Medjugorje. Ecco perché non verrà riconosciuta dalla Chiesa

Giorgio Nadali

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/30/medjugorie-chiusa-commissione-dinchiesta-bergoglio-scettico-sui-veggenti/

AGGIORNAMENTO 2 FEBBRAIO 2014: PAPA FRANCESCO NON CREDE A MEDJUGORJE

«Il più grande imbroglio nella storia della Chiesa». Così lo definì il vescovo della zona – Pavao Zanić, che  nutrì fin dagli inizi fortissimi dubbi sulle presunte apparizioni, proprio sentendo i protagonisti. Diversi uomini di Chiesa, increduli dinnanzi ad una Madonna troppo “chiacchierona” (11.000 apparizioni sino a oggi dal 1981 sono davvero troppe, soprattutto la quotidianità di tali eventi stona con l’eccezionalità dell’intervento soprannaturale in tutte le Sacre Scritture). 18 sono state le apparizioni riconosciute di Lourdes. Ma tutti i giorni da 30 anni a tutt’oggi a Medjugorje è una vera assurdità. Il caso diventerebbe anche il più grande fenomeno di fanatismo nella storia della Chiesa cattolica. Toni cupi e apocalittici e reazioni scomposte di molti fedeli suggestionati. Tipico della “religiosità ipomaniaca” – come la chiama l’esperto psicologo della religione e psicanalista Giacomo Dacquino,  docente presso la Facoltà Teologica di Torino, l’Università Pontificia Salesiana e la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pavia. Il fanatismo religioso, in buona sostanza. Nulla a che fare con la serenità che viene dalla fede semplice. Una fede che crede più all’amore di Dio, che e a uno arrabbiato pronto a distruggere tutti. Dio non può che amare. E ha mandato Suo Figlio. Abbiamo il suo Vangelo. Altri messaggi sono superflui. A Medjugorje la Madonna avrebbe superato la durata di tre anni della vita pubblica di suo Figlio e avrebbe parlato molto più di Lui, come se il Vangelo non bastasse più…  Una Madonna troppo “apocalittica” – molto distante dalla discrezione di Maria di Nazareth descritta nei Vangeli. Tutti costoro hanno liquidato Medjugorje come un panzana gigantesca per creduloni sempliciotti. Assetati non della Parola, ma del sensazionalismo e del miracolismo bigotto. Di una Madonna showgirl per spettacoli a date fisse c’è n’é già una e non é certo l’umile e discreta Santissima Madre di Cristo. Una Madonna malata di protagonismo, che non indica il Figlio ma solo se stessa (la mia via, la mia missione…) e che fa da anni dell’intervento soprannaturale una routine quotidiana spettacolare non è certo Maria di Nazareth.

Ad oggi le apparizioni sarebbero state 40mila. La Madonna è Madre! – ha detto PAPA FRANCESCO – E ci ama a tutti noi. Ma non è un Capoufficio della Posta, per inviare messaggi tutti i giorni”. “Queste novità – ha affermato il Papa – allontanano dal Vangelo, allontanano dallo Spirito Santo, allontanano dalla pace e dalla sapienza, dalla gloria di Dio, dalla bellezza di Dio”. Perché “Gesù dice che il Regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione: viene nella saggezza”.  http://www.newscattoliche.it/papa-madonna-no-capoufficio-poste/

A Medjugorje in Bosnia Erzegovina, dove ogni anno si recano oltre 2 milioni di pellegrini, è tornata di nuovo una commissione di indagine della Congregazione per la dottrina della fede. Da oltre 25 anni la Madonna apparirebbe ogni giorno ai veggenti e una volta al mese detterebbe un messaggio per l’umanità. Ma il cardinale Bertone non nasconde il suo scetticismo: “Dal 1981 a oggi Maria sarebbe apparsa decine di migliaia di volte a Medjugorje. Questo è un fenomeno non assimilabile ad altre apparizioni mariane”. Per questo il Vaticano ha chiesto all’Opera romana pellegrinaggi (una delle più importanti agenzie di turismo religioso che fa capo al Vicariato di Roma) di depennare dal catalogo le visite al più famoso santuario della ex Iugoslavia. http://www.josp.com/CommerceTab/tabid/88/keys/mariani/language/it-IT/Default.aspx

A tutto ciò si aggiunge un business da parte di alcuni presunti veggenti. Certo, un business si è venuto a creare anche per Lourdes e Fatima, ma non a favore dagli stessi veggenti. Come se Santa Bernadette Soubirous – veggente di Lourdes – avesse aperto un albergo guadagnandoci un sacco di soldi…  Basta confrontare la loro vita con il beato Francisco Marto, con Giacinta Marto e Suor Lucia dos Santos, veggenti di Fatima. O San Juan Diego Cuauhtlatoatzin di Guadalupe… I “veggenti di Medjugorje sono: Vicka Ivanković, Mirijana Dragičević, Marija Pavlović, Ivan Dragičević, Ivanka Ivanković e Jakov Čolo. Quattro dei presunti “veggenti” bosniaci vivono ancora a Medjugorie, una a Monza – sposata con un italiano – e uno fa la spola tra la sua villa con piscina negli Stati Uniti e la cittadina bosniaca. Quest’ultimo – Ivan Dragicevic – nel 1981 era andato in seminario a Visoko, dove ha continuato a ricevere le presunte “apparizioni”. Nel periodo della prima “apparizione”, lavorava in una piantagione di tabacco nelle campagne limitrofe. Dato che a scuola era stato rimandato e non aveva superato l’esame, si pensava che lo studio gli avrebbe procurato minori difficoltà se fosse passato al ginnasio di Dubrovnik. Anche se a Dubrovnik, dopo aver superato l’esame di riparazione riuscendo a passare in seconda classe, non ha tuttavia dimostrato la volontà di proseguire gli studi così come l’aveva per le “apparizioni”, e così è ritornato a casa nel gennaio 1983.

Nessuno dei veggenti ha abbracciato la vita consacrata. Non obbligatoria, ma un fatto insolito per questo genere di eventi. Lourdes e Fatima hanno visto vocazioni consacrate nei veri veggenti e molta discrezione. Nel 1994 Dragicevic si è sposato a Boston con un’americana e così la vocazione al sacerdozio passò irrevocabilmente alla vocazione matrimoniale. L’americana era l’ex miss Massachusetts del 1990, Laureen Murphy, dalla quale ha avuto quattro figli. Ora vive parte dell’anno – da Ottobre ad Aprile – negli Stati Uniti e parte – da Maggio a Settembre a Medjugorje, dove lui e la sua famiglia gestiscono una pensione. Da Ottobre ad Aprile la Madonna gli appare ogni giorno presso la piscina della sua villa di Boston. Perché proprio il periodo Maggio-Settembre? La possibile risposta a questa domanda va ricercata tra i pellegrinaggi dell’agenzia di viaggi americana 206 Tours. Tra le varie offerte, infatti, è presente il pacchetto Prayer Experience with Ivan Dragicevic and Family (“Esperienza di preghiera con Ivan Dragicevic e famiglia”), nel quale viene pubblicizzato e venduto un pellegrinaggio a Medjugorje con alloggio a casa del “veggente”. Stranamente, il periodo in cui Ivan è presente a Medjugorje coincide perfettamente con le date prenotabili per il pellegrinaggio.  Ognuno costa oltre 2000 dollari. http://www.206tours.com/tour1

Tra i motivi di diniego della approvazione della Chiesa per presunte apparizioni vi è: “Qualsiasi tentativo di guadagno finanziario in relazione all’evento supposto”…

In soli 5 anni il “veggente” Ivan Dragicevic ha comprato immobili per un valore complessivo di 1.566.000 dollari, equivalenti a 1.470.953 euro (tenendo in considerazione la valutazione dell’euro al momento delle compravendite). Un americano medio, nei 5 anni avrebbe guadagnato 198.508 dollari lordi, 195.336 euro lordi (tenendo in considerazione la valutazione dell’euro anno per anno). Cifre che, al lordo, sono quasi 10 volte inferiori alla somma spesa dal “veggente”. Come Ivan Dragicevic, anche altri “veggenti” – e i loro parenti – posseggono una pensione a Medjugorje. Il Vescovo di Mostar è finora l’unico canonicamente legittimato ad esprimere un giudizio su Medjugorie e questo giudizio è negativo.

“In questo campo, più che mai, la pazienza è un elemento fondamentale. Nessuna apparizione è indispensabile alla fede, la Rivelazione è terminata con Gesù Cristo”. (Benedetto XVI)

Il 17 marzo 2010 la Santa Sede ha istituito, presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, una speciale commissione internazionale di inchiesta e di studio sulle apparizioni della Madonna di Međugorje, presieduta dal cardinale Camillo Ruini. La Commissione è composta dai seguenti membri: Cardinale Jozef Tomko, Presidente emerito del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali,  Cardinale Vinko Puljić, Arcivescovo Metropolita di Sarajevo,  Cardinale Josip Bozanić, Arcivescovo Metropolita di Zagabria, Vicepresidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa,  Cardinale Julián Herranz Casado, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi,  Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi,  Mons. Tony Anatrella, Psicoanalista e specialista in Psichiatria sociale,  Mons. Pierangelo Sequeri, Docente di Teologia Fondamentale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale,  Padre David-Maria Jaeger, O.F.M., Consultore del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi,  Padre Zdzisław Józef Kijas, O.F.M.Conv., Relatore della Congregazione delle Cause dei Santi,  Padre Salvatore Perrella, O.S.M., Docente di Mariologia presso la Pontificia Facoltà Teologica “Marianum”,  Prof. Dr. Achim Schütz, Docente di Antropologia Teologica presso la Pontificia Università Lateranense, in qualità di segretario,  Mons. Krzysztof Nykiel, Officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, funge da segretario aggiunto. Ai lavori della Commissione hanno partecipato anche alcuni esperti: Franjo Topić, Docente di Teologia Fondamentale a Sarajevo;  Padre Mijo Nikić, S.J., Docente di Psicologia e Psicologia delle Religioni presso l’Istituto Filosofico e Teologico della Compagnia di Gesù a Zagabria, Padre Mihály Szentmártoni, S.J., Docente di Spiritualità presso la Pontificia Università Gregoriana, e  Sr. Veronica Nela Gašpar, Docente di Teologia a Rijeka.

Secondo la fede protestante, anche se fossero davvero scientificamente dimostrati degli autentici miracoli, quali guarigioni connesse a queste apparizioni, andrebbero in ogni caso ascritti come origine a potenze occulte ed ingannatrici che assumono l’aspetto di Maria o di altri santi per ingannare le persone ed allontanarle dall’autentica fede biblica. La Scrittura parla ampiamente di falsi profeti con falsi prodigi: Mt 24,24 e Ap 16,14. Queste apparizioni sono considerate sostanzialmente una forma particolare di spiritismo ed idolatria, anche se piamente mascherati, ma del tutto condannato da Dio: Dt 18,10.

Siti critici su Medjugorje:

http://www.stpauls.it/vita03/0110vp/0110v120.htm (Vita Pastorale)
http://www.stpauls.it/jesus03/0107je/0107je18.htm (Jesus)
http://www.stpauls.it/jesus03/0107je/0107je23.htm (ancora Jesus)
http://www.stpauls.it/fc01/0125fc/0125fc36.htm (Famiglia Cristiana)
http://veritasprimacaritas.googlepages.com/
http://www.sanpiox.it/pub/tradcatt/TClug06.pdf (pagg. 8-34)
http://www.chiesaviva.com/392%20mensile.htm
http://noncredoamedjugorje.blogspot.com
http://www.salpan.org/SCANDALI/CARIS…ntecostali.htm
http://www.salpan.org/SCANDALI/CARIS…-Corvaglia.htm
http://www.effedieffe.com/rx.php?id=…&chiave=savino
http://www.effedieffe.com/rx.php?id=…ria %20chiari
http://www.effedieffe.com/rx.php?id=2194%20&chiave=arai
http://www.ascoltalaradio.it/public/index.php?id=142 (file audio: cliccare su play)

Si può e si deve onorare la Madre di Cristo anche evitando fenomeni dubbi e di fanatismo. Nessuno obbliga un fedele a credere ad alcuna apparizione, nemmeno a quelle rarissime riconosciute dalla Chiesa cattolica. Senza dimenticare che è Cristo il Salvatore. Il resto è solo territorio di guerra contro l’ecumenismo e l’unità dei cristiani.

Apparizioni non riconosciute  Apparizioni riconosciute
1503-1566 Nostradamus, Francia 100-1000 d.C. Alcuni mistici hanno ricevuto una o più rivelazioni private o apparizioni di Cristo, Angeli, e della Madonna. Tra loro Giacomo, Ippolito, Policarpo, Agostino, Crisostomo, Gregorio Magno, Lacanzio, Metodio, Cataldo, Remigio, Cesario di Arles, S. Giovanni Damasceno…
– 1600~ Maddalena della croce, Cordova, Spagna
– 1769-1821 Marie Lenormand, Francia
– 1846 La Salette, Francia, riconosciuta nel 1851 ma condannata dal Sant’ Uffizio Decr. 9 maggio 1923 ed inserita nell’ Index Librorum Prohibitorum (Pio XI)
– 1871-1916 Rasputin, Siberia
– 1861-1922 Felicie Kozlowska, suora francescana scomunicata da Pio X
– 1878 Luigia Piccareta, Corato (I) Condanna Decr. S. Off. 13-07-1938 (Index Librorum Prohibitorum)
– 1931 Ezquioga, Spagna
– 1931 Izurdiaga, Spagna
– 1933 Onkerzele, Belgio
– 1933 Etikhove, Belgio
– 1933 Herzele, Belgio
– 1933 Olsene, Belgio
– 1933 Berchem-Anvers, Belgio
– 1933 Tubize, Belgio
– 1933 Verviers, Belgio
– 1933 Wilrijk, Belgio
– 1936 Bouxiers-aux-Dames,  (F)
– 1936 Ham-sur-Sambre, Belgio
– 1937 Voltago, Italia
– 1938 Kerizinen, Francia
– 1943 Girkalnis, Lituania
– 1943 Athis-Mons, Francia
– 1944 Ghiaie di Bonate, Italia
– 1945 Ida Peerdeman, Amsterdam (NL), condannata dal Vescovo Huibers il 7.5.56, conferma Santa Sede Cardinal Pizzardo il 13.3.57 (prot. N. 511/53), 25.03.1974 Congregazione per la dottrina della fede conferma divieto di propaganda, 26.04.1986 Cardianal Ratzinger conferma validità notifica del 1974.
– 1946 Espis, Francia
– 1947 Pierina Gilli, Montichiari (I)
– 1947 Casanova Stafora (ragazza), Italia
– 1947 Rosa Mistica, Italia, condannata dal Vescovo Bruno Foresti di Brescia
– 1947 Forsweiler, Germania
– 1948 Gimigliano (ragazza), Italia
– 1948 Marina di Pisa, Italia
– 1948 Lipa (1 religioso), Filippine
– 1948 Montlucon (1 religioso), Francia
– 1948 Cluj, Romania
– 1949 Lublin, Polonia
– 1949 Zo-Se (1 religioso), Cina
– 1949 Heroldsbach (4 bambini), Germania
– 1950 Acquaviva Platani (ragazza), Italia
– 1951 Casalicontrada (1 uomo), Italia
– 1953 Cossirano (1 uomo), Italia
– 1953 Santo Saba (ragazzo), Italia
– 1953 Maria Valtorta, Caserta (I), condannata dalla Santa Sede nel 1949, 1960, 1985 e 1993 (16.12.59 Papa Giovanni XXIII conferma “libri proibiti”)
– 1954 Eisenberg (ragazza), Austria
– 1954 Marie-Paule Guigère, Quebec, 1971 forma l’armata di Maria, condannata nel 1987 dal Cardinal Louis-Albert Vachon, Arcivescovo di Quebec con conferma del Cardinal Ratzinger nel febbraio 1987. Agosto 2001 I vescovi canadesi: l’«Armée de Marie» non è cattolica.
– 1956 Urbania (diversi bambini), Italia
– 1961 Garabandal (4 ragazze), Spagna, condannata definitivamente dal Vescovo di Santander Jose Vilaplana 11.10.96
– 1961 Craveggia (1 donna), Italia
– 1961 Rosa Quattrini, San Damiano (I)
– 1962 Ladeira (1 donna), Portogallo
– 1964 San Vittorino, Italia
– 1966 Ventebbio (1 prete), Italia
– 1967 Bohan (2 uomini), Belgio
– 1968 Palmar de Troya (4 ragazzi), Spagna
– 1968 Carmela Carabelli, Italia
– 1970 Veronica Leuken, Bayside (USA), condannata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede 14.6.66 e dal Vescovo di Brooklyn John Mugavero 4.11.86
– 1971 Marisa Rossi, Roma (I), seguita da Don Claudio Gatti incorso nella sospensione “latae sententiae” il 22.10.1998 dal Card. Camillo Ruini.
– 1972 Don Stefano Gobbi, Italia, condanna Arcivescovo Agostino Cacciavillan (USA) 12.1.95
– 1973 Mortzel, Belgio
– 1973 Dozulé (Magdalene Aumont) Francia, condannata dai Vescovi di Bayeux & Lisieux Jean Badré 24.6.83 e Pierre Pican 15.3.91
– 1974 Derval (1 uomo), Francia
– 1976 Cerdanyola, Spagna
– 1977 Le Fréchou (1 uomo), Francia
– 1980 Ampero Cuevas, El Escorial Spagna
– 1980 Ede Oballa (1 uomo), Nigeria
– 1981 Medjugorje (6 ragazzi), Bosnia-Erzegovina. Non riconosciuta dai Vescovi Pavao Zanic (1985) e Ratko Peric (1993, 1997). Le presunte apparizioni continuerebbero ininterrottamente sino a oggi, da 30 anni…
– 1981 La Taludière (ragazzo), francia
– 1982 Nowra (1 uomo), Australia
– 1982 Canton (1 donna), USA
– 1983 Penablanca (ragazzo), Cile
– 1983 Olawa (1 uomo), Polonia
– 1984 Gargallo di Carpi (1 uomo), Italia
– 1985 Renato Baron, San Martino di Schio (Vicenza) Italia
– 1985 Oliveto Citra, Salerno (12 ragazzi) Italia
– 1985 Maureen Sweeney, Cleveland (USA)
– 1985 Julia Kim, Naju, Korea
– 1985 Vassula Ryden, Svizzera, “messaggi non divini” Congregazione per la Dottrina della Fede 06.10.95
– 1986 Nsimalen (6 ragazzi), Cameroon
– 1987 Mayfield, Irlanda
– 1987 Terra Blanca (3 ragazzi), Messico
– 1988 Christina Gallagher, Irlanda, “nessun intervento soprannaturale” Arcivescovo Michael Neary
– 1988 Lubbock (diverse persone), USA
– 1988 Scottsdale (diverse persone), USA
– 1988 Estella Ruiz, Phoenix (USA)
– 1989 Joseph Januszkiewicz, Marlboro, New Jersey
– 1990 Teresa Lopez e Veronica Garcia, Denver (USA), divieto di promozione Arcivescovo J. Francis Stafford 9.3.94
– 1992 Carol Ameche, Scottsdale, Arizona (USA)
– 1993 Matthew Kelly, New S. Wales, Australia
1170-1221: S. DOMENICO1265: S. SIMONE STOCK1302: S. GERTRUDE1360: S. CATERINA DA SIENA1373: S. BRIGIDA1531: NOSTRA SIGNORA DI GUDALUPE appare a Juan  Diego1558: S. TERESA D’AVILA1567: S. GIOVANNI DELLA CROCE1634: NOSTRA SIGNORA DELLA FORTUNA a QUITO, ECUADOR appare a Madre Maria Anna di Gesù Torres1690: S. MARGHERITA  ALACOQUE1774-1824: ANNA CATERINA EMMERICH1769-1837: B. ANNA MARIA TAIGI1777: GIORGIO WASHINGTON1830: LA MEDAGLIA MIRACOLOSA è rivelata a Caterina Laboure1846: NOSTRA SIGNORA DI LA SALETTE appare in lacrime a due bambini: Melanie e Maximim1858: NOSTRA SIGNORA DI  LOURDES appare a S. Bernadette Soubirous1859: S. GIOVANNI VIANNEY1862: S. GIOVANNI BOSCO1873: MARIE-JULIE JAHENNY1899: S. GEMMA GALGANI1910: SUOR MARIA BENIGNA CONSOLATA FERRERO1917: NOSTRA SIGNORA DI FATIMA1918: S. PADRE PIO DA PIETRELCINA1922: CHARLES VON HAPSBURG1923: SUOR JOSEFA MENENDEZ1932: BEAURAING, Belgio, la Madonna appare a cinque bambini1932: TERESA NEUMANN1938: B. SUOR MARIA FAUSTINA Kowalska1940: SUOR ELENA AIELLO1973: Ad AKITA, GIAPPONE, Suor Agnes Sasagawa Katsugo1980: NOSTRA SIGNORA DEL NICARAGUA appare a Bernardo Martinez.1982: NOSTRA SIGNORA DI SOUFANIEH appare a Mirna NazzourInoltre la Chiesa riconosce le seguenti apparizioni personali a:Basilio MagnoSanta MonicaSan Bernardo da Chiaravalle

San Domenico

San Simone Stock

Santa Brigida di Svezia

Celestino V

Santa Margherita Maria Alacoque

Alphonse Marie Ratisbonne

Marta Robin

Per evitare rischi, meglio essere prudenti e camminare in oscura fede: ciò che Dio vuole, come si legge nell’opera “Salita del Monte Carmelo” di San Giovanni della Croce.

