Damanhur. Il tempio dell’Uomo

Damanhur si trova in Piemonte, a Baldissero Canavese, in Valchiusella, valle prealpina tra le più belle del Piemonte, ai confini con il Parco del Gran Paradiso, a 45 Km da Torino. 15 Km da Ivrea. Il Tempio dell’Uomo, la grande costruzione ipogea (sotterranea), dichiarata opera d’arte dalla Soprintendenza alle Belle Arti, è un edificio realizzato interamente a mano in 16 anni di lavoro. La Sala degli Specchi, la Sala dell’Acqua, la Sala della Terra, il Labirinto e la Sala dei Metalli. Il Tempio, è un viaggio iniziatico, la riproduzione ritualizzata delle stanze interiori di ogni essere umano: percorrerne le sale e i corridoi è un pellegrinaggio spirituale aperto a tutti i credi e a tutte le convinzioni. Il Tempio dell’Uomo porta questo nome perché è dedicato alla celebrazione della creatività e della spiritualità in tutte le sue forme. “Costruito nel cuore della montagna, è una città sotterranea dove arte e bellezza diventano un mezzo di comunicazione con il Divino. Le stanze sono collegate tra loro in diversi livelli in un percorso che è legato al viaggio che ogni essere umano compie dalla nascita alla morte e ancora alla rinascita”. Il nome Damanhur significa “città della luce”, deriva da un’antica città egizia consacrata al dio Horus. La comunità è ispirata ai principi della New Age. Per esprimere la loro unione alla natura, gli abitanti della comunità autosufficiente di Damanhur, si sono dati dei nomi di animali (Usignolo, Corvo, Ariete, ecc.). Damanhur ha una costituzione, dei ministeri (agricoltura, commercio, cultura, esteri, finanze), una università (Damanhur University), una bandiera, dei servizi sanitari, culturali, scolastici e una propria moneta, il credito. Oggi i residenti della federazione di Damanhur sono 500. Altri 400 vivono nelle vicinanze del Tempio dell’Uomo. Ogni anno conta più di cinquantamila visitatori.

Damanhur è una Federazione di Comunità e di Regioni basata sull’applicazione pratica di una filosofia spirituale. E’ stata costituita nel 1977, con una organizzazione politica e sociale adeguata nel corso degli anni. Il Tempio dell’Uomo, la grande costruzione ipogea (sotterranea), dichiarata opera d’arte dalla Soprintendenza alle Belle Arti, è un edificio realizzato interamente a mano in 16 anni di lavoro. Damnahur è stata fondata 1970 dal terapeuta torinese Oberto Airaudi, convintissimo di avere scoperto il posto dove «meglio si incrociano le linee sincroniche dell’energia cosmica», si estende su 12 comuni e ha per capitale Baldissero Canavese, è dotata di scuole proprie, dall’asilo alle medie, e batte persino moneta, il Credito, parificato d’autorità a un Euro. Un piccolo Stato nello Stato.

Damanhur ha scuole interne per ragazzi fino a 13 anni. Materie come musica, teatro, informatica e diverse lingue straniere completano il curriculum ufficiale, in accordo con i programmi della scuola italiana. I metodi d’insegnamento damanhuriano combinano l’idea delle classi tradizionali con viaggi frequenti per sperimentare direttamente gli argomenti di studio.
La scuola familiare di Damanhur è giunta al suo 19° anno di vita. Ha iniziato le attività con i piccoli della materna, poi ha aggiunto la scuola elementare, fino a comprendere sia la scuola nido che la scuola media. Oggi frequentano la scuola circa 70 allievi, di nazionalità ed età diverse.
Nel tempo, la scuola di Damanhur ha più volte rinnovato la struttura e l’organizzazione del modello scolastico, sperimentando soluzioni diverse per un insegnamento globale, una cultura che valorizzi le diversità e che sia formativa dal punto di vista della crescita spirituale di ognuno.

Dal maggio del 1999 la Scuola familiare è entrata a far parte dei progetti dell’Associazione Damanhur Education

Il sogno condiviso da tutti i genitori ed insegnanti a Damanhur è di realizzare una scuola nuova e innovativa, che sia il seme e la culla di un’umanità risvegliata e armonicamente ricongiunta alla vita. La formazione dei ragazzi nasce dalla loro partecipazione viva e diretta alle attività che la scuola propone loro, quindi dalla qualità delle relazioni che ognuno impara a sostenere con la realtà fatta di materia, idee e sentimenti. La scuola damanhuriana tende a realizzare una formazione globale: intellettiva, culturale, spirituale, affettiva e sensibile.

l’Associazione Damanhur Education propone alle scuole interessate ed ai singoli l’esperienza acquisita in vari ambiti, soprattutto per quanto riguarda la conoscenza e il rispetto dell’ambiente. Le attività dei ‘Temponauti’ sono curate da professionisti che collaborano con la Damanhur Education nel campo dell’animazione e dell’educazione per giovani ed adulti. La Damanhur University organizza corsi di scienze psichiche, facoltà paranormali, medicine naturali, ecologia, esoterismo.


Un corso di Miracoli

“A Course in Miracles” appartiene all’area dei Nuovi Culti di matrice spiritistica/New Age. Nell’ottobre del 1965 Helen Schucman, docente associato di psicologia clinica alla Columbia University di New York, iniziò a ricevere messaggi attraverso il channelling, da un interlocutore che si sarebbe poi identificato come Gesù Cristo.

Nei dieci anni seguenti la voce ha dettato con voce inaudibile i tre volumi, 1188 pagine, del libro conosciuto come “A Course in Miracles” cioè “Un Corso di Miracoli”. Un testo dichiaratamente neo-gnostico popolare nel New Age, considerata quest’ultima dalla Chiesa Cattolica come neo-gnosticismo e quindi in contrasto con la sua dottrina. 2200 sono i gruppi gruppi nel mondo

Per capire la loro visione ricordo brevemente che con il termine “gnosticismo” si intende un movimento di pensiero, centrato sul concetto di conoscenza, che si sviluppò entro i confini dell’Impero Romano durante il secondo e il terzo secolo dopo Cristo. Con il termine “gnosi” si intende un insieme di tendenze universali di pensiero che trovano il loro denominatore comune nel concetto di conoscenza. Il manicheismo, il mandeismo, la cabbala possono essere considerate forme di gnosi. Se il termine “gnosticismo” riveste una connotazione storica precisa, il termine “gnosi” ne è invece privo. Nello gnosticismo cristiano il salvatore è Gesù Cristo, che porta agli uomini il messaggio divino. Egli è sceso in forma umana per non essere notato dai detentori del potere prima del tempo, ma non era veramente uomo, e quindi non ha preso su di sé la sofferenza e la morte. La questione se già la gnosi precristiana conoscesse la figura di un redentore non può essere risolta con certezza. Poiché il richiamo alla liberazione può essere trasmesso in vari modi, il mito gnostico è fondamentalmente aperto ad ammettere anche la figura di un salvatore: non necessariamente una figura celeste, poiché l’annuncio liberatore può verificarsi anche senza mediazione.

