I concorrenti di Gesù Cristo e gli altri Messia

Tre gli storici “concorrenti” del Messia Gesù Cristo: Apollonio, Simon Mago e Simon Bar Kokhba (135 d.C.).  Gesù Cristo – quello vero – lo aveva predetto: «Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti». (Matteo 24,24). Il più noto falso Cristo, seguito da 100.000 fedeli è oggi José Luis de Jesús Miranda, nato nel 1946 a Porto Rico.  È il fondatore e capo della Creciendo en Gracia, un movimento che insegna la “dottrina della grazia” con base a Miami, Florida (USA). Miranda sostiene di essere Gesù Cristo tornato sulla Terra e al tempo stesso di essere l’Anticristo, mostrando un tatuaggio con “666” sul braccio.

Un altro noto falso Gesù Cristo è Hamsah Manarah, anno 1969. Il guru nacque da una famiglia cattolica francese. Oggi sostiene di essere il “Messia Cosmoplanetario”.  L’Aumismo da lui fondato è la setta più sincretista esistente. Il sincretismo è l’unione di più tradizioni religiose.

Nel 1936 Gesù Cristo appare al sedicenne Sun Myung Moon e gli chiede di portare avanti la missione che duemila anni fa non riuscì a completare. Moon è stato considerato il nuovo Messia (miliardario) da due milioni di persone nel mondo in 120 paesi. Sino alla sua scomparsa nel 2012 lui e sua moglie erano considerati i veri genitori dell’umanità. Nel Divine Principle, testo base della Chiesa Unificazionista si trovano alcune credenze sorprendenti: Due cadute dell’umanità. Due redenzioni necessarie. Eva, nel Paradiso Terrestre ebbe rapporti sessuali con Lucifero. Ecco spiegata la causa della caduta spirituale dell’uomo. I suoi rapporti intimi, questa volta col legittimo, ma immaturo consorte Adamo, causarono la caduta fisica dell’uomo.  Moon (1920-2012) era il terzo Adamo (dopo il Primo Uomo e Gesù Cristo), chiamato a redimere fisicamente l’umanità, dopo la redenzione, solo spirituale, portata da Cristo. Moon è uno dei cento coreani che si sono proclamati “Il Cristo” nel secolo scorso. Moon sostenne che la vera missione di Gesù era quella di restaurare la famiglia originale, quella che Adamo ed Eva avrebbero dovuto realizzare prima della caduta; essendo Gesù morto prima di aver contratto matrimonio, si è reso necessario un secondo avvento del Messia. Il matrimonio di Moon e della moglie è stato dunque indicato come prima vera famiglia originale, quindi in qualche modo genitore autentico di tutta l’umanità. Tra le attività certamente più note del Reverendo Moon ci sono i matrimoni di massa organizzati negli stadi, chiamati benedizioni. Intanto iniziano le prime accuse da parte dei familiari di persone che hanno aderito alla setta, riguardo a lavaggio del cervello e altre costrizioni per far rimanere gli adepti nella setta. Nel 2001 l’ex vescovo cattolico Emmanuel Milingo ha sposato un’adepta ed è passato alla setta di Sung Myung Moon.

Gli altri sedicenti Messia della storia sono: Salomon Ha-Cohen (Salomone ha-Coen) (XII sec.), David Altroy (Davide Altroi) (XII sec.), Abraham Aboulafia (Abramo Abulafia) (1249-1291), Jacob (Giacobbe) detto “Il Maestro di Hongrie” (XIII sec.), Mosè Botarel (Mosè Botarel) (XV sec.), Asher Lämmlein (Aser Lamlein) (XV-XVI sec.), Thomas Münzer (Tommaso Munzer) (1489-1525), David Rubeni (Davide Rubeni) (XV-XVI sec.), Joh Bockleson (Giovanni Bocleson) (1510-1536), David Jorisz (Davide Gioriszo) († 1556), Jacob Boehm (Giacobbe Boem) (1576-1624), William Hracket (Guglielmo Archet) († 1591), Simon Morin (Simone Morin) († 1663), Jean Desmarets de Sain-Sorlin (Giovanni Desmare di San-Sorlino) (1595-1676), Sabbatai Zevi (Sabatai Zevi) (1626-1675), Quirinus Kuhlmann (Quirino Culman) (1651-1689), Jacob Zevi (Giacobbe Zevi) (1650-1695), Jonatan Eybescütz (Gionata Eibescut) (1690-1764) Emmanuel Swedberg (Emanuele Svedberg) (1668-1772), Neemia Chija Chajun (Nemia Chigia Cagiun) (1650-1733), Mosè Chajim Luzzatto (Mosè Cagim Luzzatto) (1707-1747), Yankiew Leibowitz (Ianchiev Leibovit) (1712-1791), François Bonjour (Francesco Bongiorno) (XVIII sec.), Jacob Frank (Giacobbe Franco) (1727-1791), Nachman di Brazlav (Nacman di Braslavia) (1772-1810), Joseph Smith (1805-1844), Alì Mohammed (Alì Moamed) (1821-1850), Jean Baptiste Digonnet (Giovanni Battista Digonnet) (XIX sec.), Oreste De Amicis (detto “il Cristo degli Abruzzi”) (1824-1889), Davide Lazzaretti (detto “il Cristo dell’Amiata”) (1834-1878), Luis Riel (Luigi Riel) († 1885), Guillaume Mond (Guglielmo Mond) (1800-1896), Simon Kinbangu (Simone Chimangu) († 1950), James Waren Jones (GiacomoWaren Jones) (1931-1978), Menachen Mendel Scheerson (Menache Mendel Scheerson) († 1994) (detto “Il Messia di Brooklin).

Giorgio Nadali

 

 

 


Musica e fede

Nel 1589, con la bolla Cum pro nostri temporali munere, papa Sisto V riorganizzò il coro di S. Pietro allo scopo di ammettere castrati nelle sue fila, e nel 1599 i primi due – Pietro Paolo Folignato e Girolamo Rossini – vennero ammessi nel coro della Cappella Sistina, la cappella privata del papa (sebbene non sia da escludere che già da prima, dietro l’eufemismo di “falsettisti”, si celassero dei castrati, come Padre Soto, ammesso nel 1562). L’impiego dei castrati rimpiazzava quello delle voci bianche (che rimanevano tali solo per pochi anni) e dei falsettisti, dalle voci più deboli e meno affidabili; le donne non erano ammesse a cantare in chiesa, secondo anche quanto afferma il detto paolino mulier taceat in ecclesia («la donna taccia in chiesa») (1 Corinzi, 14,34). Nel 1700 la castrazione era un business: con il diffondersi dei cori polifonici, si aveva un sempre maggiore bisogno di voci bianche. Dato che una bolla pontificia vietava l’inserimento delle donne, si preferiva castrare i bambini (di circa otto-dieci anni) per far sì che mantenessero la capacità di cantare con voce femminile. Asportando chirurgicamente i testicoli, la mancata produzione di testosterone (che allarga laringe e faringe durante la pubertà) faceva sì che la voce mantenesse quel timbro anche da adulti. Ogni anno circa cinquemila ragazzi europei venivano castrati, soprattutto in Italia. Il medico fiorentino Antonio Santarelli, specialista in castrazioni, era tra i chirurghi meglio pagati dell’epoca. Il più celebre dei cantanti castrati è stato Carlo Broschi in arte Farinelli. L’ultimo grande castrato fu Giovanni Battista Velluti (1781-1861), che interpretò l’ultimo ruolo operistico scritto per un castrato: il ruolo di Armando ne «Il crociato in Egitto di Meyerbeer» (Venezia, 1824).