Giorgio Nadali


I più grandi misteri religiosi

di Giorgio Nadali

Niente è così misterioso nelle Religioni come il libro della Cabala. Il libro del misticismo ebraico e dei suoi insegnamenti esoterici, dal periodo del secondo Tempio. Il Golem è nella Cabala un essere umano senza anima, prodotto dalla combinazione delle lettere dell’alfabeto ebraico. Una leggenda ebraica afferma che chi conosce alcune arti magiche può produrre un golem. E’ un gigante di argilla, potente e ubbidiente, usato per compiere dei lavori pesanti e difensore del popolo ebraico dai suoi persecutori. La creazione di un Golem avveniva pronunciando una combinazione di lettere dell’alfabeto ebraico e attraverso uno dei testi della Cabala chiamato Sefer Yetzirah, legato alle Sefirot cioè le dieci modalità dell’agire di Dio, ognuna con una corrispondenza con una parte del corpo umano. Girando attorno alla forma di argilla per un numero di volte preciso, in corrispondenza a tutte le figure citate sul Sefer Yetzirah. Il Golem non era dotato di anima e di parola, ma aveva una grande forza ed era al servizio del suo creatore. Il rabbino Jehuda Löw ben Bezalel nel XVI secolo creò dei golem servitori sulla loro fronte la parola ebraica emet (“verità”). Ma in questo modo i golem diventavano sempre più grandi. Talvolta era necessario eliminarli scrivendo in fronte la parola met (“morte”). Secondo una leggenda  Jehuda Löw ben Bezalel nascose i Golem nella sinagoga del quartiere ebraico di Praga.

Misteri cristiani

La risurrezione dei defunti

Appartiene al dogma della risurrezione che essa avvenga coi corpi che abbiamo ora (“cum suis propiis resurgent corporibus quae nunc gestant” – IV Concilio del Laterano – e “in hac carne, qua nunc vivimus” – Fidei Damasi). Il corpo sarà non solo specificamente lo stesso (il corpo che ho ora). Con questa affermazione, si evita ogni modo di pensare che suggerisca una metempsicosi o una tramigrazione delle anime da un corpo all’altro… Vi sono tre ipotesi teologiche sul come riavremo il nostro corpo il giorno della risurrezione. Gesù Cristo promette che questo avverrà alla fine dei tempi. In Giovanni 6:54 dice: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”. Le ipotesi sulla nostra risurrezione sono:

Identità materiale – perché il corpo sia numericamente lo stesso, si richiederebbe che fosse composto nella stessa materia. Intesa in tutto il suo di rigore, la teoria difficilmente accettabile. D’altra parte, il principio secondo il quale un’identità materiale necessaria perché il corpo possa essere considerato lo stesso, è scientificamente assai discutibile. Dato il metabolismo costante del corpo umano, il mio corpo attuale ha rinnovato totalmente la sua materia da com’era sette anni or sono; e tuttavia, penso con ragione che sia rimasto realmente lo stesso corpo.

Identità formale – una teoria che si colloca all’estremo opposto sarebbe quella proposta, già nel Medio Evo da Durando di San Porciano (+ 1334). Durando suppone che, quale sia la materia di cui è composto un corpo, è il mio corpo per il fatto medesimo che esso s’unisce la mia anima… Bisogna riconoscere che, esposta in questo modo e senza altri particolari, questa teoria lascia l’impressione di una certa somiglianza con la teoria della trasmigrazione delle anime… Joseph Ratzinger [attuale papa Benedetto XVI, n.d.A.] pensa che non sia necessaria la stessa materia perché il corpo possa essere considerato lo stesso, e ha fatto notare che tutta la tradizione ecclesiastica (dottrinale e liturgica) impone come limite che il corpo risuscitato deve includere le reliquie dell’antico corpo terreno, se si esistono ancora come tali quando avviene la risurrezione. Tali “reliquie” saranno nuovamente animate dall’anima santa al corpo della quale appartennero. D’altra parte, insistendo sul fatto che la nostra risurrezione gloriosa non può essere spiegata senza un parallelismo con la risurrezione di Gesù, pare necessario affermare, come secondo limite, una certa continuità di somiglianza morfologica col corpo mortale.

Identità sostanziale – Alois Winklhofer ha proposto, recentemente una nuova ipotesi… di fronte a un cadavere che comincia a corrompersi, Dio sottrae e conserva separatamente questa sostanza non fenomenologica del corpo. Il cadavere, a dispetto della sua continuità fenomenologica col mio corpo, non sarebbe più, in questo caso, il mio corpo. Al contrario, partendo dalla sostanza non fenomenologica del mio corpo, Dio ricostruirebbe il mio corpo risuscitato; e appunto la permanenza di questa sostanza (l’identità sostanziale) farebbe sì che sia il mio corpo e non un altro.

Il ratto salvifico degli eletti alla fine del mondo

Il ratto salvifico non è un topo, ma una profezia biblica che riguarda i credenti scelti e ancora vivi poco prima della data della  fine del mondo.  E’ contenuta nella prima lettera di San Paolo ai Tessalonicesi 4,17: “Poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo insieme con loro rapiti nelle nuvole, a scontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore”.  Coloro che saranno scelti dal Signore perché giusti e vivi sette anni prima della fine del mondo, saranno chiamati in Cielo smaterializzandosi improvvisamente da questa Terra, per risparmiarsi i sette anni della tribolazione finale prima della fine.  Le conseguenze saranno disastrose perché queste  persone scompariranno improvvisamente. Pensiamo a quelle alla guida di auto e aerei ad esempio. Gli altri assisteranno invece ai sette anni di tribolazione immediatamente precedenti il giorno finale dell’Armaghedon. La tribolazione è un periodo di tempo futuro di 7 anni in cui Dio completerà la Sua disciplina d’Israele e porterà a compimento il Suo giudizio del mondo miscredente. La Chiesa, composta da tutti coloro che hanno confidato nella persona e nell’opera del Signore Gesù per essere salvati dal castigo per il proprio peccato, non sarà presente durante la tribolazione. La Chiesa verrà allontanata dalla terra nell’evento che conosciamo come il rapimento:

1 Tessalonicesi 4:13-18:  “Fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza.  Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. Poiché questo vi diciamo mediante la parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati;  perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo;  poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore.  Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole”.

1 Corinzi 15:51-53:  “Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità”. La chiesa è stata salvata dall’ira ventura (1 Tessalonicesi 5:9). Da un capo all’altro della Scrittura, si fa riferimento alla tribolazione con altri nomi come: 1) il giorno del Signore (Isaia 2:12; 13:6, 9; Gioele 1:15, 2:1, 11, 31, 3:14; 1 Tessalonicesi 5:2); 2) angoscia o tribolazione (Deuteronomio 4:30; Sofonia 1:1); 3) grande tribolazione, che fa riferimento alla seconda metà più intense del periodo di 7 anni (Matteo 24:21); 4) tempo o giorno di angoscia (Daniele 12:1; Sofonia 1:15); 5) tempo di angoscia per Giacobbe (Geremia 30:7).

È necessario comprendere Daniele 9:24-27 per capire lo scopo e il periodo della tribolazione. Questo passo di Daniele parla di 70 settimane che “sono state fissate riguardo al tuo popolo”. Il “popolo” di Daniele era quello ebraico, la nazione d’Israele, e quello di cui parla Daniele 9:24 è un periodo di tempo che Dio ha dato per “per far cessare la perversità, per mettere fine al peccato, per espiare l’iniquità e stabilire una giustizia eterna, per sigillare visione e profezia e per ungere il luogo santissimo”. Dio dichiara che “settanta settimane” adempiranno tutte queste cose. È importante comprendere che quando sono menzionate le “settanta settimane”, non si sta parlando di una settimana per come la conosciamo noi (di 7 giorni). Il termine ebraico (heptad) tradotto come settimana in Daniele 9:24-27 significa letteralmente “7″, e 70 settimane significa letteralmente 70 sette (70 volte 7). Questo periodo di tempo di cui parla Dio consiste effettivamente in 70 volte sette anni, ovvero 490 anni, il che è confermato da un’altra parte del passo di Daniele. Ai versetti 25 e 26, Daniele dice che il Messia sarà soppresso dopo le “sette settimane” e le “sessantadue settimane ” (69 settimane in totale), a cominciare dal decreto di ricostruire Gerusalemme. In altri termini, 69 volte sette anni (483 anni) dopo il decreto di ricostruire Gerusalemme sarà soppresso il Messia. Gli storici biblici confermano che trascorsero 483 anni dal tempo del decreto di ricostruire Gerusalemme fino al tempo in cui fui crocifisso Gesù. La maggior parte degli studiosi cristiani, a prescindere dalla loro posizione in merito all’escatologia (le cose o gli eventi futuri), interpreta come sopra le 70 settimane di Daniele.

Essendo trascorsi 483 anni dal decreto di ricostruire Gerusalemme fino alla soppressione del Messia, resta un sette (7 anni) da adempiersi nei termini di Daniele 9:24: “per far cessare la perversità, per mettere fine al peccato, per espiare l’iniquità e stabilire una giustizia eterna, per sigillare visione e profezia e per ungere il luogo santissimo”. Questo periodo finale di 7 anni è conosciuto come il periodo della tribolazione: un tempo in cui Dio porterà a compimento il giudizio su Israele per il suo peccato.

Daniele 9:27 dà qualche altra notizia di rilievo sul periodo di 7 anni della tribolazione. Daniele 9:27 dice: “L’invasore stabilirà un patto con molti, per una settimana; in mezzo alla settimana farà cessare sacrificio e offerta; sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore. Il devastatore commetterà le cose più abominevoli, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore”. La persona di cui parla questo versetto è quella che Gesù definisce “l’abominazione della desolazione” (Matteo 24:15) ed è chiamata “la bestia” in Apocalisse 13. Daniele 9:27 dice che la bestia stabilirà un patto per una settimana (7 anni), ma, a metà di questa settimana (3 anni e mezzo dall’inizio della tribolazione), infrangerà il patto facendo cessare sacrificio e offerta. Apocalisse 13 spiega che la bestia metterà un’immagine di se stessa nel tempio ed esigerà dal mondo intero di essere adorata. Apocalisse 13:5 dice che questo durerà per 42 mesi, che equivalgono a 3 anni e mezzo. Poiché Daniele 9:27 dice che questo accadrà “in mezzo alla settimana” e Apocalisse 13:5 dice che la bestia farà questo per un periodo di 42 mesi, è facile vedere che la lunghezza totale di tempo è di 84 mesi, ovvero 7 anni. Vedi anche Daniele 7:25, dove “un tempo, dei tempi e la metà d’un tempo” (un tempo = 1 anno; dei tempi = 2 anni; la metà d’un tempo = 1 anno e mezzo per un totale di 3 anni e mezzo) fanno anche riferimento alla grande tribolazione, cioè l’ultima metà del periodo di 7 anni della tribolazione, quando sarà al potere “l’abominazione della desolazione” (la bestia).

La Sindone

Al primo posto tra le reliquie più importanti e misteriose del cattolicesimo è la Sacra Sindone di Torino. E’ il più importante enigma scientifico religioso esistente. La più importante reliquia cristiana. 25 scienze hanno studiato la Sindone e nessuna è mai riuscita a stabilire cosa abbia prodotto l’immagine sul telo di lino che avvolse il corpo di Cristo. Gli esperti ritengono che si sia prodotto attraverso un’energia sconosciuta che ha impresso il telo, una radiazione fotoradiante che si è sprigionata dal corpo di Gesù nel buio del sepolcro al momento delle risurrezione. Il volto non è illuminato nè da destra nè da sinistra. Il volto stesso è fonte di luce. L’immagine, visibile meglio al negativo fotografico, presenta tutti i segni della Passione di Cristo e scompare se ci si avvicina a meno di tre metri di distanza. Non vi è pigmento. Non è un dipinto e non è una strinatura, nè un’immagine prodotta dal contatto con un bassorilievo riscaldato.  La scienza della palinologia ha scoperto la presenza di pollini della terra santa e di tutti i luoghi dove è stata portata. La numismatica ha verificato che vicino all’occhio destro è stato trovato un lituus, una moneta romana del tempo dell’imperatore Tiberio Cesare, che regnava al tempo in cui fu crocifisso Gesù… Di solito è conservata al buio, sotto gas inerti, nel duomo di Torino. L’ultima apparizione in pubblico, l’ostensione, è stata nel 2010 con 2 milioni di visitatori.  L’informatica ha prodotto un modello tridimensionale del corpo, basandosi sull’immagine. La storia antica ha scoperto che il corpo presenta tutti i segni di una tipica flagellazione romana e la singolarità della coronazione di un casco (non una corona) di spine, che i romani non usavano solitamente. I biblisti concordano sui fatti della Passione di Cristo, testimoniati dall’immagine della Sindone, come il colpo all’emitorace destro prodotto da una lancia e dal quale uscì sangue e acqua. L’anatomia ha confermato questa ipotesi basandosi sul siero accumulatosi in fase di agonia. E questo confermerebbe anche la profezia “non gli sarà spezzato alcun osso”, cosa che i romani era soliti fare per l’accertamento di morte. Troppi indizi coincidono. Sulla Sindone c’è sangue umano maschile di gruppo AB e aragonite, minerale presente nelle grotte di Gerusalemme. Addirittura la matematica si è interessata al lenzuolo sacro. Col suo freddo calcolo delle probabilità, mettendo insieme gli indizi raccolti dalle venticinque scienze che hanno studiato la reliquia più venerata al mondo, ha stabilito che c’è una possibilità su duecento miliardi che l’uomo della sindone non sia Gesù Cristo.

Misteri islamici

Il Pozzo delle Anime

La Cupola della Roccia, Qabbat al-Sakhra, iniziata nel 688 a.C. e terminata nel 691, è il primo importante santuario costruito dall’Islam. Ed è anche l’unico che sia sopravvissuto praticamente intatto. Dopo la Mecca e la Medina, dove c’è la tomba di Muhammad (Maometto), non esiste in tutto l’Islam luogo più santo dell’Haram esh-Sherif. Qui sorgono due grandi moschee, quella della Qubbet es-Shakra (“Cupola della Roccia”) e quella detta el Aqsa, cioè “La Lontana”, in cui, secondo il Corano, l’Altissimo una notte trasportò dalla Mecca “il Suo servo” (Maometto). La roccia che sta sotto la cupola è la vetta del Monte Moriah: secondo ebrei e cristiani vi ebbe luogo la vicenda del sacrificio di Isacco. I musulmani collocano altrove tale episodio, ma la Roccia non è meno sacra per loro: dicono che su queste pietre si poseranno gli angeli per suonare le trombe del Giudizio universale. Sulle scale che portano alla moschea (e che infatti sono dette “bilance”) Dio, quel giorno, peserà le anime dei morti. Essi, i morti, se ne staranno, nel frattempo, sotto la Roccia, nel “Pozzo delle anime”, in orazione. L’alto reliquiario dietro la roccia contiene un pelo della barba di Muhammad, risale al periodo ottomano. I musulmani chiamano la grotta sotto la roccia Bir el-Arwah, “il Pozzo delle Anime”: le voci dei morti che cadono nell’eternità si mescolano con il rumore delle cascate dei fiumi del paradiso, ancora più in basso. In passato coloro che pregavano in questo luogo, dopo aver fatto il giro della roccia, ricevevano un certificato che li abilitava all’ammissione in paradiso, il certificato doveva essere sepolto assieme a loro.

Secondo il corano, la roccia si sarebbe staccata per seguire l’ascesa del Profeta se l’angelo Gabriele non l’avesse fermata, lasciando l’impronta della sua mano sulla pietra. La piccola grotta sotto il recinto è meglio nota come “pozzo delle anime”. Per l’Islam nel giorno del giudizio tutte le anime saranno chiamate in quel preciso luogo per presentarsi davanti al Signore. Sotto la Cupola della Roccia c’è la Eben Shetiyyah, una roccia piatta  asimmetrica, di color ocra, ritenuta dagli ebrei essere la “Pietra delle Fondamenta”, attorno a cui Dio creò il mondo e che fu usata come piedistallo per l’Arca della Alleanza (in ebraico Aron ha-Berith). L’Arca conteneva due tavolette di pietra incise con la Legge, custodite nel tabernacolo (detto mishkan). Ritenute da alcuni studiosi di origine meteoritica. Dietro la Eben Shetiyyah vi è la profonda grotta della Bir-el-Arweh, il Pozzo delle Anime. Secondo la tradizione ebraica, la Eben Shetiyyah sorge sopra e mantiene stabili le acque dell’Abisso (lo abzu). Sempre secondo questa tradizione, il Re Davide provò a rimuovere la Eben Shetiyyah durante i suoi scavi archeologici e le acque cominciarono a salire. Oggi il luogo è considerato sacro e conteso da ebrei e musulmani come “Monte del Tempio” dai primi e “Cupola della Roccia”, dai secondi.

Misteri induisti

Vimana. Il disco volante sacro

Il Vimana è un oggetto volante, descritto in diversi testi induisti. Si parla dei Vimana nelle guerre mitologiche descritte nei testi sacri Mahābhārata e Ramayana. Secondo i testi sacri, i Vimana sono in grado sia di volare nell’aria, nello spazio e anche sott’acqua. Negli antichissimi testi induisti – i Veda – vengono citati diversi tipi di Vimana, con forme e dimensioni varie, tra cui i “agnihotra-vimana”, (“Agni = fuoco”) con due motori  e il “gaja-vimana”, con più motori (‘Gaja” = elefante). Il Vaimanika Shastra è un manuale che spiega come pilotare un Vimana e le sue caratteristiche tecniche. Vengono anche descritte altre tipologie: il Martinpescatore, l’ibis, e altri animali. La parola Vimana deriva da vi-mana, cioè “Luogo di cui sono state prese le misure”. La parola ha anche il significato di tempio Indù. La parola “vimana” dall’unione di “vi” (“uccello”) e “mana” (“abitato”). Nelle ultime scritture sono descritti altri veicoli volanti, e qualche volta vengono fatti riferimenti poetici persino a veicoli terrestri. In alcune lingue moderne indiane, la parola Vimana viene usata per indicare un aeroplano. Nel libro Buddhista Vimanavatthu (“Storie di Vimana”) si usa la parola “vimana” indica un breve testo usato come ispirazione o un sermone buddhista.

La velocità della luce è di 299.792,458 km/secondo. Una scoperta dell’astronomo inglese James Bradley nel 1728? Un testo sacro – il Vishnu purana – del I secolo A.C. già la conosceva! Nel testo in antico sanscrito ‘nimisha’ significa ciò che lampeggia come il batter di ciglia e Nimisharda è utilizzato per rappresentare la luce in quanto viaggia ‘in un batter d’occhio’. L’unità di distanza è chiamata Yojana è definita nel capitolo 6 del libro 1 del testo antico vedico “Vishnu purana” come segue: 4 Gavyútis = 1 Yojana = 9.09 km. Il valore della velocità della luce sulla base del valore di 2202 yojanas in 1/2 nimesa = 2202 per 9.09 miglia per 0.1056 secondi = 20016.18 miglia per 0.1056 secondi = 189.547 km/secondo! Il valore si avvicina a quello della scienza moderna!

