanno nulla a che fare con esso, anzi, provengono dal Cristianesimo. Ma del sesso hanno fatto la loro bandiera. Il loro motto è tutto un programma: «Il sesso è per Gesù». Alleluja!

La “setta più sessuale del mondo” è stata fondata nel 1969 da David Brandt Berg (1919-1994), pastore della Christian and Missionary Alliance degli Stati Uniti. Dio cambiò il nome (e quindi diede una nuova missione) a Giacobbe-Israele. David Berg il nome se lo cambiò da solo in Mosè (Moses) Berg, detto “MO”. Suonava meglio. Qualcuno disse che era suonato anche lui. Perché? Forse a motivo del proclamato “Adescamento per Gesù” introdotto nel 1974: le “Bambine di Dio” si prostituivano gratuitamente per trovare nuovi seguaci. Fu chiamata in seguito pesca amorosa (FFing, Flirty Fishing), dal passo evangelico «vi farò pescatori di uomini» (Mt 4,19). Il fondatore scrisse nel rapporto annuale del 1979 che «le (Ffers – Flirty Fishers) pescatrici amorose diedero testimonianza a più di un quarto di milione di anime, ne amarono più di venticinquemila e ne convertirono al Signore circa diciannovemila”. Nel 1977 Berg e la sua segretaria Maria (seconda moglie in poligamia) furono citati in giudizio per questa “forma di proselitismo”. Erano comunque proibiti sia il reggiseno sia la gonna o qualsiasi indumento “sexy”, durante la pesca amorosa. Parola di “MO”. Era sufficiente «farsi tutto a tutti» per rendersi attraenti, secondo la Parola di Dio: «Mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno». (1 Cor 9,22) Ma di certo San Paolo non intendeva in quel senso…

Se qualche lettore è già in partenza per andare ad incontrare le “Bambine di Dio” è meglio che sappia che nel 1987 la pesca amorosa fu abbandonata a causa delle critiche e dei pericoli dell’AIDS. I Bambini di Dio stimano che la flirty fishing raggiunse un milione di persone. Duecentomila divennero adepti in seguito a contatti sessuali. La pesca amorosa divenne DFing (Daily Food Fishing) insistendo più sulla predicazione della Parola di Dio (Cibo giornaliero – Daily Food).

Nell’aprile 1980 Moses Berg stabilì che i bambini (nel vero senso della parola) dovessero sposarsi e unirsi sessualmente appena fosse loro fisicamente possibile. In seguito arrivò a sostenere che né l’incesto, né il sesso con i bambini in grado di farlo, fosse proibito da Dio e che non doveva sussistere alcuna età né limitazione relazionale all’attività sessuale.

I Bambini di Dio respingono i principali dogmi del Cristianesimo e professano il sesso “libero” come “dono di Dio”.

Gli attuali dodicimila Children of God o The Family vivono in settanta colonie nel mondo. Tra le loro credenze vi sono:

Gesù ebbe relazioni sessuali con Marta e Maria, le sorelle di Lazzaro.
Il piacere sessuale, dalla masturbazione al coito è un dono di Dio. E’ un’attività che va pienamente goduta come scopo di vita.
Lo Spirito Santo ha una natura femminile e viene chiamato “Santa Regina dell’amore”.
I membri (di ambo i sessi) devono masturbarsi fantasticando un’unione sessuale con Gesù.
L’Arcangelo Gabriele ebbe un rapporto sessuale con la Vergine Maria al momento dell’annunciazione. (The Gabriel doctrine)

Mosè Berg, considerato il “profeta della fine del tempo” inviato da Dio, comunica alle comunità con le letttere di MO aventi per tema centrale… c’era da dubitarlo? Il sesso. Perché Dio è amore ed è Colui che creò il sesso. Fatto sta che “MO” (antisemita) incoraggiò l’omosessualità, l’incesto, l’adulterio, la fornicazione, la pedofilia, la poligamia…

Secondo “MO” Berg «Abbiamo un Dio sexy ed una religione sexy ed un leader sexy. Così, se non vi piace il sesso fareste meglio ad andarvene».

Moonisti

Chiamati anche “Associazione dello Spirito Santo per l’Unificazione del Cristianesimo Mondiale”. Fondati da Sun Myung Moon nel 1954. Apparizioni? Certo, a sedici anni gli apparve Gesù mentre era in preghiera su una montagna della Corea del Nord. I principi della chiesa gli erano stati rivelati da Cristo, da Mosè, da Dio e da Buddha. Cose che noi poveri mortali neanche ci immaginiamo. Purtoppo sua moglie non lo capì e lo lasiò proprio mentre era tutto intento a fondare in Corea del Sud la Chiesa Unificazionista. E non solo quella. Una rete di industrie miliardarie e la Federazione Internazionale per la Vittoria sul Comunismo. Nel 1972 gli apparve ancora Gesù: doveva preparare il suo ritorno.
Moon è stato uno dei cento coreani che si sono proclamati “Il Cristo” nel XX secolo. Un vizietto nazionale? Gesù lo aveva predetto: «Sorgeranno falsi Cristi e falsi profeti». (Lc 24,24), ma si sa, tanti cristiani non hanno neppure una Bibbia in casa, figuriamoci leggerla. Risultato: due milioni di membri seguono Moon, in 120 paesi. I fedeli raccolgono 200 milioni di dollari la settimana per la beneficienza all’impero di Moon, nuovo Cristo.
Ma che c’entra il sesso? La salvezza si ottiene in tre modi a scelta: Rapporti sessuali con Moon, per le donne. Rapporti intimi con donne unitesi con Moon, se uomini. Lavorare a tempo pieno per l’Associazione e bere il sangue di Moon (due gocce in 300 litri con altri 21 ingredienti) alla cerimonia del matrimonio collettivo.
«Dato che Moon era un uomo puro, il sesso con lui serviva a purificare il corpo e l’anima, e i matrimoni degli adepti erano invalidi sino a quando le spose giacevano con Moon». (The Spirit of Sun Myung Moon, Zola Levitt, p. 13). Lui e sua moglie si cosiderano i veri genitori dell’umanità. Riesce a far convivere il suo ideale di pace mondiale pacifista con la proprietà della maggiore industria coreana di armi. Moon in persona forma le coppie e le sposa. Loro si fidano. D’altra parte… Dio li fa e poi li accoppia e per loro Moon è un dio. Nel 1970 egli celebrò contemporaneamente settecentonovantuno nozze a Seul. Nel 1992 sposò simultaneamente trentamila coppie, di cui ventimila in uno stadio e diecimila via satellite. Nel 1995 sposò altre trecentosessantamila coppie in un sol colpo. Ma oggi come allora i coniugi devono aspettare a consumare il matrimonio per tre anni, per purificare il sangue della prole. I rapporti prematrimoniali sono proibiti e il divorzio è consentito solo se uno degli sposi lascia la setta.