Poco dopo furono rimpiazzati come primi uomini dal nuovo tipo di tenore eroico incarnato dal francese Gilbert-Louis Duprez. Nel 1878, papa Leone XIII proibì l’ingaggio di castrati da parte della Chiesa; solo nella Cappella Sistina e in altre basiliche papali il loro impiego sopravvisse ancora per qualche anno: una foto di gruppo del coro della Sistina del 1898 mostra che all’epoca ne rimanevano sei (più il Direttore Perpetuo, il soprano Domenico Mustafà), e nel 1902 Leone XIII ribadì il suo divieto. La fine ufficiale per i castrati venne il 22 novembre 1903, quando il nuovo papa, Pio X, promulgò un motu proprio sulla musica sacra, Tra le sollecitudini, in cui si legge: «Se dunque si vogliono adoperare le voci acute dei soprani e contralti, queste dovranno essere sostenute dai fanciulli, secondo l’uso antichissimo della Chiesa». L’ultimo castrato della Sistina fu Alessandro Moreschi (1858-1922), l’unico castrato ad avere eseguito registrazioni. Su Moreschi le opinioni dei critici musicali divergono, alcuni lo considerano di livello mediocre e ritengono che le registrazioni abbiano un interesse puramente storico, come documentazione della voce di un castrato, altri lo giudicano un buon cantante, relativamente alla pratica e ai gusti del suo tempo.

Moreschi si ritirò ufficialmente nel 1913 e morì nel 1922. Il coinvolgimento della Chiesa Cattolica nel fenomeno dei castrati è stato a lungo fonte di polemiche, e recentemente vi sono state richieste di scuse ufficiali. In effetti, già nel 1748 papa Benedetto XIV aveva tentato di bandire i castrati dalle chiese, ma la loro popolarità all’epoca era tale che un provvedimento simile avrebbe avuto come risultato un drastico calo nella frequentazione delle chiese. «Chant» è un nuovo album di Canti Gregoriani registrato dai Monaci dell’Abbazia Cistercense di Stift Heiligenkreuz a Vienna, ritenuti attualmente i più eccelsi interpreti di questo repertorio oltre che cantori prediletti dal papa emerito Benedetto XVI. Mentre loro scalano le hit parade inglesi con un album dal titolo «Music for Paradise», Fratello Metallo, alias Frate Cesare Bonizzi – classe 1946 – si esibisce sul palco del Gods of Metal, una delle più importanti manifestazioni a livello internazionale dedicata alla musica heavy metal, al fianco di gente del calibro dei Judas Priest o Yngwie Malmsteen. Fratello Metallo è un frate Cappuccino minore al convento di Musocco (Milano) dal 1983. Nel 1990, assistendo ad un concerto dei Metallica, decise che Dio e l’heavy metal non sono inconciliabili. Ed è così che nel 2008 ha presentato, live, i brani dal suo ultimo e sedicesimo album “Misteri”. Un trio di preti che fatto successo con la musica è quello composto dagli irlandesi Padre Eugene, Padre Martin O’Hagan (suo fratello) e Padre David Delargy. Il Guinness dei Primati ha classificato un loro brano come il pezzo classico che ha venduto più velocemente in tutta la storia musicale della Gran Bretagna. Nel novembre 2009 è uscito il secondo album dei The Priests dal titolo Harmony. Erano compagni di scuola e iniziarono cantando per la prima volta insieme all’età di dodici anni. La loro passione per il canto continuò durante gli studi sacerdotali a Roma. Divenuti preti, tutti e tre incominciarono a dedicarsi ai rispettivi impegni parrocchiali senza però tralasciare il canto, che rientrava sia nella preghiera sia nel tempo libero quando si esibivano in opere, musical e cori locali. Da quando hanno firmato il contratto con la Sony Music nel 2008, The Priests hanno uno strepitoso successo a livello mondiale.[1] Il canto di chiesa più diffuso ed eseguito al mondo è Amazing Grace («Meravigliosa grazia») dell’inglese John Henry Newton (1725-1807). La musica è un canto di disperazione degli schiavi trasportati dalle navi che Newton comandava prima della sua conversione. Il brano è stato interpretato da moltissimi musicisti, tra cui KC and the Sunshine Band (anche dal vivo), Rod Stewart (sull’album «Every Picture Tells a Story») e Joan Baez. La versione più accreditata per una voce femminile è quella della regina del Soul, Aretha Franklin, registrata live in un suo album gospel chiamato proprio Amazing Grace. Il Guardiano del Faro ne ha realizzata una versione strumentale, intitolandola «Il gabbiano infelice», mentre i «Ricchi e Poveri» l’hanno incisa con un testo in italiano e il titolo «Amici miei».

Niente musica per gli Amish, la setta fondamentalista cristiana. Gli strumenti musicali sono proibiti perché sono contrari allo spirito di umiltà (glassenheit) e accendono emozioni.

Secondo la regola della kol isha non è consentito agli uomini ebrei ortodossi ascoltare il canto singolo di una voce femminile, tranne che nelle voci miste degli inni ebraici (zemirot). Il motivo che quella voce (arev) è associata alla nudità (ervah) nel Cantico dei Cantici (2,14).[2] Il dibattito è in corso tra le autorità religiose ebraiche (poskim) sul consentire l’ascolto di voci femminili registrate in cui non si conosca la donna che canta e l’uomo veda la fotografia della cantante.

Per l’Islàm è haram (proibito) lavorare come commesso in un negozio che vende strumenti musicali. È consentito vendere uno strumento per le sue parti, tale da averlo fuso, ecc. È haram vendere qualsiasi strumento musicale, perché equivale ad aiutare qualcuno a commettere il peccato di suonarlo. Strano perché proprio dai Paesi Islamici giunsero in occidente la chitarra e la viola.[3] È haram essere un musicista. Al-Baghawi ha dichiarato in una fatwa che è haram vendere tutti i tipi di strumenti musicali come mandolini, flauti, ecc Poi disse: Se le immagini vengono cancellate e gli strumenti musicali sono alterati, allora è lecito vendere le loro parti, d’argento, ferro, legno o qualsiasi altra cosa. (Sharh al-Sunnah, 8/28) Shaykh Ibn Taymiyah disse: Il Profeta ha permesso alcuni tipi di strumenti musicali in occasione di matrimoni e simili, e ha consentito alle donne a suonare il daff (tamburello) a matrimoni e in altre occasioni gioiose. In generale, si tratta di un principio ben noto della religione Islamica che il Profeta non abbia prescritto che gli uomini giusti, fedeli devoti e asceti di questa Ummah (comunità) possano radunarsi per ascoltare versi di poesia cantata con l’accompagnamento di battimani, legnetti o daffs. Non è lecito a nessuno di andare oltre i limiti dell’Islàm e seguire qualcosa di diverso da quello che è stato narrato nel Corano e nella Sunnah (tradizione). Ma il Profeta con una concessione per alcuni tipi di intrattenimento in occasione di matrimoni e simili, e ha anche ottenuto la concessione alle donne permettendo loro di battere il daff ai matrimoni e altre occasioni gioiose. Ma per quanto riguarda gli uomini, a nessuno di loro è concesso battere i daff o battere le mani, anzi è stato dimostrato al-Sahih disse: “Battere le mani è per le donne, e il Tasbeeh (usare il rosario Islamico) è per gli uomini” e ha maledetto le donne che imitano gli uomini e gli uomini che imitano le donne. Perché cantare, battere il daff e battere le mani sono azioni da donne. La Salaf (i pii antenati) chiamava un uomo che ha fatto questo un mukhannath (effeminato), e chiamavano i cantanti maschi makhaaneeth (pl. di mukhannath).

Lo suizen è una pratica Zen per raggiungere la realizzazione personale attraverso il suonare un flauto dritto di bambù chiamato shakuhachi. I taoisti usano uno strumento musicale chiamato “Pesce di legno” (muyu) per scandire la recitazione delle scritture. È usato insieme alla campana invertita (qing) perché la parola cinese “campana” ha lo stesso suono di “sveglia” e il termine “pesce di legno” ha lo stesso suono di “illuminazione”. Ecco perché il testo sacro «I segreti essenziali dell’Altissimo» dice che «Il pesce di legno e la campana pura svegliano l’universo». Nell’Ebraismo le melodie di preghiera – note come nusah– differiscono da comunità a comunità. Gli  Askenazim (ebrei di discendenza europea orientale) utilizzano una musica di preghiera molto differente rispetto ai Sefarditi (ebrei di origine spagnola). E anche all’interno di tali categorie di ashkenaziti e sefarditi, si possono trovare numerose varianti geografiche di nusah. L’utilizzo corretto di nusah garantisce permette a un ebreo di dormire per vent’anni e identificare il servizio che l’ha svegliato solo da suoi motivi musicali.