“Un corso nei miracoli è un sistema spirituale di autodidattica che insegna che la via per l’amore e la pace universale è quello di annullare il senso di colpa attraverso il perdono. Questo perdono è per gli altri come per se stessi. Il Corso crede che solo l’amore sia reale e che qualsiasi cosa di negativo sia un’illusione della propria mente, mondo compreso. Il mondo che vediamo è solo un frammento della propria immaginazione e rendersi conto di ciò conduce all’ultima verità: il Paradiso. Il Corso, in opposizione alla dottrina biblica, insegna che l’ego (non Dio) abbia creato il mondo. Il mondo che vediamo è illusorio e Dio non sa che esista. Il Corso mette l’accento sul fatto che non sia l’unica via da seguire, perché “alla fine, tutte conducono a Dio”

“A Course in Miracles” ha pubblicato in inglese un manuale per insegnanti, per aiutarli a migliorare l’apprendimento degli alunni. Inizia descrivendo le caratteristiche dell’insegnante di Dio: onestà, fiducia, tolleranza, gentilezza, gioia, arrendevolezza, generosità, pazienza, fede e mente aperta. Il manuale è scritto sotto forma di domande che uno studente potrebbe porre.

Ad esempio: Chi è un insegnante di Dio? La risposta è la seguente. Un insegnante di Dio è chiunque decida di esserlo. La sua qualifica consiste solo in questo. In qualche modo ha scelto di non seguire i propri interessi in contrasto con quelli di altri. Quando un alunno e un insegnante entrano in contatto inizia una relazione educativa. L’insegnante non è quello che realmente conduce l’educazione. La relazione è divina perché Dio ha promesso di mandare il suo Spirito in tutte le relazioni sante. Nella situazione di insegnamento-apprendimento, ognuno impara che dare e ricevere sono la stessa cosa… L’insegnante di Dio non usa livelli di apprendimento. Ogni lezione di apprendimento-insegnamento implica una diversa relazione al principio, nonostante il fine ultimo sia lo stesso. Fare della relazione una relazione santa in cui entrambi possano guardare al Figlio di Dio senza peccato. .. Chiunque è un insegnante? La tendenza del manuale è di sostenere che ognuno è un insegnante, ma la grande maggioranza consiste in “insegnanti” del curriculum di questo mondo, insegnanti dell’ego. Molto pochi sono gli insegnanti di Dio. Come insegnare? Con le nostre parole, azioni o pensieri? Secondo “A Course in Miracles” noi insegnamo con tutti e tre. Ma ciò che realmente costituisce l’insegnamento è il sistema di pensiero che sta dietro le nostre parole, azioni, e pensieri. Il manuale sostiene che il vero contenuto che si insegna è “ciò che pensi, ciò che sei e ciò che ritieni costituisca la relazione degli altri con te. Per questa ragione, le nostre parole divengono strumenti effettivi di insegnamento per Dio, quando sono sostenute dalla nostra vita, quando “diamo un esempio delle parole in noi”. Quando ci qualifichiamo come insegnanti di Dio? Il manuale riferisce la seguente idea: Diveniamo insegnanti di Dio quando siamo pronti ad insegnare realmente, con i nostri pensieri, parole, e azioni, il sistema di pensiero di Dio. In altre parole, diventiamo un insegnante di Dio quando abbiamo raggiunto un certo posto sulla scala spirituale. Gli insegnanti “generici” di Dio – tutti gli insegnanti di Dio – compresi coloro che insegnano percorsi diversi da “ A Course in Miracles” – raggiungono questo stadio quando sono in grado di fare una singola scelta deliberata in cui non vedono il loro interesse come separato dall’interesse di un’altra persona. Questa non è una scelta che la gente fa abitualmente.

Giorgio Nadali


Le opere di misericordia spirituale. 2. Insegnare agli ignoranti

“Insegnami la dolcezza ispirandomi la carità, insegnami la disciplina dandomi la pazienza e insegnami la scienza illuminandomi la mente”. Secondo Sant’Agostino le tre cose più importanti da insegnare sono la carità, la disciplina e la scienza – intesa come conoscenza. Il verbo insegnare è presente 35 volte in tutta la Bibbia. Gesù stesso insegnava ogni giorno (Marco 14,49). Insegnare è un dovere per i genitori: “ai vostri figli insegnate l’obbligo di fare la giustizia e l’elemosina, di ricordarsi di Dio, di benedire il suo nome sempre, nella verità e con tutte le forze” (Tobia 14,8). La Chiesa è fondata sull’insegnamento degli Apostoli. Questa preghiera, che si suole recitare prima di una sessione di studio d’interesse comune, è arricchita dall’indulgenza parziale. “Siamo qui tutti davanti a te, o Spirito Santo Signore nostro, inceppati, è vero, dai nostri peccati, ma pur spontaneamente riuniti nel tuo nome. Vieni a noi, resta con noi, degnati di riempire le anime nostre. Insegnaci ciò che dobbiamo trattare, come procedere, e mostraci ciò che dobbiamo decidere, affinché con il tuo aiuto possiamo in tutto piacerti. Sii l’unico ispiratore delle nostre risoluzioni, l’unico a renderle efficaci, tu al quale soltanto, con il Padre e con il Figlio, risale ogni gloria”. Secondo la Chiesa Cattolica è concessa l’indulgenza parziale al fedele che impartisce o riceve l’insegnamento della dottrina cristiana.

Colui che, in spirito di fede e carità, impartisce l’insegnamento della dottrina cristiana, può conseguire l’indulgenza parziale estesa anche al discepolo. Insegnare è un’opera di misericordia perché la sapienza avvicina a Dio, quando è presente in un cuore umile. “Tu vuoi la sincerità del cuore e nell’intimo m’insegni la sapienza” (Salmo 50,8). “Il timore del Signore è il principio della scienza; gli stolti disprezzano la sapienza e l’istruzione” (Proverbi 1,7). “Fondamento della sapienza è il timore di Dio, la scienza del Santo è intelligenza”. (Proverbi 9,10). L’ignoranza non è l’analfabetismo. L’ignorante è la persona che non conosce, in particolare in materia di fede, la situazione mondiale è grave. Due terzi della popolazione analfabeta mondiale sono composti da donne. 771 milioni è il numero di analfabeti nel mondo, di cui due terzi sono donne. 137 milioni di giovani e bambini non sanno scrivere né leggere, di cui 61% ragazze. L’opera di insegnare agli ignoranti è legata alla prima opera di misericordia spirituale – consigliare i dubbiosi – e da questa deriva.