 

The Way International

Fondati da Victor Paul Weirwille nel 1942 a Knoxville, Ohio, USA.

Se per i “Bambini di Dio” il concepimento di Gesù avvenne per opera (sessuale) dell’Arcangelo Gabriele, lo stesso fatto per questa setta avvenne per mezzo dell’unione fisica tra lo Spirito Santo e Maria. Inoltre, Giuseppe e Maria ebbero rapporti prima della nascita di Gesù.

Raeliani

Presenti anche in Italia. Ufo e sesso. Culto fondato da Rael (al secolo l’ex giornalista Claude Vorilhon) in Francia. Nel dicembre 1973 un piccolo alieno nel cratere del Puy de Lassolas, nei pressi di Clermont-Ferrand lo avvicina e lo invita a ripresentarsi all’indomani con la Bibbia per spiegargli le verità dell’Antico e Nuovo Testamento. Credono che la salvezza provenga dagli extraterrestri, creatori del genere umano. Traducono il termine biblico Elohim (Dio) con “coloro che vennero dal cielo”. I quarantamila adepti in ottanta paesi credono che usando del DNA gli scienziati alieni avrebbero creato la terra. Nel 1997 la setta ha fondato la Valiant Venture, Ltd., per offrire un servizio di clonazione alle coppie sterili e omosessuali.

I raeliani praticano la “meditazione sensuale” per sviluppare i sensi. Tecniche insegnate a Rael dagli extraterrestri per decondizionarsi, disinibirsi godendo ogni sensazione col massimo piacere. Non è una vera e propria meditazione, ma la presa di coscienza del proprio corpo mediante l’unione fisica con uno o più partner del proprio o dell’altro sesso. Il raelismo condanna il matrimonio e insegna la massima libertà sessuale in cui tutto è permesso, orge comprese. Predicano il divorzio dai genitori, la masturbazione come tecnica disinibente. Giustificano l’aborto, l’omosessualità e l’eutanasia. Loro simbolo è il manji, (la svastica buddhista che Hitler adottò invertendone il senso), circondata dalla stella di Davide. La “Chiesa Raeliana” attende una visita degli extraterrestri entro quaranta anni e si dedica alla promozione del piacere sensuale. Gli amanti degli alieni hanno distribuito migliaia di preservativi davanti a diversi licei cattolici di Montreal (Canada), nel 1992. L’anno seguente hanno tenuto un seminario sulla masturbazione, di cui ovviamente si sono occupati molti media. Immancabile l’appuntamento annuale in luglio nel Quebec (dove vive Rael) per il convegno nudista.

Chiese

La Relevant Church è una “chiesa cristiana moderrna”. Si ritrova presso il Club Italiano di Ybor City, in Florida, Stati Uniti. Si rivolge a studenti universitari, professionisti e famiglie giovani. La loro missione è “renderti facile la strada per venire in chiesa”. “Vogliamo che sperimenti della bella musica, messaggi di incoraggiamento, gente amichevole”. E così un bel sito che si apre con musica rock cristiano dei Tenth Avenue South, sfondi particolari da realtà urbana e una nuova proposta che farebbe esclamare al Papa “Oh, mein Gott” (Oh, mio Dio!”). La “30 days Sex Challenge” (“Sfida Sessuale di 30 giorni”) del pastore Paul Wirth e di sua moglie Susie. Insomma, una chiesa freak. il libro 30daysexchallenge si rivolge alle coppie per aiutarle nella riuscita spirituale, emozionale, sessuale, fisica. Con un “approccio olistico” Relevant vuole costruire l’intimità della relazione e ridare alla coppia una fresca passione. Wirth chiede ai suoi fedeli di trasformare ogni giorno un verso della Bibbia in amore passionale.

Il Sacred Sex Weekend (Fine settimana del sesso sacro) è invece l’iniziativa della grande chiesa texana Fellowship of the Woodlands. I fine settimana di sesso sacro hanno lo scopo di indicare una vita sessuale in armonia con Dio.