Gli Zombie del Vodou

I film dell’orrore li hanno resi celebri. Sono i morti viventi. Per il culto animista del Vodou di Haiti esistono veramente. Per capire in quale contesto si inserisce il vero zombi, dobbiamo ricordare che Vodou vuol dire “spirito”.  Il Vodou anima la società di Haiti. Sebbene quando si pensa al Vodou ci viene istintivamente in mente qualcosa che ha a che fare con la magia nera e la stregoneria, il Vodou è qualcosa di più complesso e profondo.  E’ la religione popolare di Haiti, che si è formata attraverso la commistione di antiche credenze di origine africana (Benin). Per Mons. Guy Poulard, vescovo di Haiti, una buona parte della popolazione partecipa ai riti Vodou di notte e a quelli cattolici di giorno. La forza del Vodou può essere usata per il male, ma anche per il bene. Ad Haiti vi è un rapporto molto particolare con i propri defunti. I bambini giocano sulle tombe di famiglia situate nel giardino di casa, buone anche per stendervi la biancheria lavata. La zombificazione di una persona è la pena capitale della società haitiana. Consiste in una morte apparente per togliere la libertà, non più meritata a causa di qualche gesto grave compiuto. Lo zombi diverrà come uno schiavo. Potrà essere venduto e comprato.  Se la persona che lo ha acquistato muore, allora potrà riscattarsi (mediante una pozione antidoto), ma non potrà tornare al suo villaggio di origine, poiché è stato condannato. Come avviene la condanna per zombificazione?  Tecnicamente attraverso una neurotossina che induce una forma catalettica che prelude ad un avvelenamento successivo più grave e alla morte. Una pozione dunque. Il condannato sarà dichiarato clinicamente morto, ma solo apparentemente. Lo zombi verrà risvegliato in un cimitero, con un’altra sostanza che cancellerà la personalità del condannato e lo renderà schiavo. Impossibile? No. Mediante dei rospi di tipo amazzonico (Bufo alvarius, Bufo marinus) si estrae la bufotenina (5-MEO-DIMETILTRIPTAMMINA), da cinquanta a cento volte più potente della digitale, molto liposolubile e quindi facile da far assimilare inconsciamente al condannato. Anche una semplice stretta di mano, una carezza o della polvere soffiata sul volto, possono essere sufficienti a trasmettere una dose. Un’altra sostanza biancastra simile al borotalco come la tetrodotossina (TTX) estratta dalla vescica del pesce palla, (Arothron ispidus) un micidiale neurotossico in grado di agire anche attraverso i pori della pelle, induce rigidità muscolare e nella fase precedente la morte (se non si interviene prima con l’antidoto che “risveglia”) sembra proprio di vedere una morto vivente. La “polvere di zombificazione” può indurre, negli esseri umani, una paralisi muscolare totale che si manifesta come un temporaneo stato di morte apparente, che talvolta è stata erroneamente interpretata come un vero e proprio decesso, oltre a tremore periorale, incoordinazione motoria e parestesia. Alcuni individui, difatti, ritenuti a tutti gli effetti privi di vita ma in realtà perfettamente coscienti e vigili, anche se completamente immobilizzati, sono stati collocati all’interno di un feretro e tumulati al cimitero, solo grazie alle grida disperate lanciate dopo essersi risvegliati dal “coma farmacologico”, alcuni di essi sono riusciti a richiamare l’attenzione di qualche sconcertato ed atterrito passante ed a farsi trarre in salvo. Per il Vodou haitiano la zombificazione è dunque un atto di giustizia.

Giorgio Nadali


E’ stata la religione che ha permesso all’umanità di progredire in tutti i campi. Firmato Albert Einstein

di Giorgio Nadali

L8

” Senza la religione
l’umanità si troverebbe oggi ancora allo stato di barbarie… E’ stata la
religione che ha permesso all’umanità di progredire in tutti i campi “.
(Albert Einstein – 1879-1955)

   Dante Alighieri concludeva la sua Divina Commedia scrivendo dell’amor che muove il sole e le altre stelle… E tra le stelle c’è
decisamente molta fede cattolica…

Sulla luna c’è l’unico libro
presente fuori dal Pianeta Terra. Manco a dirlo, una Bibbia. Una copia in inglese della King James Version è stata posta  il 7 agosto 1971 dall’astronauta David Scott,
comandante dell’Apollo 15, accanto alla bandiera americana.

Circa trentacinque crateri
dalla luna hanno preso nome da scienziati e matematici gesuiti. Tra questi il
cratere dedicato a Padre  Giovanni Battista
Riccioli (ampio 139 km) , il cratere di Padre Georges Lemaitre, autore della
teoria del Big Bang (91 km),  il cratere
più grande, dedicato a Padre Cristoforo Clavio (225 km) e il cratere di 172 km
dedicato a Padre Francesco Maria Grimaldi, la cui fama è legata alla scoperta
della diffrazione della luce.

Ecco l’elenco completo:

Gesuiti sulla Luna

Nome, Cognome/Nazionalità Anno nascita /Città Cratere dedicato/dimens.
Giuseppe Maria Asclepi (Italiano) 1706 Roma Asclepi / 42 km
Mario Bettini (Italiano) 1582  Bologna Bettinus / 71 km
Jacques de Billy (Francese) 1602 Compiegne Billy / 45 km
Giuseppe Biancani (Italiano) 1566  Bologna Blancanus / 117 km
Roger J Boscovich (Croato) 1711 Ragusa di Dalmazia Boscovich / 46 km
Niccolò Cabeo (Italiano) 1586 Ferrara Cabeus / 98 km
Christopher Clavius (Tedesco) 1538 Bamberg Clavius / 225 km
Jean-Baptiste Cysat (Svizzera) 1588 Lucerna Cysatus / 48 km
Francois de Vico (Francese) 1805  Macerata De Vico / 20 km
Albert Curtz (Tedesco) 1600 Curtius / 95 km
Gyula Fenyi (Ungherese) 1845 Fenyi / 38 km
Francesco Grimaldi (Italiano) 1613 Bologna Grimaldi / 172 km
Franz de Paula Triesnecker (Austriaco) 1745 Triesnecker / 26 km
Chris. Grienberger (Svizzero) 1564 Tyrol Gruenberger / 93 km
Johann Hagen (Austriaco) 1847 Bregenz Hagen / 55 km
Maximilian Hell (Ungherese) 1720 Schemnitz Hell / 33 km
Athanasius Kircher (Tedesco) 1602  Geisa Kircher / 72 km
Francis X Kugler (Tedesco) 1862  Konigsburg Kugler / 65 km
Georges
Lemaître (Francese)
1894 Charleroi Lemaître
/ 91 km
Charles Malapert (Francese) 1580  Mons Malapert / 69 km
Christian Mayer (Tedesco) 1719 Neumayer / 76 km
Paul McNally (Americano) 1890 McNally / 47 km
Theodore Moretus (Belga) 1601 Antwerp Moretus / 111 km
Denis Petau (Francese) 1583 Orleans Petavius / 188 km
Giovanni Battista. Riccioli (Italiano) 1598 Ferrara Riccioli / 139 km
Matteo Ricci (Italiano) 1552 Macerata Riccius / 71 km
Christophe Scheiner (Tedesco) 1575 Wald Scheiner / 110 km
George Schomberger (Tedesco) 1597 Innsbruck Schomberger / 97 km
Angelo Secchi (Italiano) 1818 Reggio Secchi / 22 km
Gerolamo Sersale (Italiano) 1584 Sirsalis / 42 km
Andre Tacquet (Belga) 1612 Anversa Tacquet / 7 km
Adam Tanner (Austriaco) 1572 Innsbruck Tannerus / 28 km
Nicolas Zucchi (Italiano) 1586 Parma Zucchius / 64 km
Jean-Baptiste Zupi (Italiano) 1590 Catanzaro Zupus / 38 km
Johan Stein (Olandese) 1871 Grave Stein / 33 km
Georges Furner (Francese) 1643 Furnerius
/ 135 km

Scoperte e  invenzioni di scienziati appartenenti al clero cattolico

José de Acosta,
S.J. – (1539 – 1600) Pioniere delle scienze geofisiche

François De Aguilon,
S.J. – (1546 – 1617)  Scopritore della
visione binoculare e dell’oròptero (termine ottico).

Giuseppe Asclepi-, S.J. – (1706–1776)  Astronomo.
Determinazione della parallasse solare. Ha un cratere lunare ampio 43 km
dedicato a lui

Giuseppe Bayma- S.J. (1816 – 1892) Stereochimica.

Giuseppe Biancani S.J. (1566 – 1624) Astronomo. Fonda la cosmografia.
Ha il cratere lunare Blancanus a lui dedicato

Michel Benoist- S.J. (1715- 1774) Missionario in Cina e
scienziato. Orologio ad acqua

Mario Bettinus S.J.  (1584 –
1657) Matematico e astronomo. Opera Apiaria Universae Philosophiae
Mathematicae
su curiosità matematiche

Jacques de Billy- S.J. (1602 – 1679) Ha scritto sulla teoria dei
numeri e l’astronomia.

Jean Leurechon
(c.1591–1670) Inventore del termometro clinico. Nell’opera: “Récréations
Mathemathiques” (1624)

Michał Boym S.J.
(1612-1659)  Missionario in Cina noto per
opere di botanica e zoologia. Nell’opera Clavis medica ad Chinarum doctrinam de
pulsibus
  introduce in Occidente la medicina
tradizionale cinese e l’utilizzo diagnostico della pulsazione radiale, femorale
e carotidea.

Ruggero Giuseppe Boscovich, S.J. – (1711 – 1787)
Famoso per la sua teoria atomica in
parte. Anche per l’elaborazione della prima procedura geometrica per
determinare l’equatore di un pianeta in rotazione da tre osservazioni di un tratto
di superficie e per il calcolo dell’orbita di un pianeta

Christoforo Clavio,
S.J. – (1538 -1612): calendario gregoriano. I suoi libri aritmetica sono stati utilizzati da molti
matematici da Leibniz a Cartesio

Honoré Fabri, S.J. –
(1607 – 1688) Geometria post-calcolo

Francesco Maria Grimaldi, S.J. – (1618 -1663):
diffrazione della luce. Ha
coniato la parola ‘diffrazione’ e ha utilizzato strumenti per misurare le
caratteristiche geologiche della Luna.

Paolo Guldino, S.J.
– (1577 – 1643) Regola di Guldino in geometria

Maximilian Hell, S.J. – (1720 – 1792) Astronomo.
Padre della magneto-terapia, poi sviluppata da Mesmer. Direttore dell’Osservatorio di Vienna
che ha scritto le tabelle astronomia e osservato il transito di Venere

Francesco Lana de Terzi,
S.J. (1631 – 1687) Il padre dell’aeronautica

Jerôme Nadal, S.J. –(1507
-1580) Prospettiva nell’arte

Ignace Pardies,
S.J. – (1636 – 1673)  Principio di
Pardies per la soluzione di un cavo flessibile sospeso

Andrea Pozzo, S.J. –
(1642 -1709) Fratello gesuita. Geometria di prospettiva nella pittura

Vincent Riccati,
S.J. – (1707 -1775) Funzioni iperboliche

Matteo Ricci, S.J. –
(1552 -1610)  Trattato sulle costellazioni

Giovanni Battista
Riccioli, S.J. – (1598 – 1671) Fondatore della selenografia. Fu il primo a
notare che Mizar era una “stella doppia”.

Girolamo Saccheri, S.J. – (1667-1733) : Il padre della geometria non-euclidea.

Christopher Scheiner,
S.J. – (1573 -1650) Macchie solari e
montatura equatoriale

Gaspar Schott, S.J.
– (1608 – 1666) Inventore del giunto universale in meccanica descritto nell’opera
Technica curiosa sive mirabilia
artis

Angelo Secchi, S.J.
– (1818 – 1878) Padre della spettroscopia astronomica.  Ha scoperto l’esistenza di spicole solari e
disegnato una mappa iniziale di Marte

Joseph Stepling,
S.J. – (1716 – 1778) Precursore della logica moderna, trasformò la logica
aristotelica in formule

André Tacquet, S.J.
– (1612 – 1660) Trattamento infinitesimale

Pierre Teilhard de
Chardin, S.J. – (1881 – 1955) Teoria dell’evoluzionismo finalistico voluto da
Dio

Ferdinand Verbiest,
S.J. – (1627 – 1688) Strumenti astronomici:  Altazimuth, Armilla equatoriale e celestiale,
Sestante, Globo celeste, Quadrante
Altazimuth

Juan Bautista Villalpando,
S.J. – (1552 – 1608) Trattati su geometria, gravità e architettura, in seguito
utilizzati da Isaac Newton

Gregory Saint
Vincent, S.J. – (1584-1667) Scoprì l’iperbole rettangolare. La scoperta fu
essenziale per i logaritmi

Niccolò Zucchi, S.J. – (1586 – 1670) Creatore
del primo telescopio rifrattore concavo (1616)

Bartolomeu de Gusmão
(1685-1724),  Naturalista noto per lo
sviluppo degli aerostati

Paolo Casati S.J. – (1617
– 1707)  Meteorologia e speculazione sui
vuoti

Guy Consolmagno (1952
-), astronomo della Specola Vaticana, che si è prevalentemente dedicato alla
scienza planetaria.

James Cullen S.J. (1867-1933) Matematico noto per i numeri di Cullen nella “Teoria
dei numeri”

Tommaso Ceva S.J.  (1648 – 1737)  Matematico.  In Opuscola mathematica (1699) riunì varie
note di matematica e di geometria, tra le quali la descrizione di uno
strumento, da lui ideato, per ottenere meccanicamente la divisione di un angolo
in parti uguali

Pierre Teilhard de
Chardin (1881-1955), filosofo e paleontologo francese coinvolto nella scoperta
del cosiddetto Uomo di Pechino.

George V. Coyne S.J. (1933 -), Astronomo. Studio polarimetrico di vari soggetti
tra cui le galassie Seyfert.

Albert Curtz S.J.
(1600-1671) – Sviluppò il lavoro di Tycho Brahe e la comprensione del suolo
lunare

Johann Baptist Cysat
S.J. – (1587-1657) Importanti ricerche sulla comete e la nebulosa di Orione.
Sua è l’opera con il lungo titolo  Mathematica astronomica de loco, motu,
magnitudine et causis cometae qui sub finem anni 1618 et initium anni 1619 in
coelo fulsit. Ingolstadt Ex Typographeo Ederiano 1619

Jean-Charles de la
Faille S.J. (1597-1652) Matematico. Determinò il centro di gravità del settore
di un cerchio nell’opera: Theoremata de
centro gravitatis partium circuli et ellipsis
(1632)

Josef Dobrovský S.J.
(1753 – 1829) Filologo, linguista, slavista e storico. Uno dei più importanti
personaggi della rinascita nazionale ceca.

Luis de Molina S.J. (1535-1600)
Teoria del valore soggettivo in economia
(contro la teoria del valore basata sul lavoro, di Karl Marx).

Girolamo
Saccheri  S.J. (1667 – 1733) Geometria
iperbolica

Alberto Dou  S.J. ( 1915 -2009) Matematico,
ingegnere e membro della Reale Accademia delle scienze. Calcoli per il
Programma Apollo della NASA

Gyula Fényi S.J. (1845-1927)  Astronomo ungherese
noto per le sue osservazioni del sole. Il primo a notare una corrispondenza tra
le prominenze solari e le macchie solari. Ha un cratere lunare a lui dedicato

Christoph Grienberger S.J. (1561- 1636)  Astronomo e matematico.  Verificò personalmente la scoperta delle lune di Giove fatta da
Galileo fu un astronomo eminente: inventò telescopio con montatura
“equatoriale”, che ruotava su un’asse parallelo a quello della terra, e
contribuì allo sviluppo del telescopio rifrangente in uso oggi.

Marie-Heude S.J. (1836 -1902)  Missionario
francese e zoologo. Studio dei molluschi

Pierre Georg Joseph Kamel S.J. (1661 –
1706)  Missionario e botanico, la
pianta Camelia ha preso il suo nome.

Athanasius Kircher S.J. (1602- 1680) Nel suo scrutinium Pestis del 1658 ha rilevato la presenza di
“vermetti” o “animalculi” nel sangue, e ha concluso che la
malattia era causata da microrganismi. Fondatore dell’egittologia

Venceslao Pantaleon Kirwitzer- S.J. (1588 – 1626) Astronomo e missionario in Cina.

Franz Xaver Kugler – S.J. (1862 – 1929)  Più conosciuto
per il suo studio di tavolette cuneiformi era anche un chimico.

Ilario Altobelli
O.F.M. (1560 – 1637)  Astronomo. Ipotesi
sulla formazione della Via Lattea

Antoine de Laloubère S.J.  (1600–1664), Matematico che ha studiato
le proprietà della spirale.

Eugene Lafont S.J. – (1837 – 1908) Previsioni meteorologiche

Manuel Magri (1851-1907) – Pioniere dell’archeologia maltese.

Charles Malapert S.J.  (1581–1630) Fondatore
della cosmologia aristotelica. Noto per le osservazioni delle stelle del cielo
australe in contrasto con Copernico.

Paul McNally-S.J.  (1890–1955)
Ricerca sulle eclissi solari. Ha un cratere lunare dedicato a lui

Christian Mayer- S.J.  (1719 – 1783)  Studio pionieristico sulle stelle binarie.

Georges Lemaître  S.J.
(1894 -1966)  Teoria del Big Bang.
Prima ipotesi di una teoria che prevedesse l’espansione del cosmo, da lui
chiamata “ipotesi dell’atomo primitivo”. A lui è dedicato il cratere
lunare omonimo.

Juan Ignacio Molina (1740 – 1829) Ornitologo cileno e botanico. Una delle più
importanti figure della ricerca naturalistica latino americana di tutti i tempi

Alexius Silvius Polonus S.J. (1593-1653) – Calendariografia

Franz Reinzer S.J. (1661-1708) – Ha
scritto l’opera Meteorologia philosophicao-politica
sulle comete, meteore, fulmini, venti, fossili, metalli.

Vincenzo Riccati S.J. – (1707-1775) Matematico e fisico. Ha scoperto le
equazioni differenziali, tra cui l’equazione di Riccati

Matteo Ricci (1552-1610), matematico, traduttore di matematica, e nota per
importanza alle missioni dei Gesuiti in Cina.

Christoph Scheiner –  S.J. (1573 – 1650) Astronomo noto per una
disputa con Galileo Galilei per la scoperta delle macchie solari.

Gerolamo Sersale- S.J.  (1584–1654) Prima mappa lunare precisa
nel 1650. Il cratere Sirsalis prende il nome da lui.

Ignacije Szentmartony
S.J. (1718 –  1793) Mappatura del Brasile

André Tacquet S.J. (1612 – 1660)
Precursore del calcolo infinitesimale.

Franz de Paula Triesnecker S.J. (1745 – 1817) Astronomo austriaco. Misure dei
corpi celesti

Theodor Wulf  S.J. (1868 -1946) Autore di
ricerche sulla radioattività e  l’elettrostatica.
Costruì  nel 1906 numerosi strumenti di
misura elettrostatici, tra i quali un elettrometro bifilare. Tra i primi a
individuare la radiazione atmosferica facendo esperimenti alla base e sulla
cima della Torre Eiffel a Parigi.

Giovanni Battista Zupi S.J. – (c.
1590–1650) Astronomo. Ha scoperto che Mercurio ha fasi orbitali.

Valentin Stansel (1621 – 1705) – Astronomo ceco in Brasile. Scopritore della
cometa Estancel-Gottignies. Isaac Newton lo cita nel suo Principia

 

Astronomi
Francescani

Astronomi col saio francescano?
Padre Ilario Altobelli, di Montecchio (ora chiamata Treia), nelle Marche.  A soli 15 anni – nel 1575 indossò il saio di
frate minore conventuale. Fu ordinato sacerdote nel 1585 e dal 1587 studiò a
Roma, presso il Collegio di San Bonaventura laureandosi in teologia.