Nella Storia della Chiesa moti santi si sono dedicati all’insegnamento. I Santi Cirillo e Metodio hanno inventato l’alfabeto per i popoli slavi, il Cirillico tutt’ora usato in molti Paesi dell’Est, tra cui la Russia. Le prime scuole popolari gratuite in Italia sono state volute da San Giovanni Bosco e dallo spagnolo San Giuseppe Calasanzio, che scriveva: «È missione nobilissima e fonte di grandi meriti quella di dedicarsi all’educazione dei fanciulli, specialmente poveri, per aiutarli a conseguire la vita eterna. Chi si fa loro maestro e, attraverso la formazione intellettuale, s’impegna a educarli, soprattutto nella fede e nella pietà, compie in qualche modo verso i fanciulli l’ufficio stesso del loro angelo custode, ed è altamente benemerito del loro sviluppo umano e cristiano». L’alfabeto per i sordomuti è stato inventato da Padre Ottavio Assarotti del suo stesso ordine religioso. Tuttavia gli “ignoranti” non sono solo i bambini. In Italia vi sono 37 centri dell’Unione nazionale per la lotta contro l’analfabetismo (UNLA).

Vi è però un’ignoranza molto più diffusa. Quella religiosa. Benedetto XVI osservò che uno dei “più gravi problemi della nostra epoca è l’ignoranza religiosa nella quale vivono molte persone, compresi i fedeli cattolici”. Una situazione che va affrontata con decisione, come è stato ribadito nel Sinodo sulla nuova evangelizzazione. “Scarsa conoscenza della persona di Gesù Cristo e un’ignoranza della sublimità dei suoi insegnamenti” di valore universale “nella ricerca del significato della vita e del bene” – ha detto l’attuale papa emerito. In Italia l’ora di religione ha sempre meno iscritti – specie nei grandi centri urbani – e gli insegnanti non vengono sempre difesi da una cultura laicista, proprio da parte di chi dovrebbe sostenerli, cioè le curie che li mandano in prima linea nelle scuole. Uno dei mali delle curie malate di burocrazia, come ha detto Papa Francesco. Una situazione drammatica. Secondo il quotidiano “Avvenire” (dei vescovi italiani) Meno di un italiano su tre riesce a citare correttamente tutti e quattro gli evangelisti (Matteo, Marco, Luca e Giovanni). Neppure uno su quattro sa indicare le tre virtù teologali (fede, speranza e carità). Figurarsi quando c’è da addentrarsi fra le pieghe della Scrittura.

Domandare chi ha dettato i dieci Comandamenti significa vedersi citare in otto casi su dieci un nome impossibile. E poi sentirsi dire che la «mano» è stata quella di Mosè (22%) o di Gesù (9%), finché non si arriva alla risposta giusta: Dio (indicato dal 49%). Del resto appena il 29% ammette di leggere la Bibbia. La frequenza alle funzioni è bassa: solo l’11% (“fedelissimi”) ci va tutti i giorni o più volte a settimana, mentre i frequentatori settimanali (“fedeli”) arrivano al 24%. “Occasionali”, che si recano poche volte l’anno, il 18% e “distaccati”, che entrano in chiesa solo per eventi come matrimoni, funerali o battesimi, arrivano al 27%. Nonostante la fede conclamata, regna una diffusa ignoranza sulla religione, come emerge da domande mirate su temi come la Bibbia e i Vangeli. Da un sondaggio Gfk Eurisko commissionato dalla Chiesa valdese, e dal volume “Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia” a cura di Alberto Melloni (Il Mulino, 2014) circa il 76% si dichiara “credente”; “atei” e “non credenti” arrivano al 15%, gli “agnostici” al 4% e quelli “in ricerca” il 5%. I cattolici praticanti sanno citare almeno uno dei dieci comandamenti (il 43,2%): vanno meglio dei non praticanti (34,90%) ma peggio dei fedeli di altri culti (60,70%). Scarsa la conoscenza del Catechismo: il 24,70% dei praticanti sa citare le virtù teologali, percentuale più alta della media (17,20%). Scuola e università forniscono una formazione religiosa soddisfacente solo al 25%, poco di più giornali e tv (30%).

Giorgio Nadali


Angeli e scienza. La “sindrome del terzo uomo”

Nel calcio c’è il “quarto uomo”. La “sindrome del terzo uomo” è il termine che allude invece ad un misterioso essere che si presenta accanto ai moribondi o alle persone in situazioni molto critiche. Qualcuno parla di fenomeno psicologico. Altri di un vero e proprio essere soprannaturale, come l’Angelo custode. Vi sono testimoni famosi di questo fenomeno. Gli esploratori Reinhold Messner, Frank Smythe, Peter Hillary e Ann Bancroft, e Ron Di Francesco, l’ultimo sopravvissuto agli attacchi dell’11 settembre 2001 al World Trade Center – che sentì la presenza del “terzo uomo” all’ottantaquattresimo piano della torre Sud –  e la microbiologa Stephanie Schwabe. Tutti hanno sentito chiaramente la presenza misteriosa accanto a loro nei momenti critici.

John Geiger descrive il fenomeno del compagno misterioso nel suo nuovo libro The Third Man Factor: Surviving the Impossible. Geiger spiega che il “terzo uomo” è un essere invisibile che interviene nei momenti difficili – quando le persone sostengono un grande stress in una situazione di vita o di morte — per dare conforto, aiuto e sostegno.

Questo essere incorporeo offre una sensazione di speranza, protezione e guida, e lascia la persona convinta che lui o lei non è sola. Se solo poche persone avessero incontrato il terzo uomo, potrebbe essere liquidato come un delirio insolito condiviso da alcune menti stressate. Ma nel corso degli anni, l’ esperienza si è verificata più volte, ai sopravvissuti dell’11 settembre 2001, agli alpinisti, ai subacquei, agli esploratori polari, ai prigionieri di guerra, ai marinai, ai naufraghi, agli aviatori e agli astronauti. Tutti sono scampati ad eventi traumatici e hanno raccontato storie sorprendentemente simili: di aver intuito la stretta presenza di un assistente o di un tutore. La forza è stato spiegata come frutto di allucinazioni o di intervento divino. Recenti ricerche neurologiche suggeriscono qualcos’altro…

Giorgio Nadali

 


Quel diavolo di Satana

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Innanzi tutto è bene distinguere il male da Satana…

Cos’è il male? Direi che è molte cose…

  • Assenza di verità e di bene
  • Inganno
  • Falsità
  • Ciò che rende una persona meno uomo / donna
  • Difetto
  • Ciò che crea sofferenza (fisica, morale, psicologica) a me stesso e/o agli altri
  • Errore
  • Limiti umani (fisici, handicap, malattia, sofferenza innocente), (morali , errori)
  • Ciò che crea illusione
  • Ingiustizia
  • Ciò che è contro la natura umana e i suoi bisogni chiave che secondo Maslow sono: sopravvivenza, sicurezza, stima, socialità, senso alla vita
  • Ciò che è contro la dignità umana
  • Mali sociali moderni 1) Relativismo (non c’è una verità sull’uomo) 2) Secolarismo ( i valori spirituali non servono) 3) Laicismo (odio verso la religione)
  • Ciò che è contrario alla natura di una cosa
  • Ciò che confonde il piacere con la felicità
  • Azione di Satana per invidia contro Dio e le sue creature umane e angeliche
  • Odio

Dal libro “Un’esorcista racconta” di don G.Amorth:

Anche il demonio è una creatura di Dio. Il ruolo di ogni creatura dipende da una impostazione cristocentrica… Alcuni teologi pensano che solo in virtù del mistero della croce gli angeli siano stati ammessi alla visione beatifica di Dio. Molti Padri scrivono affermazioni interessanti. Ad esempio, leggiamo in S. Atanasio che anche gli angeli debbono la loro salvezza al Sangue di Cristo. Riguardo ai demoni, le affermazioni contenute nei Vangeli sono tante: Cristo con la sua croce ha sconfitto il regno di Satana ed ha instaurato il regno di Dio. Ad esempio, gli indemoniati di Gerasa esclamano: “Che c’è tra noi e te, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?” (Matteo 8,29)

Alla luce della centralità di Cristo si vede il piano di Dio che ha creato buone tutte le cose “per lui e in vista di lui”. E si vede l’opera di Satana, il nemico, il tentatore, l’accusatore, per la cui suggestione è entrato nel creato il male, il dolore, il peccato, la morte. E risulta la restaurazione del piano divino, operata da Cristo col suo sangue. Emerge anche chiara la potenza del demonio: Gesù lo chiama “principe del mondo” (Giovanni 14,30); S. Paolo lo indica come “dio di questo mondo” (2 Cor. 4,4); Giovannni afferma che “tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” (1 Giovanni 5,19). Satana era il più splendente degli angeli; è divenuto il peggiore dei demoni e il loro capo. Perché anche i demoni sono vincolati tra loro da una strettissima gerarchia e conservano il grado che avevano quando erano angeli…è una gerarchia di schiavitù, non di amore come esisteva tra gli angeli il cui capo è Michele.

Deve essere ben chiaro che il male, il dolore, la morte, l’inferno (ossia la dannazione eterna nel tormento che non avrà fine) non sono opera di Dio! Un giorno padre Candido stava cacciando via un demonio. Verso la conclusione dell’esorcismo egli si rivolse a quello spirito immondo con ironia: “Vattene da qui; tanto, il Signore te l’ha preparata una bella casa, ben scaldata!” Al che il demonio rispose: ” Tu non sai niente. Non è Lui che ha fatto l’inferno. Siamo stati tutti noi. Lui non ci aveva neppure pensato”.

Dio vuole che tutti si salvino; nessuno è predestinato all’inferno; Gesù è morto per tutti; a tutti vengono date le grazie necessarie alla salvezza.

Sarebbe bello parlare solo di Cristo; ma sarebbe contro ogni suo insegnamento e contro la sua opera. Per cui non arriveremmo mai a capirlo. La Scrittura ci parla del Regno di Dio, ma anche del regno di Satana; ci parla della potenza di Dio e di figli del Diavolo. E’ impossibile comprendere l’opera redentrice di Cristo senza tener conto dell’opera disgregatrice di Satana… Chi toglie Satana, toglie anche il peccato e non capisce più neanche l’operato di Cristo.

Sconfitto da Cristo, Satana combatte contro i suoi seguaci; la lotta contro gli spiriti maligni continua e durerà, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno…Prima di regnare con Cristo glorioso, finito l’unico corso della nostra vita terrena (non esiste altra prova!), ocmpariremo tutti davanti al tribunale di Cristo, per riportare ciascuno quello che fece nella sua vita mortale, o di bene o di male; e alla fine del mondo ne usciranno: chi ha operato il bene per la risurrezione di vita; e chi ha operato il male per la risurrezione di condananna.

Ancora un cenno su questa delicata materia…Come è sbagliato negare l’esistenza di Satana, altrettanto è sbagliato, secondo l’opinione più seguita, affermare l’esistenza di altre forze o entità spirituali, ignorate dalla Bibbia e inventate dalgi spiritisti, dai cultori delle scienze esotiche o occulte, dai seguaci della reincarnazione o dai sostenitori delle cosiddette “anime vaganti”. Non esistono spiriti buonial di fuori degli angeli; né esistono spiriti cattivi al di fuori dei demoni. Le anime dei defunti vanno subito o in paradiso o all’inferno o in purgatorio, come è stato definito da due concili (Lione e Firenze).

Contro le ingiustificate paure del demonio, riportiamo una pagina di S. Teresa d’Avila, tratta dalla sua Vita:

“Se questo Signore è così potente, come so e vedo; se i demoni non gli sono che schiavi, come la fede non mi permette di dubitare, che male mi possono fare se io sono la serva di questo Re e Signore? Piuttosto, perché non sentirmi così forte da affrontare l’inferno intero?… Sapete quando i demoni ci fanno spavento? Quando ci angustiamo con le sollecitudini per gli onori, per i piaceri e per le ricchezze del mondo. Allora noi, amando e cercando quello che dovremmo aborrire, mettiamo nelle loro mani le armi con cui potremmo difenderci e li induciamo a combatterci con nostro immenso pregiudizio… Piaccia a Dio che, sorretta dalla grazia, io ritenga riposo ciò che è riposo, onore ciò che è onore, piacere ciò che è piacere, e non il contrario. Allora farei le corna a tutti i demoni, che fuggirebbero spaventati…
1033. Non possiamo essere uniti a Dio se non scegliamo liberamente di amarlo. Ma non possiamo amare Dio se pecchiamo gravemente contro di Lui, contro il nostro prossimo o contro noi stessi…Morire in peccato mortale senza esserne pentiti e senza accogliere l’amore misericordioso di Dio, significa rimanere separati per sempre da lui per una nostra libera scelta. Ed è questo stato di definitiva auto-esclusione dalla comunione con Dio e con i beati che viene designato con la parola “inferno”

1034. Gesù parla ripetutamente della “Geenna”, del “fuoco inestinguibile”, che è riservato a chi sono alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi. e dove possono perire sia l’anima che il corpo. Gesù annunzia con parole severe che egli “manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno… tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente” (Mt 13, 41-42), e che pronunzierà la condanna: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno!” (Mt 25, 41).

1035. La Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell’inferno, il “fuoco eterno”. La pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira.

1036. Le affermazioni della Sacra Scrittura e gli insegnamenti della Chiesa riguardanti l’inferno sono un appello alla responsabilità con la quale l’uomo deve usare la propria libertà in vista del proprio destino eterno. Costituiscono nello stesso tempo un pressante appello alla conversione: “Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa, quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla Vita, e quanti pochi sono quelli che la trovano!” (Mt 7, 13-14).

1037. Dio non predestina nessuno ad andare all’inferno; questo è la conseguenza di una avversione volontaria a Dio (un peccato mortale), in cui si persiste sino alla fine. Nella liturgia eucaristica e nelle preghiere quotidinae dei fedeli, la Chiesa implora la misericordia di Dio, il quale non vuole “che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi” (2 Pt 3,9).

CHI HA PAURA DEL DIAVOLO?