Nel Buddhismo tibetano il dungchen è un lungo corno suonato in genere da una coppia di monaci. Produce un suono molto basso caratteristico. I monaci buddhisti tibetani riescono a emettere un suono polifonico di più voci proveniente da un solo individuo, mettendo in risonanza le loro corde vocali con una tecnica chiamata fonazione ventricolare o canto difonico. Il canto buddhista tibetano è un sotto genere del canto mediante la gola. Diverse cerimonie usano questo tipo di canto. I diversi tipi di canto difonico tibetano sono il gyuke, con tono molto basso, lo dzoke e il gyer. Una tipica orchestra rituale buddhista tibetana comprende gli strumenti gyaling (il corno corto) dungchen (il corno lungo), kangling, lo strumento a fiato derivato da un femore o da una tibia umane oppure di legno. È meglio però il femore di un criminale o di una persona deceduta di morte violenta. Il suo suono serve per allontanare i demoni in rituali tantrici e ha lo stesso valore della recitazione dei mantra. Il kangling è usato solo nei rituali chöd[4] (che devono essere celebrati all’aperto) insieme al tamburello damaru chöd e alla campanella. Nel chöd tantrico chi suona il kangling motivato dalla compassione, lo fa come gesto di coraggio, per chiamare gli spiriti affamati e I demoni affinché essi possano soddisfare la loro fame e quindi lenire le sofferenze. Viene anche suonato per tagliare il proprio ego. Sì, ho scritto tagliare. Esiste anche uno speciale oggetto rituale per “tagliare” ritualmente il proprio ego. Si tratta della mezzaluna kartìka. Altri strumenti comprendono il dungkar (conchiglia), drillbu (campanelle), silnyen (cimbali verticali), e soprattutto il canto. Insieme la musica crea uno stato mentale per invitare o chiamare le divinità.

[1] Cfr.  G. NADALI, I monaci sugli alberi. E centinaia di altre cose curiose su Dio, la Bibbia, il Vaticano, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo, 2010

[2] O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce.

[3] G. MANDEL KHAN, Islàm, Mondadori Electa, Milano, 2006, p. 264

[4] È’ una scuola di pensiero buddhista tibetana centrata sul «tagliare il prorio ego». Usa oggetti rituali come la tromba kangling di osso umano, un tamburo damaru più grande di quello induista, pugnali rituali phurba e la kartika, pugnale ricurbo a mezzaluna per tagliare l’egoismo. Va usato insieme alla ciotola derivata da un teschio umano piena del nettare della saggezza.

Giorgio Nadali


Sacre spie

 

Vladimir Mikhailovich Gundyayev – l’attuale patriarca di Mosca, Kirill – negli anni Novanta fu accusato di avere collegamenti del KGB durante gran parte del periodo sovietico, come lo erano molti membri della gerarchia della Chiesa ortodossa russa e di perseguire gli interessi dello stato prima di quelli della Chiesa. Il nome in codice come agente del KGB era “Mikhailov”. I giornali «Kommersant» e «Moskovskij Komsomolets» hanno inoltre accusato il patriarca Kirill di affarismo e abuso del privilegio di esenzione dai dazi doganali nell’importazione di sigarette concesse alla Chiesa negli anni Novanta e lo soprannominarono «Tabacco metropolitano». Il dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa sosteneva di avere agito come il più grande fornitore di sigarette straniere in Russia. I profitti di questa operazione, presumibilmente sotto la direzione di Kirill furono stimati  in un miliardo e mezzo di dollari dal sociologo Nikolai Mitrokhin nel 2004 e di quattro miliardi di dollari nel 2006. Il Patriarca fu accusato dai bloggers di indossare un orologio costruito dal produttore svizzero Breguet, del valore di oltre ventimila sterline. Quando i giornalisti[1] chiesero di sapere da dove provenisse l’orologio, il Patriarca Kirill rispose che anche se lui avesse avuto un tale orologio, non lo indossò mai ed eventuali fotografie erano false. Tuttavia, un certo numero di fotografie sul suo sito web sembrano mostrare che indossò l’orologio. Nell’ultimo decennio, la Chiesa ortodossa russa ha sostenuto senza riserve il presidente Putin in cambio di un ruolo più prominente nella società.

 

La via dei ratti. Il servizio del vescovo nazista per la fuga dei criminali di guerra

 

Molti gerarchi nazisti fuggirono alla fine della Seconda Guerra mondiale grazie a un pecora nera e alla sua via dei ratti. La “via dei ratti”, Rattenlinien, fu il servizio di fuga fondato dal vescovo tedesco Alöis Hudal (Luigi Hudal, 1885-1963) specializzato nella fuga di gerarchi nazisti in Argentina nel 1945. Padre Krunoslav Draganović dell’Istituto Croato di San Girolamo era incaricato di organizzare il cambio di identità e la fuga.[2] Michael Phayer scrisse: «Permettendo che il Vaticano venisse coinvolto nella ricerca di un rifugio per i colpevoli dell’olocausto, Pio XII commise la più grande scorrettezza del suo pontificato».[3] Il vescovo Hudal operava in modo autonomo come spia dei nazisti con base in Vaticano e aveva contatti diretti con Walter Rauff, il gerarca delle SS che inventò i furgoni camera a gas mobile mediante quelli di scarico. Monsignor Hudal – confessore della comunità cattolica tedesca di Roma – dichiarò che era cosa buona mettere al riparo i gerarchi nazisti dalla persecuzione degli alleati. La sua opera principale fu il libro «Die Grundlagen des Nationalsozialismus» (I fondamenti del Nazionalsocialismo). Fonti minoritarie vedono nel cardinale Giuseppe Siri (1906-1989), arcivescvo di Genova un coinvolgimento indiretto nella rattenlinien per la fuga del gerarca nazista, soprannominato “architetto dell’olocausto” incaricato delle deportazioni degli ebrei – Adolf Eichmann – unico civile condannato a morte (per impiccagione) in Israele (1962). Eichmann fuggì dapprima in Argentina con documenti falsi forniti dal vicario generale di Bressanone, il sacerdote filo nazista Alois Pompanin (1889-1966) – prelato d’onore di Sua Santità – che ribattezzò Eichmann, Priebke e Bormann (il segretario di Hitler). Eichmann fu rapito dal servizio segreto israeliano nel 1960. La sentenza fu eseguita da Shalom Nagar – allora ventiseienne – che oggi fa il macellaio a Holon (Israele).

 

Servizi segreti vaticani nella storia

 

Nell’ottobre del 1962 il papa San Giovanni XXIII accettò la partecipazione al Concilio Vaticano II di due prelati orodossi spie del KGB – Bolovoy e Kotlyrov – accettando la condizione (poi soddisfatta) che non vi sarebbero stati attacchi al comunismo durante il Conclave[4]. L’attività politica del Vaticano e i suoi servizi segreti hanno operato in modo parallelo usando diversi metodi per lo stesso obiettivo. Da un lato i papi hanno negoziato per ribaltare o neutralizzare certe misure dirette verso Roma, dall’altra la Santa Alleanza e l’Ordine Nero sono intervenute per distruggere i nemici della Chiesa.

David Rizzio, Lamberto Macchi, Rodolfo Ridolfi, James Fitzmaurice, William Parry, Marco Antonio Massia, Giulio Alberoni, Alexander de’ Medici, Giulio Guarnieri, Tebaldo Fieschi, Charles Tournon, John Bell e Giovanni DaNicola sono stati tra gli agenti della Santa Alleanza le cui operazioni hanno cambiato il corso della storia dalla metà del XVI secolo al XXI.