Dal 1599 al 1605 fu rettore e docente
di matematica dello Studio di Verona. Il 9 ottobre del 1604 Padre Altobelli fu
tra i primi a osservare la Supernova di Keplero o SN 1604 informando Galileo Galilei,
che allora insegnava a Padova, e che sul fenomeno tenne tre lezioni: la
posizione della stella pareva contraddire le ipotesi cosmologiche correnti,
ponendosi fuori dell’ottava sfera.

Padre Altobelli scrisse anche a
Galilei di sue ipotesi sulla formazione della Via Lattea e gli chiese nuove
lenti per il proprio cannocchiale. Le sue lettere sono pubblicate nell’Edizione
nazionale delle opere di Galilei.
Antonio de Marchena è stato un
francescano spagnolo che visse nel transito
dei secoli XV-XVI. Era frate del convento della
Rabida, dove nel 1484 Cristoforo Colombo
presentò domanda di asilo per sé e suo figlio Diego.
Conosciuto come l’”astrologo”
per il suo amore
verso l’astronomia, è stato il primo confidente di
Colombo in Spagna

 

Astronomia gesuita

All’ingresso della mostra sulla Luna dello
Smithsonian Institute (Washington D.C., USA) vi è una grande copia di uno dei
primi selenografi (1651). Questa mappa è stata tratta dal libro Almagestum Novum fu realizzata dagli
astronomi gesuiti Padre Riccioli e Padre Grimaldi. Nella parte superiore è
scritto: “Gli uomini non abitano sulla luna e neppure le anime vi migrano”.
E ‘il più noto di tutti selenografi ed è stato utilizzato dalla maggior parte
degli studiosi per la nomenclatura lunare nel corso di tre secoli. Durante
questo periodo, gli astronomi hanno cambiato più volte le denominazioni dei
crateri in conflitto con le mappe lunari. Nel 1922 è stata fondata l’Unione
Astronomica Internazionale (IAU) eliminando questi conflitti tramite la
codifica di tutti gli oggetti lunari: 35 dei 40 nomi gesuiti sopravvissero alla
cernita e furono inseriti nel catalogo del National Air and Space Museum (NASM)
che identifica circa 1600 punti della superficie lunare.

Ma non pensate che i nomi Gesuiti siano presenti solo sui selenografi  perché ce li misero loro. Piuttosto è stata
una convergenza di opinioni di astronomi per più di tre secoli: cartografi,
prima e dopo Riccioli hanno più volte confermato che questi 40 sacerdoti meritassero
questo onore. Non c’è da stupirsi. I gesuiti ebbero enorme influenza non solo
sulla matematica (a loro si devono i segni più e meno) ma anche allo sviluppo di
altre scienze come l’astronomia. Gli storici della scienza hanno sempre
elencato un numero sorprendentemente elevato di gesuiti tra i più grandi
scienziati e matematici di tutti i tempi. Sono stati all’avanguardia delle
scienze. Nel 1773 furono soppressi 130 osservatori astronomici e 30 di questi
erano gestiti da gesuiti. Tuttora nuovi nomi legati alla Compagnia di Gesù
vengono aggiunti alla lista dalla Unione Astronomica Internazionale.

All’inizio Galileo e la sua opera furono
ben accolti celebrati dagli uomini di Chiesa più eminenti. Verso la fine del
1610 un sacerdote gesuita, Padre Cristoforo Clavio scrisse a Galileo per
informarlo che i suoi colleghi astronomi, gesuiti, avevano confermato le
scoperte da lui fatte con il telescopio.

Quando, l’anno dopo, si  recò a Roma, Galileo fu salutato con
entusiasmo dalle figure religiose tanto quanto da quelle secolari. In
quell’occasione Galileo scrisse a un amico: “sono stato ricevuto accolto con
favore da molti illustri cardinali, prelati e principi di questa città”.  Galileo ebbe il piacere di una lunga udienza
con il Papa, Paolo V, mentre i gesuiti del collegio Romano celebrarono le sue
scoperte con una giornata di attività. Galileo ne fu entusiasta: davanti a un
pubblico di cardinali, studiosi e intellettuali secolari di spicco, studenti di
padre Cristoforo Grienberger e padre Clavio parlarono delle grandi scoperte
dell’astronomo toscano. Si trattava di studiosi di distinzione considerevole.
Padre Griensberger, che verificò personalmente la scoperta delle lune di Giove
fatta da Galileo fu un astronomo eminente: inventò telescopio con montatura
“equatoriale”, che ruotava su un’asse parallelo a quello della terra, e
contribuì allo sviluppo del telescopio rifrangente in uso oggi.

Padre Clavio, uno dei grandi matematici
del suo tempo, produsse il calendario Gregoriano (entrato in vigore nel 1582),
grazie al quale furono risolte le imprecisioni che avevano piagato il vecchio
calendario giuliano. I calcoli fatti da padre Clavio per stabilire la lunghezza
dell’anno solare il numero dei giorni necessari a tenere il calendario in linea
con l’anno solare – novenatesette giorni intercalari ogni quattrocento anni –
furono così precisi che gli studiosi, ancora oggi, non sanno capacitarsi di
come vi sia giunto.

I gesuiti osservarono, in alcuni casi prima
degli altri, le fasce colorate della superficie di Giove, la nebulosa di
Andromeda e gli anelli di Saturno. Avanzavano teorie sulla circolazione del
sangue (indipendentemente da Harvey), sulla possibilità teorica di volare, sul
modo in cui la luna provoca le maree e sulla natura della propagazione della
luce tramite le onde. Le mappe delle stelle nell’emisfero meridionale, la
logica simbolica, le misure per controllare i flussi del Po e dell’Adige,
l’introduzione dei segni “più” e “meno” nella matematica italiana, furono tutti
successi tipici della Compagnia, e scienziati influenti come Fermat, Huygens,
Leibniz e Newton il non furono i soli a tenerli da conto come preziosi
consulenti…

Uno  dei maggiori scienziati gesuiti fu padre Ruggero Boscovich (1711-1787) che Sir
Harold Hartley, membro della prestigiosa Royal Society chiamò “una delle più
grandi figure intellettuali tutti tempi”. Padre Boscovich fu un vero
intellettuale poliedrico: esperto di teoria atomica, ottica, matematica e
astronomia, membro eletto di società erudite e di prestigiose accademie
scientifiche in tutta Europa, nonché poeta raffinato di versi latini che
scrisse sotto gli auspici della prestigiosa Accademia degli Arcadi di Roma. Non
vi è da meravigliarsi che sia stato chiamato “il più grande genio che la
Yugoslavia abbia prodotto”.

Ricordiamo qui il trattato sulle macchie
solari (1736) e quello sul passaggio di Mercurio (1737), cui seguirono i
“Dialoghi sull’aurora boreale” (1738); i trattati “Sullo straordinario uso al
telescopio per determinare gli oggetti celesti”
(1739), “Sul moto di un corpo attratto verso centro immobile”  (1740) e “Sui vari effetti della gravità nei
vari punti della terra” (1741) che anticipava l’importante lavoro che Boscovich
avrebbe compiuto nell’ambito della geodesia e infine quello sull’”Aberrazione
delle stelle fisse” (1742).

Padre Boscovich sviluppò il primo metodo
geometrico per calcolare l’orbita planetaria sulla base di tre osservazione
della sua posizione. La sua Theoria
philosophiae naturalis
, pubblicata per la prima volta nel 1758 attrasse
ammiratori ai suoi tempi e sempre ne ha attratti, da allora per il suo
ambizioso tentativo di comprendere la struttura dell’universo avendo come punto
di riferimento una singola idea… L’originale contributo di Boscovich anticipò
gli obiettivi e molti degli elementi della fisica atomica novecentesca…Padre
Athanasius Kircher (1602-1680) ricorda padre Boscovich per l’enorme gamma dei
suoi interessi; egli è stato paragonato a Leonardo da Vinci e onorato con il
titolo di “maestro di 100 arti”.

Il più antico osservatorio astronomico è del Vaticano

L’Osservatorio Astronomico, o Specola Vaticana, è un istituto di
ricerca scientifica direttamente dipendente dalla Santa Sede; esso fa capo al
Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

La Specola Vaticana può essere considerata uno degli Osservatori
astronomici più antichi del mondo. La sua origine infatti risale alla seconda
metà del secolo XVI, quando Papa Gregorio XIII fece erigere in Vaticano nel
1578 la Torre dei Venti e vi invitò i Gesuiti astronomi e matematici del
Collegio Romano a preparare la riforma del calendario promulgata poi nel 1582.
Da allora, con sostanziale continuità, la Santa Sede non ha cessato di
manifestare interesse e di dare il proprio appoggio alla ricerca astronomica.
Questa antica tradizione raggiunse il suo apice nel secolo XX con le ricerche
compiute presso il Collegio Romano dal famoso astronomo gesuita padre Angelo
Secchi, che per primo classificò le stelle in base ai loro spettri. Fu sulla base
di questa lunga e ricca tradizione che papa Leone XIII, per contrastare le
persistenti accuse fatte alla Chiesa di essere contraria al progresso
scientifico, con il Motu proprio Ut mysticam del 14 marzo 1891 fondò
l’Osservatorio sul colle Vaticano, dietro la Basilica di San Pietro.

Con direttore e personale forniti
da diversi Ordini religiosi come Barnabiti, Oratoriani, Agostiniani, Gesuiti,
la Specola operò in Vaticano per poco più di 40 anni, occupandosi
principalmente dell’attuazione, insieme ad altri osservatori, del grande
programma internazionale della Carta Fotografica del Cielo.

Nel 1910, san Pio X dette alla
Specola più ampi spazi, assegnandole il villino che Leone XIII aveva fatto
costruire nei giardini vaticani e nominando direttore padre G. Hagen, gesuita.
Ma agli inizi degli anni trenta, l’aumento delle luci elettriche che aveva
accompagnato la crescita urbana della Città Eterna aveva reso il cielo di Roma
così luminoso da rendere impossibile agli astronomi lo studio delle stelle più
deboli. Pio XI dispose allora che la Specola
si trasferisse nella sua residenza estiva a Castelgandolfo, sui Colli Albani a
circa 35 km a sud di Roma. In questo ambiente così ricco di storia, intorno al
1935 fu rifondato e affidato ai Gesuiti un moderno Osservatorio dotato di tre
nuovi telescopi e di un laboratorio astrofisico per analisi spettrochimiche.

La Biblioteca di Castelgandolfo,
ricca di circa 22.000 volumi, possiede una preziosa collezione di libri antichi
tra cui opere di Copernico, Galileo, Newton, Keplero, Brahe, Clavio, Secchi;
accoglie anche una importante collezione di meteoriti, preziose per le
informazioni che ci possono dare sui primordi del sistema solare. I risultati
delle ricerche vengono pubblicati su riviste internazionali.

Il Rapporto Annuale viene inviato
a circa 400 istituti sparsi nel mondo. Ogni due anni circa si organizzano
incontri internazionali in cui vengono invitati una ventina di scienziati per
trattare argomenti oggetti di studio dell’Osservatorio e i cui atti vengono poi
pubblicati in apposito volume.

L’Osservatorio è finanziato
annualmente dalla Santa Sede; tuttavia, per l’attuazione di programmi
particolari l’Osservatorio conta sull’aiuto di amici e benefattori e a questo
scopo si è fondata la Società Vatican
Observatory Foundation
, esente da tasse nello Stato di Arizona.

Alla Specola oggi lavorano dodici
astronomi e matematici, coordinati dal reverendo Josè Gabriel Funes.

Giorgio Nadali

 

 

 


Moschea vicino a casa tua? Un grido in arabo ogni mattina ti sveglierà alle 4.30

di Giorgio Nadali

Si fa presto a dire moschea. Certo, il diritto di culto è sacrosanto. Sono d’accordo. Lo sai, amo tutte le Religioni e le ho studiate a fondo. E un minimo di cultura religiosa a volte può aiutare anche te…

Tu lo sai vero cos’è l’adhan islamico, vero? No? Ne ero certo. E invece dovresti. Così quando la moschea del tuo quartiere sarà pronta e ti sveglierai di soprassalto al grido del muezzin, non potrai dire: “Ah, ma questo non lo sapevo!” Non potrai dire “Ma cosa … succede?” quando una mattina un urlo prolungato in arabo della durata di dieci minuti echeggerà in tutto il tuo quartiere dai potenti altoparlanti del minareto della nuova moschea sotto casa tua. Stai tranquillo, tutto il quartiere lo sentirà bene, non solo tu! Potresti benissimo organizzarti facendo istallare dei doppi vetri, o acquistare dei tappi per le orecchie.

Sì, l’adhan delle 4 e trenta del mattino è quello più evidente nel silenzio dell’alba. Poi ne seguiranno altri 4 durante la giornata sino a quello della sera. Ad orari prestabiliti. Tutti in arabo. Tutti di dieci minuti. Avrai occasione di impararli a memoria.

Eccoti dunque la formula dell’adhān nell’Islàm sunnita (quello della moschea sotto casa tua probabilmente – dato che quello sciita lo trovi solo in Iran). Così saprai cosa urla chi ti sveglierà ogni mattina. E’ un grido religioso, sai! E non illuderti. Non può esserci una moschea senza minareto e minareto senza muezzin che grida l’adhan. Un centro islamico non ha un minareto, ma la moschea dovrà averlo.

  1. Allāhu Akbar (Iddio è Sommo) (4 volte, 2 per il Malikismo)
  2. Ašhadu an lā ilāh illā Allāh (Attesto che non v’è dio se non Iddio) (2 volte)
  3. Ašhadu anna Muhammadan Rasul Allāh: Attesto che  Muhammad (Maometto) è l’Inviato di Dio (2 volte)
  4. Hayya ˁalā al-salāt (Orsù alla preghiera) (2 volte)
  5. Hayya ˁalā l-falāh (Orsù alla salvezza) (2 volte)
  6. Allāhu Akbar (Iddio è Sommo) (2 volte)
  7. Lā ilāh illā Allāh (Non v’è dio se non Iddio) (1 volta).

Dopo di che se non sei musulmano puoi riaddormentarti. I fedeli musulmani molto osservanti invece si recheranno alla preghiera dell’alba, detta Salat al-fajr . Al-ṣalātu khayru min al-nawm: Pregare è meglio di dormire. Lo dice la cantilena dell’adhan dell’alba, urlata in arabo dai megafoni della moschea dal muezzin. Se sei musulmano, nel mese di Ramadan ricordati che non è necessario lavarsi i denti prima dell’adhan dell’alba! Ma se vuoi puoi farlo, a condizione che non venga ingoiato il dentifricio.

Come dici? Tu volevi solo dormire? Non fare così! E’ la libertà religiosa, bellezza! Adeguati! La moschea c’è anche in altre città europee e i vicini si sono abituati con gioia all’acuta voce in arabo delle 4 e trenta. Però niente campanili in Arabia Saudita. E’ vietato costruire chiese. E tu hai voluto la moschea? Hai votato la sinistra che vuole costruire una moschea vicino a casa tua? Adesso non puoi lamentarti. E poi – lo sai – pregare è meglio di dormire.

Recite

Arabo

Translitterazione

Traduzione

4x

الله أكبر

Allāhu Akbar Allah è il Sommo
2x

أشهد أن لا اله إلا الله

Ašhadu an lā ilāha illa Allāh Testimonio
che non c’è altro dio tranne Allah
2x

أشهد أن محمدا رسول الله

Ašhadu anna
Muħammadan rasūl Allāh
Testimonio
che Maometto è il Messaggero di Allah
2x

حي على الصلاة

Hayya ʿalā al-ṣalāh Affrettatevi
alla preghiera
2x

حي على الفلاح

Hayya ʿalā ‘l-falāħ Affrettatevi
alla felicità
2x الصلاة خير من النوم Al-ṣalātu khayru
min al-nawm
Pregare è
meglio di dormire (solo nel primo adhan, ore 4.30)
2x

الله أكبر

Allāhu akbar Allah è il
Sommo
1x

لا إله إلا الله

Lā ilāha illa
Allāh
Non c’è altro
dio tranne Allah

http://www.youtube.com/v/Mi0X1lyRVk8&hl=it&fs=1

Giorgio Nadali


Religione sotto Terra

Di Giorgio Nadali

Religione  sotterranea

C’è molta fede sotto terra.  Nel mondo vi sono diversi templi e chiese ben
sotto il livello del suolo.  I più vicini
a noi sono i templi ipogei (sotterranei) della comunità di Damanhur, a Baldissero
Canavese (Ivrea).

Tempio sotterraneo di Seokguram, Corea del Sud

E’ un eremo che fa parte del
complesso del Tempio di Bulguksa. Si trova 4 chilometri a est della parte
principale del complesso, sul monte Tohamsan, nella città di Gyeongju, in Corea
del Sud. La grotta sovrasta il Mar del Giappone e si trova a 750 metri sul
livello del mare. Nel 1995 venne inserito nell’elenco dei Patrimoni
dell’umanità dell’UNESCO insieme al Tempio di Bulguksa, in quanto contiene
alcune delle principali sculture buddhiste del mondo. La grotta è decorata con
mezze lune e fiori di loto. Gli architetti Silla utilizzarono apparentemente il
principio della simmetria e quello del “rettangolo dorato”. Per la
costruzione non venne usata calce e la struttura è tenuta insieme da rivetti di
pietra. La costruzione è stata orientata in modo da poter utilizzare la
ventilazione naturale del luogo. La cupola della rotonda è leggermente ovale,
con un diametro che varia fra i 6,84 e i 6,58 metri.

Damanhur,  Italia

Gli appartenenti a Damanhur
ricercano in svariati campi legati alla sensibilità e alla percezione da loro
definita “sottile”, non sostenuti da dimostrazioni e protocolli
scientifici.  Nella Valchiusella, in
Piemonte, circa 50 km a nord di Torino, ai piedi delle Alpi i cittadini delle
comunità di Damanhur hanno creato il Tempio dell’Umanità, grande costruzione
ipogea scavata a mano nella roccia, dedicata al dio Horus. La costruzione è
articolata in sette sale principali: la sala dell’Acqua, della Terra, delle
Sfere, degli Specchi, dei Metalli, il Tempio Azzurro, il Labirinto. Le sale
rappresentano simbolicamente le stanze interiori di ogni essere umano, così
come camminare attraverso sale e corridoi che lo compongono corrisponde
metaforicamente, secondo gli intenti dei costruttori, ad un profondo viaggio
all’interno di sé. La Sala della Terra, ad esempio, è quella dove vengono
rappresentate la vita e la natura divina dell’uomo. Il Labirinto, invece, è una
sorta di galleria dove sono riunite tutte le divinità, da Allah a Manitù. Ad ogni
particolare è stato attribuito dai costruttori un significato: i colori, le
misure, ogni dettaglio seguono un preciso codice di forme e proporzioni; ogni
sala ha la sua specifica risonanza ed un proprio suono. Il volume complessivo
del tempio è di oltre 8.500 metri cubi su cinque livelli sotterranei, che
scendono per un dislivello di 72 metri, l’altezza di un palazzo di oltre 20
piani. Le pareti del tempio sono affrescate, i pavimenti decorati a mosaici e i
soffitti sono a vetrate. La Sala degli Specchi, inoltre, vanta il Guinness dei
primati per la cupola di vetro Tiffany più grande del mondo. Oggi il tempio è
stato riconosciuto opera d’arte dalla Soprintendenza

Ipogeo  di Hal Saflieni, Paola, Malta

E’ una struttura sotterranea
scavata circa tra il 3600 a.C. e il 2500 a.C. Si pensa che in origine fosse un
santuario, ma divenne una necropoli in tempi preistorici. È l’unico tempio
preistorico sotterraneo al mondo. L’ipogeo venne impresso su 5000 francobolli
da due centesimi delle isole di Malta nel 1980, per commemorare il fatto che
l’UNESCO inserì questa struttura unica tra i patrimoni dell’umanità. Venne
chiuso al pubblico tra il 1992 ed il 1996 per restauro. Il secondo livello
contiene una buca alta due metri che potrebbe essere stata usata per tenervi dei
serpenti, o per raccogliere l’elemosina.