In programmi come “40 Nights Great Sex” (40 notti di grande sesso), della New Direction Christian Church di Memphis, Tennessee, il pastore di colore Stacy Spencer e sua moglie Rhonda organizzano ritiri in convento con 252 coppie sposate per discutere di pratiche sessuali matrimoniali molto esplicite…

Al suo opposto c’è la Chiesa antiporno delle tre X che opera a Las Vegas, USA. Ti fa anche un test online. La missione di questa chiesa evangelica è quella combattere la porno-dipendenza. Non male per una chiesa che ha sede nella capitale del vizio. Ma gli adepti non si limitano a proclami moralistici: organizzano conferenze in college, chiese e centri di comunità. «Las Vegas è la città del peccato ed è qui dove dobbiamo essere» dice convinto Craig Gross, il fondatore. Tra gli annunci online della chiesa vi è una ricerca di ragazze per un lavoro part time da gennaio a maggio: il lavoro consiste nel convincere le persone a non entrare nei bordelli e locali di strip di Las Vegas. Il colorato pulmino della chiesa con scritta XXX Church.com gira per la capitale del vizio per redimere pecorelle smarrite. Mostra video di testimonianze online di ex dipendenti dalla pornografia. Strip Church le pensa proprio tutte per redimere dal vizio. Offre passaggi gratis all’aeroporto per chi ha finito il soggiorno in hotel e bevande gratis a chi entra nei loro gazebo situati negli alberghi, per poter visionare video di testimonianze di chi ha sconfitto il vizio.

I cattolici lo fanno meglio?

Basandosi su di un’inchiesta condotta tra 5.700 persone Andrew Greeley, autore del libro “Sex. The Catholic experience”, sostiene che i cattolici siano più liberi in confronto al sesso, rispetto ad altre confessioni cristiane. La sua inchiesta su coppie americane sposate sostiene che: Più di due terzi dei cattolici hanno rapporti sessuali, in confronto al 56% dei non cattolici. Tra le persone anziane, la metà dei cattolici dai cinquantacinque anni in su riferisce attività sessuale almeno una volta la settimana, in confronto al 40% degli altri. I cattolici si posizionano meglio riguardo alla scala di sensualità. Il 30% di cattolici riferisce di aver acquistato abbigliamento sexy talvolta o spesso, in confronto al 20% dei non cattolici. Anche i single cattolici sono più attivi rispetto ai protestanti. Solo un terzo di single cattolici adulti ha riferito di essere rimasto in castità durante l’ultimo anno, in confronto al 43% dei single protestanti. Secondo Greely la liturgia cattolica stimolerebbe la mente e i sensi. De gustibus…

Giorgio Nadali


Le opere di misericordia spirituale. 1. Consigliare i dubbiosi

«Segui il consiglio del tuo cuore, perché nessuno ti sarà più fedele di lui» – dice il libro del Siracide (37,13) nell’Antico Testamento. A volte però non è così facile distinguere il bene dal male e fare delle scelte corrette, «perché anche satana si maschera da angelo di luce» (2 Corinzi 12,14). Si maschera da verità, lui che «è padre della menzogna» (Giovanni 8,44). “Se qualcuno di voi manca di sapienza – scrive San Giacomo – la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare mossa e agitata dal vento” (Giacomo 1,5-6). Siamo divisi tra ciò che vorremmo e ciò che dovremmo. Il relativismo è quella visione che mette sullo stesso piano ogni opinione personale. Tutto è valido e non esistono valori validi per tutti. Ciò che io ritengo bene è bene e ciò che io ritengo male è male. Io sono l’autore della mia morale personale, senza riferimenti ad un criterio oggettivo. Io divento il dio di me stesso, come vuole Satana (Genesi 3,5). Il relativismo porta a non comprendere che il bene e il male possono essere assoluti. Insomma, senza se e senza ma, Come dice Gesù: “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”. (Matteo 5,37).

Il dono del consiglio è molto importante oggi proprio perché è diffuso il relativismo, cioè la confusione tra bene e male. Siamo divisi tra ciò che vorremmo e ciò che dovremmo e confondiamo i nostri diritti con i nostri capricci. Il relativismo porta a non comprendere che il bene e il male possono essere assoluti. Insomma senza se e senza ma, Come dice Gesù: “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”. (Matteo 5,37). È uno dei tre mali filosofici della società moderna, che conduce di conseguenza alla nascita e diffusione di presunti (falsi) che si crede di avere e invece non si hanno. Mi invento quindi i diritti che mi fanno più comodo. Se non c’è più una norma oggettiva con la quale confrontarsi – che in ultima analisi è Dio stesso – tutto diventa possibile e diviene invece impossibile criticare e condannare anche il male più efferato non potendolo confrontare con la Verità assoluta. Tutto è possibile. Ma questa è la rovina dell’uomo. “Se Dio non esiste tutto è concesso” – scriveva Dostoevskij.

L’uomo si sostituisce a Dio e diventa lui stesso la fonte della norma morale e il suo egoismo diviene il punto di rifermento per ogni scelta. È ciò che voleva Satana nel racconto biblico di Adamo ed Eva: «Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». (Genesi 3,5). La conseguenza è il terzo male filosofico moderno: l’individualismo etico. Io mi creo la morale che mi fa più comodo. Il peccato non esiste. Mentre per un cristiano c’è una sola Verità: Gesù Cristo. «Io sono la via, la verità e la vita» (Giovanni 14,6) «La verità vi farà liberi» (Giovanni 8,32). Il male rende meno uomini. Consigliare nella Verità chi è nel dubbio è agire nella carità per orientare le scelte verso il bene e quindi la felicità della persona. Consigliano i dubbiosi i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti illuminati da Dio, i direttori spirituali laici e religiosi  e chiunque abbia la competenza e la buona volontà di aiutare chi è nel dubbio. Durante la messa per eleggere il nuovo Papa – che sarebbe poi stato lui – il cardinale Joseph Ratzinger ricordò che «si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. È lui la misura del vero umanesimo».