Ludovico Ludovisi, Lorenzo Malgarotti, Paluzzo Paluzzi, Bartolomeo Pacca, Giovanni Battista Caprara, Annibale Albani, Pietro Fumasoni Biondi e Luigi Poggi[5]  sono stati alcuni dei potenti capi dell’apparato dello spionaggio pontificio che, sempre in difesa della fede, hanno pianificato e ordinato operazioni sotto copertura, assassinii politici o di stato, e vere e proprie “liquidazioni” di personaggi secondari che si erano messi di traverso sulla strada della politica del papa del momento, la politica di Dio in Terra. Re sono stati uccisi, diplomatici avvelenati, e una o l’altra fazione sostenute come norma della diplomazia papale. Occhi sono stati chiusi su catastrofi e olocausti. Sono stati finanziati dei terroristi, così come dittatori sudamericani, sono stati protetti criminali di guerra, riciclato il denaro della mafia, manipolati i mercati finanziari, provocate bancarotte, e vendute armi a combattenti anche se le loro guerre sono state condannate. Tutto ciò è avvenuto nel nome di Dio con la Santa Alleanza e il Solidatium Pianum[6] come suo strumento.

Da quando l’inquisitore Pio V (canonizzato anni dopo) fondò il servizio di spionaggio del Vaticano nel XVI secolo con l’unico obiettivo di eliminare l’eretica Elisabetta I d’Inghilterra e sostenere la cattolica Maria Regina degli Scozzesi, lo Stato vaticano non ha mai ammesso l’esistenza della Santa Alleanza e del suo ramo di controspionaggio Solidatium Pianum, tuttavia può essere detto che le loro operazioni furono un segreto di Pulcinella. Simon Wiesenthal, il famoso cacciatore di nazisti ha dichiarato in un’intervista che «il migliore e più efficiente servizio di spionaggio che io conosca nel mondo appartiene al Vaticano». Il cardinale Luigi Poggi[7], soprannominato «la spia del papa» (San San Giovanni Paolo II, canonizzato il 27 aprile 2014) ha condotto una delle più grandi operazioni di modernizzazione della Santa Alleanza avvantaggiandosi dei suoi stretti contatti col Mossad israeliano. Grazie a sua eminenza il servizio segreto israeliano è stato in grado di sventare un attentato contro il primo ministro israeliano Golda Meir  in occasione della sua visita in Italia. Il cardinale Poggi si è occupato di incanalare i fondi Vaticani necessari, mediante la banca vaticana di Paul Marcinkus, l’Istituto per le Opere di Religione[8] (IOR), per finanziare il sindacato guidato da Lech Walesa (Solidarność). Un’operazione in collaborazione tra la Santa Alleanza e la CIA guidata da William Casey[9].

     Il giornalista spagnolo Eric Frattini scrisse: «Una volta, un illustre vaticanista mi disse: “Il tempo non scorre alla stessa velocità all’interno della corte dei Papi e al suo esterno”». […] La vera politica vaticana, esattamente come succedeva nei secoli passati, si sviluppa ancora dentro i salotti ovattati e fiocamente illuminati, dotati di divanetti in velluto rosso, doppie porte ed eleganti stucchi raffiguranti angeli e odalische, dove hanno accesso solo i potenti o gli “amici” dei potenti. Là dentro, tra mezze parole e frasi non pronunciate ma sottintese, gli alti esponenti della curia riescono a provocare o a rimediare a dissesti finanziari, a nascondere scandali, a spostare come pedine sulla scacchiera prelati senza scrupoli o confratelli desiderosi di “ripulire”[10] la Chiesa dall’interno».[11]

[1] «The Independent», 05.04.2012

[2] Cfr. A. CASAZZA, La fuga dei nazisti. Mengele, Eichmann, Priebke, Pavelic da Genova all’impunità, Il Melangolo, Genova, 2007

[3] M. PHAYER, La Chiesa cattolica e l’Olocausto, Newton & Compton, Roma, 2001

[4] M. MARTIN, The keys of this blood, Touchstone, New York,1991, citato da J. KOEHLER, Spies in the Vatican: The Soviet Union’s Cold War Against the Catholic Church, Pegasus, Berkeley, 2009, p. 8

[5] Tutti cardinali

[6] Rete di informazione della Vaticano, fondata da monsignor Umberto Benigni nel 1909, sotto il pontificato di papa Pio X (1903-1914). Il nome si riferisce a san Pio V. Questa rete segreta fu scoperta dallo storico Émile Poulat. Scopo della rete era soprattutto quella di combattere il modernismo. Nota anche come La Sapinière.

[7] Scomparso il 4 maggio 2010

[8] «Lo IOR rimane il grande virus vaticano che si trasmette da un papa all’altro come un’influenza o il vaiolo e nessuno è disposto a combatterlo davvero, o a cercare almeno un antidoto […] I banchieri dello IOR garantiscono a selezionati clienti totale riservatezza, transazioni coperte, totale immunità e autonomia operativa. Che altro si può chiedere quando si vuole riciclare il proprio denaro?» (E. FRATTINI, I corvi del Vaticano: Lo scandalo Vatileaks, i segreti dello IOR, l’addio di Benedetto XVI, Sperling & Kupfer, Milano, 2013). Per la prima volta dal 1908, quando si chiamava Commissione amministratrice delle Opere di Religione, lo IOR ha pubblicato il suo bilancio 2012 di 86,6 milioni di dollari, in seguito alla trasparenza voluta dal nuovo pontefice Francesco.

[9] E. FRATTINI, The Entity: Five Centuries of  Secret Vatican Espionage, St. Martin Press, New York, 2004, pp. 3-4

[10] Riferimento al caso di «rimozione e promozione» di Mons. Carlo Maria Viganò

[11] E. FRATTINI, I corvi del Vaticano: Lo scandalo Vatileaks, i segreti dello IOR, l’addio di Benedetto XVI, Sperling & Kupfer, Milano, 2013

 

Giorgio Nadali


Esiste un Creatore? La lotta tra religione e scienza

C’è un eccezionale invisibile ordine che sembra governare l’universo. Diversi scienziati concordano sul fatto che esista un codice cosmico. Le costanti fondamentali dell’universo sono relazioni così sensibili che se cambiassero anche di poco renderebbero impossibile la sua stessa esistenza. Se la velocità di espansione dell’universo dopo il Big Bang fosse cambiata di una parte su un trilione (uno con diciotto zeri) l’universo si sarebbe allargato troppo o collassato su se stesso e nulla esisterebbe. In sostanza sarebbe bastato un solo granello di sabbia su tutti quelli contenuti in tutte le spiagge del mondo per fare la differenza. Se la materia si fosse sparsa uniformemente la vita non ci sarebbe. L’ipotesi più popolare per una precisione così grande è quella degli universi paralleli, ma la tesi di un multiverso richiede tanta fede quanto quella necessaria a credere all’esistenza di Dio. Recentemente la fisica, con la “teoria delle stringhe” fonde la meccanica quantistica con la relatività generale e ipotizza l’esistenza di altre dimensioni a noi invisibili… La “mente” di Dio? Tuttavia le dimensioni extra non possono spiegare la natura trascendente di un Creatore. Determinare se sia stato Dio o no a determinare le leggi della fisica è impossibile, a meno che il Creatore non abbia lasciato un messaggio leggibile nel codice cosmico. Tuttavia l’universo è matematica e studiandola si può dire di esplorare la “mente” di Dio. «Se non ammettiamo l’esistenza di Dio come cristiani, dobbiamo ammetterla come matematici», diceva il matematico Cauchy…

Stephen Hawking sostiene che Dio non esiste perché non esiste tempo prima del Big Bang e quindi nessuno può avere creato nulla prima del tempo. Tuttavia la tesi di Stephen Hawking non tiene conto che il tempo non è (solo) un concetto scientifico, ma soprattutto metafisico. Quando i teologi parlano di cosa esistesse prima dell’universo immaginano un vero vuoto. Se l’universo era davvero un nulla questo vuol dire che è stato creato da qualcosa al di là dell’universo, qualcosa di totalmente trascendente che lo ha fatto passare dal nulla all’esistente: Dio. La teoria chiamata No boundary proposal (di Hartle e Hawking) sostiene che tutto (tempo, spazio, leggi fisiche) è nato da un singolo punto. Ma usando le leggi fische per comprendere il Big Bang incontrano la cosiddetta “singolarità”, in cui quelle leggi cedono e appare necessario l’intervento di un Creatore che ha dato il via al tutto. Hawking risponde che l’universo non è nato da una singolarità, ma il tempo ha avuto origine come una delle dimensioni dello spazio. Tuttavia la teoria non afferma che l’universo si estende all’infinito all’indietro nel tempo, ma che il momento iniziale è in una sorta di condizione nebulosa il che significa che c’è comunque stato un’inizio. I teologi contrattaccano la teoria atea di Hawking con il teorema di tre fisici che affermano che qualsiasi universo in espansione deve avere avuto un inizio. Tutti gli universi in espansione devono avere un confine inziale di tempo. Questo fa tornare all’intervento divino. Francis Collins – genetista autore della sequenza del DNA umano –  direttore del National Institutes of Health, ha affermato che il Big Bang «domanda a gran voce una spiegazione divina e infatti si accorda perfettamente con l’idea di un Dio Creatore trascendente. Non riesco a capire come la natura avrebbe potuto crearsi da sé. Solo una forza al di fuori del tempo e dello spazio avrebbe potuto fare una cosa simile».