Catacombe

Nascono a Roma tra la fine del
II e gli inizi del III secolo d.C., con il pontificato del papa Zefìrino
(199-217). Scavate per lo più nel tufo, la maggior parte delle catacombe si
trovano a Roma, tanto da raggiungere il numero di una sessantina, mentre
altrettante se ne contano nel Lazio. In Italia, le catacombe si sviluppano
specialmente nel meridione, dove la consistenza del terreno è più tenace e,
allo stesso tempo, più duttile allo scavo. La catacomba situata più a
settentrione è quella che si sviluppa nell’isola di Pianosa, mentre i cimiteri
ipogei più a sud sono quelli dell’Africa settentrionale e specialmente ad
Hadrumetum in Tunisia. Altre catacombe si trovano in Toscana (Chiusi), Umbria
(presso Todi), Abruzzo (Amiterno, Aquila), Campania (Napoli), Puglia (Canosa),
Basilicata (Venosa), Sicilia (Palermo, Siracusa, Marsala e Agrigento), Sardegna
(Cagliari, S. Antioco). Il termine antico per designare questi monumenti è coemeterium, che deriva dal greco e
significa “dormitorio”, sottolineando con ciò il fatto che per i
cristiani la sepoltura non è altro che un momento provvisorio, in attesa della
resurrezione finale.

 

 

Chiese sotterranee

 Temppeliaukio  Kirkko, Helsinki, Finlandia – Il bunker sotteraneo anti diavolo

Questa chiesa luterana di forma
circolare è costruita interamente sottoterra nel centro di Helsinki
(Finlandia). Al piano stradale è possibile vedere solo il tetto interamente
costruito in rame collegato alla roccia mediante una lunga serie di finestre.
Il luogo scelto per la costruzione è una collinetta naturale alta dodici metri
nel quartiere di Töölö.  La chiesa è
stata inserita all’interno della collinetta che è stata svuotata. E’ una della
maggiori attrazioni turistiche di Helsinki. 500.000 visitatori all’anno. Il suo
nome significa “piazza del tempio”. Architetti Timo e Tuomo Suomalainen.
Consacrata nel settembre  1969. L’interno
è interamente scavato nella roccia, ma è illuminato naturalmente dalla cupola
al piano stradale. L’arredamento sacro è stato progettato dagli stessi
architetti. Organo con 43 registri della Veikko Virtanen. Non ha campane. Una
registrazione di un brano di campane di Taneli Kuusisto viene diffuso da
altoparlanti all’esterno. La chiesa è anche nota in finlandese come “Piruntorjuntabunkkeri”, cioè il “bunker
di difesa anti diavolo”. La copertura della cupola è costituita con una serie
di travi curve in cemento armato, che convergono nell’anello centrale, ognuna
delle quali presenta una lunghezza diversa dall’altra in modo da adattarsi
meglio alla roccia sottostante. Il perimetro della chiesa, come le pareti
interne, sono state lasciate volutamente grezze ed irregolari per dare risalto
alle geometrie naturali della roccia, in modo da creare particolari giochi di
luci ed ombre attraverso con la luce artificiale dei fari e quella naturale
proveniente dalle finestre. L’altare maggiore, l’organo e il fonte battesimale
sono realizzati con blocchi di roccia irregolare. La navata sella chiesa è a
forma quasi circolare con superficie di 700 mq e può ospitare 1000 fedeli.
L’altare è visibile da ogni lato della navata con una posizione privilegiata
anche dal punto di vista acustico, infatti questa chiesa è stata spesso
utilizzata come sala da concerto. Per questo è stato costruito il ballatoio
superiore, per accogliere il pubblico, un fatto insolito negli edifici
religiosi moderni. La roccia, il cemento armato, le vetrate, le grandi porte in
cristallo fanno parte di uno dei luoghi di culto più suggestivi del Mondo.

Cappella
di Santa Kinga, Cracovia, Polonia

Situata a  20 km da Cracovia, quella di Bochnia è la più
antica miniera di sale in Polonia e uno delle più antiche del mondo. In
funzione da 750 anni. Oggi, l’estrazione del sale è cessata e Bochnia opera
prevalentemente come attrazione turistica e un sanatorio. La Camera Wazyn è considerata
il cuore della miniera e ospita uno dei luoghi più insoliti sacri sulla Terra,
la Cappella della Santa Kinga. E ‘stata fondata nel 1747 e dispone di un
pulpito scolpito in sale, sculture di sale e vari altari di sale. Le messe
vengono celebrate in questa cappella la vigilia di Natale e per la festa patronale.

Situata a 101 metri sottoterra,
nelle saline di Wieliczka, la cappella di Santa Kinga (patrona di Polonia e
Lituania) è considerato il più imponente santuario di sale scolpito sulla
Terra. Ricavato da un blocco di sale, da un gruppo di minatori autodidatti, la
cappella di Santa Kinga è usata come un luogo di culto dal 1896.

Le decorazioni di sale sparse in tutta la
cappella sono state in un arco di 100 anni. Ancora oggi, le opere sono
realizzate da una nuova generazione di minatori di talento. Una delle cose più
impressionanti nella cappella di Santa Kinga sono i lampadari ricavati da
blocchi di sale.

Chiesa
catacomba sotterranea, Coober Pedy, Australia

La Catacomb Underground Church è una Chiesa anglicana fondata e sostenuta
dalla Bush Church Aid Society. Prende
il nome dalle catacombe di Roma, dove i primi cristiani seppellivano i loro
morti. La chiesa fu sviluppata da una vecchia piroga e aperta come una chiesa
sotterranea nel 1977. Scavata nell’arenaria in forma di una croce e decorata in
modo semplice e naturale con opali. La croce, il leggio e l’altare sono in
legno mulga e prendono spunto da un vecchio verricello da minatore.

Cattedrale
di sale sotterranea di Zipaquirá, Colombia

Costruita a partire dal 7
ottobre 1950 e inaugurata il 15 agosto 1954 nelle antiche gallerie scavate dai
muisca due secoli prima. Una cava di sale ormai dismessa, una antica miniera
trasformata in museo e sfruttata per ospitare una Cattedrale sotterranea. Tutto
questo si trova sotto le montagne di Zipaquirá, località della Colombia a 49
chilometri da Bogotà.  Una vera chiesa
che nelle messe domenicali può ospitare fino a 3000 fedeli seduti tra mura di
roccia, una particolare illuminazione blu e la semioscurità delle grotte. Intorno
alle vecchie miniera è nato un centro di attrazione che, oltre al museo, al
lago sotterraneo, al ristorante e al parco pubblico, comprende una enorme
colonna per l’arrampicata sportiva. La Cattedrale di sale è
costruita all’interno delle miniere di sale di Zipaquirá, nella Sabana de
Bogotá. È anche uno dei santuari cattolici più celebri della Colombia. All’interno
ospita una ricca collezione artistica, specialmente di sculture di sale e marmo
in un ambiente pieno di una profonda atmosfera religiosa, che attrae i
pellegrini e i turisti.

E’ considerata come uno dei
risultati architettonici e artistici più notevoli dell’architettura colombiana,
meritando anche il titolo di gioia architettonica della modernità. L’importanza
della cattedrale risiede nel suo valore come patrimonio culturale, religioso e
ambientale. Nel 2007 mediante un concorso per eleggere le 7 Meraviglie della
Colombia la Cattedrale di sale ottenne il maggior numero di voti, che ne fecero
la prima Meraviglia di Colombia e fu anche proposta come una delle Sette
meraviglie del mondo moderno. La chiesa sotterranea fa parte del complesso
culturale “Parco del Sale” (Parque
de la Sal
).

Chiesa
di San Giovanni, Aubeterre sur Dronne, Francia

Aubeterre è il sito di una
chiesa sotterranea monolitica. La navata principale è alta più di 20 m. A 15 m,
la navata centrale è fiancheggiata da una galleria su tre lati della Chiesa,
che è accessibile tramite una scalinata intagliata nella roccia. La chiesa
contiene un reliquiario romano e una cripta. Scoperta nel 1958, la necropoli
contiene più di 80 sarcofagi.

Grotte  sacre

Il luogo sotterraneo più sacro
per tutti i cristiani è la grotta della Natività (luogo della nascita di Gesù
Cristo), posta sotto l’altare maggiore della chiesa più antica del mondo. La
Basilica della Natività a Betlemme, Israele-Palestina. Nel cattolicesimo molto
sacra è la grotta di Lourdes, Francia, dove nel 1858 è apparsa 18 volte la
Madonna. Per l’induismo è la grotta di Amarnath Yatra nelle montagne
dell’Himalaya. Le grotte taoiste più sacre si trovano invece a Longshan, venti
chilometri da Taiyuan, Cina. Nell’Islam la grotta più sacra è la Hira, a 3 km
da la Mecca, sulla montagna Jabal Al-Nūr,  Arabia Saudita. Larga 3,7 m. per 1,60 m. di
larghezza. Qui il profeta Maometto ricevette la prima rivelazione  dall’Arcangelo Gabriele. Durante il
pellegrinaggio alla Mecca è visitata da 5000 musulmani.

 Giorgio Nadali

 

 


Aprile. Noi cristiani festeggiamo la Risurrezione e la Vita e gli shintoisti il…

di Giorgio Nadali

Quest’anno la Festa civile della Liberazione

cade il giorno dopo la Festa cristiana della Libeazione

(dal peccato e dalla morte),  e della Vita – la Santa Pasqua.

Ma in Giappone festeggiano altro…

Il Kanamara Matsuri  “Festival del fallo d’acciaio”
è un annuale festival della
fertilità Shinto che si svolge a
Kawasaki, in Giappone in primavera, nel santuario Wakamiya Hachimangu, meglio conosciuto
come “Kanamara Jinjya.

Il pene è il tema centrale della manifestazione che
si riflette ovunque,
nelle illustrazioni, caramelle, verdure
scolpite, decorazioni e una parata mikoshi.

Il Kanamara Matsuri
è incentrata attorno
a un santuario locale della
venerazione del  pene un tempo molto popolare tra le prostitute che vi
si recavano a pregare per la
protezione contro le malattie sessualmente
trasmesse. Gli shintoisti ritengono che in questo luogo si ottengano protezioni divine anche
per gli affari e la prosperità del clan, un parto senza problemi, il matrimonio e l’armonia coppia di
sposi. La leggenda vuole che nella città di Kawasaki vi era una ragazza
posseduta da un demone, che si era infilato nella sua vagina. Esso mordeva il
pene dei giovani che provavano a possederla, castrandoli. Ma un bel giorno un
fabbro ebbe un’idea: costruì un grosso fallo d’acciaio, con cui penetrò la
giovane, riuscendo finalmente a sconfiggere lo spirito maligno.

A ricordo di questa impresa fu costruito un tempio shintoista, in cui era
venerato proprio il fallo di metallo.  Presso
il santuario, ogni primavera, viene celebrato il festival detto Kanamara
Matsuri, la cui data varia di anno in anno, ma di solito cade la domenica. Il
matsuri ha le sue radici nell’epoca Edo (1603-1867), quando le prostitute
usavano recarsi al tempio per pregare sia per l’incremento dei loro guadagni,
sia per prevenire le malattie veneree come la sifilide, che all’epoca era molto
temuta. Oggi il principale motivo del festival è pregare per il concepimento di
un figlio, mentre la preoccupazione per la sifilide è stata sostituita da
quella per l’AIDS, e la festività diventa anche spunto per campagne di
prevenzione e raccolta fondi.

Giorgio Nadali


L’uomo che non ammette Dio è un pazzo. Firmato Isaac Newton

di Giorgio Nadali

Pensieri della filosofia e della scienza

Platone (filosofo, 429 – 347 a.C.)

” Il sole non è che l’ombra di Dio “.

“Il mondo deve avere una causa, ed una causa buona.
Questa prende il nome di Eterno Fattore, il padre di tutte le cose”.

Aristotele
(filosofo, 384 a.C. – 322 a.C.)

“Dio divenendo invisibile ad ogni mortal natura, si
vede per le sue stesse opere”.

Cicerone
(106 a.C. – 43 a.C)

“Nulla è più chiaro dell’esistenza di una divinità di
niente infinita, da cui i corpi celesti sono governati”.

Galileo
Galilei (1564 – 1642)

” Nelle mie scoperte scientifiche ho appreso più col
concorso della divina grazia che con i telescopi “.

Keplero
(astronomo, 1571 – 1630)

“ Ti ringrazio, o mio Creatore e Signore, di tutte le gioie
che mi hai fatto gustare nell’estasi in cui mi ha rapito la contemplazione
delle opere delle tue mani “.

Leibniz
(scienziato e filosofo, 1616 – 1715)

” Ogni creatura rispecchia il Creatore “.

Newton
(matematico e fisico, 1643 – 1723)

” Questa notte io fui assorbito dalla meditazione della
natura. Ammiravo il numero, la disposizione, la corsa di quei globi
innumerevoli.

Ma ammiravo ancor più l’Intelligenza infinita che presiede a
questo vasto meccanismo. Dicevo a me stesso: Bisogna essere ben ciechi per non
restare estasiati a questo spettacolo, sciocchi per non riconoscerne l’Autore,
pazzi per non adorarlo “.

” L’uomo che non ammette Dio è un pazzo “.

Linneo
(medico e naturalista, 1707 – 1778)

” Il Dio eterno, il Dio immenso, sapientissimo,
onnipotente, è passato dinanzi a me. Io non l’ho veduto in volto… ma ho visto
le tracce del suo passaggio “.

Buffon
(naturalista, 1707 – 1788)

” Quanto più penetro nel senso della natura, tanto più
profondamente rispetto il Creatore “.

Diderot
(scrittore e filosofo, 1713 – 1784)

” L’occhio e l’ala di farfalla bastano per annientare
un ateo “.

Ampère
(fisico e matematico, 1775 – 1836)

” Scrivi con una mano sola; con l’altra tieniti
aggrappato alla veste di Dio, come un bimbo si tiene alla veste del padre!
Senza questa precauzione ti sfracelleresti immancabilmente contro una roccia
“.

Hans
Christian Oerstedt (fisico, 1777 – 1851)

” Noi non siamo niente al confronto con Dio; ma siamo
qualcosa per mezzo di Dio “.

Augustin
Louis Cauchy (matematico, 1778 – 1857)

” Se non ammettiamo l’esistenza di Dio come cristiani,
dobbiamo ammetterla come matematici “.

Faraday
(chimico e fisico, 1791 – 1867)

” La notizia e il rispetto di Dio giungono al mio
spirito attraverso vie così sicure come quelle che ci conducono alle verità
nell’ordine fisico “.

Justus
Von Liebig (chimico, 1803 – 1873)

” La grandezza e l’infinita sapienza del Creatore del
mondo la riconosce solo colui che si sforza di comprendere i suoi pensieri
nell’infinito libro della natura ”

Giuseppe
Mazzini (1805 – 1872)

” Chi può negare Dio di fronte ad una notte stellata,
davanti alla sepoltura dei suoi cari, davanti al martirio, è grandemente
infelice o grandemente colpevole “.

Pasteur
(biologo, 1822 – 1895)

” Più studio e più acquisto la fede del contadino
“.

Henri
Fabre (entomologo, 1823 – 1915)

” Mi sembra di dire troppo poco affermando di credere
in Dio: io dico che lo vedo. Senza di Lui io non vedo nulla, senza di Lui tutto
è tenebre.

Questa convinzione non solo l’ho conservata studiando, ma
l’ho resa sempre più evidente e migliorata… Per me l’ateismo è una
stravaganza… Ma io mi lascerò strappare la pelle prima che la fede in Dio
“.

Tolstoj
(romanziere russo, 1828 – 1910)

” Quell’infinito che ti circonda e su cui ti trovi, le
leggi di questo infinito ti parlano di Dio. Dire che non lo vedi è fare come lo
struzzo che nasconde il capo sotto le ali per non vedere “.

Edison
(fisico, 1847 – 1931)

” Sono un uomo che ammira tutti gli ingegneri
dell’universo, e che ha profonda ammirazione per il più grande di tutti, che è
Dio “.

Johannes
Reinke (biologo, 1849 – 1931)

” Quanto più profondamente penetriamo nel meccanismo
della natura, tanto più grandioso ci si presenta da lontano, dalla sfera
metafisica, il riflesso della divinità “.

Max
Planck (fisico, 1858 – 1947)

” Religione e scienza non si escludono, ma si
completano e si condizionano a vicenda. E la prova è rappresentata dal fatto
che proprio i più grandi scienziati di tutti i tempi erano penetrati da
profonda religiosità “.

Eberhard
Dennert (botanico, 1861 – 1924)

” La natura è un’opera d’arte… O Dio, grande artista
del mondo! Io stupìto ammiro le opere delle tue mani “.

R. A.
Millikan (fisico, 1868 – 1953)

” Il materialismo è una filosofia assurda e irrazionale
e credo che in realtà sarà considerata come tale dalla maggior parte degli
uomini che riflettono “.

Carrel
(cancerologo, 1873 – 1944)

” L’uomo ha bisogno di Dio come dell’acqua e
dell’ossigeno “.

Guglielmo
Marconi (fisico, 1874 – 1937)

” Credo nella potenza della preghiera come cristiano e
come scienziato”.

” La scienza è incapace di dare la spiegazione della
vita; solo la fede ci può fornire il senso dell’esistenza: sono contento di
essere cristiano “.

Friedrich
Von Huene (geologo – paleontologo, n. 1875)

” Questa lunga storia della vita che gradualmente si
perfeziona è proprio la creazione del mondo vivo. E’ l’attività di Dio, che
tutto programma e prepara, guida e porta “.

Albert
Einstein (fisico, 1879 – 1955)

” L’opinione corrente che io sia un ateo si basa su un
grosso errore. Chi la deduce dalle mie teorie scientifiche, non le ha comprese
“.

” La mia religione consiste nell’umile adorazione di un
Essere infinito spirituale di natura superiore che rivela se stesso nei piccoli
particolari che noi possiamo percepire con i nostri sensi deboli e
insufficienti “.

” La scienza senza la religione è paralitica; la
religione senza la scienza è cieca “.

” Senza la religione l’umanità si troverebbe oggi
ancora allo stato di barbarie… E’ stata la religione che ha permesso
all’umanità di progredire in tutti i campi “.

” Credo in un Dio personale, e posso dire con coscienza
che nella mia vita non ho mai accondisceso ad una concezione ateistica “.

Bernhard
Bavink (matematico e filosofo, 1879 – 1947)

” Chi ha capito anche solo un poco della fisica
moderna, è immunizzato contro l’assurdità del materialismo “.

Francesco
Severi (matematico, 1879 – 1961)

” La mia più alta conquista è stata la fede “.

Nicola Pende
(medico biotipologo, 1880-1970)

” Senza la luce della dottrina di Cristo, i problemi
fondamentali della natura umana sono insolubili dalla scienza. Senza tale luce
la scienza è senza pace “.

Max
Planck (fisico, 1858 – 1947)

” Religione e scienza non si escludono, ma si
completano e si condizionano a vicenda. E la prova è rappresentata dal fatto
che proprio i più grandi scienziati di tutti i tempi erano penetrati da
profonda religiosità “.” Un gran numero degli scienziati moderni sono
credenti… Il materialismo è scientificamente insostenibile “.

“… L’unica salvezza dell’umanità sarà da ricercare
nella religione “.

Erwin
Schrodinger (fisico, 1887 – 1961)

” Gli elementi costitutori dell’essere vivente non sono
opera umana, ma il più bel capolavoro mai compiuto da Dio, secondo le linee
della meccanica quantica “.

Robert Nachtwey (filosofo e naturalista, 1893
– 1964)

” In tutte le creature della terra scopriamo la potenza
di uno Spirito pensante e inventore, la cui attività si svolge instancabile
“.

” … Dopo 75 anni di lavoro incessante la scienza deve
ammettere che tutte le formule della teoria del “caso” fanno pietà
“.

L.
Fantappiè (matematico, 1901 – 1956)

” La scienza che era materialistica nel secolo passato,
si è andata sempre più spiritualizzando, fino a diventare oggi la migliore
alleata della fede “.

E. Medi
(fisico, 1911 – 1974)

” Guardando la natura nei suoi aspetti più grandiosi e
nelle sue costruzioni più profonde e minime, si sente un Pensiero che opera
nelle cose, esistendo purissimo per se stesso “.

” … Dalla Luna si vede lo spettacolo più stupendo del
creato, si vede la terra, fulgida impronta di Chi tutto muove “.

Carl
Friedrich Von Weizsacker (fisico teorico, 1912 – 2007)

” Il tempo del conflitto tra fede e scienza è ormai
passato “.

Giuseppe
Caronia (medico)

” Nei momenti della sofferenza soltanto la presenza di
Cristo mi ha dato e mi dà la forza di continuare la buona battaglia “.