Il relativismo nega i valori assoluti e mette nel dubbio le coscienze appiattendo ogni scelta etica come ugualmente valida e accettabile. Il suo predecessore – papa San Giovanni Paolo II – osservava nell’enciclica sulla fede e la ragione (Fides et Ratio) che «sono derivate varie forme di agnosticismo e di relativismo, che hanno portato la ricerca filosofica a smarrirsi nelle sabbie mobili di un generale scetticismo. Di recente, poi, hanno assunto rilievo diverse dottrine che tendono a svalutare perfino quelle verità che l’uomo era certo di aver raggiunte». Confondere le coscienze e il bene col male, lasciare l’uomo nel dubbio e “cambiare le carte in tavola” è una delle specialità di Satana. Difatti nell’enciclica sulla verità (Veritatis Splendor) scrive: «Chiamati alla salvezza mediante la fede in Gesù Cristo, “luce vera che illumina ogni uomo” (Gv 1,9), gli uomini diventano “luce nel Signore” e “figli della luce” (Ef 5,8) e si santificano con “l’obbedienza alla verità” (1 Pt 1,22). Questa obbedienza non è sempre facile.

In seguito a quel misterioso peccato d’origine, commesso per istigazione di Satana, che è “menzognero e padre della menzogna” (Gv 8,44), l’uomo è permanentemente tentato di distogliere il suo sguardo dal Dio vivo e vero per volgerlo agli idoli (cf 1 Ts 1,9), cambiando “la verità di Dio con la menzogna” (Rm 1,25); viene allora offuscata anche la sua capacità di conoscere la verità e indebolita la sua volontà di sottomettersi ad essa. E così, abbandonandosi al relativismo e allo scetticismo (cf. Gv 18, 38), egli va alla ricerca di una illusoria libertà al di fuori della stessa verità». «Che cos’è la verità?» si chiede Ponzio Pilato davanti a Gesù (Giovanni 18,38). Consigliare i dubbiosi è aiutare a trovare la verità. L’opposto del confondere le coscienze. La verità non ammette compromessi (“non dire falsa testimonianza” – ottavo comandamento) a costo della propria croce e a costo delle persecuzioni che possono arrivare dalla società e dalla cultura relativista nemica della Via, della Verità e della Vita (Giovanni 14,6). Il cristiano non ha la verità in tasca. L’ha nel cuore. Una sola Verità: Gesù Cristo.

Redazione


Tutti possiamo comunicare con i trapassati

“Tutti possiamo comunicare coi trapassati”, assicura il medico…
Il dottor Claudio Pisani è un mio amico dotato di una personalità assai vivace e singolare, nonché di una intelligenza assai lucida e orientata in senso pratico. Altrettanto singolare è la sua esperienza, poiché Claudio ha saputo trasformare lo straziante dolore del padre che si vede partire per l’altro mondo figlioletto minore di sei anni nella passione del ricercatore , il quale vuole vederci chiaro. “Dio ha permesso che il bimbo partisse per l’altro mondo, ma dove è scritto che non ci potremo più n rivedere né sentire sino al giorno del nostro trapasso? Se l’aldilà esiste, deve pur esistere anche un modo per comunicare i qualche modo con quella misteriosa dimensione, tanto più che, da che mondo è mondo, sono sempre circolate, seppur spesso in termini vaghi e confusi,notizie di presunte comunicazioni con l’altra dimensione””, si diceva Claudio, da quell’uomo razionale che è sempre stato.
Detto fatto: nel giro di poco tempo Claudio, assieme alla moglie Giovanna, si mette alla ricerca di vari “medium” ritenuti attendibili, affrontando lunghi viaggi in vari Paesi, compresi gli Stati Uniti. Come sempre succede in questi casi, la pazienza viene premiata: i due coniugi ottengono svariati messaggi da numerosi medium, in grado di convincere chiunque vuoi dell’autenticità della fonte vuoi della attuale sorte, assolutamente invidiabile del figlioletto.
Tuttavia Claudio, il quale era già diventato quel grande ricercatore nel campo della scienza di confine che è tuttora, non si sentiva ancora soddisfatto di tutto ciò. Consapevole di una grande, ancora purtroppo sostanzialmente ignorata legge di natura, la quale vuole in linea di principio possibili a una specie intera (nel nostro caso, quella umana) le prestazioni che riesce a raggiungere un membro solo della razza in questione, si chiedeva perché mai ciò non dovesse valere anche per la comunicazione con l’altra dimensione, una volta accertata l’autenticità del fenomeno (fatto del quale ormai era sicuro). In effetti, da più parti – e da più “medium”- si era sentito dire che tale grande possibilità è accessibile a tutti.. Il problema, a quel punto era solo uno: trovare la strada.
Il medico di Lauria (Potenza) prosegue allora la sua ricerca, finché si imbatte in Bruce Moen, interessante e singolare figura di ingegnere informatico americano, sulla quale torneremo. Fu come la scintilla nel motore. “Grazie al metodo ideato e insegnato da Moen sono giunto, alla fine degli Anni Novanta, alla consapevolezza in virtù della quale posso dichiarare con tutta sincerità”, spiega il dottor Pisani, che in fin dei conti, non è nemmeno necessario rivolgerci ai “medium” per contattare i nostri cari. Possiamo pure “andare a trovarli” noi. Io ce l’ho fatta di conseguenza, tutti possono riuscirvi. Seguendo appunto il metodo citato, Claudio, oltre a incontrare il proprio figlioletto (come è logico), “si sintonizza sulla. lunghezza d’onda” di un determinato trapassato, per voi verificare rigorosamente, assieme al congiunto che gli ha chiesto il contatto, l’attendibilità dei dati acquisiti. I risultati sono sorprendenti. Ad esempio, una volta si rivolse a lui la moglie di un giovane appena trapassato in circostanze ancora poco chiare.