L’astrofisico Allan Sandage ha osservato che «con le conseguenze riguardanti la possibilità che gli astronomi abbiano identificato l’evento della creazione mette veramente la cosmologia vicino al tipo di teologia naturale medioevale che ha cercato di trovare Dio identificando la causa prima». Secondo un insegnamento indù esistono infiniti universi ognuno con un dio diverso immerso in un differente sogno cosmico. Tuttavia questo implicherebbe l’esitenza di un super dio responsabile dell’esistenza degli altri déi e dei loro universi sognati e creati. Siamo noi a sognare l’intervento divino nella creazione o è questo a farcelo sognare? La questione però non è testabile e quindi non può far parte della scienza perché questa usa dati dell’universo e non può quindi confutare ciò che è al di là dell’universo stesso…

Giorgio Nadali

 

 


Le opere di misericordia corporale. 3. Vestire gli ignudi

«Nulla è scandaloso quanto gli stracci e nessun crimine è vergognoso quanto la povertà» diceva il drammaturgo irlandese George Farquhar. “Mi avete visto nudo e mi avete vestito”. A parlare così è Gesù stesso nel Vangelo di Matteo (25,36). Il digiuno (spirituale) che Dio vuole è la carità di chi si prende cura di chi non ha nemmeno degli indumenti con i quali coprirsi. Dice infatti il profeta Isaia: “Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: … Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?” (Isaia 58,6-7). Secondo l’organizzazione Humana “L’ONU ha stimato che il bisogno annuo pro capite di indumenti è di almeno 2 chili. In Mozambico la produzione nazionale di abbigliamento riesce a coprire il 10% della domanda; un altro 10% è coperto dalle importazioni. Questo significa che il restante 80% della popolazione deve servirsi dell’offerta di indumenti usati. Humana invia gli abiti raccolti in Africa, in particolare al centro di smistamento di Beira in Mozambico. La distribuzione gratuita creerebbe solo dipendenza e non favorirebbe la crescita economica. Qui, dopo la selezione, il materiale è distribuito gratuitamente solo nei casi d’emergenza. In condizioni normali i vestiti sono destinati alla vendita al dettaglio nei punti vendita di Humana o all’ingrosso ai commercianti della provincia. Questi rivendono poi gli indumenti nei mercati locali. Quali benefici traggono le popolazioni locali dall’arrivo degli abiti usati?

La vendita dei vestiti, soprattutto nelle zone rurali, innesca un ciclo economico che stimola il commercio e lo sviluppo, e crea posti di lavoro. A Beira, in Mozambico, la consorella locale di Humana (ADPP Mozambico) gestisce un centro di smistamento degli abiti che giungono dall’Europa. Solo qui i dipendenti coinvolti nell’intera gestione dell’attività (smistamento, vendita diretta, vendita all’ingrosso, distribuzione nei casi d’emergenza, amministrazione) sono 220. In totale in Mozambico le persone addette allo smistamento in tutti i centri di ADPP sono 400. A questa cifra si sommano i circa 19.000 posti di lavoro indotti che si stima vengano creati grazie alla vendita ai piccoli mercanti impegnati in tutto il paese. L’acquisto da parte della popolazione locale di vestiti usati ha una ricaduta vantaggiosa e consistente sui programmi umanitari che Humana gestisce in Africa. Il ricavato della vendita viene riversato sulla gestione delle scuole primarie, professionali o magistrali; sulla prevenzione dell’HIV/AIDS, sull’avvio e sulla gestione delle piantagioni di anacardi, sugli interventi di aiuto all’infanzia.L’utile della vendita dei vestiti non rimane mai immobilizzato: questo è reimpiegato a favore dei beneficiari dei progetti di sviluppo che Humana gestisce localmente. Humana, in oltre 15 anni di attività, ha contribuito al sostegno dei progetti con l’invio di quasi 11 milioni di chili di indumenti per un valore economico di oltre 4 milioni di euro. Molte Caritas diocesane si occupa della raccolta di indumenti usati.

Secondo la Caritas  “la raccolta è un evento straordinario ma non è un fatto isolato, né un iniziativa a sé rispetto a quanto ordinariamente Caritas propone. L’invito a non gettare i vestiti usati ha, infatti, una valenza educativa. Gli indumenti usati non sono solo un rifiuto da smaltire, una fonte di inquinamento o un inutile ingombro per gli armadi: essi possono essere recuperati e diventare una vera e propria risorsa economica. Forte significato ha anche il gesto di chi passa a raccogliere ciò che è di avanzo per trasformarlo in una nuova risorsa. Tutto ciò quindi si può collegare con l’educazione ad uno stile di sobrietà che richiama ad un più complessivo modo di vivere”.

Il patrono dei mendicanti – San Martino di Tours – ha dato l’esempio intorno all’anno 350. Figlio di un ufficiale dell’esercito romano si arruola e mentre attraversa al Gallia scorge un mendicante. Taglia in due con la spada il suo mantello militare per coprire il povero. Martino si farà poi battezzare e diverrà sacerdote e poi vescovo di Tours, fondatore del monastero di Marmoutier.

Oggi  Su 2,2 miliardi di bambini al mondo, circa la metà, 1 miliardo vive in povertà. Secondo l’UNICEF, 22.000 bambini muoiono ogni giorno a causa della povertà. Nel 2011, 165 milioni di bambini sotto i 5 anni erano rachitici per l’impossibilità di alimentarsi sufficientemente. Le 300 persone più ricche del mondo dispongono della  stessa ricchezza dei 3 miliardi dei più poveri.  Alla “povertà estrema” appartiene chi vive con meno di 1,25 dollari: 1,4 miliardi di persone al mondo (75% donne). Dal 1990 ad oggi 1 miliardo di persone sono uscite dalla povertà. Aspettano un San Martino. Tutti possiamo esserlo.  

 Giorgio Nadali


Il “corpo di trasformazione” Tulku

Tulku è una persona che, dopo certi esami, è considerata una reincarnazione di un personaggio defunto. Quest’idea ebbe origine dalla dottrina del Trikaya, e fu applicata in Tibet dopo il ritrovamento del II Karmapa, Karma Pakshi (1204-1283). Il Tulku fu considerato un tramite importante per garantire la continuità spirituale e politica delle istituzioni monastiche. Oltre ai quattro capi delle scuole principali del buddhismo tibetano esisteva un gran numero di discendenze Tulku.

Già nelle dottrine del Mahayana è citata come particolare capacità la forza di poter determinare le circostanze della reincarnazione. È una delle proprietà che caratterizzano il Bodhisattva all’ottavo livello (Bhumi). Esso costituisce, insieme alla teoria del Nirmanakaya, in cui la realtà suprema di lenta apparenza corporea, la base dottrinale del fenomeno del Tulku. Il principio della reincarnazione conscia venne pienamente realizzato in tutte le sue possibilità per la prima volta nella scuola Karma-Kagyu. Servì anzitutto alla tradizione ininterrotta delle dottrine del Mahamudra. Il potenziale del bambino riconosciuto come Tulku veniva intensamente promosso dai maestri, cosicché il Tulku arrivò a dominare l’intera tradizione dottrinale e poté, da parte sua, passare alle reincarnazioni dei suoi maestri. Anche la dimensione politica giocava un certo ruolo, come si può vedere dall’esempio di alcuni Dalai Lama.