Joseph
Meurers (astrofisico e filosofo)

” Non solo non è vero, ma è volutamente falso, una
menzogna, dire che la scienza, in particolare le scienze naturali, hanno
dimostrato che Dio non esiste “.

Karl
Willy Wagner (ingegnere e filosofo, 1883 – 1953)

” I più grandi pensatori di tutti i tempi furono
profondamente credenti… E come potrebbe essere diversamente?… Non solo la
natura ci rivela lo Spirito di Dio, ma nell’uomo stesso e e nelle sue opere,
nonostante tutti gli errori, le tentazioni e i peccati cui siamo soggetti in
conseguenza della nostra imperfezione “.

Rainer
Schubert-Soldern (zoologo, botanico, paleontologo)

” La vita deve la sua esistenza ad un Principio che è
estraneo alla materia; il carattere finalistico del processo vitale fa capire
che la Causa del principio vitale ha concepito la vita finalisticamente…
“.

Heinrich
Vogt (astronomo)

” Io credo in una potenza superiore soprannaturale, in
un Dio, come artefice, portatore e conservatore del mondo “.

Max
Hartmann (biologo) 1876-1962

” I risultati della scienza più evoluta, la fisica, non
sono minimamante in contraddizione con la fede in una Potenza che è dietro e
sopra la natura e la governa “.

Andrew
Conway Ivy (fisiologo e cancerologo) 1893-1978

” C’è un Dio? Sì, sono sicuro che c’è un Dio, come sono
sicuro di qualcosa d’altro. Sono certo che c’è un Dio come sono sicuro che io
esisto. “.

A.
Cressy Morrison (fisico americano)

” Le nuove conoscenze fanno ancora posto ad
un’intelligenza effettivamente operante dietro i fenomeni della natura… Senza
la fede la civiltà crollerebbe, l’ordine si muterebbe in disordine… Il male
regnerebbe indisturbato nel mondo “.

T. D.
Parks (chimico)

” Io vedo ovunque intorno a me ordine e determinazione
nel mondo inorganico. Non posso credere che essi esistano per casuali fortunate
combinazioni di atomi! Per me questo piano presuppone un’intelligenza;
quest’intelligenza la chiamo Dio… “.

A.
L’Arco

” Se Dio non c’è, tutto è lecito ” profetizzò un
secolo fa Dostojevskij.

La nostra generazione sta sperimentando sulla carne viva
questa amara verità “.

Su una
meridiana di Nola

” Senza sole nulla sono io; senza Dio nulla sei tu
“.

Prelato Invenzione
Niccolò
Stenone (1638-1686)  vescovo gesuita
Beatificato
da Giovanni Paolo II nel 1988. Il suo De solido intra solidum naturaliter
contento dissertationis prodromus
, ne fa uno dei principali fondatori
della moderna geologia. La sua famosa frase “pulchra sunt quae videntur, pulchriora quae sciuntur, longe
pulcherrima quae ignorantur
” (belle sono le cose che si vedono, più
belle quelle che si conoscono, bellissime quelle che si ignorano) potrebbe
ben essere presa come esempio di giusta curiosità intellettuale, fondamento
per la ricerca scientifica di tutti i tempi. Come anatomista Stenone scoprì
il dotto parotideo (dotto di Stenone); a lui spetta anche il merito della
corretta interpretazione della funzione ghiandolare e della distinzione tra
ghiandole secernenti e linfonodi. Dimostrò che il cuore è un muscolo, e non
la fonte del calore o la sede dell’anima. Interpretò correttamente le
circonvoluzioni cerebrali come sede delle funzioni cognitive superiori,
ponendosi in contrasto con le allora dominanti teorie cartesiane. Scoprì la
funzione delle ovaie e delle tube uterine.
Fondatore
della geologia e della stratigrafia moderna
Athanasius
Kircher  (1602-1680) prete gesuita
Fondatore
dell’egittologia. Tra le prime persone ad osservare microbi attraverso un
microscopio, fu talmente in anticipo sul suo tempo da proporre la tesi che la
peste era causata da un microrganismo infettivo, e da proporre misure
efficaci per prevenire la diffusione della malattia. Kircher mostrò inoltre
un vivace interesse per la tecnologia e le invenzioni meccaniche: tra le
invenzioni che gli sono attribuite vi sono un orologio magnetico, diversi
automi e il primo megafono.
Georges
Lemaître  (1894 -1966)  prete gesuita
Primo a capire che lo
spostamento verso il rosso della luce delle stelle era la prova
dell’espansione dell’universo e a proporre la legge di Hubble, secondo la
quale vi è una proporzionalità fra distanza delle galassie e loro velocità di
recessione. Nel 1927, infatti, pubblicò la teoria del Big Bang, basata sulla
relatività generale, che spiega entrambi i fenomeni. A lui sono stati
dedicati:Il cratere lunare Lemaître; La metrica di
Friedmann-Lemaître-Robertson-Walker; L’asteroide 1565 Lemaître
Robert  Grosseteste
(1175-1253)  vescovo
Il
primo ad aver messo per iscritto una serie completa di passi necessari alla
realizzazione di un esperimento scientifico
Ruggero Bacone  (1214 -1294) frate francescano La sua
“Opus Majus” contiene
trattazioni di matematica, ottica, alchimia e manifattura della polvere da
sparo, le posizioni e le estensioni dei corpi celesti, compresa la chiara
affermazione della rotondità della terra; l’opera inoltre anticipa successive
invenzioni – oltre agli occhiali – anche il microscopio, il telescopio,  le macchine volanti e le navi a vapore.
Bacone studia anche l’astrologia ed è convinto che i corpi celesti esercitino
una influenza sul fato e la mente degli umani. A lui si deve anche una
critica al calendario giuliano allora in uso. Per primo dopo gli scienziati
ellenistici riconosce lo spettro visibile in un bicchiere d’acqua, secoli
prima dei lavori di ottica di personaggi come Marcantonio de Dominis,
Cartesio e Isaac Newton. A lui si devono anche misurazioni sull’arcobaleno.
S.  Alberto Magno (c. 1200 – 1280) prete
domenicano
Celebre
naturalista registrò un’enorme quantità di dati sul mondo che lo circondava.
La sua prodigiosa produzione compresa la fisica, la logica, la metafisica, la
biologia, la psicologia e svariate scienze della terra. Come Roger Bacon,
Alberto Magno fu diligente nell’annotare l’importanza dell’osservazione
diretta nell’acquisizione della conoscenza del mondo fisico. Nel De mineralilibus spiegò che lo scopo
della scienza naturale non era “limitarsi d’accettare le affermazioni altrui,
vale a dire ciò che è narrato dalla gente, ma a indagare da sé le cause che
operano nella natura…
Gesuiti in generale I
gesuiti avevano contribuito allo sviluppo degli orologi a pendolo, dei pantografi,
dei barometri, dei telescopi e dei microscopi a riflessione, ed esposto
diverse teorie in vari campi scientifici, come il magnetismo, l’ottica e
l’elettricità. Osservarono, in alcuni casi prima degli altri, le fasce
colorate della superficie di Giove, la nebulosa di Andromeda e gli anelli di
Saturno. Avanzavano teorie sulla circolazione del sangue (indipendentemente
da Harvey), sulla possibilità teorica di volare, sul modo in cui la luna
provoca le maree e sulla natura della propagazione della luce tramite le
onde. Le mappe delle stelle nell’emisfero meridionale, la logica simbolica,
le misure per controllare i flussi del Po e dell’Adige, l’introduzione dei
segni “più” e “meno”.Trentacinque
crateri dalla luna hanno preso nome da scienziati e matematici gesuiti.
Cristoforo
Grienberger (1561-1636) prete gesuita
Padre
Griensberger, che verificò personalmente la scoperta delle lune di Giove
fatta da Galileo fu un astronomo eminente: inventò telescopio con montatura
“equatoriale”, che ruotava su un’asse parallelo a quello della terra, e
contribuì allo sviluppo del telescopio rifrangente in uso oggi.
Fredegisio,
Abate di S. Martino (700-834) monaco
Inventa
la “Minuscola carolina”, i caratteri minuscoli, spazi tra le parole e altre
misure atte a incrementare la leggibilità di un testo e la sua scrittura.
Giambattista
Riccioli (1598-1671)  prete gesuita
Ha misurato l’accelerazione
di un corpo in caduta libera… Agli studiosi non è sfuggito che i gesuiti
ebbero un apprezzamento particolarmente acuto per l’importanza della
precisione nella pratica della scienza sperimentale. Padre Riccioli fu la
prova vivente di tale impegno. Al fine di sviluppare un accurato pendolo da
un secondo, padre Riccioli riuscì a convincere nove confratelli a contare
circa ottantasettemila oscillazioni in un solo giorno. Grazie questo accurato
pendolo, fu in grado di calcolare la costante di gravità.
Ruggero
Boscovich (1711-1787)  prete gesuita
Sviluppò il primo metodo
geometrico per calcolare l’orbita planetaria sulla base di tre osservazione
della sua posizione. La sua Theoria
philosophiae naturalis
, pubblicata per la prima volta nel 1758 attrasse
ammiratori ai suoi tempi e sempre ne ha attratti, da allora per il suo
ambizioso tentativo di comprendere la struttura dell’universo avendo come
punto di riferimento una singola idea… L’originale contributo di Boscovich
anticipò gli obiettivi e molti degli elementi della fisica atomica
novecentesca…Padre Athanasius Kircher (1602-1680) ricorda padre Boscovich per
l’enorme gamma dei suoi interessi; egli è stato paragonato a Leonardo da
Vinci e onorato con il titolo di “maestro di 100 arti”
Tommaso de
Vio,  cardinale Cajetano  (1468 – 1534)
Nel suo trattato del 1499,
intitolato intitolato De cambiis,
che intendeva giustificare il mercato internazionale da un punto di vista
morale, Cajetano fece notare che il valore del denaro nel presente potrebbe
essere alterato dalle aspettative concernenti lo stato probabile del mercato nel futuro…
Cristoforo
Clavio (1538-1612) prete gesuita
Definisce
il calendario gregoriano
Papa
Gregorio XIII (Ugo Boncompagni – 1502-1586)
Inventa
il nostro attuale calendario gregoriano
Francesco
Maria Grimaldi (1618-1663) prete gesuita
Crea una mappa lunare. Scopre
lo spettro di diffrazione (bande colorate al bordo di un’ombra).
Luis
de Molina (1535-1600) prete gesuita
Teoria
del valore soggettivo in economia (contro la teoria del valore basata sul
lavoro, di Karl Marx).
Gregor
Mendel (1822-1884) frate agotiniano
Biologo
ceco, considerato, per le sue osservazioni sui caratteri ereditari, il
precursore della moderna genetica.
Guido
Monaco (d’Arezzo)  (991-1050)  monaco
Inventore
della moderna notazione musicale e del tetragramma, che rimpiazzarono
l’allora dominante notazione neumatica. Il suo trattato musicale, il Micrologus,
fu il testo di musica più distribuito del Medio Evo, dopo i trattati di
Severino Boezio[1]
(Latino)
« Ut queant laxis Resonare
fibris Mira gestorum Famuli tuorum Solve polluti LAbii reatum Sancte Iohannes
»
(Italiano)
« affinché possano cantare
con voci libere le meraviglie delle tue azioni i tuoi servi, cancella il peccato
del loro labbro contaminato, o san Giovanni »
L’UT è poi stato traformato
in DO.
Cirillo
e Metodio (IX secolo) monaci
Inventori dell’alfabeto
cirillico, usato tuttora nella lingua russa, ucraina, bielorussa, serba, ecc.

[1] Giorgio Nadali – La Croce e l’Anello. Misteri e segreti
delle carriere ecclesiastiche
, Udine, Segno, 2010


I segreti della Santa Pasqua

di Giorgio Nadali

www.giorgionadali.com

Pasqua ebraica 2015 – 5 aprile (14 nisan 5775)

Il termine Pesach appare nella
Torah”. Dio annuncia al popolo di Israele, schiavo in Egitto, che lui lo
libererà, egli dice: “In questa notte io passerò attraverso l’Egitto e
colpirò a morte ogni primogenito egiziano, sia fra le genti che tra il
bestiame”

Prima dell’inizio della
festività gli ebrei eliminano da casa ogni minima traccia di lievito e
qualsiasi cibo che ne contenga (questo viene indicato con il termine chametz).
Questa tradizione viene chiamata “bedikat chametz”. Durante tutto il
periodo della festività non viene consumato cibo lievitato sostituendo il pane,
la pasta e i dolci con le “matzot” ed altri cibi appositamente
preparati.

I 15 comandamenti (miztvòt)  ebraici della
Pasqua

406-56P – Si mangi l’agnello pasquale durante
la notte stessa. – Es. 12:8

407-57P – Si macelli il secondo sacrificio di
Pesach nel 14 di Iyar. – Num. 9:2-11

408-58P – Si mangi l’agnello di Pesach con
pane azimo e erbe amare nella notte del 15 di Nisan. – Es. 12:8

409-116N – Non lasciare nulla del sacrificio
di Pesach sino alla mattina successiva. – Num. 9:11

410-125N – Non mangiare il pasto di Pesach
crudo o bollito. – Es. 12:9

411-123N – Non consumare il cibo pasquale al
di fuori dei confini della tua casa. – Es. 12:46

412-128N – L’apostata non mangi il pasto di
Pesach. – Es. 12:43

413-126N – Il lavoratore non ebreo assunto
permanentemente o stagionale non ne mangi. – Es. 12:45

414-127N – Il maschio non circonciso non ne
mangi. – Es. 12:48

415-121N – Non rompere alcun osso del
sacrificio di Pesach. – Es. 12:46

416-122N – Non rompere alcun osso neppure dal
secondo sacrificio di Pesach. – Num. 9:12

417-117N – Non lasciare avanzi del pasto di
Pesach sino alla mattina successiva. – Es. 12:10

418-119N – Non lasciare avanzi del pasto di
Pesach shenì (seconda occasione pasquale, a un mese lunare dalla prima) sino
alla mattina successiva. – Num. 9:12

419-118N – Non lasciare nulla delle offerte
festive del giorno 14 sino al giorno 16 (Nisan) – Deut. 16:4

420-53P – Visita il Tempio a Pesach, Shavuot e
Sukot. – Deut. 16:16

La Pesach è una festività felice che viene
solitamente trascorsa in famiglia. La prima notte, in particolare è la più
importante. Durante le prime due sere si usa consumare la cena seguendo un
ordine particolare di cibi e preghiere che prende il nome di seder, parola che
in ebraico significa per l’appunto ordine. Durante il quale si narra l’intera
storia del conflitto con il faraone , delle 10 piaghe e della fuga finale
seguendo il racconto della Haggadah di Pesach. Tradizionalmente è il bimbo più
piccolo della casa che chiede all’uomo più vecchio di raccontare cosa successe
allora, con una semplice domanda.

L’Afikomen
nascosto

Durante il seder vengono utilizzate
3 matzot che vengono tenute coperte da un panno. All’inizio della cena viene
spezzata in due pezzi quella di mezzo; il pezzo più piccolo viene rimesso tra
le due rimanenti, mentre il pezzo più grande viene utilizzato come Afikomen, (
l’ultimo pezzo di matzah che verrà consumata durante il pasto). Vi sono due
usanze riguardo l’afikomen, entrambe con lo scopo di tenere i bambini attenti
allo svolgersi della cerimonia. In entrambi i casi l’afikomen viene nascosta:
nel primo caso da uno dei bambini per poi essere cercata dagli adulti: nel caso
questi non la trovassero, devono pagare il bimbo per la sua restituzione.
L’altra usanza prevede, invece, che a nascondere l’afikomen siano gli adulti e
venga premiato il bambino che la ritrova.

Durante la cerimonia, un piatto, detto piatto
del Seder è parte centrale della cena. Il piatto del seder è di solito
decorato, ed ha dipinti tutti i principali simboli di Pesach. Al centro sono
poste tre Matzot per ricordare la concitata e precipitosa fuga dall’Egitto.
Attorno, nell’ordine, vi sono il karpas, solitamente un gambo di sedano che
ricorda la corrispondenza della festività di Pesach con la primavera e la
mietitura che, in epoca antica, era essa stessa occasione di festeggiamento; un
piatto di maror o erbe amare che rappresenta la durezza della schiavitù; una
zampa arrostita di capretto chiamata zeru’a: rappresenta l’offerta dell’agnello
presso il Tempio di Gerusalemme in occasione di Pesach, Shavuot e Sukkot; un
uovo sodo beitza in ricordo del lutto per la distruzione del Tempio, e infine
una sorta di marmellata preparata con frutta secca, noccioline, e vino chiamato
“haroset” che rappresenta la malta usata dagli ebrei durante la
schiavitù per la costruzione delle città di Pit’om e Ramses. Alcuni, specie nell’uso
italiano, aggiungono una seconda insalata, più dolce, come la lattuga.

La lettura dell’Haggadah inizia con un
ricordo, un brano in lingua caldaica. I bambini chiedono al padre quale sia il
significato di Pesach. I quattro fratelli rappresentano quattro tipi di Ebreo.
Il figlio saggio rappresenta l’ebreo osservante. Il figlio malvagio rappresenta
invece l’ebreo che rifiuta la sua eredità e la sua religione. Il figlio
semplice si riconosce nell’ebreo completamente indifferente. Il giovane,
invece, colui che non conosce della propria cultura e tradizione a sufficienza
per poter prendere parte alla discussione.

Poco dopo, vi è il ricordo delle dieci piaghe
inflitte da Dio all’Egitto per indurre il Faraone a lasciare liberi gli Ebrei,
e un esempio di pilpul, o discussione talmudica, in cui nell’interpretazione
rabbinica, le piaghe da dieci diventano quaranta, poi cinquanta, poi
addirittura duecento. Più avanti, si ripete la promessa millenaria.

La
Seder pasquale

Nel corso del seder vi è obbligo di bere
quattro bicchieri di vino, e quindi è naturale che, oltre ad essere composto da
diversi brani cantati, termini di solito con canti tradizionali. Nella
tradizione italiana, i canti sono in italiano, e si ricordano Had gadià, la
storia del capretto resa famosa da Angelo Branduardi in forma ridotta con il
titolo La fiera dell’est, e il conteggio, cantato, da uno a tredici, dove uno è
ovviamente Dio, fino a tredici attributi divini, passando per due Tavole della
Legge, tre Patriarchi, Quattro Madri di Israele, cinque libri della Torah, sei
libri della Mishnah, sette giorni della settimana, otto giorni della
circoncisione, nove mesi di gravidanza, dieci Comandamenti, undici
costellazioni e dodici tribù.

Pasqua cristiana 2015 – 5 aprile

I segreti della crocifissione e della croce

Purtroppo la crocifissione
esiste ancora. La più dolorosa tortura con pena di morte mi esistita. Amnesty
International ha denunciato 88 crocifissioni nel 2002 nella regione del Darfur,
in Sudan. «Il 13 agosto i ribelli sono entrati nella chiesa della mia
parroc¬chia ed hanno preso tante per¬sone in ostaggio. Mentre fug-givano nella
foresta, ne han¬no uccise sette: li hanno croci¬fissi agli alberi» – Così ha
dichiarato al Corriere della Sera il 16 ottobre 2009 Monsignor Hiiboro Kussala,
vescovo del¬la diocesi di Tombura Yam¬bio, nel Sud del Sudan. Anche i nazisti
usavano questa tortura nei campi di concentramento. La crocifissione era
conosciuta anche in Giappone. Il 2 febbraio del 1597 il famoso samurai Toyotomi
Hideyoshi ordinò la crocifissione di 6 giapponesi convertiti al Cristianesimo e
di 20 frati francescani. Portati da Kyoto e Osaka a Nagasaki per subire lo
stesso martirio di Cristo. Una chiesa sulle colline Nishizaka di Nagasaki
ricorda nei suoi mosaici i primi martiri cristiani in Giappone.