Come è suo costume, il “medico-medium” non aveva voluto sapere altro all’infuori del nome del trapassato e del grado di parentela che lo lega a chi si rivolge a lui. “Una volta raggiunta attraverso la meditazione il livello profondo, percepii perfettamente il giovane, del quale riuscii a fornire una descrizione fisica che poi risultò molto azzeccata. Quindi mi furono mostrati, come in un film, gli ultimi giorni della sua tormentata esistenza. Vidi il suo arresto, da parte di una pattuglia di carabinieri, scene della sua detenzione, quindi il rilascio, seguito da una corsa in moto, che doveva diventare la causa del suo trapasso”.
Seguì un commovente dialogo tra il giovane da un lato, la moglie e il figlio quindicenne dall’altro.
In un’altra occasione Claudio ricevette- certo non fu la sola volta- una interessante profezia. “Mio padre, medico anche lui, mi mostrò un novo tipo di strumento diagnostico”, racconta, “una TAC olografica da cui è possibile manipolare le immagini del paziente attraverso lo schermo, come se fossero vere, ossia tridimensionali. Mio padre annunciò che presto l’apparecchio sarebbe arrivato pure da noi e si sarebbe chiamato “3D-TAC”.” Ebbene, circa un anno dopo il prof. Harodl Garner, texano, riuscì a sviluppare i primi filmati “olografici” del mondo. “L’invenzione”, precisa il dott. Pisani, “risulta effettivamente in grado di proiettare immagini olografiche (ossia tridimensionali), le cui principali applicazioni dovrebbero essere radiologiche e militari”.
Claudio mette gratuiatmente la propria consapevolezza e le proprie scoperte a disposizione e ha creato un sito internet allo scopo (www.ampupage.it )

La scienziata che dimostrò l’inesistenza della morte

elisabeth-kubler-ross

C’era una volta una ragazzina che si chiamava Elisabeth. Era una bimba estremamente vivace e curiosa.. Aveva una famiglia che le voleva bene, benché, come era costume dell’epoca, i genitori fossero decisamente severi con lei. Era trigemina: aveva due sorelle gemelle, oltre a un fratello. Crebbe in Svizzera, in un ambiente relativamente agiato. Più si avvicinava all’adolescenza, come d’altra parte è tipico dei temperamenti più intelligenti e più si sentiva irrequieta, stimolata da mille domande, in particolare sul senso della vita. Quando scoppia la Seconda Guerra Mondiale, Elisabeth resta molto colpita dalla tragedia e, al termine del conflitto, organizza un gruppo di volontari, coi quali parte alla volta della Polonia per portare aiuto alle popolazioni devastate dalla guerra. Elisabeth diventa allora la dottoressa Kuebler, si specializza in neuropsichiatria, sposa un collega, il dottor Ross e si trasferisce negli Stati Uniti. Lì decide di perseguire l’intuizione che da tempo le era balenata nella mente: aiutare i morenti. A quell’epoca la giovane dottoressa non aveva affatto le idee chiare circa la vita dopo la vita, così come non le aveva chiare neppure su Dio. Tra l’altro, la rigida formazione religiosa protestante ricevuta in famiglia e a scuola l’aveva lasciata molto perplessa, sicché Elisabeth aveva finito con l’accantonare il problema religioso. Ciò che veramente le premeva era riuscire da un lato a prestare il maggior conforto e sollievo possibile ai pazienti ormai in procinto di lasciare questa esistenza, dall’altro a scoprire il maggior numero possibile di informazioni circa ciò che essi provano e sentivano. Teniamo presenti due punti essenziali: Elisabeth era quindi animata tanto da un grande amore nei confronti quanto da un sincero e profondo desiderio di verità.
Ben presto la giovane dottoressa si accorge di un fatto sconcertante: i moribondi, lungi dal dimostrarsi tristi e infelici, almeno da un certo momento in poi, sembrano vivere una esperienza estremamente gratificante, come se fossero ormai approdati a una isola felice, valicando una invisibile barriera che divide la dimensione terrena da quella destinata a chi ha ormai lasciato il corpo. Ma c’è di più e dell’altro: molti di coloro che erano tornati nella nostra dimensione dopo una condizione di coma o addirittura di morte clinica riferiscono esperienze di luce, di amore e di gioia di intensità tali di cui sulla terra non esisterebbe nemmeno l’ombra.. Sono tutti convinti di aver realmente vissuto quei momenti, spesso accompagnati da incontri con congiunti trapassati.. Insomma, non si tratta di visionari: d’altra parte, riflette la dottoressa, i resoconti di tali presunti “viaggi nell’aldilà” coincidono tutti in termini impressionante, indipendentemente dal fatto di essere riferiti da bimbi di quattro anni o da centenari. Età, grado di istruzione, classe sociale, razza e sesso sembrano proprio non contare nulla: una volta si diceva che davanti alla morte si è tutti uguali, ora verrebbe voglia di dire che nell’aldilà si è tutti uguali (nel senso che viene percepito allo stesso modo). Come se tutto ciò non bastasse, a confermare l’autenticità di tali “viaggi nell’aldilà” contribuisce pure un altro fattore, certo di importanza non trascurabile: molti “resuscitati” riferiscono fatti dei quali dichiarano di essere venuti a conoscenza proprio mentre si trovavano “nell’altra dimensione”.