I più importanti Tulku contemporanei sono il Dalai Lama Tenzin Gyatso (nato nel 1935), capo dei Gelugpa [e del Buddhismo Tibetano in esilio]; il Karmapa Rigpe Dorje (1924-1982), capo dei Kagyupa: Dujom Rimpoche (nato nel 1904), capo dei Nyingmapa: e il Sakaya Sakya Trizin (nato nel 1945).

Giorgio Nadali


Le dieci migliori immagini di Maria

 

  • Theotokos di Vladimir di Rublev (“Vergine della Tenerezza”)

Theotokos significa “Madre di Dio”. L’icona forse più importante della Vergine Maria, protettrice della Russia. Il quadro è tra i più copiati al mondo e oggetto di grande venerazione, utilizzato anche in grandi cerimonie di incoronazioni degli zar e elezioni di patriarchi della Chiesa russo ortodossa. Fu dipinto a Costantinopoli nel XII Secolo, anche se la tradizione vede nell’evangelista Luca il suo vero autore.  Misura 113.6 x 68 cm. È conservata nel più grande museo di belle arti russe: la Galleria Tret’jakov di Mosca. I russi chiamano l’icona con il nome di Vladimirskaya.

  • Panagìa Nikopòia

“La Vergine che dà la vittoria”. Fu una delle preziose opere ad essere portata nella basilica di San Marco a Venezia. Ben presto fu considerata protettrice della repubblica marinara. La Vergine siede sul trono e tiene in modo maestoso Gesù con due mani. Il nome dell’opera “panagìa” si riferisce anche al pane sacro “prosphoron”. Nella divina liturgia ortodossa viene benedetta una fetta triangolare in onore di Maria. La maggioranza delle chiese ortodosse dedicate a Maria si chiama panagìa.    

  • La Maestà (Duccio di Buoninsegna)

La Madonna che culla il bambino è materna e regale, circondata da una schiera di angeli e santi. Infatti il titolo completo dell’opera  è  “Maestà con venti angeli e diciannove santi”. Questa tempera su tavola è considerata l’opera più importante di Duccio di Buoninsegna (1260-1319). Alla base del trono è riportata in latino una preghiera: “Santa Madre di Dio sia causa di pace a Siena e sii vita a Duccio poiché egli così ti ha dipinta”. La pala della Maestà è dipinta anche sul retro dove sono dipinti scene della Passione di Cristo. Gli occhi pieni di dolore di Cristo incontrano quelli della Madre. L’opera è custodita nel duomo di Siena. Misura 4,26 m. x 2,11 m.

 

 

  • La Madonna della scala (Michelangelo Buonarroti)

Questo bassorilievo marmoreo (55,5 x 40cm.) è la prima scultura religiosa di Michelangelo Buonarroti(1475-1564) che realizzò quando aveva solo diciassette anni (1492). L’immagine di Maria che culla Gesù è profondamente materna. I cinque gradini visibili nell’opera sono simbolici. Sottolineano come attraverso la Vergine, Dio sia sceso nella condizione umana. Nei bambini che la circondano si possono intravedere figure angeliche. Per Michelangelo la Madonna con Gesù è presente in moltissime opere. Michelangelo si è ispirato per la Madonna della scala all’icona dipinta dal monaco siriaco Giovanni Climaco Klimax tou Paradeisou (Scala del Paradiso). È custodita nella Casa Buonarroti, a Firenze. Solo cinque anni dopo, a ventidue anni, Michelangelo raggiungerà l’apice con la splendida opera marmorea (174 x 195 x 69 cm.) della Pietà (1497-1499) che raffigura Maria che ha in braccio Cristo deposto dalla croce. È custodita nella basilica di San Pietro in Vaticano.

  • Pala dell’Assunta (Tiziano Vecellio)

Nella basilica veneziana di  Santa Maria Gloriosa dei Frari è custodita sull’altare maggiore una delle opere principali del Rinascimento, dipinta da Tiziano Vecellio (1480-1576) dal 1515 al 1518. È un enorme olio su tavola (6,90 m. x 3,60 m.). Testimonia la consacrazione della basilica alla Vergine. Raffigura Maria che ascende al Cielo per essere incoronata regina dell’universo. Nel dipinto di Tiziano, Maria è rappresentata come esempio perfetto di bellezza e purezza. La Vergine si trova sospesa tra la tensione del mondo terreno e lo splendore celeste. Spesso nelle raffigurazione antiche dell’Assunzione, la Madonna era raffigurata con lo sguardo rivolto in basso, verso il sepolcro vuoto di Cristo. In quest’opera invece Maria guarda verso la gloria celeste.  

  • Madonna dei pellegrini (Michelangelo Merisi da Caravaggio)

Maria è in piedi sulla soglia di una chiesa. Appare come una donna del popolo e i pellegrini a piedi nudi e sporchi appartengono alla classe povera. Caravaggio (1571-1610) amava la corrente pauperistica. La Madonna si offre a gente povera con i piedi sporchi, no ad un’aristocrazia. Caravaggio voleva esprimere la vicinanza di Maria ai pellegrini del suo tempo. Sia lei sia i pellegrini sono abbigliati con gli abiti popolari dell’epoca. La devozione dei pellegrini è ricompensata dalla visione di Maria. La Madonna indossa abiti con i colori blu e rossi (umano e divino). È un olio su tela (2,60 m. x 1,50 m.) del 1604 circa. È custodita nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, a Roma.

 

  • Madonna di Kazan’ (Monaci ortodossi di Costantinopoli)

È una splendida icona ortodossa dell’XI secolo. Realizzata a Costantinopoli. Trafugata dai Tartari fu scoperta a Kazan’ (Russia) nel 1579. Molto venerata dai russi ortodossi. La leggenda vuole che sia stata Maria stessa a favorire il ritrovamento indicandone il luogo a Matrona, una ragazza alla quale apparve. Sino al 1904 fu custodita nel monastero ortodosso della Theotokòs (“Madre di Dio”) di Kazan’. Nel 1985 passò al santuario di Fatima (Portogallo). Nel 1993 fu donata al papa San Giovanni Paolo II che nel 2004 la donò ad Alessio II, patriarca ortodosso di Mosca. Oggi si trova nella chiesa ortodossa dell’elevazione della santa croce, che fa parte del monastero dove fu ritrovata, a Kazan’.

 

  • Icona della Theotokòs (Monaci ortodossi di Santa Caterina nel Sinai)

Nell’antichissimo monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai (Egitto) questa icona di Maria del XIII secolo è stata realizzata (come molte icone) con rosso di uovo su tempera. Mostra la Madonna (Theotokòs) che china il capo verso Cristo con le mani tese in segno di supplica e di adorazione. La mano sinistra della Vergine è ben disegnata e dipinta con le dita affusolate. Il volto – soprattutto gli occhi – è secco e lineare. Le linee rosse disegnate sulle palpebre superiori e la punta del naso sono vezzi artistici per aggiungere vita e colore al viso. L’ icona è insolita perché ci sono quattro stelle sulla “maphorion”  (velo) viola di Maria; uno sulla sommità della testa e tre attraverso il seno, normalmente ce ne sono due. Misura 101.6 x 68.7 cm.

 

  • Incoronazione della Vergine (Lorenzo Monaco)

Enorme polittico di tempera e oro su tavola (5,06 x 4,48 m.) di Lorenzo Monaco (1370-1425) dipinto nel 1414.  La Vergine Maria viene incoronata in Paradiso da suo Figlio, mentre tutto intorno nel trittico si svolgono altri momenti importanti che vedono la presenza di Maria, come la natività e l’adorazione dei Magi. Il fondo oro rappresenta la santità. L’opera è affollata di santi di cui diciassette noti e altri tre indefiniti. Il blu è stato realizzato con la costosa polvere di lapislazzuli. Custodita nel Museo degli Uffizi a Firenze.