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Esistono due atteggiamenti sbagliati con cui affrontare la tematica del “male”:
– credere che Satana non esista (e questa è la sua più grande conquista);
– aver paura di lui (pensare che sia più forte di noi, vederlo agire in ogni circostanza).
In realtà basta aprire il Vangelo per confutarli entrambi: si testimoniano numerosi esorcismi compiuti da Gesù, e si possono contare più di cento riferimenti al diavolo (chiamato da Gesù anche “principe di questo mondo”). I discepoli, poi, tornando dalla loro missione erano euforici a tal punto che Gesù dovette intervenire: “Non rallegratevi perché i demòni si sottomettono a voi ma perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”. Dunque tranquilli! Satana esiste, ma non dobbiamo temerlo: temiamo piuttosto il peccato, frutto del nostro deliberato consenso, e causa della perdita della grazia di Dio!

S. Giovanni Crisostomo non esitava a definirlo addirittura “santificatore delle anime”, logicamente non per sua natura, ma in quanto nel combattimento spirituale quotidiano, noi abbiamo l’occasione, con la grazia di Dio, di resistere al male e di radicarci nel bene.
In questa lotta contro gli spiriti del male (Ef. 6,12), siamo grazie a Dio provvisti di potenti armi: abbiamo la preghiera, i sacramenti e l’intercessione degli angeli e dei santi. E come non ricordare l’importantissimo ruolo della nostra Mamma del cielo! La Storia della Salvezza si apre con una profezia di speranza, l’inimicizia tra la Donna e il serpente (Gen. 3,15), e si chiude con una grande profezia di certezza, il combattimento tra la “Donna vestita di Sole” e il “dragone rosso” (Ap. 12,1) di cui ben conosciamo l’esito. Ed è con somma gioia che possiamo annunciare al mondo intero: la vittoria appartiene a Cristo, nostro Sole di Giustizia!

Dal giornale “La Stampa” di Torino, del 27-3-1981 riportiamo l’illuminante pensiero del PAPA: “SATANA ESISTE, HA UN REGNO, UN’AZIONE LOGICA”. Il demonio esiste, ha un suo regno, ha un suo programma che “esige una stretta logica
dell’azione, una logica tale che il regno del male possa reggere: anzi, che possa svilupparsi negli uomini ai quali è indirizzato”. Giovanni Paolo II, che nell’omelia ha citato Newton e Einstein, ha parlato a lungo di Satana, del suo regno contrapposto a quello di Dio: “La lotta tra il regno del male, dello spirito maligno, e il regno di Dio – ha detto – non è cessata, non è finita. E’ entata soltanto in una tappa nuova, anzi nella tappa definitiva. In questa tappa la lotta perdura nelle generazioni sempre nuove della storia umana”. Rivolgendosi poi direttamente ai giovani, il Pontefice ha affermato: “Imparate a pensare, a parlare e ad agire con chiarezza evangelica, chiama epeccato il peccato e non chiamatelo liberazione”. “La Stampa” del 27-3-1981
CORRIERE DELLA SERA – Sabato, 3 Febbraio 1996 – Cronache Italiane

L’esorcista: il satanismo anche colpa della Chiesa (Cattolica)

Luigi Accattoli
ROMA – Se le sette sataniche furoreggiano è anche colpa della Chiesa, che da decenni sottovaluta il fenomeno: l’aveva sostenuto una settimana fa il demonologo monsignor Corrado Balducci e l’afferma ora l’esorcista padre Gabriele Amorth, in un’intervista a «Trentagiorni». E sono due specialisti della materia, con incarichi ufficiali nella Chiesa.

«Non ci sono sacerdoti preparati in tema di culti satanici», aveva detto Balducci: «Pochi si interesano alla demonologia, alla parapsicologia e alla psichiatria». Ed ecco la denuncia del padre Amorth, paolino ed esorcista della diocesi di Roma: «La gerarchia cattolica deve recitare un grosso mea culpa: se si diffondono sempre più pratiche esoteriche e sette sataniche è anche colpa sua. Troppo spesso ha commesso peccati d’omissione nell’insegnamento sul demonio e nel provvedere a fornire rimedi per i fedeli che venivano da lui attaccati».

Il disarmo della Chiesa, secondo Amorth, è quasi totale: tutto «è lasciato alla buona volontà dei vescovi locali», alcuni si rendono conto «del bisogno di avere esorcisti», molte diocesi invece «non ne hanno neppure uno».

Ma il male sarebbe più profondo. Secondo l’esorcista «molti vescovi non credono più nell’ esistenza del demonio» ed è stato «quasi completamente abbandonato l’uso degli esorcismi, ritenendolo un retaggio di “secoli bui”».

Nessuna meraviglia dunque che il satanismo trovi – anche in Italia – un terreno favorevole: «Sempre più numerose sono le persone che praticano lo spiritismo o aderiscono a sette sataniche. E diventata quasi una moda. Talvolta lo fanno con incoscienza, senza sapere a cosa vanno incontro. Ma poi sono costretti a subirne le conseguenze».

Sia Balducci sia Amorth distinguono tra Satana e satanismo. «Non sempre c’è un collegamento», dice Balducci. E Amorth sostiene che «non c’è proporzione tra i casi che hanno bisogno dello psichiatra, il 999,9 per mille e quelli che hanno bisogno dell’esorcista».

LA STAMPA – Sabato, 3 Febbraio 1996 – Cronache Italiane

“La Chiesa dà una mano a Satana”

“E’ stata trascurata la dottrina e molti vescovi non ci credono più”

Il demonologo: troppi errori nell’insegnamento
ALLARME Demonio: lo lancia, dalle pagine del mensile cattolico “Trenta Giorni” il più grande esperto italiano della Chiesa Cattolica, l’esorcista della Diocesi di Roma padre Gabriele Amorth. Con un’accusa bruciante: se Satana sta moltiplicando la sua presenza visibile e tangibile nel nostro Paese, la colpa è anche della Chiesa. “La gerarchia cattolica – tuona padre Amorth – deve recitare un grosso mea culpa : se si diffondono sempre più pratiche esoteriche e sette sataniche, è colpa anche sua. Troppo spesso ha commesso peccati d’omissione nell’insegnamento sul Demonio e nel provvedere a fornire rimedi per i fedeli che venivano da lui attaccati”.
Sempre più persone praticano lo spiritismo, o aderiscono a sette sataniche: “E’ diventata quasi una moda”. Ma poi sono costretti “spesso con terrore a subirne le conseguenze”. E qui si tocca la radice dell’errore commesso dalla Chiesa: “Perché il Demonio – sostiene l’esorcista – non è un’entità impersonale, non è il nome dato dagli psicologi al male astratto che esiste nella società, ma è una persona concreta”. Ne parla il Vangelo, e ne parlano i Padri della Chiesa; ma “purtroppo una cattiva teologia ha diffuso anche all’interno della Chiesa cattolica questa astratta concezione del Demonio che è in aperto contrasto con l’insegnamento del Vangelo, con il magistero, con il sentimento comune del popolo cristiano: anche molti vescovi non credono più nella sua esistenza”. La Chiesa d’altronde “non ha più insegnato correttamente la Dottrina sul Demonio insegnataci dalla Sacra Scrittura, e tramandataci dalla Tradizione. Sì, anche la gerarchia cattolica ha una grossa responsabilità per il diffondersi del fenomeno satanista”.
Gli influssi di natura malefica sono sostanzialmente due: l’infestazione diabolica, e la possessione. L’infestazione si ha quando un demonio “esterno” alla persona l’aggredisce, provocando disturbi fisici o psichici, non curabili dalla medicina. La possessione è rarissima: “Si ha quando all’interno di una persona penetra un demonio, che ogni tanto agisce con le sue membra”. Ma secondo padre Amorth questo è un evento veramente eccezionale: “Non c’è proporzione fra i casi che hanno bisogno dello psichiatra, il 999,9 per mille e quelli che hanno bisogno dell’esorcista. La maggioranza dei casi che curo sono dovuti a infestazione diabolica”.
Ma entrambi questi mali sono in aumento. La prima causa è costituita dalle sedute spiritiche e dall’appartenenza a sette sataniche. “Essendo oggi in esplosione queste vie che espongono a mali malefici e alla stessa possessione – dice padre Amorth – ecco che il Demonio ha buon gioco”. Nelle sedute spiritiche, secondo l’esorcista, “in realtà se interviene qualcuno è il Demonio, perché i defunti sono in paradiso, o in purgatorio o all’inferno”. E questa è una pratica che “anche sacerdoti incoscienti consigliano a genitori che hanno perduto i loro figli”! Il sacerdote cita una statistca: il 36% dei ragazzi in età scolare avrebbe già esperienza di sedute spiritiche. Altre cause del “boom” diabolico sono il peccato grave, e il “maleficio”, cioè un male fatto a qualcun altro per mezzo del Demonio: “Attraverso una legatura, il malocchio, la maledizione, o attraverso i riti della Macumba e del Voodoo. Questi sono i più difficili da combattere”.
[m. tos.]