Di tali fatti viene a più riprese dimostrata l’autenticità: basti per tutti il caso della giovane indiana d’america, entrata in coma a seguito di un incidente automobilistico, la quale, non appena tornò in sé, riferì del decesso del padre, avvenuto a migliaia di chilometri di distanza a causa di un arresto cardiaco. La coraggiosa dottoressa, circondata sin dagli inizi da una équipe di giovani colleghi animati dagli stessi ideali, prosegue con entusiasmo e passione le sue ricerche, le quali confermano massicciamente la convinzione, alla quale era giunta già pochi mesi dopo l’inizio dell’avventura, spiegata in termini estremamente convincenti nella celebre intervista rilasciata poi parecchi anni dopo al periodico Playboy, nel 1969. “A mio parere è da considerarsi attendibile e serio sul piano scientifico il ricercatore, il quale trasmette l’esito del proprio lavoro e inoltre motiva le ragioni sulla base delle quali è giunto alle sue conclusioni. Sarebbe assolutamente legittimo manifestare sfiducia nei miei confronti e persino accusarmi di prostituzione, se io trasmettessi all’opinione pubblica soltanto ciò che a questa piace sentire. Lungi dal me l’idea di convincere o addirittura di convertire il prossimo.

Ora, il mio lavoro consiste essenzialmente nel trasmettere i risultati della mia ricerca. Proprio sulla base di tali ricerche sono giunto alla convinzione base, secondo cui ciò che chiamiamo morte non è altro che il passaggio a un’altra forma di vita, a un’altra dimensione, assai più felice di questa.” Al giornalista che si mostrava (o fingeva di mostrarsi sorpreso) del suo credere nell’aldilà, rispose: “Non si tratta di credere nell’aldilà, bensì di sapere che c’è. La differenza è enorme. Io non credo nell’aldilà, so che c’è.” Facendo un passo indietro di alcuni anni, Elisabeth aveva ricevuto un aiuto molto particolare nella sua impresa. Pur essendosi gettata nell’impresa anima e corpo, infatti, la dottoressa si era trovata ad attraversare un momento di crisi. Pur senza che ciò la smuovesse di un solo millimetro dalle sue convinzioni, nel suo ambiente professionale il suo singolare impegno le aveva creato non poche difficoltà e contrasti, i quali avevano a loro volta causato problemi in famiglia (anche a causa dello scetticismo e della gelosia del marito). Per farla breve, pur a malincuore la dottoressa aveva deciso di abbandonare il campo… Proprio la mattina in cui la attendeva l’ingrato compito di spiegare ai suoi collaboratori la sua scelta, per sciogliere il gruppo, le capitò di imbattersi nell’ascensore dell’ospedale in un personaggio assai singolare.

Una signora elegante e dall’aspetto assai sereno le sorrise e la salutò. “Devo essere proprio esaurita”, pensò Elisabeth. “Adesso mi metto persino a vedere i fantasmi. Mi sembra di trovarmi accanto alla signora Schwarz”. Si trattava di una sua anziana paziente, che la dottoressa aveva seguito particolarmente da vicino nel suo percorso di trapasso, contenta di vederla lasciare questo mondo assolutamente felice. La misteriosa signora, la quale assomigliava appunto in maniera incredibile alla paziente in questione, anche se assai ringiovanita, dopo averla salutata le rivolse la parola. “Buongiorno, signora”, rispose Elisabeth imbarazzata, continuando a interrogarsi circa l’identità della misteriosa donna e non potendo far a meno di constatare con certezza sempre maggiore l’incredibile somiglianza tra la trapassata paziente e lei. “Pensi che l’avevo scambiata per una mia paziente…trapassata.. Non è buffo (cos’ almeno mi dirà chi è, pensava). “Si tratta per caso della signora Schwarz, dottoressa?”, fece l’altra. “Proprio lei? Per caso lei la conosceva?” “Altro che! Io sono la signora Schwarz!” “Ma ma ma…la signora Schwarz è deceduta.. Io stessa ero presente al momento del trapasso..” “Certo, dottoressa, ma lei sa meglio di me che la morte non esiste! Quante volte ne parlammo, ricorda?” “Ricordo perfettamente, ma questo significa che voi potete tornare tra noi?”, chiedeva Elisabeth, sbigottita. “A volte è possibile, d’altra parte ricorderà pure le nostre conversazioni a proposito della comunicazione tra i due mondi e lei si è sempre detta convinta della possibilità di tali contatti.. Comunque, sono venuta per trasmetterle un messaggio importante: il mondo spirituale si congratula con lei e coi suoi collaboratori per il vostro lavoro, ma è assolutamente indispensabile che non molliate, che continuiate.