  • Madonna del libro (Sandro Botticelli)

Piccola tempera su tavola dipinta da Sandro Botticelli (1445-1510) tra il 1480 e il 1483. Misura 58 x 39,5 cm. Maria tiene in braccio il Bambino, che guarda la Madre. Si trovano in un angolo della stanza presso una finestra. Sotto di loro un libro che potrebbe essere il libro Horae Beatae Mariae Virginis, un libro di preghiere per i laici usato dal XIII al XVI secolo. Maria è assorta nella lettura del libro ed è vestita con un velo blu che ha i significati simbolici di purezza, paradiso e regalità. Il Bambino tiene in mano tre chiodi della croce e ha al polso la corona di spine come riferimento alla sua Passione.

        

Giorgio Nadali

        


Eventi in arrivo

Eventi e segnalazioni interessanti sulla salute, il benessere, la spiritualità e gli stili di vita sostenibili.

Incontro con DADASHEEJI

Vi annunciamo l’arrivo di Dadashreeji a Milano per il darshan “Riconnettersi all’Amore Divino”. Il darshan è un momento di crescita e benedizione che illumina la strada del ricercatore, specialmente quando questa è incerta o difficile. Per questo siamo estremamente grati a Dadashreeji che con amore, pazienza e dedizione ci terrà per mano durante le tre
ore che trascorreremo insieme. Questo incontro è l’unico appuntamento in programma in Italia per il 2016. Una scelta necessaria, per gestire al meglio il poco tempo disponibile che vedrà Dadashreeji di passaggio in varie città europee.
Il numero di partecipanti è limitato ad un max di 50-60 persone ed è aperto a tutti quelli che vogliano vivere questa esperienza di amore profondo.

Martedì 24 Maggio 2016 Ore 19:30 ingresso dalle ore 18:30
Hotel des Etrangers Via Sirte, 9 Milano

Per maggiori info:
maitreyi.simona@maitribodh.org – info.italy@maitribodh.org
www.maitribodh.org

   

 

3° CONGRESSO INTERNAZIONALE DI ĀYURVEDA

Evento unico nel panorama ayurvedico nazionale per il livello degli ospiti nazionali e internazionali e la qualità dei contenuti. Il Format prevede due importanti aree:
• Un grande Congresso Internazionale, dal tema: Āyurveda, il senso della vita: il Futuro nella Tradizione riservato a professionisti, specialisti e ricercatori, ospiterà conferenze, workshop e seminari degli esperti internazionali più rilevanti nel campo dell’Ayurveda e della BioMedicina Moderna. 30 i relatori presenti fra i più illustri esperti a livello internazionale.
• Un’area dedicata al pubblico con un fitto programma culturale di conferenze, workshop e incontri e laboratori  a ingresso libero sui principi dell’Ayurveda, con consigli per la gestione di uno stile di vita salutare, la prevenzione e un’alimentazione consapevole. Sarà presente inoltre una grande area espositiva dove incontrare le scuole, i centri di Āyurveda e le aziende che si occupano di prodotti legati all’Ayurveda e a discipline affini, nonché alla salute naturale, al benessere e a medicine non convenzionali.

Sabato 17 e domenica 18 Settembre, presso Grand Hotel Villa Torretta**** – Sesto S. Giovanni – Milano

Per maggiori informazioni:
tel. 02.39265798 – 348.1568692
email: info@ayurvedicpointcongress.com – www.ayurvedicpointcongress.com

   

 

Nasce la Scuola di Naturopatia OR.O

Il delizioso teatro nel castello Gonzaga di Ostiano (Cremona) ospiterà PINO AFRICANO, ATTORE E COMMEDIOGRAFO PUGLIESE, che sarà conduttore e protagonista di uno spettacolo teatrale che illustrerà l’importanza del percorso nella Naturopatia, attraverso sketch e monologhi sullo stile del teatro d’informazione.
Il fine di questo spettacolo sarà quello di presentare LA NEO SCUOLA DI NATUROPATIA OR.O (ORIZZONTI OLISITICI), CON SEDE A PESCAROLO ED UNITI (CR).
Lo spettacolo è aperto a chiunque sia interessato ad allargare le proprie conoscenze, a mettere in discussione quei luoghi comuni sulla salute e il benessere. Per tutti coloro che sono interessati a conoscere la naturopatia e le discipline olistiche, che possono aiutare gli individui ad affrontare e vedere la vita in tutte le sue sfaccettature.

Castello Gonzaga di Ostiano 21 maggio 2016

Per maggiori informazioni:
Contatta: Diego Barcellari – tel. 329 6724674; Miriam Barcellari – tel. 340 3700253
info@naturopatiaoro.it – www.naturopatiaoro.it

   
Scuola di Formazione per operatori olistici in Kinesiologia emozionale

520 ore di formazione biennale in aula, suddivise fra le materie base (KINESIOLOGIA EMOZIONALE-GENETICA COMPORTAMENTALE-VISUALIZZAZIONE MENTALE) e le discipline complementari (FIORI DI BACH-CHAKRA-CRISTALLI E PIETRE MOTIVAZIONALI-MEDICINA TRADIZIONALE CINESE-ALBERO GENEALOGICO-TEMATICHE ALIMENTARI-POSTUROLOGIA EMOZIONALE-COMUNICAZIONE-TAPPING-DEONTOLOGIA PROFESSIONALE)
– docenti specializzati nelle singole materie
– 11 manuali di lavoro suddivisi per corso e materiale per la pratica professionale, in modo particolare la MAPPA DEL VISSUTO EMOZIONALE
– dispense cartacee o in formato elettronico per le materie complementari
– attestato di competenza per l’esercizio dell’attività

Aperte le Iscrizioni al nuovo anno didattico: Sede di Vicenza inizio lezioni 15-16 ottobre
Sede di Lecce inizio lezioni 05-06 Novembre

Per maggiori informazioni:
info@kinesiologiaemozionale.com – 392 9087638

   

 

Deepak Chopra

Viaggia tra l’antica saggezza orientale e le più recenti ricerche scientifiche per arrivare alla tua piena realizzazione fisica, mentale e spirituale.

Dal 13 al 15 Maggio a Rimini, durante l’incontro IL BENESSERE DELL’ANIMA farai un vero e proprio viaggio verso il pieno equilibrio corpo – mente – anima, per riscoprire il vero significato del ben-essere totale e rendere la tua vita più appagante a livello fisico, mentale, spirituale, economico: potrai attingere all’approccio multidisciplinare di diverse scuole di calibro nazionale e internazionale, che spaziano dalle discipline orientali alle recenti ricerche scientifiche della medicina, in modo che tu possa scegliere il percorso più adatto a te.

Palacongressi di Rimini, 13-14-15 Maggio 2016

Per maggiori info:
Tel. +39 06 90209895 | +39 366 4059328 | +39 392 9963796 – chopra@hiperformance.it – www.ilbenesseredellanima.it

   

 

CHIARISSIMA

Anche nel 2016 ritorna CHIARISSIMA, il Festival dedicato al benessere psicofisico, al vivere naturale e a ciò che rende migliore il rapporto con noi stessi, il mondo e gli altri.
La VII EDIZIONE, intitolata “CON SÈ, CON GLI ALTRI”, si svolgerà a Chiari (BS) nelle date 13-14-15 maggio
La location sarà come sempre la splendida VILLA MAZZOTTI con il suo incantevole parco di dieci ettari.
1 PIANO DEDICATO AGLI OPERATORI OLISTICI
130 ESPOSITORI
3 SALE CONFERENZE
1 SALA MEDITAZIONE
1 AREA FOOD
2 SPAZI PER FREE CLASS E WORKSHOP
1 LABORATORIO DEL RICICLO
E poi CONCERTI, SPETTACOLI e MOSTRE per un palinsesto che conta circa 100 EVENTI LIBERI E GRATUITI.
Seguici su www.chiarissima.com e su Facebook: Festival Chiarissima

   

 

Medicina Esogetica

Cromopharma in collaborazione con l’Istituto Internazionale Peter Mandel. Due interessanti corsi:
Patologie gravi e degenerative
Milano, all’Hotel Michelangelo P.zza Luigi di Savoia, 14-15 maggio 2016

Depressione, cromopuntura e fiori di Bach
Accademia Sol-via dei Tigli, 28 Gallarate – Varese, 28/29 Maggio 2016

Per maggiori informazioni:
Tel/Fax: 0376 40 81 28 – Mobile: 349 69 45 601
Email: cromo.pharma@gmail.com – www.cromo-pharma.it

   

 

Prova di vita comunitaria

CROMOTERAPIA: La somministrazione consapevole del colore attraverso il Bioptron
Il corso è introduttivo e spiega partendo dalla storia della cromoterapia, come poter utilizzare il colore consapevolmente per cambiare lo stato vibrazionale e quindi di salute delle persone.
Nel corso saranno trattati le relazioni tra i meridiani della M.T.Cinese, e la cromoterapia. La chakras terapia, e la Kinesiologia Applicata alla cromoterapia.
Sara presentato inoltre :
L’ APPARECCHIO PER CROMOTERAPIA BIOPTRON PER BIOCONDIZIONAMENTO SUI PUNTI DI AGOPRESSIONE.
IL corso è rivolto ai professionisti del settore sanitario, Olistico, estetico ed a tutte le persone interessate alla ricerca del Benessere.