Il braccio orizzontale della
croce è il patibulum. Si suppone che Gesù Cristo abbia portato sulle spalle
solo il trave orizzontale del peso di 45 chili. Il braccio verticale era già
sul posto e si chiamava stipes. Inoltre è probabile che Cristo sia stato crocifisso
nei polsi, non nei palmi delle mani. Sono state ritrovate rarissime ossa di
persone crocifisse. Di solito i chiodo venivano riciclati e non rimaneva nulla
delle tracce del supplizio. Una reliquia del legno della Santa Croce è ospitata
nella cripta del Santuario di Maria Ausiliatrice a Torino. Le ossa più note di
una persona crocifissa sono di Johanan ben Ha-galgol, con un chiodo conficcato
nel tallone. Caso raro, lui fu ritrovato in un sarcofago nel giugno 1968 a
Giv’at ha-Mivtar a nordest di Gerusalemme (Israele). Un altro osso di Johanan
ben Ha-galgol dimostra che la crocifissione avveniva nel polso.

I chiodi erano lunghi 10 cm e larghi 1 cm alla
capocchia. I tre chiodi (due per le mani e uno per i piedi inchiodati insieme),
trovati ancora attaccati alla croce, sarebbero stati portati da Elena al figlio
Costantino: secondo la leggenda uno di essi venne montato sul suo elmo da
battaglia, da un altro invece fu ricavato un morso per il suo cavallo. Il terzo
chiodo, secondo la tradizione, è conservato nella chiesa di Santa Croce in
Gerusalemme a Roma. Il “Sacro Morso” invece, si trova nel Duomo di
Milano (inserito in una grande croce di rame dorato sopra il catino absidale,
ad un’altezza di 40 metri), dove il 14 settembre viene prelevato con un ascensore
a 4 posti con baldacchino rosso del 1600 a forma di nuvola con angeli
(“nivola”) dall’arcivescovo e portato in processione. Del chiodo montato
sull’elmo si sono perse le tracce; secondo una tradizione si trova oggi nella
Corona Ferrea, conservata nel Duomo di Monza. Vi è anche un quarto chiodo,
dalla tradizione più dubbia, che si troverebbe nella cattedrale di Colle Val
d’Elsa (SI).  (Cf. Giorgio Nadali –
“I monaci sugli alberi. E centinaia di altre cose curiose su Dio, la
Bibbia, il Vaticano”, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo, 2010).

La
Pasqua cristiana

Uova
sacre

Un’antica leggenda legata a
Simone il Cireneo, l’uomo forzato a portare la croce di Cristo sulla strada
verso il Calvario (Mc 15,21), vuole che fosse un mercante di uova. Alla
risurrezione di Cristo, Simone trovò tutte le sue uova miracolosamente
colorate, in varie tinte.

Nel Cristianesimo ortodosso le
uova sono sacre – simbolo di risurrezione. La buccia rappresenta il sepolcro di
Gesù, mentre il bianco che è dentro l’uovo rappresenta la luce della
risurrezione, infatti il colore della Pasqua è quello della luce, e il bianco
dell’uovo è molto luminoso. La buccia rotta dell’uovo significa il sepolcro
aperto con l’uscita la luce della vita nella risurrezione, rappresentata
dall’albume, il bianco dell’uovo. Uova di legno sono dipinte come icone con
soggetti sacri e alcune sono molto preziose. Alcune hanno la scritta X B, che
in cirillico corrispondono alle lettere K e V – Christòs Vaskrìes, cioè “Cristo
è risorto”. Le più preziose sono le cinquantasette uova di Pasqua che sono
state realizzate per la corte dello zar di tutte le Russie ad opera del
gioelliere Peter Carl Fabergé fra il1885 ed il 1917, in oro, preziosi e
materiali pregiati, una per ciascun anno, all’approssimarsi della festività.
Fabergé ed i suoi orafi hanno progettato e costruito il primo uovo nel 1885.
L’uovo fu commissionato dallo zar Alessandro III di Russia, come sorpresa di
Pasqua per la moglie Maria Fyodorovna. L’uovo Fabergè del 1915 è chiamato uovo
con croce rossa e trittico, è stato regalato da Nicola II alla zarina Alexandra
Fyodorovna. E’ custodito al museo d’arte di Cleveland (USA). E’ sttao
realizzato in oro, argento, smalto e vetro.
La figura principale dipinta sull’uovo – alto 8,6 cm – È Gesù Cristo.
Dentro l’uovo, la scena centrale è la Discesa agli Inferi, la rappresentazione
Ortodossa della Risurrezione cioè Cristo che sveglia i morti dopo la
Risurrezione. Santa Olga, la fondatrice del Cristianesimo in Russia è
rappresentata sulla sinistra del trittico. La Santa martire Tatiana è sulla
destra. Le miniature interne sono state eseguite da Adrian Prachow
specializzato in icone. Il rimanenti due pannelli delle porte dele trittico
sono incisi col monogramma della corona dello zarina, e l’altro con l’anno
“1915.” Zar Nicholas, occupato in guerra no fu in grado di regalare
personalmente l’uovo allo zarina. Quello di maggior valore è l’uovo Birch del
valore di 3 milioni di dollari. E’ del 1917, custodito al museo nazionale russo
a Mosca.

Nelle chiese russo ortodosse viene
appeso un enorme uovo di legno laccato rosso al soffitto, durante la Pasqua e i
fedeli ricevono durante la messa delle uova sode dal prete. Altre uova sono
fatte benedire in chiesa nei giorni precedenti alla Pasqua, vengono colorate e
poi mangiate durante la festa. La pysanka ucraina è l’uovo decorato in casa.

Sulle uova un motivo spesso
presente è la chiesa. Le chiese stilizzate si possono trovare di frequente
sulle pysanky dell’Ucraina occidentale, specialmete nelle regioni di  Hutsul e Bukovyna; il disegno di un setaccio
disegnato all’interno simboleggia l’abilità della Chiesa di separare il bene
dal male.

Vi erano superstizioni per
quanto riguarda i colori e disegni sul pysanky. Un vecchio mito ucraino basato
sulla saggezza di regalare a persone anziane delel pysanky dipinte con colori
scuri e/o con ricchi elaborati, perché le lroro vite sono state già piene e
appaganti. Similmente è appropriato regalare a persone giovani delel pysanky
con predominanza di colore bianco perché la loro vita è ancora una pagina
bianca. Le ragazze donano spesso pysanky con disegni di cuori al loro
fidanzato. E’ stato detto tuttavia che un aragazza non dovrebbe mai donare al
suo ragazzo una pysanka senza un disegno in cima o in fondo all’uovo perché
questo significa che il fidanzato perderà i capelli.

Lo scopo di creare delle
pysanky era quello di trasmettere bontà dalal casa ai disegni e di scacciare il
male. Spiral e altri disegni vengono dpinti per intrappolare il male, e per
proteggere la famiglia e la casa da pericoli e mali.

Le croci sulle uova pysanky
sono molto comuni e la maggioranza di quelle dipinte non sono croci ortodosse.
Le croci più comunemente presenti sulle uova sono di tipo greco (con bracci di
uguale dimensione). Altri simboli religiosi adattatati sono il triangolo con un
cerchio in mezzo, l’occhio di Dio e uno noto come la “mano di Dio”.

Vi è anche un museo delle uova
pasquali pysanka. Costruito nel 2000 e aperto il 23 settembre dello stesso anno
a Kolomyia, cittadina dell’Ucraina occidentale. Precedentemente le uova del
museo erano ospitate in una chiesa della zona. Il museo espone oltre 10.000
uova pysanky. La parte centrale del museo è a forma di uovo pasquale ucraino
“pysanka”. E’ unico nel suo genere. Nel 2007 è stato eletto luogo simbolo
dell’Ucraina moderna.

Celebrazione

La celebrazione della Pasqua,
almeno sin dal Concilio di Nicea, non coincide esattamente con l’inizio della
celebrazione ebraica di Pesach. Secondo quanto si legge nel Vangelo di Giovanni
e da altri particolari della Passione, sembra che il giorno della morte di Gesù
sia corrisposto, per la maggioranza del popolo ebraico del tempo, a quello in
cui si immolava l’agnello e si celebrava (alla sera) il primo seder di Pesach,
e perciò al giorno ritenuto essere il 14 di Nissan. L’Ultima Cena consumata da
Gesù e dai suoi apostoli la sera del giorno precedente, secondo le modalità
proprie del seder di Pesach, la si comprende come una possibile anticipazione
del rito, propria di una parte del popolo ebraico del tempo (come ad esempio
gli esseni, per il cui calendario liturgico “solare” il 14 di Nissan
doveva cadere sempre di martedì) o come un’anticipazione voluta da Gesù stesso,
“non potendo celebrarla l’indomani se non nella sua persona sulla
croce” (Giuseppe Ricciotti). Inoltre in ambito cristiano, nella
celebrazione della Pasqua, si voleva dare maggiore risalto alla Risurrezione,
avvenuta il “primo giorno della settimana”, cioè la domenica
immediatamente successiva.

In lettere scambiate tra la Chiesa di Roma e
quelle d’Asia già nel II secolo, si rintraccia una disputa indicata come pasqua
quartodecimana. Le Chiese dell’Asia minore ritenevano che i cristiani dovessero
celebrare la Pasqua il 14 di Nissan in tono “penitenziale”,
ritenendola una tradizione risalente all’apostolo Giovanni, e dando così
maggiore risalto alla Passione e morte di Gesù. La Chiesa di Roma, invece,
aveva la tradizione di celebrare solennemente la Pasqua la domenica successiva
al 14 di Nissan, volendo in questo modo mettere maggiormente in risalto la
Risurrezione di Gesù.

Dalla “composizione” di questa
disputa prese origine l’attuale struttura del Triduo Pasquale.

La tradizione quartodecimana fu seguita da
alcune chiese fino a poco oltre il Concilio di Nicea, che stabilì il criterio
per la determinazione della data della Pasqua cristiana: essa doveva cadere la
domenica seguente il primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera,
considerato corrispondente al giorno 21 di marzo. Il plenilunio non doveva
essere effettivamente osservato, ma individuato approssimativamente mediante il
calcolo dell’epatta, elaborato dal monaco Dionigi il Piccolo. In questo modo si
slegava la determinazione della data della Pasqua cristiana dalle osservazioni
dei fenomeni astronomici (effemeridi) e dalle regole del calendario lunisolare
ebraico, non ancora completamente fissate. Soltanto con Maimonide, infatti, si
stabilirono regole precise (ed indipendenti dall’osservazione dei fenomeni
astronomici) per quanto riguardava il ricorrere del capodanno, la durata dei
mesi e l’eventuale aggiunta del tredicesimo mese (we-adar)
“intercalare” all’anno ebraico (accorgimento necessario per
correggerne la differenza di durata rispetto all’anno tropico).

Anche la maggior parte dei
protestanti, con qualche differenza, celebra la Pasqua il giorno stabilito
seguendo le regole del Concilio di Nicea, invece di farla corrispondere al 14
di Nissan. Le Chiese ortodosse ed orientali celebrano tutte la Pasqua secondo
le regole stabilite a Nicea, anche se, non avendo aderito alla riforma
gregoriana del calendario e del metodo di calcolo dell’ epatta (epatta
“liliana”) (ad eccezione della Chiesa ortodossa finlandese), questa
finisce per cadere in giorni diversi da quello calcolato dai cattolici (di rito
latino) e protestanti.

In conseguenza delle regole stabilite a Nicea
(e della riforma “gregoriana” del calendario giuliano e dell’epatta)
insieme all’attuale forma del calendario ebraico (per opera di Maimonide), la
Pasqua cristiana cade circa nello stesso periodo di Pesach, sebbene venga fatta
coincidere sempre con la domenica. Nel caso in cui il primo plenilunio di
primavera (calcolato sempre approssimativamente con il metodo dell’epatta) cada
proprio di domenica, e che quindi, verosimilmente, coincida con il giorno 14 di
Nissan, la celebrazione della Pasqua cristiana (e “gregoriana”), allo
scopo di sottolineare il diverso significato, viene rimandata alla domenica
successiva.

Per la Chiesa Cattolica la Pasqua supera
Pesach per importanza poiché, se Pesach corrisponde al periodo della Passione e
morte di Cristo, la Pasqua ne ricorda la Risurrezione. Questa ricorrenza viene
infatti ricordata all’inizio del Triduo Pasquale cristiano, nella messa
“in coena Domini”, il giorno del giovedì santo, così come nella
lettura liturgica di brani del libro dell’esodo, in particolare quello della
cena con l’agnello immolato e del passaggio degli ebrei del mar Rosso,
obbligatoria nella celebrazione della Veglia Pasquale, la sera del sabato
santo.

Giorgio Nadali

Giorgio Nadali “I monaci sugli alberi. E centinaia di altre cose curiose su Dio, la Bibbia,
il Vaticano”, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo, 2010


150 anni dell’Unità d’Italia. 1861 e 2011. Come è cambiata la religiosità degli Italiani?

di Giorgio Nadali

La religiosità degli Italiani nel 1861

Il motto della religiosità italiana del 1861? “Religione e
Patria. Credo perché sono italiano”. Raffaello Lambruschini a Bruxelles, nel
1843, pubblica “Del primato morale e civile degli Italiani” dedicato a Silvio
Pellico, nel quale sostiene che sebbene l’idea mazziniana di unità politica non
fosse realizzabile, esisteva, tuttavia, una razza italiana unita da vincoli di
sangue, di religione e di lingua, e che la guida di questa comunità era il
Papa. In “Fede e avvenire” Giuseppe Mazzini – uno dei quattro grandi Padri
della Patria – scrisse: «Noi cademmo come partito politico. Dobbiamo risorgere
come partito religioso. L’elemento religioso è universale, immortale:
universalizza e collega. Ogni grande rivoluzione ne serba impronta, e lo rivela
nella propria origine o nel fine che si propone. Per esso si fonda
l’associazione. Iniziatori d’un nuovo mondo, noi dobbiamo fondare l’unità
morale, il cattolicismo Umanitario». Nel 1848 lo statuto albertino prevedeva la
religione di Stato come Cattolica, Apostolica e Romana con l’articolo 1,

dapprima in vigore nel solo Regno di Sardegna e poi esteso
al nascente Regno d’Italia. (Oggi la religione di stato è prevista dalla
costituzione di quasi tutti i Paesi islamici).

Italiani attaccati al cattolicesimo

Il movimento di scristianizzazione che nel secolo XVIII
aveva infierito in Francia e nei paesi germanici, non aveva raggiunto le stesse
proporzioni in Italia. Sia che abitasse nella popolosa città del Piemonte o del
lombardo Veneto, o nei ducati più progrediti del centro, o nelle campagne
arretrate del Mezzogiorno napoletano, ovvero negli Stati della Chiesa,
l’italiano continuava ad essere attaccato sinceramente al suo cattolicesimo,
nonostante le infiltrazioni volterriane verificatesi in una parte della classe
intellettuale. La religione del popolo, pur nella sua ignoranza e nella sua
morale difettosa, era seria, ma insieme lontana dalla “rispettabilità”
protestante o dal conformismo della controriforma. Le pratiche di devozione
mantengono tutta la loro attrattiva per le masse. Molto numerose le
confraternite, alle quasi si teneva soprattutto per spirito di corpo e che
servivano per mantenere uno stretto legame tra la Chiesa e il popolo. Gli
intellettuali e la borghesia pur mantenendo una sensibilità cattolica,
auspicavano una riforma della Chiesa – soprattutto nell’Italia settentrionale e
in Toscana – e che non si tenesse più conto delle sue esigenze
nell’organizzazione della vita civile.

Dal 1848 si diffonde l’indifferenza religiosa

Dopo il 1848 lo stato complessivo della vita religiosa non è
più così positivo. Da diverse parti si segnala il diffondersi dell’indifferenza
religiosa tra il popolo. A Torino il fenomeno è notato da Don Bosco. Negli
ambienti evoluti incomincia a penetrare il razionalismo incredulo. Addirittura
un giovane prete giobertiano – Cristoforo Bonavino – con lo pseudonimo di
Ausonio Franchi, fonda nel 1854 un giornale (La Ragione) destinato a
propagandare l’idea che il razionalismo debba diventare la “religione” del XIX
secolo, sostituendosi al “cattolicesimo gesuitico”, ma anche a quello liberale
e al protestantesimo.

Progresso dell’anticlericalismo

Gli italiani danno a Pio IX e alla Chiesa la colpa
dell’insuccesso subito dal movimento nazionale nel 1848 e la crescente ostilità
che gli ambienti cattolici dirigenti mostrano verso le concezioni liberali non
fa che rafforzare il disagio. Vi è un raffreddamento tra le relazioni
borghesia-clero e progredisce l’anticlericalsimo, favorito da giornali come
L’Opinione, un tempo vicino alla Chiesa.

Fede sì. Istituzione Chiesa no

La maggioranza della gente vuole conciliare la propria
opposizione al cattolicesimo ufficiale e le tendenze politico-religiose
dominanti a Roma, con la propria fede cattolica e la pratica dei sacramenti, ma
inevitabilmente i rancori verso il papa conducono lentamente verso
l’indifferenza nei confronti della dottrina. Un aspetto che si ritroverà oggi
nel pensiero “Cristo sì, Chiesa no” dei “cattolici” lontani dalla Chiesa che
tanto avrebbe fatto inorridire S. Cipriano e quelli che come lui, ieri come
oggi pagano con la vita la loro fedeltà alla Chiesa. Nel III Secolo scrisse:
«Non può avere Dio per Padre, chi non ha la Chiesa per Madre».

Preti oziosi

La chiesa è sul punto di perdere in Italia la borghesia,
proprio nel momento in cui sta finendo di perdere, in Francia la classe
operaia. Il clero secolare, il cui reclutamento è facile e che verso il 1850
conta più di 60.000 preti sulla popolazione che non raggiunge i 25 milioni di
abitanti, è ben lontano dal dare quel che se ne potrebbe aspettare. Prima di
tutto molti preti non esercitano alcun ministero, contentandosi di amministrare
il loro patrimonio familiare o di servire da precettori e da cappellani in
qualche famiglia nobile, conservando una quasi totale libertà di movimento nei
riguardi del proprio vescovo.

e santi

Non mancano però i santi come S. Giovanni Bosco. Il suo
improvvisato patronato giovanile si trasformò presto in un’opera che con la sua
fama superò i confini italiani. S. Vincenzo Pallotti, uno dei precursori
dell’Azione Cattolica e la mistica S. Teresa di Lisieux, morta a ventiquattro
anni e una delle tre donne “dottore della Chiesa” (insieme a 30 uomini),
patrona dei malati di AIDS, aviatori, orfani, fiorai e missionari.

Spiritualità del Sacro Cuore

Nel 1861 in Italia è diffusa la devozione al Sacro Cuore,
nata negli ambienti religiosi femminili nel corso del XVIII secolo, come
tensione ad una spiritualità più affettuosa e sensibile verso il Signore,
nell’Ottocento si presenta come una diffusa religiosità popolare avvolta da un
pervadente sentimento partecipativo dell’esperienza religiosa. Questo secolo è
stato chiamato proprio il ”Secolo del Sacro Cuore”. Con il pontificato di Pio
IX questa devozione si diffonde come strumento di protesta e di difesa contro
il secolo razionalizzante, portato alla vita spensierata e godereccia. In
questo periodo storico la borghesia intellettuale, marcatamente individualista
e impregnata di cultura positivista riusciva ancora a comprendere ed era
sensibile al valore religioso di un’anima che partecipava all’opera redentiva,
votandosi all’apostolato del sacrificio.

Cattolici transigenti

La borghesia si allontanò sempre più da una Chiesa che
sembrava esigere sentimenti patriottici. Da una parte vi era il gruppo ridotto
dei cattolici transigenti che credevano possibile conciliare la fede cattolica
con i loro sentimenti italiani ed anche con un’effettiva partecipazione alla
vita pubblica, contrariamente alla parola d’ordine lanciata dall’abate Giacomo
Margotti e approvata dal Vaticano: Né eletti, né elettori.

Meno preti, più religiose e molta stampa cattolica

Nel 1850, su una popolazione che superava di poco i 23
milioni, vi erano circa 100.000 sacerdoti, con una media di un sacerdote ogni
250 abitanti con moltissimi edifici aperti al culto. Il numero delle vocazioni
religiose femminili inizia a salire e supererà quelle maschili nel 1911. Dal
1868 il clero è in forte continua diminuzione. La stampa cattolica, già viva in
Italia fin dalla Restaurazione, ebbe un forte incremento dopo il 1848, sino a
raggiungere il nel 1872, 126 periodici di cui 17 quotidiani per lo più locali.