Da parte nostra, vi forniremo tutto l’appoggio necessario. Occorre che lei trasmetta questo messaggio ai suoi collaboratori e in particolare al Reverendo Johnson (un pastore evangelico attivo presso lo stesso ospedale, il quale si era di recente distaccato dal gruppo di ricerca, dopo aver collaborato con entusiasmo). Comunque, le darò una prova della mia identità: adesso noi andremo insieme al suo studio, dove io mettere per iscritto e firmerò il messaggio che le ho appena trasmesso. Lei potrà effettuare una perizia calligrafica, grazie alla quale, confrontando il messaggio con i documenti conservati nell’archivio dell’ospedale, potrà sconfiggere ogni dubbio. Detto fatto. La visitatrice dall’aldilà, una volta trascritto il messaggio, si congedò da Elisabeth. La perizia calligrafica confermò l’identità della signora Schwarz e naturalmente la dottoressa Kuebler Ross tornò sulla propria decisione, seguita a ruota dal Reverendo Johnson, sicché l’opera di costruzione di un ponte tra i due mondi continuò più alacremente di prima. Né l’intrepida dottoressa si fermò qui: l’”incontro ravvicinato del terzo tipo” con l’altra dimensione la rafforzò nel suo proposito di sconfiggere il tabu della morte, dimostrando al mondo la sua vera natura, quella di passaggio alla dimensione spirituale, studiando a fondo i fenomeni medianici. Come accade non di rado in tali casi, Elisabeth diventò ella stessa protagonista e “tramite” di numerosi fenomeni medianici. Donando speranza e certezze a milioni di genitori, di mogli, di figli segnati da un lutto, non risparmiò nulla di sé nell’intento di trasmettere al mondo le certezze spirituali e scientifiche ad un tempo, alle quali era pervenuta.
Tanto erra convinta di ciò che aveva imparato e insegnava, da volere che il suo trapasso fosse festeggiato alla grande, da parenti e amici. E così fu, nel settembre del 2004.

Marino Parodi


Golem: Come creare un essere automa con la Cabala ebraica

Il golem è nella cabala ebraica, un essere umano senza anima, prodotto dalla combinazione delle lettere dell’alfabeto ebraico.Si tratta di una figura della tradizione ebraica molto popolare nell’antica Boemia, ma anche nei film, da The Golem (1920) di Carl Boese e Paul Wegener, a Golem (1979) di Piotr Szulkin a Stranger than Fiction, di Marc Forster, con Dustin Hoffman (2006). In ebraico moderno la parola golem identifica una persona stupida.

kabala

La parola golem è presente nel Salmo 139,16 tradotta come “embrione”. I fondamenti di questa credenza mistica hanno origine dal Rabbi Eleazar di Worms (1165-1230) i cui scritti trattano in particolare del potere magico dei nomi. Vi sono 231 combinazioni di lettere dell’alfabeto ebraico. Il numero 231 è ricavato dalla moltiplicazione di ventidue parti del corpo umano per le prime undici lettere dell’alfabeto ebraico. Le prime undici lettere hanno un potere creativo. Le combinazioni con le ultime undici lettere hanno un potere distruttivo. Diverse culture presentano la convinzione di poter creare esseri antropomorfi mediante la magia. Nell’ebraismo non è utilizzata la magia, ma la potenza creativa delle lettere dell’alfabeto ebraico. Come sostiene Moshe Idel, la pratica della creazione del Golem costituisce un tentativo umano di conoscere Dio.

Il golem è dunque una creatura antropomorfica (homunculus magicus) cui è stata data la vita usando il nome di Dio. Golem significa in ebraico “materia senza forma”. La più antica narrazione di creazione di golem è legata al rabbino Eliyahu di Chelm (Polonia, 1674 d.C.), detto Baal-ha-shem (il padrone del nome). Nelle leggende medievali ebraiche il golem è creato con il potere della parola ebraica emet, che significa verità. I golem sono creati come servi obbedienti. Durante il Medioevo alcuni passi del libro più importante dell’esoterismo ebraico, risalente ad Abramo e detto Sefer Yetzirah (Libro della Creazione) furono studiati per ottenere il potere mistico di creare e animare un golem. Si credeva che il golem potesse essere attivato da un’esperienza estatica indotta dall’uso rituale di varie lettere dell’alfabeto ebraico. Il Sefer Yetzirah il libro che contiene le sefirot, i dieci modi dell’agire di Dio, è usato per creare il golem attraverso la combinazione di parole presenti in esso. Nel XVI secolo il rabbino Jehuda Löw ben Bezalel di Praga, cominciò a creare golem per sfruttarli come suoi servi, plasmandoli nell’argilla e risvegliandoli scrivendo sulla loro fronte la parola “verità” (in ebraico אמת – emet).

Ma i golem così creati crescevano sempre di più ed era impossibile servirsene. Il rabbino decideva talvolta di disfarsi dei golem più grandi, cambiando la parola sulla loro fronte in “morte” (in ebraico מת – met). Un giorno perse il controllo di un gigantesco golem, che cominciò a seminare distruzione. Jehuda Löw ben Bezalel smise allora di crearli e nascose quelli già creati nella genizah (ripostiglio sacro) della sinagoga Staronova, nel cuore del vecchio quartiere ebraico di Praga dove, secondo alcuni, si trovano tuttora. Nel 1883 la genizah fu rinnovata, ma non vi erano tracce di golem. Secondo altre fonti i golem sono stati rimossi e seppelliti nel distretto Žižkov della capitale ceca. Alcuni ebrei ultraortodossi credono che Maharal (il rabbino Yehudah ben Bezalel, XVI sec. d.C.) creò realmente un golem. Rabbi Menachem Mendel Schneerson (l’ultimo rabbino lubavitico) scrisse che il suo patrigno Rabbi Yosef Yitzchok Schneerson vide i resti di un golem nella genizah della sinagoga Staronova di Praga. Nel museo ebraico di Úštěk (Repubblica Ceca) si trova la statua di un golem accanto all’ingresso.