 

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Mappa del satanismo in Italia

Secondo il sociologo Massimo Introvigne, uno dei maggiori esperti italiani dei culti esoterici, si possono distinguere quattro correnti di satanismo, a ciascuna delle quali si ispirano poi i vari gruppi, anche se poi, nella pratica la distinzione non è mai così netta e spesso riti e motivazioni si mescolano:

1) Satanismo razionalista: Satana è semplicemente il simbolo del Male, di una visione del mondo anticristiana, edonista e immorale;
2) Satanismo occultista: accetta la visione del mondo descritta dalla Bibbia, la stora della Creazione, la cacciata dal Cielo degli Angeli ribelli poi divenuti demoni, però schierandosi “dall’altra parte”, al servizio del diavolo;
3) Satanismo acido: i riti si basano sull’uso di sostanze stupefacenti, orge e abusi psicologici e sessuali. Il culto del diavolo è semplicemente una scusa per eccessi e depravazioni;
4) Luciferismo: è il satanismo di derivazione maniche o gnostica. Lucifero e satana sono oggetto di venerazione all’interno di cosmogonie che ne fanno un aspetto “buono”, o comunque necessario, del sacro.

 

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Ecco di seguito le principali sette attive anche in Italia:

Bambini di Satana: è quella più famosa, per le recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto il suo leader , l’ex guardia giurata Marco Dimitri (la “Bestia 666”, come si autodefinisce). Può contare su circa 60 adepti e ha sede a Bologna. Come impostazione il gruppo si riallaccia alla Chiesa di satana fondata a San Francisco da Anton La Vey nel 1966. I seguaci americani sono stati più volte coinvolti in vicende di abuso di minori e violenze sessuali, ma nella maggior parte dei casi l’adorazione del demonio segue rituali innocui, legati all’occultismo. Recentemente dei seguaci sono entrati in azione anche in Campania, celebrando una messa nera tra gli scavi di Pompei.

Chiese di Satana di Torino: il capoluogo piemontese vanta la comunità di satanisti più attiva d’Italia, 40 mila seguaci secondo il responsabile di una delle sette cittadine, molti di meno secondo le indagini del professor Introvigne, che parla di non più di 5-600 adepti, divisi in due Chiese. Le loro messe nere hanno un rituale meno macabro di quello di altri gruppi: niente orge o abusi sessuali, ma celebrazioni nel corso delle quali viene gridato l’odio a Dio, attraverso la profanazione del Crocifisso e l’uso di amuleti.

Confraternita Luciferiana: con sede a Roma, questa setta guidata dall’occultista Efrem del Gatto segue il culto di Lucifero, ritenuto il “principe perfetto” di gran lunga superiore a Satana. Nei riti si eseguono flagellazioni liberatorie e durante le messe nere si tagliuzzano mani e braccia per offrire sangue al loro signore. Gli adepti sono circa 150.

Cerchio satanico: una setta clandestina, ispirata al pensiero e alle azioni di Charles Manson, con sede a Bassano del Grappa.

Figli di Satana: setta clandestina, attiva in Piemonte, e dedita soprattutto alla profanazione dei cimiteri di campagna.

Ierudole di Ishtar: un misterioso gruppo satanista tutto femminile, di cui si è scoperta traccia a Pescara.

Tempio di Set: è il più importante gruppo satanico americano, fondato nel 1975 da Michael Aquino. La filiale italiana si trova a Napoli, ed è stata accusata di aver organizzato una messa nera nei sotterranei dello Stadio San Paolo.

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Anche Satana ha le sue feste:

Un calendario parallelo, con le sue feste, la sua liturgia e i suoi “santi”. Gli adoratori di Satana hanno precisi appuntamenti, durante i quali le varie sette, nonostante le loro differenze, svolgono più o meno gli stessi riti. Ecco le principali scadenze:

31 ottobre: è il Capodanno di Satana, notte di Sabba e di inizio del nuovo anno. In questa occasione si svolgono molte cerimonie di propiziazione, poiche si ritiene che questa sia la notte in cui ogni richiesta verrà esaudita.

21 dicembre: prima notte di Tregenda, durante la quale i riti demoniaci si mescolano con quelli pagani precristiani.

2 febbraio: è la notte di Candelora, con un Sabba dedicato alla consacrazione delle candele e dei lumi che verranno utilizzati nei riti dei mesi successivi. Ma è anche la notte nella quale gli apprendisti stregoni hanno la loro cerimonia di iniziazione.

21 marzo: altra data importante, quella dell’equinozio di primavera, che si festeggia con la seconda notte di Tregenda.

30 aprile: segna l’inizio dell’estate esoterica, con il Sabba dedicato ai riti propiziatori all’accumulo di denaro e al successo.

24 giugno: terza notte di Tregenda, con riti di protezione per gli aderenti alla setta e lancio di anatemi e malefici contro i nemici.

31 luglio: si svolge uno dei Sabba più importanti, con il quale si respingono gli influssi malefici esterni.

29 settembre: quarta e ultima notte di Tregenda, in occasione dell’equinozio di autunno. È l’appuntamento più colto, quelle nel quale si inneggia alla conoscenza demoniaca.