La religiosità degli Italiani nel 2011

Non si può certo dire “non c’è più religione”, ma in 150
anni molto è cambiato. Il motto della religiosità italiana del 2011? “Credo, se
voglio e come voglio”. Oggi Il 70% degli italiani è convinto che non occorra
avere una fede religiosa per avere una morale. E’ il fenomeno della credenza
senza appartenenza. La società italiana è sempre più laica da un punto di vista
etico. Gli italiani non rinnegano la propria cristianità, ma non accettano più
quei precetti osservati solo per obbedienza. Un fai da te dei dettami morali,
insomma. Li osservo se ci credo e se mi convengono. I cattolici battezzati in
Italia sono 56.258.000 su 57.440.000 cittadini (pari al 97,94%), e fra il 33 e
il 38% della popolazione complessiva è praticante. Di questi fedeli il 10%
appartiene a movimenti laicali. 227 diocesi, 25.000 parrocchie, 48 cardinali,
500 vescovi, 38.000 sacerdoti, 22.300 religiosi, 16.740 religiose, 102.739 catechisti,
25.000 docenti di religione cattolica.

Ateismo in costante calo e donne con più fede

L’Italia rimane il Paese col minor numero di non credenti
con un calo costante negli anni. In controtendenza rispetto al altri Paesi
aumenta il numero dei praticanti nella fascia dai 18 ai 30 anni. La pratica
religiosa oggi è per lo più animata da convinzione personale, nonostante alcuni
riti importanti come il matrimonio in chiesa e il battesimo siano chiesti da
molti ancora per tradizione. I “credenti praticanti” rappresentano il
59,3% della fascia “anziana” della popolazione (oltre i
sessant’anni), il 40,5% della fascia “adulta” (tra i trentuno e i
sessant’anni), ma scendono al 28,6% nella fascia giovanile (tra i diciotto e i
trent’anni). Rispetto ad altri Paesi dove anche le donne – tradizionalmente più
religiose – si allontanano dalla religione, le italiane “non
credenti”, una minoranza forte nel 1981 (6,2%), alla fine degli anni
Novanta si sono all’incirca dimezzate (3,5%). Il settore femminile più vicino
alla Chiesa cresce di quasi dieci punti: dal 42,6% al 51,6%, diventando il
gruppo di maggioranza.

Fede critica verso l’Istituzione Chiesa

Sono soprattutto i maschi più giovani a mostrare un
atteggiamento critico verso la Chiesa. Le accuse sono quelle di incoerenza e
l’obiezione più ricorrente è quella che si può essere buoni cattolici senza
seguire le indicazioni in campo morale del Magistero – cioè dei Vescovi. Oggi
la religiosità deve fare i conti con due fattori importanti: il relativismo e
il secolarismo. Il relativismo porta a individualizzare la propria fede. La si
vive come si vuole. Il secolarismo la stacca dal contesto del vissuto
quotidiano. Il 75% dei giovani-adulti (18-49 anni) di entrambe i sessi,
ritengono che l’autonomia in campo etico possa tranquillamente legarsi ai
valori cattolici.

Fede privata e autonomia etica

L’orientamento della privatizzazione della fede interessa il
40% dei giovani uomini (18-29 anni), il 34% degli uomini adulti (30-49 anni) e
il 30% circa delle donne dai 18 ai 49 anni, rispetto al 25% degli uomini con
oltre 50 anni e al 18% delle donne della stessa età. D’altra parte, sono
soprattutto le donne mature e anziane a invitare la Chiesa a mantenere fermi i
propri principi e a riconoscere maggiormente il suo particolare ruolo religioso
nella

società. Le persone con oltre 50 anni, sia uomini che donne,
sono in particolare favorevoli alle iniziative cattoliche per affermare i
valori religiosi nella società (l’8 per mille alla Chiesa Cattolica, l’ora di
religione a scuola) e delle prescrizioni che regolano il mondo ecclesiastico,
come il celibato sacerdotale e il no al sacerdozio femminile). Tra queste
posizioni estreme si collocano poi altri due gruppi: da un lato quanti si
dichiarano religiosamente convinti e sono realmente attivi; dall’altro lato,
quanti si ritengono persone religiose o per tradizione educazione o per la
condivisione di alcune idee del cattolicesimo. Si tratta di raggruppamenti
assai numerosi, essendo il primo composto da circa il 38% della popolazione e
il secondo da circa un terzo degli italiani. Nel primo caso i soggetti condividono
le principali credenze cristiane si caratterizzano per una pratica religiosa
discontinua e per un livello medio alto di identificazione con la Chiesa; nel
secondo, si tratta di persone che affidano la loro partecipazione religiosa per
lo più ai riti di passaggio, segnate a deboli atteggiamenti di fede, per i
quali l’istanza religiosa rappresenta un principio di identificazione
culturale. Circa rapporto Chiesa-società il primo gruppo presenta posizioni
tendenzialmente più vicine al raggruppamento dei convinti attivi, mentre il
secondo mostra posizioni più disincantate e distaccate nei confronti della
Chiesa con giudizi più critici circa il modo in cui essa opera nel Paese.

Tenuta della fede cattolica

La grande maggioranza degli italiani continua a definirsi
cattolica, e a credere in Gesù Cristo e del tutto o almeno in parte negli
insegnamenti della Chiesa cattolica. In particolare, dichiara di appartenere
alla religione cattolica l’88% della popolazione, mentre più della metà si
identifica nella figura di Cristo e nelle indicazioni della Chiesa e un altro
30% crede in Gesù Cristo e solo parzialmente nella Chiesa. Anche in un clima
più realistico e differenziato come quello del 2011 prevale dunque nel nostro
paese una certa qual uniformità a religiosa. In questo quadro, comunque, solo
una ridotta minoranza di soggetti (7-8%) che non crede in Dio o risulta in
ricerca o indifferente al problema religioso; mentre altre e esigue minoranze
sono rappresentate da quanti credono di non essere o realtà superiore pur senza
appartenere a una specifica a religione (6,4%) e da quanti appartengono a
confessioni o gruppi movimenti religiosi diversi da quella cattolica (2-3%).

Fede “etnico-religiosa”

Nella società italiana di oggi non si registra un aumento
del numero dei soggetti che prescindono da un riferimento religioso o
caratterizzati da posizioni di ricerca, per contro, risulta allargata la
tendenza a riconoscersi nell’espressione della fede prevalente nel nostro
contesto, anche se ciò non depone per una generalizzata accettazione del
modello ufficiale di religiosità. Nel nostro Paese inoltre non risulta
particolarmente estesa nemmeno la quota di soggetti che maturano un’idea di Dio
scollegata da un’appartenenza religiosa specifica; questo fenomeno che va sotto
il nome di “credenza senza appartenenza” risulta in aumento in alcuni Paesi del
centro-nord Europa. Nel 2011 emerge una contraddizione singolare in Italia,
riscontrabile comunque anche nella maggior parte dei paesi occidentali, a
dominanza sia cattolica sia protestante; seppur di poco, quanti dichiarano di
appartenere a una religione (in questo caso il cattolicesimo) risultano più
numerosi di quanti credono in Gesù Cristo, nel Dio della tradizione cristiana;
per una certa quota di persone, dunque,

l’appartenenza religiosa acquista – anche a livello
esplicito – un carattere più etnico-culturale che religioso.

Le tappe più importanti

1860 – Unificazione dell’Italia. 19 gennaio. Enciclica
Nullis Certe Verbis di Pio IX in difesa dello Stato della Chiesa

1861 – 17 marzo. Proclamazione del Regno d’Italia

1865 – il frate agostiniano Gregor Mendel scopre i caratteri
ereditari. E’ il padre della moderna genetica

1867 – 19 giugno. Nasce a Bologna la Società della gioventù
cattolica italiana (Oggi Azione Cattolica Italiana). Fondata da Mario Fani e
Giovanni Acquaderni. Tra i precetti vi è un diffuso impegno alla carità verso i
più deboli e i più poveri.

1868 – 30 gennaio. Non expedit (non conviene). Proibizione
ai cattolici di partecipare alla vita politica

1869 – 8 dicembre. Apertura del Concilio Vaticano I

1870 – 20 settembre. Fine dello Stato Pontificio (1118 anni,
dal 752) e del potere temporale della Chiesa Cattolica

1871 – 13 maggio. Il governo italiano promulga la legge
delle guarentigie, per regolare i rapporti tra Regno d’Italia e Santa Sede.

1874 – 12 giugno. Primo congresso dei cattolici italiani a
Venezia

1875 – Anno Santo

1878 – 7 febbraio. Muore Pio IX. 20 febbraio. Elezione di
Leone XIII

1888 – 31 gennaio. Muore S. Giovanni Bosco. Enorme opera
educativa fondata su tre parole: ragione, religione, amorevolezza.

1891 – 15 maggio. Leone XIII scrive la prima enciclica
sociale (Rerum novarum) sulla questione operaia.

1896 – 31 agosto. Nasce la Federazione universitaria
cattolica italiana

1901 – 18 gennaio. Enciclica Graves de communi sulla
democrazia cristiana: Leone XIII insiste sull’obbligo dei cattolici di
astenersi dal partecipare alla vita politica sinché non sarà risolta la
questione romana.

1900 – Anno Santo

1903 – 20 luglio. Muore Leone XIII. 4 agosto. Elezione di S.
Pio X

1904 – 11 giugno. Enciclica Il fermo proposito di S. Pio X
dedicata all’”azione cattolica” in

Italia. Prime deroghe al non expedit.

1906 – Febbraio. Nascono l’Unione popolare, l’Unione
elettorale e l’Unione economico sociale dei cattolici italiani

1907 – 8 settembre. Enciclica Pascendi dominici gregis.
Condanna del modernismo come sintesi di ogni eresia.

1910 – 1 settembre. S. Pio X impone al clero il giuramento
antimodernista contro il modernismo teologico che affermava – tra l’altro – che
la Rivelazione non è Parola di Dio

1912 – 12 ottobre. Pubblicato il catechismo di S. Pio X

1914 – 20 agosto. Muore Pio X. 3 settembre. Eletto Benedetto
XV. 1 novembre. Enciclica Ad beatissimi, che condanna la guerra

1919 – 18 gennaio. Fondazione del Partito Popolare italiano
ad opera di Don Luigi Sturzo. 12 novembre. Decaduto il Non expedit.

1922 – 22 gennaio. Muore Benedetto XV. 6 febbraio, elezione
di Pio XI

1925 – Anno Santo

1927 – Il prete gesuita belga Georges Lemaitre pubblica la
teoria del Big Bang, basata sulla relatività generale

1929 – 11 febbraio. Patti lateranensi tra Italia e Santa
Sede sottoscritti dal Cardinal Gasparri e Benito Mussolini. Proclamazione di
indipendenza dello Stato della Città del Vaticano. 31 dicembre. Enciclica
Divini illius magistri sull’educazione cristiana della gioventù.

1931 – 15 maggio. Enciclica Quadragesimo Anno sulla
questione sociale. 29 giugno. Enciclica Non abbiamo bisogno, che condanna lo
stato totalitario

1937 – 14 marzo. Enciclica Mit brennender sorge contro il
nazismo. 19 marzo. Enciclica Divini Redemptoris contro il comunismo ateo.

1938 – 3 agosto. Il governo introduce le leggi razziali. La
Chiesa prende le distanze

1939 – 10 febbraio. Muore Pio XI. 2 marzo. Eletto Pio XII

1948 – il beato Don Carlo Gnocchi fonda la Fondazione Pro
Infanzia Mutilata

1949 – 15 luglio. Decreto di scomunica dei comunisti da
parte del Sant’Uffizio

1950 – Anno Santo. 1 novembre. Pio XII promulga il dogma
dell’Assunzione di Maria Vergine in Cielo

1958 – 9 ottobre. Muore Pio XII. 28 ottobre. Eletto Giovanni
XXIII

1962 – 11 ottobre. Apertura del Concilio Vaticano II

1963 – 3 giugno. Muore Giovanni XXIII. 21 giugno. Eletto
Paolo VI

1965 – 7 marzo. Prima Messa celebrata nella lingua italiana.
2 dicembre. Abolizione del Sant’Uffizio (trasformato in Congregazione per la
Dottrina della Fede) e dell’indice dei libri proibiti

1967 – 26 marzo. Enciclica Popolorum progressio sullo
sviluppo del Terzo Mondo

1968- 25 luglio. Enciclica Humanae vitae sulla regolazione
delle nascite

1974 – 12, 13 maggio – Referendum sul divorzio. Vince il
fronte divorzista (59,1%)

1975 – Anno Santo

1978 – 6 agosto. Muore Paolo VI. 26 agosto. Eletto Giovanni
Paolo I. 28 settembre. Muore Giovanni Paolo I. 16 ottobre. Eletto Giovanni
Paolo II

1981 – 17 maggio. Referendum sulla modifica della legge
sull’aborto proposta dal Movimento per la Vita. Vince il fronte abortista

1983 – Anno Santo straordinario dai 1950 anni dalla
redenzione.

1984 – 18 febbraio. Revisione del Concordato tra Stato
Italiano e Santa Sede

1986- 13 aprile. Giovanni Paolo I è il primo papa ad entrare
in una sinagoga ebraica. 27 ottobre. Incontro di tutte le Religioni ad Assisi,
voluto d Giovanni Paolo II. 30 dicembre. Enciclica Sollicitudo rei socialis
sullo sviluppo e la solidarietà interazionale

1988 – 15 agosto. Enciclica Mulieris dignitatem sulla
dignità ella donna

1993 – 6 agosto. Enciclica Veritatis splendor sulla verità
morale

1994 – 18 gennaio. Scompare la Democrazia Cristiana travolta
dallo scandalo di “Mani pulite”

1995 – 25 marzo. Enciclica Evangelium vitae
sull’inviolabilità della vita umana

1997 – 5 settembre. Muore Madre Teresa di Calcutta

2000 – Anno Santo. 26° Giubileo

2005 – 2 aprile. Muore Giovanni Paolo II. 19 aprile. Eletto
Benedetto XVI, 265° papa.

2009 – 29 giugno. Enciclica Caritas in veritate sulla crisi
economica, povertà, occupazione. 237° enciclica dal 1861

2011 – 1 maggio. Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II

2011 – 27 ottobre. Quarto incontro di tutte le Religioni ad
Assisi con Benedetto XVI

Giorgio Nadali


Fede e capelli

di Giorgio Nadali

La tonsura è presente in varie religioni. Nell’Islam i pellegrini che si recano alla Mecca si radono il capo in segno di purezza e di rifiuto della vanità. Nel buddhismo la tonsura è una parte del rito di pabbajja  per diventare un monaco. Questa tonsura viene rinnovata spesso per mantenere il viso rasato e la cute del cuoio capelluto completamente calva. Alcuni monaci buddhisti cinesi hanno 6, 9 o 12 punti neri nella parte superiore dello scalpo, come risultato della combustione del cuoio capelluto con la punta di un bastone di incenso fumante. Nell’Induismo, il concetto alla base è che i capelli costituiscono una simbolica offerta agli dèi. In India – a Tirumala – c’è il tempio Tirumala Venkateswara nei pressi di Tirupati, dedicato  al dio Venkateswara, dove i pellegrini si radono a zero. Il tempio raccoglie una tonnellata di capelli al giorno, poi venduti per 6 milioni di dollari all’anno. Questo rappresenta un vero e proprio sacrificio di bellezza e in cambio ricevono benedizioni in proporzione al loro sacrificio. Il taglio di capelli (in sanscrito cuda karma, cuda karana) è uno dei tradizionali riti di passaggio detti samskara, eseguiti per i bambini: “secondo l’insegnamento dei testi rivelati, il Kudakarman (tonsura) deve essere eseguita, per ragioni di merito spirituale, da tutti gli uomini nati due volte nel primo o nel terzo anno.” In alcune tradizioni la testa è completamente rasata mentre in altri è lasciato un piccolo ciuffo di capelli chiamato sikha. Le vedove si radono a zero dopo la morte del marito e non è raro vedere tonsure sulla testa di un bambino dopo la morte di un genitore (di solito il padre).

Oggi nel Cristianesimo  Ortodosso e nelle chiese orientali cattoliche di rito bizantino, ci sono tre tipi di tonsura: battesimale, monastica e clericale. In tutti e tre i casi (per bambini e adulti) consiste dal taglio di quattro ciocche di capelli in forma di croce: nella parte anteriore della testa mentre il celebrante dice “nel nome del Padre”, nella parte posteriore della testa, mentre pronuncia le parole” e del Figlio” e su entrambi i lati della testa mentre dice “e dello Spirito Santo”.  In tutti i casi, è consentito far crescere i capelli nella parte posteriore del capo. La tonsura, come tale, non è adottata come acconciatura.

Negli Atti degli Apostoli 18,18:  “Paolo si trattenne ancora parecchi giorni, poi prese congedo dai fratelli e s’imbarcò diretto in Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila. A Cencre si era fatto tagliare i capelli a causa di un voto che aveva fatto”.

Paolo, forse per mostrare ai Giudei che rispettava le usanze ebraiche, aveva fatto il voto temporaneo di “nazireato” per cui doveva astenersi dal vino, non tagliarsi i capelli finché non avesse offerto il sacrificio a Gerusalemme.

Nel rito occidentale della Chiesa cattolica, la “prima tonsura” fu, nel Medioevo, il rito per inserire un uomo nel clero. La tonsura era un prerequisito per ricevere gli ordini minori e maggiori. Lasciare la tonsura equivaleva ad abbandonare lo stato clericale e nel 1917 il codice di diritto canonico dichiarava che ogni chierico degli ordini minori che non avesse ripreso la tonsura entro un mese dopo essere avvertito dal suo vescovo, avrebbe perso lo stato clericale.

Nel corso del tempo, l’aspetto della tonsura variò, e si arrivò ad una tonsura non monastica per il clero. Consisteva in un simbolico taglio a forma di croce di un ciuffo e di una piccola area circolare totalmente rasata sulla nuca, a seconda degli ordini religiosi. Quest’area non doveva però essere inferiore alla dimensione di un’ostia per l’Eucaristia. I Paesi non  cattolici avevano eccezioni a questa regola, soprattutto nel mondo anglofono. In Inghilterra e in America, ad esempio, il punto rasato è stato soppresso, probabilmente a causa delle persecuzioni che sarebbero potute derivare dall’essere parte del clero cattolico, ma la cerimonia del taglio dei capelli nella prima tonsura clericale è sempre stato richiesto.

Oltre a questa generale tonsura clericale, alcuni ordini monastici di rito occidentale, ad esempio certosini e trappisti, usano una versione molto completa della tonsura, rasando la testa completamente calva e mantenendo solo un anello stretto di capelli corti, talvolta chiamato “la corona monastica”, dal momento dell’ingresso in noviziato monastico per tutti i monaci, se destinati al servizio come sacerdoti o fratelli. Alcuni ordini monastici e singoli monasteri mantengono la tradizione di una tonsura monastica.

La forma più completa di tonsura clericale portò ad indossare uno zucchetto per tenere la testa calda. Lo zucchetto è indossato ancora oggi dal Papa (bianco), dai cardinali (rosso) e dai vescovi (viola-fucsia) sia durante sia al di fuori delle cerimonie religiose. I sacerdoti possono indossare un semplice zucchetto nero, solo di fuori dei servizi religiosi, anche se non è mai usato tranne da alcuni monaci.

La consuetudine di rasare completamente il capo fu in uso nell’antichità cristiana dapprima presso i monaci e passò quindi anche ai chierici.

Con la lettera apostolica in forma di motu proprio Ministeria Quaedam “con la quale nella Chiesa Latina viene rinnovata la disciplina riguardante la prima tonsura, gli ordini minori e il suddiaconato”- del 15 agosto 1972 – papa Paolo VI abolì il rito della prima tonsura:

“I. La Prima Tonsura non viene più conferita; l’ingresso nello stato clericale è annesso al diaconato. II. Quelli che finora erano chiamati Ordini minori, per l’avvenire dovranno essere detti «ministeri». III. I ministeri possono essere affidati anche ai laici, di modo che non siano più considerati come riservati ai candidati al sacramento dell’Ordine”.

Da quel momento, tuttavia, alcuni istituti sono stati autorizzati a utilizzare la prima tonsura clericale, come ad esempio la fraternità sacerdotale di San Pietro (1988), l’Istituto di Cristo Sacerdote e Re  (1990) e l’amministrazione apostolica personale San Giovanni Maria Vianney, (2001).

Giorgio Nadali