Giorgio Nadali


Rituali tantrici estremi.1. V.M. 18

Esistono rituali tantrici nel Buddhismo tibetano che prevedono sesso e consumo di feci e urina… Perchè?

 

Quando il Buddhismo ebbe inizio attorno al V secolo a.C. nel Nord dell’India il culto dei sacrifici vedici era già fiorente da secoli. Il Buddha Gautama reagì veementemente contro l’uccisione di animali a scopo sacrificale perché violava la sua ed erano contrari alla virtù della metta (gentilezza amorevole) e della karuna (compassione). Vi è però un’eccezione nel Buddhismo tantrico tibetano. Il Buddhismo tantrico ha usato un’intuizione filosofica per giustificare la sua promozione del sacrificio. Non fa distinzione tra il mondo ordinario e il nirvana, basandosi sulla sunyata (vuoto) di tutto, è possibile utilizzare cose e pratiche normalmente proibite per ottenere la liberazione spirituale (mokṣa). L’autorevole testo tantrico tibetano chiamato Hevajra Tantra (2:7, 5-13) descrive un rito che è un eccellente esempio di sacrificio tantrico.

Dopo un rapporto sessuale rituale (il maithuna) i partecipanti festeggiano con della carne al cimitero, caverne o località di esseri non umani in luoghi desertici. Il testo specifica di disporre nove seggi in cerchio usando cadaveri, pelli di tigre o lenzuoli funerari. La persona che rappresenta Hevajra (una divinità tutelante, o yi-dam) siede nel centro del cerchio delle yogini (praticanti donne). Mentre sta seduto su di una pelle di tigre il partecipante deve consumare “cibo piccante” e “riso reale”. Il primo tipo (cibo piccante) consiste in carne umana, di mucca, elefante, cavallo e cane. La seconda consiste in carne umana di uno qualsiasi di queste persone: un condannato a morte, un guerriero ucciso in battaglia, un uomo virtuoso che è rinato sette volte come essere umano. La settima nascita è connessa con la perfezione del corpo umano e il possesso di sette ombre. L’offerta sacrificale (bali in sanscrito o gtor-ma in tibetano) è consacrata agli spiriti divini presenti al sacrificio e rappresenta la divinità.

tantra1

Quando i partecipanti mangiano i cibi consacrati, assorbono la natura divina della divinità invocata, un processo esemplificato dal sacramento del samaya (legame maestro discepolo). Dopo aver consumato il pasto sacrificale, i partecipanti devono onorare la dea madre. Poi la donna che guida il rituale sorregge un teschio pieno di liquore, una bevanda proibita per i Buddhisti ortodossi, dal quale beve con le mani a forma di loto. Consumando questo pasto di vari tipi di carne umana e animale, lo yogin (fedele) diviene potente. Secondo il Guhyasamaja Tantra [“Tantra della comunità segreta”] (2:17-22) i precisi benefici del sacrificio e la consumazione delle offerte sono collegati al tipo di carne consumata. Il mangiare carne umana consente alle persone di ottenere i tre vajra: poteri del corpo, linguaggio e mente. Il consumo di feci e urina consente al devoto di divenire signore dei poteri magici. Mangiare carne di cavallo assicura cinque doti magiche e mangiare carne di cane conferisce il successo rituale . Agli studiosi non è chiaro se ciò va preso letteralmente o simbolicamente, ma senz’altro diversi adepti prendono, anzi mangiano il tutto letteralmente…

Giorgio Nadali


Il Chöd. La meditazione tibetana con i demoni

Il Chöd è una forma di meditazione buddhista tibetana fondata dalla yogini Machig Labdron (1055-1148) e dal suo guru Pha Dampa Sangye. La meditazione è solitamente eseguita in un campo di cremazione o in un noto luogo infestato da presenze spiritiche dove lo yogin con l’aiuto di mantra (preghiere), un tamburello e una tromba ricavata da un osso umano di tibia visualizza il taglio del suo corpo e l’offerta ai demoni come pasto sacrificale.
Il Chöd ha tre scopi. Lo sviluppo del coraggio, lo sviluppo della compassione per tutti gli esseri viventi, demoni compresi, e lo sviluppo di una visione interiore dello yogini riguardo alla sua intrinseca non esistenza (sunyata). I praticanti del Chöd un tempo formavano una tradizione monastica, ma oggi i loro insegnamenti sono stati assorbiti dalle tradizioni Kagyu e Nyingma. Ad ogni modo vi sono ancora dei yogini del Chöd che si allontanano dai monasteri e vivono in modo selvaggio e non convenzionale. Vengono chiamati a compiere esorcismi.

Gli ornamenti rituali del Chöd sono: l’ornamento a forma di ruota chiamato “gioiello corona” simbolo di Akṣobhya e di consapevolezza incontaminata. Gli orecchini che rappresentano Amitābha e la consapevolezza incontaminata del discernimento. La collana che rappresenta Ratnasambhāva e la consapevolezza incontaminata dell’unità. I braccialetti e le cavigliere che rappresentano Vairocāna e la consapevolezza incontaminata dei fenomeni. La cintura che rappresenta Amoghasiddhi e la realizzazione della consapevolezza incontaminata. Il sesto ornamento è la cenere di un luogo di cremazione spalmata sul corpo.

Redazione