Giorgio Nadali


Satana e il Leone

Il 13 ottobre 1884, Papa Leone XIII (1810-1903) dopo aver finito di dire Messa si voltò per scendere le scale e crollò, cadendo in uno stato che appariva come un coma o addirittura la morte.
I sacerdoti e anche cardinali si precipitarono al suo fianco, temendo il peggio. Il Papa si rialzò ed era visibilmente scosso. Appariva traumatizzato e si tornò a precipizio al suo appartamento dove immediatamente scrisse una preghiera di esorcismo Leonino: la preghiera a San Michele Arcangelo «proteggerci in battaglia». Affidò poi questa preghiera da dire dopo ogni Messa da quel giorno in avanti. Papa Leone presumibilmente cadde in quello che è conosciuto come un’estasi mistica. Dopo essersi ripreso rivelò che di aver sentito uno scontro tra Satana e Gesù proveniente da davanti al Tabernacolo.

Riferì di aver sentito una voce burbera profonda che il Papa identificò come Satana, che si vantava di poter distruggere la Santa Chiesa cattolica e di mettere tutta la Chiesa sotto il suo dominio, se solo lui avesse avuto «più tempo e più potere». Udì una voce dolce, maschile, dire, «quanto tempo… quanta energia?» La voce profonda rispose «cento anni e potere rispetto a quelli che si darebbe in servizio a me.» Udì Gesù dire, «Così sia». Il Papa riferì di avere poi visto una visione terrificante di demoni malvagi rilasciati dall’inferno. Ha anche detto che all’ultimo minuto, vide San Michele accorrere per ricacciarli all’inferno. Papa Leone XII tornò direttamente nella sua stanza e scrisse l’esorcismo Leonino. Il Papa temeva che Satana avrebbe tentato di distruggere la Chiesa, il deposito della fede e i dogmi della Chiesa. Per cercare di proteggere la Chiesa e tutte le famiglie, scrisse una preghiera per una potente intercessione del grande San Michele Arcangelo.

Tra il 1882 e il 1902 Papa Leone scrisse anche 12 encicliche sul Rosario. Diceva: «Ecco la risposta… Ecco l’arma contro Satana... la potenza del Rosario… mettiti nelle mani della madre di Dio». Nel 1934, tuttavia, la preghiera d’intercessione di Papa Leone è stata cambiata senza spiegazione. È stato sostituita da una preghiera a San Michele (protettore dei Pontefici), che è ancora potente, ma non forte come l’originale. La nuova preghiera recita: «Gloriosissimo Principe delle celesti milizie, Arcangelo San Michele, difendici nelle battaglie contro tutte le potenze delle tenebre e la loro spirituale malizia.

Vieni in aiuto degli uomini creati da Dio a sua immagine e somiglianza e riscattati a gran prezzo dalla tirannia del demonio. Tu sei venerato dalla Chiesa quale suo Custode e Patrono, e a te il Signore ha affidato le anime che un giorno occuperanno le sedi celesti. Prega, dunque, il Dio della Pace a tenere schiacciato Satana sotto i nostri piedi, affinché non possa continuare a tenere schiavi gli uomini e danneggiare la Chiesa. Presenta all’Altissimo con le tue le nostre preghiere, perché discendano tosto su di noi le Sue divine misericordie, e tu possa incatenare il dragone, il serpente antico, Satana, e incatenato ricacciarlo negli abissi, donde non possa più sedurre le anime. Amen». Diversi sacerdoti esorcisti pensano che l’Esorcismo di Leone XIII possa essere liberamente recitato anche dai fedeli laici in forma di preghiera personale per sé stessi. È essenziale essere in grazia di Dio, cioè di non trovarsi in uno stato di peccato mortale.

Questa è una preghiera molto santa, ma non quella originale a San Michele che Papa Leone compose e ordinò di essere recitata in ogni Messa. Si ritiene che le autorità ecclesiastiche l’abbiano sostituita per tenere la gente all’oscuro degli incredibili contenuti ed eventi contenuti della preghiera originale. Più tardi, la Chiesa ritirò anche il mandato a dire anche questa preghiera modificata dopo ogni Messa. Molti cattolici credono che Satana abbia preso di mira uno smantellamento sistematico della Chiesa cattolica tradizionale, tra cui la fede, i dogmi e i sacramenti. I problemi della Chiesa tra cui gli scandali, la perdita di vocazioni e della fede è il risultato del suo aumento di potenza in questo periodo storico. Il XX secolo è stato dato a Satana come un tempo di prova per l’umanità, che è stata la più peccatrice di tutta la storia con tutte le guerre e le atrocità. Satana si sta comportando in modo più aggressivo nel causare l’immoralità, nonostante il suo potere inizi a calare. Papa Leone XIII ebbe un’esperienza mistica. Quell’esperienza, l’originale preghiera a San Michele e la soppressione di quella preghiera rimane uno degli eventi più interessanti e controversi relativi alla situazione attuale, in cui si trova la Chiesa cattolica.


I valori cristiani. 4. L’umiltà. Benessere dell’anima

Umiltà. Una parola che ci mette un po’ a disagio. Cosa significa umiltà? E’ la virtù che si oppone alla superbia. La persona umile non ha una bassa autostima. Ha piuttosto una percezione di sé equilibrata. In sostanza, non si sente né un verme inutile, ma neanche un Padre Eterno. A proposito, nella fede cristiana Dio ha dimostrato facendosi uomo di essere estremamente umile, pur essendo per definizione il massimo della potenza. L’umile quindi non è un dimesso e tantomeno un depresso. Non va in giro a testa bassa. Ma… una persona umile può avere successo? Dipende da cosa intendiamo per successo. Dio vuole sempre il successo dei suoi figli, ma per ottenerlo occorre riconoscere di avere bisogno di lui. È il contrario dell’uomo presuntuoso e autosufficiente. Nel Cristianesimo Dio sceglie l’umiltà per dimostrare la sua vicinanza e il suo amore per l’umanità. Attraverso l’umiltà di una ragazzina ebrea di quattordici anni – nella Nazareth di quasi duemila anni fa – si incarna e nasce a Betlemme in una condizione di disagio e povertà. Maria di Nazareth loda Dio dicendo: «ha guardato l’umiltà della sua serva… ha innalzato gli umili e ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore» (Luca 1,51).

Dunque Dio fa cose grande attraverso gli umili. Dobbiamo però chiarire che gli umili non sono i poveracci e che un poveraccio può benissimo non essere umile. L’umiltà è soprattutto una disposizione interiore, un tratto della personalità. La povertà del Vangelo non è quella materiale. Per viverlo non è necessario fare il voto di povertà. E’ però necessario mettere la propria fiducia in Dio e non nelle cose materiali. Usarle, possederle sì, ma senza avidità rendendole di fatto degli idoli. Lo stesso vale per il denaro. Dunque l’umile ritiene di ricevere da Dio la forza per realizzare i propri sogni, per essere innalzato. Gesù Cristo afferma “prendete esempio da me che sono mite e umile di cuore”. Anche qui è bene chiarire che mite non significa debole. Mitezza significa potenza sotto controllo. Il mite ha il controllo di se stesso. E’ il debole che perde le staffe facilmente. Mitezza e umiltà sono grande amiche. Improbabile riuscire ad essere umili senza essere miti, e viceversa. Arroganza e violenza sono purtroppo alleate. Non necessariamente violenza fisica. La violenza è anche morale e psicologica. Forse le più diffuse. La violenza psicologica più diffusa è la menzogna, la bugia. La violenza morale più diffusa è l’insulto, l’offesa. Quindi l’umiltà aiuta molto ad essere sinceri e a rispettare, a considerare anche l’altro e il suo valore. L’umiltà però non è un comportamento derivante dalla presa di coscienza dei propri insuccessi. Il verbo cauchaomài in greco sta a significare la fiera dignità dell’umile. Ma «Per essere grandi bisogna prima di tutto saper essere piccoli.