Milano Open Day 14 maggio 2016

Per maggiori informazioni:
Milano Open Day ultimi posti liberi per prenotazione:
asianatura@libero.it 328-2332388 389-5904513

   

 

Prova di vita comunitaria

Un nuovo mondo propone, a grandissima richiesta, prove di vita comunitaria.
Questo progetto formativo costituisce l’evento più importante di un intero anno. E’ il baricentro dell’attività dell’associazione e costituisce il punto di approdo del lavoro spirituale e materiale del nostro team.
Al centro dei quattro giorni vi sarà il lavoro sulla cooperazione e condivisione e sulla capacità di osservazione di sé (e sulla presenza). Non è un corso ma una esperienza di valore inestimabile che rimarrà nel tuo cuore per sempre. Sarà una vera scuola pratica di risveglio, un’iniziazione alla vita che lascerà impresso nei vostri cuori un segnale di amore!

Agriturismo Villa Arsicci, Apiro (Macerata) – Dal 23 al 26 giugno 2016

Per maggiori informazioni:
http://www.unnuovomondo.net/corso-outdoor-vita-comunita-macerata
email: info@unnuovomondo.net – Laura cellulare 388.7905337

   

 

Corsi Residenziali per il Benessere Mente Corpo

L’Istituto MindBody&Life è un centro di ricerche per il benessere, la prevenzione e la salute della persona. Dal 26/27 novembre 2016, presso le sedi di Bergamo, Lago d’Orta, Ispra e Perugia, l’Istituto promuoverà un ricco calendario di seminari residenziali dal titolo “Armonia mente corpo, Allenarsi alla felicità, Psicodieta, Curarsi con il cibo, Trasformare la rabbia in energia positiva, Genitori efficaci, Fiducia in sé, nella squadra e nell’azienda e Scoprire e potenziare i propri talenti”. Tra le discipline utilizzate: tecniche psicologiche, tecniche meditative, yoga, mindfulness, arti marziali, medicina complementare, nutrigenetica e artiterapie.

Per maggiori informazioni:
www.mindbodylife.it – info@mindbodylife.it – 342/7285767

   
YOGAFESTIVAL COLLI EUGANEI

Molte le novità in programma, a partire dal tema “FAI YOGA e vivi meglio”, a sottolineare come lo Yoga sia la chiave di uno stile di vita sano e positivo. A YF Padova ci sarà per la prima volta un focus speciale dedicato ai principianti e a chi vuole avvicinarsi per la prima volta a questo straordinario mondo con la sezione Yoga Primi Passi
Ampio spazio quest’anno agli insegnanti che lavorano sugli equilibri psicofisici, da Elena De Martin (insegnante di Ashtanga con grandissima esperienza), Tiziana Fantuz (tra le più riconosciute insegnanti sul territorio padovano), Renato Turla (che pratica Yoga da oltre 40 anni dopo un passato agonistico nelle arti marziali). Ospite internazionale di punta di questa seconda edizione sarà Perumal Koshy, insegnante indiano di Hata Yoga vissuto a Los Angeles, coach di alcune tra le più conosciute star californiane, che è stato capace di sintetizzare le tradizioni millenarie indiane con un approccio più moderno ed “occidentale”. Altra importante novità di quest’anno la presenza, accanto al consueto spazio dedicato alle scuole del territorio e ai più importanti empori legati al mondo Yoga, di una nuova area ristorazione vegana e vegetariana.

4 – 5 giugno 2016 nella splendida cornice di Villa dei Vescovi – Luvigliano di Torreglia (PD)

Per maggiori informazioni:
tel. +39 02 45494055 – info@yogafestival.it – www.yogafestival.it

   

 

Almaluna

“Almaluna by Tatami Destinazione Benessere, è una A.P.S. che promuove le attività olistiche attraverso eventi, viaggi e vacanze. Per l’estate 2016, Almaluna ha scelto “Il Campeggio di Capalbio”, nel suggestivo mare della Costa Toscana. Dal 11 giugno al 10 settembre, una vacanza per tutti: famiglie, coppie e single. Mare, natura e benessere con tante attività rigeneranti che variano da settimana a settimana (Yoga, Pilates, Tai Chi, Biodanza, Shiatsu e tante altre ancora), che renderanno la tua vacanza unica e speciale. L’alimentazione è bio-naturale.
PER PRENOTAZIONE ENTRO IL 20 MAGGIO 2016, SCONTO DEL 10% SULLA SETTIMANA DI VACANZA PRESCELTA!
Associazione Almaluna cerca per la stagione estiva 1 aiuto cuoco/a, 1 lavapiatti, 1 tuttofare, luogo di lavoro Capalbio

Per maggiori informazioni:
Visita il nostro sito: www.centroyogatatami.it/almaluna-vacanze-yoga/
E mail: almalunaholidays@gmail.com
www.facebook.com/centroyogatatami
Cellulare: 3890195471

   

 

 Cambia la vita in vacanza con Tra Terra e Cielo

Cucina macro-bio-vegan – Escursioni – Attività olistiche e (ri)creative – Attività dedicate ai bambini, Cibo, salute, natura, escursioni, corsi di sviluppo personale, laboratori…
Il nostro stile è essenziale, il clima CONVIVIALE, le persone che s’incontrano un po’ speciali.
Per tutti: singoli, coppie, famiglie e teen agers verso l’autonomia.
Siamo sulla costa tirrenica, nella Maremma toscana. Grazie a una profondità graduale e a una spiaggia sabbiosa è l’ideale per le vacanze da 0 a 99 anni. Una vacanza ideale per tutti: singoli, coppie, famiglie.

LE ESCURSIONI
I conventi cistercensi scavati nella roccia tufacea, il limpido Lago di Bolsena, il Giardino dei Tarocchi e l’Oasi WWF della laguna di Orbetello, Talamone, il Monte Argentario e le Fortezze spagnole di Porto Ercole, i Monti dell’Uccellina nel Parco della Maremma, le isole Giglio e Giannutri e l’Arcipelago Toscano sono le nostre mete in questa terra da scoprire.

PER INFO E PRENOTAZIONI:
www.traterraecielo.it – segreteria@traterraecielo.it
0583.356182 – 331.9165832
Via di Chiatri 865/c 55054 Bozzano (LU)

   

 

CONFERENZE, WORKSHOPS, CONDIVISIONE, SPETTACOLI, ARTE, MUSICA, NATURA INCONTAMINATA, BUON CIBO E CONTATTI UMANI

QUESTO E MOLTO ALTRO È IL PROGETTO SAND ITALY. Dalla meditazione delle 7 del mattino, alle sessioni di yoga, Tai chi, passando per le conferenze, i gruppi di tantra e consapevolezza, le tavole rotonde, i fastosi pasti, la piscina, le chiacchierate in piazza, la musica, le danze sufi, la trance dance, le passeggiate nei boschi ed i mille momenti di condivisione questo è il PROGETTO SAND Italy

Titignano (Orvieto) dal 2 all’8 agosto

Per maggiori informazioni:
http://www.consapevol-mente.it/sand-itlay-2016/

 

Redazione