L’umiltà è la base di ogni vera grandezza», come ha ricordato Papa Francesco. L’esperienza cristiana favorisce e sostiene l’umiltà. Quali effetti benefici essa può avere sull’affettività? Perché mai la persona matura dovrebbe essere umile? Lo è di fatto? «Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato» (MT 23, 11) «L’orgoglio dell’uomo ne provoca l’umiliazione» (PR 29, 23). «Tutte le visioni, rivelazioni e sentimenti celesti non valgono il minimo atto di umiltà» scrive San Giovanni della Croce . Ed Edith Stein: «Nell’aridità e nel vuoto l’anima diventa umile. L’orgoglio di un tempo sparisce quando in se stessi non si trova più nulla che dia l’autorizzazione a guardare gli altri dall’alto in basso» mentre l’autore de L’imitazione di Cristo afferma: «Quando uno si umilia per i propri difetti facilmente fa tacere gli altri, e acquieta senza difficoltà coloro che si sono adirati contro di lui… Verso l’umile Dio si china; all’umile largisce tanta grazia, innalzandolo alla gloria, perché si è fatto piccolo; all’umile Dio rivela i suoi segreti, invitandolo e traendolo a sé con dolcezza». Non dobbiamo confondere psicologicamente l’umiltà con il senso di inferiorità e con l’assenza di autostima. L’umiltà è piuttosto la coscienza dei propri limiti, la conversione dai propri falsi idoli, l’accettazione di una realtà trascendente la propria esistenza.

Proprio l’affettività matura dà all’individuo la possibilità di essere umile. Questi, avendo scoperto il proprio valore e avendo raggiunto la piena accettazione di sé nell’autostima, non avrà bisogno di crearsi dei sostituti mentali al proprio senso di inadeguatezza e di insicurezza. Sostituti mentali che definiamo come «idoli», ai quali la persona si affida per surrogare la stima di se stessa, generando il sentimento di orgoglio. Quest’ultimo non ha nulla a che fare con l’autostima; è invece la causa di una mancanza di questa. L’individuo orgoglioso dipenderà dalle lodi e dall’apprezzamento altrui come condizione essenziale per autostimarsi ed accettarsi, ben lontano dal semplice bisogno fondamentale di essere amato. In realtà la persona è profondamente dipendente dalla rimozione del suo senso di inadeguatezza e dalla sua conseguente proiezione reattiva, che può dargli l’illusione di sentirsi autosufficiente e superiore. L’esperienza cristiana favorendo l’autostima elimina il falso sentimento di orgoglio (e quindi di «idolatria») sfociante nella superbia.

Incontra come modello di umiltà il Cristo «mite e umile di cuore» (Matteo 11, 29). Ridimensiona l’orizzonte terreno eliminando gli idoli, mettendo l’uomo di fronte alla realtà di creatura limitata. «Perché anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni» (Luca 12, 15), ma allo stesso stimola la consapevolezza e l’impegno alla collaborazione con Dio per realizzare il suo Regno, in un rapporto di fiducia filiale, anche nel momento della caduta e del peccato. «Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati» (Matteo 9, 2). Parole che nella Chiesa continuano a risollevare la persona che è consapevole di valere proprio perché è amata da un Dio più grande del suo cuore (1 Giovanni 3, 20). La persona si pente proprio perché si scopre amata e scoprendosi amata non ha bisogno di cercare «idoli» che compensino la sfiducia in se stessa.

Giorgio Nadali


Conferenza. 2. La scienza dei miracoli: nuove frontiere mediche ed evolutive. 26/01/16 Milano

Martedì 26 gennaio, ore 21, c/o Mondadori, Via Marghera, 28 Milano. Antonio Pala:
“La scienza dei miracoli: nuove frontiere mediche ed evolutive”
antonio-pala“È ormai assodato che, nel bene e nel male, siamo il prodotto delle nostre personali credenze, gran parte delle quali sono radicate nel subconscio e che spesso sono il frutto di una programmazione che inizia i primi anni della nostra vita”, afferma il dottor Antonio Pala, psicologo e psicanalista, ma anche studioso delle medicine olistiche, energetiche e di sciamanesimo. “La soluzione alla maggior parte dei nostri problemi, insieme allo sviluppo del nostro pieno potenziale, risiede nella possibilità di riprogrammare le nostre errate convinzioni subcoscienti e di sincronizzare fra loro i due emisferi cerebrali. A tale scopo utilizzo uno strumento straordinario, lo Psych-k, elaborato da Rob Williams”. Pala presenterà le nuove tecniche olistiche di guarigione, che integrano le dimensioni spirituale, mentale, fisica, ora a disposizione di tutti. Nel corso della serata verranno presentate delle documentazioni medico-scientifiche in video che dimostrano quanto avviene a livello neurologico ed energetico durante le procedure di guarigione e sarà possibile ad assistere e partecipare a un’esperienza diretta. Karmanews

Redazione


Conferenza. 1. Essere felici, essere medianici 12/01/16 Milano

Martedì 12 gennaio, ore 21, c/o Mondadori, Via Marghera, 28 Milano, Marino Parodi: “Essere felici, essere medianici”
2387656Sin da quando eravamo piccoli, ci sentiamo ripetere che la felicità non  consiste nel denaro o nel possedere, bensì nell’interiorità. Facile a dirsi, ma in concreto? “Proprio questa sembra la chiave: imparare a conoscere la parte più profonda e più autentica di sé”, dichiara Marino Parodi, autore di “Nati per essere felici”. “Se è pur vero che ciascuno sceglie il proprio percorso, esistono tuttavia delle meravigliose leggi di natura, la cui validità è stata recentemente riscoperta da importanti ricerche scientifiche, specialmente nel campo della psicologia e della fisica. Imparare a pregare, a meditare, a perdonare, a valorizzare le risorse della gratitudine, della libertà e della determinazione, equivale non solo a vedere il mondo con occhi nuovi ma addirittura a scoprire mondi nuovi, per dirla con la psicologa Marilyn Ferguson. Da qui alla cosiddetta medianità, ovvero la realizzazione del sogno dell’umanità di comunicare con le dimensioni superiori e con i trapassati, il passo è breve. Spiritualità e scienza si integrano in piena armonia: scoprire la potenzialità dell’Amore significa trasformare profondamente la qualità della vita a tutti i livelli”. Karmanews

Redazione